Cuscini con noccioli di ciliegia, caldo naturale per bimbi e mamme

Avresti mai pensato che buttare i nocciolini delle ciliegie sarebbe stato un enorme spreco ?

Ebbe si, i noccioli delle ciliegie hanno la preziosa proprietà di assorbire il caldo ed il freddo, rilasciandoli molto lentamente. Da qui l’uso dei noccioli di ciliegia, inseriti in un contenitore o in un sacchetto, come rimedio naturale per alleviare la cervicale o anche solo per scaldare i piedi nel letto.

Sacchetti con noccioli di ciliegia

I noccioli di ciliegia, che prima del loro utilizzo devono essere opportunamente essiccati, venivano usati anche dalle nostre nonne, che erano solite metterne una manciata dentro al cuscino come rimedio totalmente naturale ai dolori cervicali. Ricordiamoci che il calore è il più antico rimedio naturale contro le più comuni forme di dolori muscolari ed articolari !

Dall’antica tradizione svizzera, un rimedio tutto naturale! Sacchetti e cuscini con noccioli di ciliegia, che una volta inseriti nel forno tradizionale o a microonde, conservano il caldo a lungo. Indicati per cervicale, ma anche semplicemente per scaldarsi mani e piedi nel letto.
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Ma come fanno questi noccioli all’apparenza insignificanti ad avere questa cosi interessante proprietà? Il nocciolo è dotato di una naturale camera d’aria interna che gli consente di accumulare velocemente il caldo ed il freddo, e di rilasciarli molto lentamente, in totale assenza di umidità.

Il cuscino con noccioli di ciliegia garantisce quindi un calore secco, di lunga durata senza il rischio di provocare scottature o bruciature. Sarà sufficiente riscaldare i noccioli nel forno, nel microonde, sul calorifero o sulla stufa.

I noccioli di ciliegia possono essere un valido rimedio naturale contro i malanni placabili col calore (termoterapia=metodo terapeutico che sfrutta gli effetti benefici del calore applicato localmente per alleviare i dolori), come ad esempio i dolori articolari e cervicali, crampi addominali, cefalee da tensione, geloni, nervosismo, stress, stanchezza e molto altro ancora.

Come utilizzare i cuscini con i noccioli di ciliegia

Utilizzo come cuscino CALDO
Allevia dolori di pancia da digestione, dolori mestruali, dolori muscolari, tensioni, bronchiti, disturbi reumatici ed aiuta ovunque sia utile il calore:
  • Per riscaldare il lettino oppure la carrozzina dei bambini,
  • Per riscaldare i piedi freddi,
  • Stimola il flusso del latte in allattamento.

Utilizzo come cuscino FREDDO

I noccioli di ciliegia si raffreddano in modo delicato e piacevole. Il cuscino può essere applicato così direttamente sul punto colpito ed aiuta laddove il freddo sia di sollievo:

  • Su punture di insetti e leggere scottature solari;
  • Su piccoli bernoccoli o piccoli ematomi;
  • Su infiammazioni del seno in allattamento;
  • Per mal di testa ed infiammazioni;
  • Per colpi della strega ed infiammazioni del nervo sciatico;

Conosci gli impacchi di zenzero? Un toccasana naturale contro i dolori muscolari

Durante la stagione fredda (e non solo) siamo più soggetti ai dolori muscolari, che possono colpire i più diversi “distretti” del nostro corpo: pensiamo solo a quante volte ci può bloccare un fastidioso mal di schiena oppure un torcicollo.

Senza dimenticare i dolori articolari, che si fanno sentire magari quando pratichiamo il nostro sport preferito: dolori e fastidi alle ginocchia o alle spalle, che rendono difficile anche svolgere le normali attività quotidiani.

