L’endometriosi è una malattia ancora poco conosciuta che colpisce le donne in età fertile. Si stima che in Italia ne siano colpite 3 milioni di donne, addirittura 1 su 2 nella fascia di età che va dai 29 ai 39 anni. In Europa la cifra sale a 14 milioni. Nel mondo intero si arriva a 150 milioni. 

Evitare alcuni alimenti e consumarne altri più spesso contrasta l’endometriosi. Precise scelte a tavola aiutano a mitigare i sintomi di questa patologia, primo fra tutti il dolore pelvico.
COS’È L’ENDOMETRIOSI

L’endometriosi è un disturbo femminile dovuto alla migrazione di tessuto endometriale in aree diverse dalla sua sede fisiologica (la superficie interna dell’utero), quali le tube di Falloppio, le ovaie, la vagina, il retto e altri tratti dell’intestino.
In risposta alle sollecitazioni ormonali tipiche del ciclo femminile, anche questo tessuto extrauterino periodicamente si ispessisce, si riempie di sangue e si deteriora, senza però trovare quella via di espulsione dall’organismo che il flusso mestruale rappresenta per l’endometrio dell’utero.

Le conseguenze più comuni sono così infiammazione, pancia gonfia, stitichezza, sviluppo di tessuto cicatriziale, aderenze, subfertilità o infertilità e soprattutto dolori pelvici cronici, a volte così intensi da compromettere lo svolgimento delle normali attività quotidiane. Senza menzionare un tutt’altro che trascurabile carico di sofferenza psicologica.
L’ ALIMENTAZIONE COME LA PRIMA CURA

Se è vero che l’endometriosi ha una base ereditaria, è altrettanto vero che diverse sono le strategie che possono essere messe in campo per temperare la predisposizione genetica e per tenere quanto più possibile sotto controllo infiammazione e dolore una volta che l’endometriosi abbia fatto la sua comparsa. Sotto questo profilo, le scelte alimentari risultano determinanti, considerato anche il ruolo, ormai non più discutibile, che ha il cibo nel sostenere o, al contrario, modulare i fenomeni infiammatori.

TANTA FIBRA, POCHI ZUCCHERI RAFFINATI

Il primo obiettivo è evitare i “saliscendi” dell’insulina, l’ormone che interviene per riportare sotto la soglia di sicurezza il livello degli zuccheri nel sangue (ossia la glicemia) e che è un insidioso fattore proinfiammatorio. Per mantenere la calma insulinica vanno evitati gli zuccheri semplici (zucchero cianco, di canna, miele) e preferite a pasta e pane raffinati le loro versioni integrali, i cui zuccheri si assorbono meno rapidamente provocando un più graduale rialzo della glicemia. Fondamentale è poi comporre i pasti con carboidrati e proteine in quantità equivalenti, in modo da ridurre l’indice glicemico dei primi (ovvero la velocità con cui aumentano la glicemia)
Altro alimento da dosare con molta attenzione sono il latte e i suoi derivati che contengono significative concentrazioni di estrogeni, naturalmente presenti o artificialmente aggiunti, e possono quindi innescare o acuire disturbi ormonodipendenti come l’endometriosi.

SÌ A FRUTTA E VERDURA, NO ALLA CARNE ROSSA

Nella dieta non devono mancare i legumi (in particolare la soia, con i suoi fitoestrogeni utili per tamponare l’azione degli estrogeni circolanti nell’organismo femminile), e la frutta in guscio (entrambi ricchi di omega 3, dalle dimostrate proprietà antinfiammatorie).Molto importanti anche frutta e verdura che, consumate in abbondanza, si sono specificamente rivelate efficaci nel ridurre il rischio di endometriosi, rischio che invece aumenta con un alto apporto di carne rossa.

EVITARE ALCOOL E GRASSI IDROGENATI

Se l’alcol è da riservare alle occasioni speciali (innalza i livelli di estrogeni e anch’esso incrementa il rischio di endometriosi), si dovrebbero addirittura escludere dalla dieta i grassi idrogenati (detti anche grassi trans), presenti in molte marche di grissini, fette biscottate, biscotti, merendine, torte, nonché pop corn, patatine e simili: l’assunzione di acidi grassi trans può persino raddoppiare le probabilità di soffrire di endometriosi. Al contrario, altri lipidi come l’olio extravergine di oliva (fonte di preziosa vitamina E) e l’olio di semi di lino (ricco di acidi grassi essenziali “buoni”) hanno proprietà antinfiammatorie che possono tradursi in un effetto benefico nei confronti dell’endometriosi.

MEGLIO SE BIOLOGICO

In generale, è poi preferibile acquistare alimenti biologici, così da minimizzare l’introito di additivi, conservanti e soprattutto pesticidi: diverse evidenze, anche molto recenti, hanno dimostrato che possono interferire con il funzionamento delle ghiandole del corpo, incluse quelle sessuali, agendo cioè da perturbatori endocrini.

ATTENZIONE AL GLUTINE

È ormai comprovato l’alto potere infiammatorio del glutine, è quindi meglio evitarlo almeno una settimana prima del ciclo mestruale se non si riesce a farne a meno, preferendo al pane e alla pasta di grano cereali come il riso, la quinoa, il miglio, l’amaranto e il grano saraceno.

Un’ultima considerazione, ma non per importanza: l’endometriosi, come altre patologie a componente infiammatoria, può essere influenzata e sostenuta da intolleranze alimentari, che appositi test sono in grado di individuare. Correggere le ipersensibilità a determinati cibi grazie a indicazioni alimentari individualizzate conduce spesso a mitigare le manifestazioni dell’endometriosi e a migliorare la qualità della vita.

Dr. Bruno Maria Camerani
Specialista in Osteopatia, si occupa di aiutare il paziente ad intraprendere un percorso di consapevolezza volto a ripristinare un nuovo equilibrio grazie a tecniche osteopatiche strutturali, viscerali, cranio-sacrali, fasciali, di energia muscolare, somato-emozionali e biodinamiche volte a stimolare nel corpo del paziente il meccanismo di autoguarigione e ad aiutare la persona a comprendere la causa del suo sintomo. Attualmente svolge la sua attività in libera professione presso il suo studio privato di Roma, Frascati e Ciampino.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*