Frutta e verdura fanno bene ma ATTENZIONE! quando si soffre di colon irritabile bisogna contenersi. Ad esempio la frutta troppo matura tende a produrre gas nell’intestino a fermentare e aumentare il gonfiore. Se tendiamo a soffrire di pancia gonfia e meteorismo, dobbiamo stare attenti a limitare le porzioni di mele, prugne, banane, melone, anguria, kiwi e uva. Se proprio non possiamo farne a meno, scegliamo la frutta un po’ più acerba, che presenta un minor rischio di fermentazione intestinale, e ricordiamo di sbucciarla sempre.

La frutta va consumata a fine pasto o a merenda? Dipende. L’ideale sarebbe mangiarla a colazione e come spuntino di metà mattino o metà pomeriggio, quando lo stomaco è vuoto, condizione che favorisce il massimo assorbimento delle vitamine. Se consumata con altri alimenti, rallenta l’intero processo digestivo, di qui effetti imbarazzanti come gonfiore e gas abbondanti e maleodoranti. Solo in qualche caso è consigliato mangiarla dopo i pasti: una fetta di ananas o di papaya alla fine di un pranzo o di una cena proteici, ad esempio, facilita la digestione per la presenza di bromelina e di papaina, due enzimi che favoriscono la demolizione delle proteine.

Evitare caffè, peperoncino, cibi troppo speziati e bevande alcoliche o gassate, fortemente irritanti per l’intestino, le gomme o le caramelle senza zucchero (fanno malissimo, sono una delle cause eziopatogenetiche della sindrome). Si a centrifugati, tisane, camomilla (un vero toccasana, io porto sempre con me una bustina di quella solubile, perchè soffro di fortissimi dolori improvvisi) e soprattutto regolare l’alimentazione in base alla propria attività intestinale, evitando l’indiscriminato uso di lassativi nei casi di stitichezza.

Importante è sottolineare che gli alimenti “negativi” non sono per tutti gli stessi, ed è pertanto necessario valutare singolarmente la dieta efficace per ogni singolo individuo. Il paziente può ad esempio adottare la strategia indicata per i soggetti affetti da intolleranze alimentari, che consiste nell’escludere ed includere gli alimenti in modo da verificare la reazione personale.

ALIMENTI A RISCHIO (potenziale flatulogenico elevato):

Latte e derivati
Dolcificanti
Marmellata
Frutta: pesche, pere, prugne, uva passa, banane, albicocche, succo di prugna, cachi, fichi, frutta secca, castagne, ciliege, anguria, melone, frutta sciroppata
Verdura: cavoli, carciofi, spinaci, rucola, cetrioli, cipolle, fagioli, sedano, carote, cavoletti di Bruxelles, radicchio, finocchio, cavolfiore, fagiolini, in genere tutte le verdure “dure” contenenti molto “gambo”
Fibre e cibi integrali (in alcuni casi migliorano la situazione, in altri la peggiorano, per questo bisogna tener conto se si soffre di diarrea o stitichezza)
Spezie
Caffè, tè, Coca Cola, e bevande contenenti caffeina
Bibite gassate
Legumi
Evitare dolci molto elaborati preferire quindi cibi semplici, introdurre non più di uno yogurt al giorno, mangiare lentamente e ridurre il più possibile lo stress emotivo, l’attività fisica ( dapprima moderata, poi a intensità crescente) può essere utile ad allenare l’intestino ad una certa motilità fisiologica.

Alimentazione per il colon irritabile

La corretta alimentazione è fondamentale in caso di colon irritabile, un disturbo molto comune è la sindrome dell’intestino irritabile, i cui sintomi principali sono dolore e crampi addominali, costipazione e diarrea e a volte può verificarsi un periodo di stitichezza. Con una corretta alimentazione e qualche piccola modifica allo stile di vita potrai dimenticare questo problema intestinale! I sintomi della sindrome da colon irritabile non sono costanti nel tempo ma possono ripresentarsi a più riprese; le cause non sono del tutto note e, sebbene l’alimentazione non sia una causa diretta, alcuni cibi possono scatenarne i sintomi.
Spesso mangiare diventa un disagio perché rende più acuti i sintomi, ma non tutti i cibi hanno gli stessi effetti e correggere la dieta con dei facili accorgimenti può dare un forte beneficio:
Per ridurre la stipsi, introdurre molte fibre, bere molta acqua e svolgere un quotidiano esercizio fisico.
Limitare gli alimenti che possono far peggiorare la diarrea, come la caffeina, gli alcolici, i latticini, gli alimenti ricchi di zuccheri o grassi, cibi che fanno produrre gas come legumi, cavoli e broccoli, e i dolcificanti artificiali (principalmente sorbitolo e xilitolo).
Mangiare lentamente e consumare i pasti in un ambiente rilassante.
Tenere un diario di ciò che si mangia, per verificare i sintomi dopo ogni pasto e capire esattamente quale alimento provoca irritazione.
A cosa serve una corretta alimentazione in caso di colon irritabile?
Una corretta alimentazione punta ad evitare gli alimenti che innescano i sintomi e ad inserire quelli che aiutano a correggerli, diminuire cioè la diarrea, la costipazione e la produzione di gas, in modo da dare un maggior controllo di se stessi e migliorare la qualità della vita.