Per fortuna la natura ci viene in aiuto con un rimedio efficace e privo degli effetti collaterali (a volte anche molto pesanti) che i farmaci antidolorifici e antinfiammatori portano con sè: gli impacchi di zenzero.
Gli impacchi di zenzero contro i dolori
Gli impacchi di zenzero sono utilizzati dalla medicina tradizionale cinese per alleviare i dolori muscolari e articolari: abbiamo già visto le diverse proprietà dello zenzero, che si rivela un ottimo rimedio naturale in caso di problemi legati all’apparato digerente, grazie alla sua naturale azione antinfiammatoria.

Azione antinfiammatoria che è anche alla base degli impacchi di zenzero: infatti grazie a questa applicazione possiamo combattere le contratture muscolari, le contusioni e i dolori articolari.

Vediamo allora come preprare il nostro impacco di zenzero.

Impacchi di zenzero: cosa serve?
Preparare questo tipo di impacco è molto semplice, servono infatti:

  • 1 litro di acqua
  • 1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato (oppure 2 cucchiai di zenzero secco in polvere)

Mettiamo lo zenzero fresco in una garza che chiuderemo con un elastico e mettiamola in una pentla con l’acqua: nel caso invece utilizzassimo zenzero secco lo possiamo sciogliere direttamente nell’acqua.

Portiamo a ebollizione l’acqua, ma ricordiamoci di spegnerla prima che bolla (non fate bollire l’acqua altrimenti lo zenzero perderà le sue proprietà curative).

Dopo avere lasciato sobbollire per circa 5 minuti strizzate bene la garza che contiene lo zenzero: ora l’acqua dovrebbe avere assunto un colore giallo e dovreste sentire un intenso odore di zenzero.

A questo punto il nostro impacco allo zenzero è quasi pronto: nell’acqua (che dovrà sempre rimanere molto calda anche se non bollire) andremo a immergere un panno di spugna, che poi strizzeremo e applicheremo sulla parte dolorante.

Appena ci renderemo conto che l’impacco ha perso il suo calore, rifaremo la procedura vista sopra: per ottenere i risultati migliori dovremmo andare avanti con gli impacchi sempre caldi per circa 20 minuti.

Noteremo forse che la pelle si è un po’ arrossata, ma di sicuro tutto questo sarà accompagnato da una piacevole sensazione di benessere.

Con i rimedi naturali diventa possibile curare anche un fastidioso mal di schiena senza effetti collaterali: ricorda di iscriverti alla nostra newsletter e di seguire la nostra pagina Facebook, in modo da essere sempre aggiornato sulle novità nel campo dei rimedi naturali e della depurazione

 

Cosa non fare in caso di infiammazione

Avrete sentito parlare di artrite, tonsillite, bronchite. Tutte le malattie che terminano per –ite indicano l’infiammazione di una specifica area del corpo. Ad esempio la colite è un’infiammazione del colon, l’appendicite dell’appendice, dermatite della pelle, tendinite dei tendini, epatite del fegato ecc. Queste etichette patologiche denotano semplicemente la parte affetta, ma falliscono nel comprendere la causa dell’infiammazione.

L’infiammazione manifesta di solito dolore acuto, dovuto alla pressione esercitata dai tessuti infiammati sui nervi. E questo è un bene, poiché il dolore limita i comportamenti che potrebbero danneggiare ancora di piú l’organismo. Ad esempio se ci fa male la schiena, eviteremo di alzare carichi pesanti, se fa male la gola, mangeremo di meno e berremo di piú.

