A monte del processo produttivo c’è già un campanello d’allarme da accendere:

la stagionalità del prodotto.

Le insalate in busta si trovano al supermercato tutto l’anno, ma in natura decisamente è impossibile farle crescere in autunno e in inverno (…questo vale anche per le insalate da lavare, e per tutta la verdura e frutta in generale).

Per almeno sei mesi l’anno la coltivazione è dunque intensiva: per permettere la crescita dell’ortaggio si fa uso di fertilizzanti chimici.

Non solo: le monocolture intensive favoriscono la concentrazione dei patogeni così, al fine di ridurre la carica microbica, si ricorre anche apesticidi. Inutile dire che nell’ortaggio che mangiamo rimangono residui sia di fertilizzanti che di pesticidi.

La lattuga in busta è sempre bella, addirittura dopo un paio di giorni dalla data di scadenza l’unico difetto che si può riscontrare sono al più le foglie un po’ ammosciate, dico bene? Questo pregio si deve al trattamento con il cloro e l’anidride solforosa, che permettono di aumentare la conservabilità del prodotto.

A che prezzo?

Una ricerca condotta dall’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) ha dimostrato che il trattamento con il cloro e l’atmosfera protettiva di conservazione riducono anche più del 50% il contenuto di antiossidanti, di vitamina C e di beta-carotene: in pratica tutti quei nutrienti preziosi per la salute.

In definitiva, spendiamo sei volte il prezzo dell’insalata in cespo per la verdura in busta, pensando quantomeno di giovarne in salute, e scopriamo che non è affatto così. Come se questo non bastasse, c’è poi il problema dell’acqua utilizzata nella filiera produttiva: essendo molto costosa, non di rado le aziende riutilizzano la stessa acqua per più lavaggi, o addirittura ricorrono ad acqua non potabile.

Ricordiamo che si tratta di prodotti ‘pronti all’uso’, quindi è difficile che a casa vengano risciacquati sotto acqua corrente: dunque ingeriamo tutti i residui che l’ortaggio porta con sé, sia dalla coltivazione (fertilizzanti e pesticidi) che dal confezionamento (cloro, acqua sporca, contatto con oggetti e materiale di imballaggio).

– See more at: http://www.bio-haus.it/prodotti-da-evitare.html?id=43:insalata-in-busta&catid=9#sthash.FTIgDE24.dpuf

Dr. Bruno Maria Camerani
Specialista in Osteopatia, si occupa di aiutare il paziente ad intraprendere un percorso di consapevolezza volto a ripristinare un nuovo equilibrio grazie a tecniche osteopatiche strutturali, viscerali, cranio-sacrali, fasciali, di energia muscolare, somato-emozionali e biodinamiche volte a stimolare nel corpo del paziente il meccanismo di autoguarigione e ad aiutare la persona a comprendere la causa del suo sintomo. Attualmente svolge la sua attività in libera professione presso il suo studio privato di Roma, Frascati e Ciampino.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*