La stitichezza si verifica quando il cibo rimane nell’intestino troppo a lungo, l’acqua viene riassorbita quasi tutta e le feci diventano dure e secche, quindi difficili da eliminare; al contrario, la diarrea si verifica quando il cibo passa nell’intestino troppo velocemente tanto che l’acqua non viene riassorbita lasciando le feci liquide e difficilmente gestibili.

Una corretta alimentazione non è basata su una serie di alimenti da aggiungere o eliminare dalla dieta, ma su gruppi di alimenti suggeriti in cui ogni persona deve scegliere i cibi più adatti a lui, e l’unica strada percorribile è andare per tentativi. Tenere un diario serve anche per memorizzare i tentativi falliti e non ripetere gli errori.
Per quanto soggettiva, un’indicazione comune per chi soffre di colon irritabile è avere una dieta ricca di fibre: questi nutrienti sono dei tipi di carboidrati vegetali che per noi non sono digeribili ma hanno il ruolo fondamentale di regolare la qualità delle feci nel colon.

Esistono due tipi di fibre, insolubili, che si muovono sostanzialmente invariate nell’intestino, e solubili, che formano un gel intrappolando acqua e rendendo per questo le feci più morbide e facili da eliminare. Nelle persone che soffrono di diarrea sono utili per intrappolare l’acqua in eccesso.

Alimenti consigliati: ricchi di fibre solubili
riso
pasta e tagliatelle integrali
farina d’avena
orzo
pane di frumento o grano integrale
cereali
soia
farina di mais
patate
carote
patate dolci
rape
barbabietole
zucchine e zucche
castagne
avocado (anche se hanno qualche grasso)
banane
salsa di mele
mango
papaia
Cibi ricchi di fibre insolubili a cui prestare molta attenzione o se possibile evitare
crusca
cereali integrali
germogli
legumi
semi
noci
meusli
semi
popcorn
fagioli e lenticchie
frutti di bosco (mirtilli, fragole, more, mirtilli, ecc)
uva e uvetta
ciliegie
ananas
pesche, albicocche, pere
mele
meloni
arance, pompelmi, limoni, lime
datteri e prugne
verdure a foglia (spinaci, lattuga, cavoli, cavoli, crescione, ecc)
piselli
fagiolini
peperoni
melanzane
sedano
cipolle, scalogni, porri, aglio
broccoli
cavolfiore
pomodori
cetrioli
erbe aromatiche fresche
La corretta alimentazione è fondamentale per favorire la ripresa dell’organismo
A guardar bene sono i cibi più sani al mondo, sono quelli che compaiono sempre nelle liste di alimenti da inserire nella dieta per mangiare sano ed equilibrato; eppure, la fibra insolubile è un potente stimolante del tratto gastrointestinale e, per chi soffre di colon irritabile, può portare grossi disagi. Allo stesso tempo, per tutti i benefici che portano all’organismo, è molto importante non eliminarli, quindi l’unica soluzione è limitarli fortemente, almeno nel primo periodo, e reintrodurli gradualmente uno per volta, così da poter capire esattamente qual è che scatena l’irritazione.

Conisigli su cosa mangiare in caso di sindrome del colon irritabile
Gli alimenti ricchi di zolfo (aglio, cipolle, porri, broccoli, cavolfiori, cavoli, asparagi e cavolini di Bruxelles), oltre alle loro elevate quantità di fibra insolubile, contribuiscono a far produrre significative quantità di gas nel tratto gastrointestinale e questo può essere motivo di irritazione al colon.