Non appena individuata la parte affetta da infiammazione, é pratica medica somministrare al paziente un antidolorifico, o pratica comune andare in farmacia a comprarlo. Grazie al farmaco, il dolore associato all’infiammazione svanisce e puó sembrare quasi un miracolo: possiamo continuare con il nostro lavoro e la nostra vita credendo di essere tornati in salute. Ma questo potrebbe non essere il caso. Questi medicinali hanno la capacitá di provocare piú danni, che il valore del sollievo momentaneo e sono distruttivi su due livelli: primo, incoraggiano la continuazione del comportamento che ha causato l’infiammazione (ad esempio, sovraccarico delle vertebre e dei muscoli della schiena). Secondo, causano quasi senza eccezione gli eufemisticamente chiamati “effetti collaterali”. A volte questi effetti collaterali potrebbero valerne la pena. Peró c’è sempre un rischio virtuale. Farmaci antidolorifici e antiinfiammatori sono di uso comune, anche troppo comune, e pochi sono davvero consapevoli dei rischi reali ai quali si stanno sottoponendo. Probabilmente, sarebbe meglio sopportare il dolore e andare direttamente alla causa di questo, cambiare stile di vita e perfezionare i propri comportamenti.

Anch’io in passato ho fatto uso profuso di Moment per il mal di testa . Il dolore m’impediva persino di lavorare, a volte. Una pastiglietta e questo spariva nel giro di mezz’ora, per poi ritornare puntualmente. Grazie alle sedute dall’ osteopata e ad un’alimentazione corretta sono spariti i mal di testa. Una grande liberazione! Il farmaco fa effetto, ma è solo temporaneo, ed è questa una delle grandi minacce del nostro tempo: cerchiamo soluzioni veloci per problemi dei quali non si capisce l’origine e ancor meno se ne comprendono le conseguenze. E la medicina di oggi, maestosa e brillante, ci offre esattamente quello che il nostro istinto ricerca – sollievo immediato dei sensi.
Soluzioni rapide di qualsiasi tipo raramente portano benefici a lungo termine. Un esempio chiaro è il fast-food, quando abbiamo fame, è facile cadere nella trappola del consumo di qualcosa di veloce, ma ci fa bene abusare di questa invenzione? Credo che tutti noi conosciamo la risposta. Consumare droghe ricreazionali ci fa sentire euforici, ma quanto puó durare? E che dire dell’alcool? È piacevole passare una serata e esagerare con questa sostanza, ma come ci sentiamo il giorno dopo? E cosa dire dei problemi a lungo termine derivanti dall’abuso di alcool e droghe?

Descrizione del processo infiammativo

Come risultato di una lesione o ferita provocate da agenti estranei all’organismo o a causa di un trauma, ad esempio un osso rotto, un morso di un insetto o una reazione ad un’infezione batterica, le cellule del tessuto danneggiato producono istamina. L’istamina provoca il mutamento dei minuti vasi sanguigni, i quali rilasciano fluidi all’area ferita. Il flusso sanguigno locale aumenta e trasporta speciali cellule ematiche all’area, la cui specialitá è quella di collezionare sostanze aliene per l’atto eliminativo. Assieme a queste cellule giungono anche fibrinogeni, i quali stimolano la coagulazione. Il coagulo è una risposta naturale e fa da partizione, è come un muro che viene eretto tra l’area infetta e il resto del corpo. La partizione arresta la fuoriuscita dei fluidi, impedisce alla materia morbosa di entrare in contatto con le parti sane, e risulta nel caratteristico gonfiore dell’infiammazione. L’infiammazione è causata da un agente eccitante ed è un comune meccanismo di difesa dell’organismo. Alla luce di ció essa è riconosciuta come un processo intelligente di guarigione.

Il Dr. H. Lindlahr spiega che il corpo non sopprime la crescita e moltiplicazione dei batteri finché la materia morbosa della quale si cibano e sussistono non sia stata consumata e decomposta. Egli afferma che antibiotici e antitossine somministrati in alte dosi durante queste cinque fasi, potrebbero sopprimere l’attivitá microbica e il processo infiammativo prima che quest’ultimo abbia fatto il suo corso riparativo naturale e prima che la materia patologica sia eliminata.

Le 5 fasi dell’infiammazione, secondo il Dr. Lindlahr, sono:

Incubazione – Durante questa fase tossine, materia morbosa e altri eccitanti infiammativi si concentrano in una determinata parte o un organo del corpo. Quando si accumulano in una quantitá tale da interferire con la normale funzione dell’organismo o da mettere in pericolo la salute e la vita, forze vitali si mettono in moto e reagiscono d’emergenza attraverso il processo d’infiammazione.

Aggravamento – Durante il periodo di aggravamento i fagociti inghiottiscono le tossine nel corpo. Questa fase è accompagnata da un corrispondente aumento di temperatura, febbre e infiammazione, finché raggiunge il suo climax, marcato dalla maggiore intensitá dei sintomi febbrili e di dolore.

Distruzione – Disintegrazione di tessuti dovuta all’accumulo di essudati a causa della formazione di pus; sviluppo di ascessi, foruncoli, fistole, irritazione, piaghe e altri sintomi febbrili e d’infiammazione.

Riduzione – Assorbimento ed eliminazione di essudati, pus ecc. accompagnato dall’abbassamento di temperatura, battito cardiaco e altri sintomi d’infiammazione.

Risoluzione o ricostruzione – Quando il periodo di riduzione ha fatto il suo corso completo e le aree affette sono ripulite delle accumulazioni e ostruzioni morbose, la quinta fase è di ricostruzione e riparazione dei tessuti lesi e degli organi danneggiati. Ritorno alla norma.

È estremamente importante non interferire con alcuna fase sopraindicata. La miglior azione è mettersi a riposo cosicché tutta l’energia vitale possa essere reindirizzata al processo di guarigione. Lindlahr spiega cosa potrebbe succedere se ciascuna di queste fasi fosse soppressa.

Soppressione durante le prime due fasi d’infiammazione

Lindlahr spiega che questa pratica involve sempre il pericolo che le tossine non eliminate sovraccarichino organi e parti vitali, predisponendo la fondazione di malattie croniche distruttive.
Soppressione durante la terza fase d’infiammazione

Se s’interferisce con il processo durante questa fase, c’è la possibilitá che l’area affetta rimanga danneggiata in modo duraturo e questo lasci gli organi permanentemente invalidati.
Soppressione durante la quarta e quinta fase d’infiammazione

Se si blocca o s’interferisce con questi processi di eliminazione prima che vengano portati a termine, le parti affette e gli organi non hanno la possibilitá di ricostruirsi perfettamente. Potrebbero rimanere anormali, paralizzati e la loro funzione invalidata, anche seriamente.
Spesso si ritiene l’infiammazione come una “malattia” da venir soppressa, ma in realtá è il processo di guarigione, essa è la “cura”, attraverso cui la natura si sforza a ristabilire la salute! Lasciatemelo ripetere perché questo concetto é troppo importante: L’INFIAMMAZIONE É LA CURA!

La maggior parte dei pazienti potrebbe guarire perfettamente e naturalmente senza l’uso di medicinali. Ad esempio, pazienti con problemi reumatici e di osteoporosi beneficiano grandemente di cambiamenti alimentari; problemi e lesioni alla schiena possono essere trattate efficacemente attraverso terapie manipolative non chimiche come aggiustamenti chiropratici e fisioterapia. La maggior parte dei pazienti, al primo dolore, pretende un effetto immediato, solo cosí si convince che la terapia é efficace, e generalmente gli viene prescritto un antidolorifico – soluzione pratica e decisamente allettante per ambo le parti (medico-paziente).
I medicinali potranno pure offrire rilievo dal dolore, ma raramente promuovono la guarigione e la salute dell’organismo. Al contrario, tutti offrono una serie di effetti collaterali. In uno studio pubblicato dal Journal of Rheumatology, é stato argomentato che il 2,7% dei pazienti* che fanno uso di medicine antiinfiammatorie non-steroidali (come l’ibuprofene) sviluppa serie complicazioni del tratto gastrointestinale superiore. Un altro studio pubblicato nel Journal of the American Medical Association suggerisce che 2,2 milioni di pazienti* ospedalizzati annualmente ripercuotono reazioni avverse serie ai medicinali a loro somministrati. Douglas Lisle, Ph.D. e Alan Goldhamer, D.C., suggeriscono che 106,000 di queste reazioni siano state fatali. Se questo fosse vero, gli effetti collaterali da farmaco sarebbero la sesta causa di morte prematura in America! (The Pleasure Trap, Mastering the Hidden Force that Undermines Health & Happiness, Douglas Lisle, Ph.D., Alan Goldhamer, D.C., 2006)