Gli alimenti ricchi di fibre vanno assunti bevendo molta acqua (meglio se tra i pasti, ma non dimentichiamoci di bere anche durante i pasti) e chi inizia una simile dieta deve ricordarsi di farlo gradualmente per evitare ulteriori fastidi intestinali che le fibre possono provocare se assunte in quantità elevata all’improvviso; inoltre, chi non dovesse gradire questo genere di alimenti, troverà in commercio numerosi integratori, ma riuscire ad avere una corretta alimentazione è la cosa migliore per il benessere dell’intero organismo. Una dieta ricca di fibre può avere numerosi vantaggi oltre a quello di regolare l’intestino, perché abbassa il colesterolo e quindi il rischio di malattie cardiache, previene il diabete di tipo 2 e la diverticolite, e ci fa sentire sazi più velocemente con la conseguenza di mangiare meno e perdere peso.

Cibi da evitare
Esistono poi tutta una serie di alimenti che sono sempre da evitare perché, indipendentemente da quali siano i vostri sintomi più frequenti, comportano un forte rischio di insorgenza dell’irritazione. Carne rossa: manzo macinato, hamburger, hot dog, bistecche, roast beef, salumi, mortadella, carne in scatola, prosciutto, pancetta, salsiccia o braciole di maiale (e quant’altro proviene da mucche, maiali, pecore, capre, cervi, ecc).

Prodotti lattiero-caseari: formaggio, burro, panna acida, crema di formaggio, latte, panna, metà e metà, gelato, panna montata. Anche il latte scremato e latticini senza lattosio possono scatenare irritazioni al colon dato che, oltre ai grassi e al lattosio, i latticini contengono componenti come siero e caseina, che possono causare gravi problemi di digestione.

Tuorli d’uovo e cibi fritti
Caffè (sia normale e decaffeinato)
Alcool
Bevande gassate
Dolcificanti artificiali
Grassi artificiali
Tutti gli oli, grassi, creme spalmabili, ecc
Maionese
Salsa tartara
Cioccolato
Olive
Croissant, dolci, biscotti, pasticcini, e ciambelle
Altri 10 consigli utili per chi soffre di colon irritabile
Mangiare piccole porzioni ma frequenti, in modo da non sovraccaricare l’intestino
Mangiare fibre solubili ad ogni pasto o spuntino
Mangiare deve essere un piacere, quindi prendetevi il tempo per capire cosa vi fa male ed eliminatelo, cos’ potrete mangiare in modo più sicuro
Avere il controllo totale su ciò che si mangia
ridurre al minimo l’assunzione di grassi
Se vi capita di mangiarne anche piccole porzioni, assicuratevi che siano accompagnati da cibi ricchi di fibra solubile
Eliminare tutte le carni rosse, latticini, cibi fritti, tuorli d’uovo, caffè, bevande gassate e l’alcool dalla vostra dieta
Mai mangiare fibre insolubili a stomaco vuoto o in grandi quantità in un solo pasto; inoltre, come per i cibi grassi, devono sempre essere accompagnate da fibre solubili
Se non siete sicuri di qualcosa, non rischiate mangiandola
Mettere in pratica una dieta con tante privazioni può essere molto difficile quindi bisogna inventarsi nuove sostituzioni, come ad esempio prodotti di soia o di riso per i latticini, due albumi per sostituire un uovo intero, provare le versioni vegetariane a basso contenuto di grassi dei prodotti di carne, sostituire l’olio con puree di frutta o brodi vegetali e utilizzare erbe e spezie per aumentare sapori
Considerazioni finali sulla corretta laimentazione per lasindrome del colon irritabile
Tutti possono approcciarsi ad una dieta di questo tipo in modo sicuro, anche se non potrà trattare i sintomi di tutti noi; inoltre dobbiamo aver chiaro fin dall’inizio che i sintomi potrebbero anche peggiorare durante la messa a punto del piano alimentare a causa dell’assunzione degli alimenti che ci fanno stare male, ma una volta trovati questi alimenti possiamo finalmente escluderli dalla nostra dieta avendone così un grande beneficio.

http://www.inerboristeria.com/corretta-ali…irritabile.html

Dr. Bruno Maria Camerani

Specialista in Osteopatia, si occupa di aiutare il paziente ad intraprendere un percorso di consapevolezza volto a ripristinare un nuovo equilibrio grazie a tecniche osteopatiche strutturali, viscerali, cranio-sacrali, fasciali, di energia muscolare, somato-emozionali e biodinamiche volte a stimolare nel corpo del paziente il meccanismo di autoguarigione e ad aiutare la persona a comprendere la causa del suo sintomo. Attualmente svolge la sua attività in libera professione presso il suo studio privato di Roma, Frascati e Ciampino.

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