La scena italiana è un po’ confusa. Secondo l’enciclopedia Treccani cit. “In Italia, da anni le segnalazioni di ADR (Adverse Drug Reaction) sono più basse rispetto a quelle rilevate in altri Paesi. Dal 2001 al 2005 le segnalazioni annue hanno oscillato tra 6000 e 7000, con differenze importanti da regione a regione e con un tasso largamente al di sotto dell’obiettivo ottimale di 30 per 100.000 abitanti raccomandato dall’OMS. Almeno in teoria, il numero ridotto di segnalazioni può essere spiegato con differenze genetiche che rendono gli italiani più resistenti ai danni da farmaci, per es. per un assetto particolare di un pool di enzimi che metabolizzano i farmaci, ma è un’ipotesi che riscuote poca fortuna tra gli studiosi. È più facile che i medici italiani facciano semplicemente meno segnalazioni di ADR, magari solo perché non tendono ad attribuire a un farmaco la responsabilità del problema che assilla il malato.” (http://www.treccani.it/enciclopedia/danno-da-farmaci_%28XXI_Secolo%29/)
Mio parere – È possibile che tra tutti gli esseri umani della terra, noi italiani abbiamo la fortuna di possedere una pool di enzimi cosí specifica che ci permette di metabolizzare efficacemente droghe sintetiche dell’ultimo millennio? La teoria che a noi italiani sarebbe concessa la grazia divina dell’uso di medicinali è, a mio parere, pretenziosa. Chiaramente è difficile riconoscere un sintomo e verificare esattamente che questo derivi dal farmaco, ancor meno se dei farmaci si fa un mix. Non solo dobbiamo renderci conto che il nostro sintomo derivi dal medicinale, ma lo dobbiamo riportare al medico di base, sará poi egli ad informare la Rete Nazionale di Farmacovigilanza, non noi direttamente.
E ancora, un caso interessante – mia nonna: da quando sono piccola, la vedo ogni giorno prendere 7-10-14 pillole…al giorno! E negli anni non migliora, anzi. Sempre piú interventi, sempre piú medicine, sempre piú visite mediche sono previste. E da poco, anche un tumore della pelle. Potrá pur essere che quest’ultimo sia il risultato di 10-20-30 (E chi li conta piú?) anni di consumo (abuso?) di medicinali per malattie di cui si conosce solo l’etichetta? Secondo l’Igienismo tutte le malattie hanno la stessa origine: tossiemia e tossicosi (vedi anche l’articolo Tossiemia e tossicosi: precursori di tutte le malattie) e la malattia si sviluppa attraverso sette fasi: enervazione, tossicosi, irritazione, infiammazione, ulcerazione, indurimento, cancro. O sará colpa di una disfunzione di corpo “invecchiato”? A voi il parere.

La maggior parte delle malattie odierne derivano dall’eccesso. Ad ogni disturbo crediamo di dover aggiungere qualcosa, quando è la sovrabbondanza (di cibo, di tossine, di stimolanti, di droghe ecc.) che ha causato il problema. La soluzione è davvero semplice, forse anche troppo semplice: togliere, sottrarre, ma il desiderio di “fare qualcosa”, invece di smettere di fare qualcosa, pare essere la propensione umana.

Colgo l’occasione per ribadire che non abbiamo una malattia qui o lí. La malattia è il sintomo di un malessere generale, lo sfogo ponderato di un organismo esperto: il corpo umano.

Febbre, diarrea, vomito, infiammazione sono solitamente i nostri alleati, la risposta intelligente del nostro organismo, ai quali deve essere lasciato il tempo di fare corso – naturalmente, senza l’impedimento dei medicinali. Digiuno o semi-digiuno e tanto riposo fisico, mentale, sessuale ed emozionale sono in generale richiesti dallo stesso corpo.

La veritá è che la maggior parte dei disturbi che minacciano la nostra salute e quella dei nostri cari è prevenibile, ma non efficacemente curabile (secondo i metodi convenzionali). Se decidiamo di prendere azioni preventive, elimineremo le cause delle infermitá ancora prima che danneggino irreversibilmente il nostro organismo.

Noi e i nostri cari dobbiamo prendere coscienza e consapevolezza che la nostra salute è in primo luogo nelle nostre mani. La salute è la conseguenza naturale e spontanea di una vita salutare. Abbiamo la possibilitá di agire. Ora. Abbiamo la possibiliá di scelta, per il nostro futuro e quello dei nostri figli. Abbiamo il diritto ad una vita lunga, una vita gioiosa e serena, libera dalle malattie. Ci vuole coraggio per cambiare e non è semplice. Puó sembrare impossibile e istintivamente non allettante, certo alle volte dobbiamo rinunciare al piacere immediato, e metterci tutta la forza, spendere energia, ma solo per una grandissimo guadagno futuro, il valore piú importante della vita: la salute. Senza questa, nulla e proprio nulla ha piú senso.

1 scorza di limone è il trucco per sbarazzarsi di infiammazione e dolore cronico

Questo è uno di quei rimedi della nonna che funzionano. E’ incredibile come abbiamo dimenticato tutta la conoscenza antica per lasciare il posto a farmaci chimici pieni di effetti collaterali e che il nostro corpo deve smaltire. Questo semplice trucco ti sarà utile per rimuovere infiammazione e dolore alle articolazioni. Provare non costa nulla!

I limoni sono uno dei frutti più utilial mondo tanto che l’albero di limone è uno dei più antichi e più coltivati.
Sono abbondanti di vitamine eminerali come la vitamina C, A, B1, B6, potassio, magnesio, fosforo, calcio, bioflavonoidi, pectine e acido folico.

Il limone è ricco di acido citrico, essenziale per il ricambio energetico delle cellule, rafforzare il nostro sistema immunitario e il suo succo, diluito nell’acqua e bevuto ogni mattina, è un toccasana per alcalinizzare il nostro organismo e rimuovere le scorie.

Per chi pensa che la scorza del limone sia uno scarto deve sapere che essa contiene da 5 a 10 volte più di vitamine rispetto al succo ed è ricca di composti che possono essere usati per avere dei benefici specifici.

La buccia di limone contiene infatti degli oli essenziali che aiutano arilassare i vasi sanguigni, sciogliere il dolore e producono un effettoanti-infiammatorio.

Pertanto la scorza è estremamente efficace per prevenire l’infiammazione e ridurre il dolore cronico.

Ecco il primo metodo

Innanzitutto acquista limoni biologici o non trattati in superficie.Gli agrumi sono trattati con cere e sostanze chimiche dannose, quindi è da evitare l’ingerimento e il contatto cutaneo prolungato. Per questo scegli solo limoni non trattati, li puoi riconoscere perché non sono lucidi ma rugosi e molto più naturali.

Prendi due limoni, lavali, togli via la buccia, tagliala a pezzettini e mettili in un contenitore di vetro (tipo quello delle marmellate). Aggiungi l’olio di oliva fino a metà, chiudi il barattolo e lascia riposare la miscela per due settimane. Dopo due settimane, il tuo olio benefico è pronto. Bisogna strofinarlo sulla zona interessata, avvolgere con una garza e lasciare agire tutta la notte.

Il secondo metodo

Grattugia la scorza di limone, facendo attenzione a prendere solo lo strato di colore giallo e non la parte bianca. Metti la buccia sulla parte del corpo interessata spremendola e strofinandola e poi avvolgi il tutto con una benda. Tienila per circa due ore.

Ad una mia paziente avevo consigliato di togliere col coltello la buccia (parte gialla) e metterla nella parte dolorante durate la notte (nel suo caso i piedi quindi nei calzini) e mi conferma che ha sempre funzionato. Prova e fammi sapere la tua esperienza nei commenti!

Ricordati che il miglior medico è la natura: guarisce i due terzi delle malattie e non parla male dei colleghi. 

Galeno, medico greco antico del II sec d.C. che ha posto le basi della medicina

Perdere peso e guadagnare salute: la dieta antinfiammatoria

Un corretto regime alimentare è considerato dalla naturopatia qualcosa di imprescindibile per la nostra salute. Per questo il consiglio di un naturopata ad una richiesta di perdere peso sarà sempre quello di evitare diete drastiche o iperproteiche dalle quali possono derivare problemi fisici duraturi a reni e fegato e di seguire un’alimentazione bilanciata che consenta una perdita di peso graduale apportando allo stesso tempo benefici alla salute globale della persona.

Le cause del sovrappeso

E’ interessante sapere che spesso alla base di un sovrappeso c’è un’infiammazione diffusa, che ostacola i normali scambi intracellulari, impedendo il raggiungimento del peso ideale e che spesso è anche causa di stati patologici cronici, che quasi semprecrea intolleranze e sovraccarico di tossine nell’organismo, con ripercussioni frequenti anche sul tono dell’umore.

La dieta antinfiammatoria

Per seguire una dieta antinfiammatoria non occorre rivoluzionare immediatamente il modo di alimentarsi in maniera drastica, occorre però impegnarsi amodificare gradualmente in senso salutare la propria alimentazione e correggere quelli che sono stati individuati come errori. Ecco alcune semplici regole da seguire e dopo un periodo iniziale di maggiore attenzione le persone saranno in grado di ascoltare le richieste del proprio corpo arrivando ad orientarsi istintivamente verso ciò che fa stare bene:

Mantenere bassa la glicemia, evitando picchi glicemici, con cibi che rilascino lentamente il glucosio nel sangue. In questo modo otterremo diversi risultati importanti: abbassare il livello infiammatorio, evitare il facile accumulo di grassi, controllare il senso di fame, contrastare la produzione di radicali liberi ed evitare cali di concentrazione e conseguenti mal di testa;

Consumare carboidrati e proteine ad ogni pasto; infatti le proteine stimolano il rilascio di glucagone che ha un’azione opposta e complementare all’insulina e questo aiuta anche a sentirsi sazi più a lungo. Anche nei due spuntini (meglio fare 3 pasti leggeri e due spuntini) dovremmo rispettare questa regola, abbinando ad esempio due noci ad un frutto, oppure un cucchiaino di germe di grano o fiocchi di cereali allo yogurt magro.

Diminuire e successivamente eliminare i cibi che creano infiammazione: è importante sapere che le scorie che il metabolismo non riesce a smaltire creano accumuli di tossine che a loro volta sono all’origine del processo infiammatorio: questa è l’anticamera di malattie che possono svilupparsi fino diventare a carattere cronico o degenerativo. Quindi evitare porzioni troppo abbondanti, zuccheri raffinati e rapidi, alcool (non superare mai 1 bicchiere di vino a pasto o un boccale di birra – e non tutti i giorni – evitando drasticamente i superalcolici); fare attenzione agli additivi alimentari (conservanti, grassi idrogenati, coloranti che appesantiscono e intossicano) controllando sempre l’elenco degli ingredienti dei prodotti che acquistiamo, quindi scegliere sempre i cibi meno elaborati; evitare cibi altamente acidificanti (fritti, grassi cotti, carni grasse, zucchero bianco, cioccolata e alcool), aumentare cibi basificanti assumendo sempre frutta e verdura in abbondanza (che offrono anche il vantaggio di fornire un quantitativo importante di fibre, necessarie nella nostra alimentazione e importanti per il mantenimento del peso ideale)

Variare spesso i cibi ed evitare diete restrittive e monotone: ribadiamo il concetto ovvio di seguire la stagionalità della natura, resistere alla tendenza di comprare sempre tutto, fare ampio uso di cereali inserendo nella dieta anche quelli meno noti (amaranto, quinoa, miglio, grano saraceno)

Consumare quotidianamente cibi ricchi di Omega 3, i grassi ‘buoni’ che hanno benefici sull’organismo (anche gli Omega 6, ma questi si trovano più facilmente in molti cibi). Questi acidi grassi sono sostanze lipolitiche cioè in grado di sciogliere i grassi, quindi paradossalmente gli Omega 3 si possono considerare ‘grassi che aiutano ad eliminare il grasso dall’organismo’ e hanno la capacità di abbassare il livello infiammatorio; inoltre aiutano a tenere sotto controllo il colesterolo Ldl, quello nocivo, e ad aumentare Hdl, quello benefico; altri benefici offerti sono di migliorare le patologie cutanee, attivare terminazioni nervose nel cervello responsabili della secrezione degli ormoni del buon umore, favorire l’assunzione e l’assimilazione di vitamine A,D,E,K. Si trovano in abbondanza nei semi di lino (si può consumare anche sotto forma di olio di lino, spremuto a freddo e crudo) nelle noci, nel pesce azzurro, nella soia e suoi derivati, nei germogli e nell’avocado. – Se il peso non scende nonostante una dieta a basso livello infiammatorio occorre pensare a cibi che creano intolleranze: creando uno stato di intossicazioni le intolleranze possono essere la causa del sovrappeso, quindi può essere utile sottoporsi a test per individuarle ed eliminare per un periodo (variabile da persona a persona) i cibi ‘incriminati’

Rivalutare le alghe: attivano il metabolismo con effetti dimagranti (ma solo in chi ne ha bisogno), sono rimineralizzanti e tonificanti, contrastano il ristagno della circolazione linfatica (quindi anche la cellulite) e i processi degenerativi, attivano la circolazione, inoltre contengono sostanze in grado di stimolare le lipasi, gli enzimi che presiedono alla demolizione dei grassi. Le loro mucillagini attenuano l’appetito, accelerano il transito intestinale e limitano l’eccessivo assorbimento di sostanze nutritive

Altri due piccoli consigli: linguaggio e attenzione a sé stessi Per procedere spediti lungo il percorso di migliorare la nostra salute ed eliminare il sovrappeso è importante modificare il nostro linguaggio, eliminando i termini negativi e sostituirli con parole o frasi propositive, quindi focalizzare l’attenzione sul ‘raggiungimento del peso ideale’ e non sulla ‘perdita di peso’; sui ‘nuovi alimenti da introdurre o scoprire’ anziché su ‘quelli da eliminare’. Cercare di aggiungere gratificazioni, volendosi più bene, dedicandosi più attenzioni e piccoli piaceri quali un bagno con oli essenziali e aromi, un massaggio, una passeggiata al sole o una conversazione con amici, la lettura di un bel libro, anziché utilizzare il cibo come sostituto. Inoltre trovare il tempo di dedicarsi quotidianamente ad almeno venti minuti di cammino, oppure 3 volte alla settimana ad un’ora di attività aerobica. Bibliografia

Curarsi con il cibo – Catia Trevisani – ed. Terra NuovaIl potere degli Omega 3 – Klaus Oberbeil – Macro Edizion. Gli alimenti che salvano la vita-Riza Scienze – Raffaele Fiore – Ed.Riza