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	<title>Senza categoria | Camerani Osteopatia</title>
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	<description>Osteopata Dr. Bruno Maria Camerani - Osteopata Frascati e ciampino - Osteopatia</description>
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	<title>Senza categoria | Camerani Osteopatia</title>
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		<title>Quanto può fare bene il mare ai tuoi bambini?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Bruno Maria Camerani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2021 15:51:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando arriva la bella stagione, portare al mare i propri bambini è il modo migliore di cambiare aria,ricaricare le batterie e fare il pieno di benessere psicofisico. Prima le nonne e poi i pediatri lo raccomandano da sempre come panacea di tanti mali, e non si sbagliano.  Andare in spiaggia con i bambini richiede però attenzione nella scelta della [&#8230;]</p>
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<p>Quando arriva la bella stagione, portare al mare i propri bambini è il modo migliore di cambiare aria,<br>ricaricare le batterie e fare il pieno di benessere psicofisico.<br></p>



<p>Prima le nonne e poi i pediatri lo raccomandano da sempre come panacea di tanti mali, e non si sbagliano. <br></p>



<p>Andare in spiaggia con i bambini richiede però attenzione nella scelta della località e precauzioni<br>nell’esposizione al sole, in particolare durante i bagni, ma i vantaggi superano certamente le difficoltà.<br>Vediamo insieme tutti i benefici del mare per i tuoi bambini e inizia a pensare alla tua prossima vacanza di<br>riposo, divertimento, sole (in sicurezza) e una sana ventata di salute per tutta la famiglia!</p>



<h2>Il mare fa bene ai tuoi bambini</h2>



<p>Scegliere di trascorrere una vacanza al mare potrebbe diventare un modo divertente per prevenire i<br>malanni invernali e per attenuare alcune problematiche tipiche dell’infanzia.<br>Spiaggia e mare costituiscono un ambiente particolarmente amato e adatto ai bambini, anche neonati.<br>Ma non solo, l’aria di mare, ricca di sali iodati, l’acqua salata e i raggi del sole sono supporti naturali di<br>sostegno per la salute dei più piccoli.<br></p>



<p>Devi sapere, però, che per godere dei benefici dell’aria iodata, del sole, dell’acqua marina e del mare<br>sarebbe ottimale fare una vacanza di almeno 15 giorni.<br>In particolare per neonati e bambini molto piccoli è sconsigliata la “fuga al mare” di un giorno. Questo<br>sarebbe per loro uno stress, poichè che non amano fuggire dal ritmo delle abitudini.<br>Inoltre, il sole dalle 11 alle 16:30 non è per nulla salutare, anzi aumenta il rischio di disidratazione e<br>insolazioni.</p>



<figure class="wp-block-pullquote alignleft is-style-default"><blockquote><p>La vacanza al mare di almeno 15 giorni è l’ideale per il benessere dei più piccoli, mentre la fuga di un giorno al mare potrebbe essere troppo stressante.</p></blockquote></figure>



<p>Chiarito questo, quando sarai in vacanza al mare potrai notare che l’acqua marina, l’aria e il sole hanno un<br>effetto positivo sul tuo bambino, fin dai primi giorni.<br>In particolare sul suo nasino e, più in generale, sulle sue vie respiratorie, ma non solo.<br></p>



<p>&#8211; Se il tuo piccolo soffre di asma, riniti, infiammazioni delle alte vie respiratorie, il mare e la sua aria<br>rappresentano un toccasana quasi miracoloso.<br></p>



<p>&#8211; Per tutti i bambini, e per i più piccoli in particolare, le passeggiate sul lungomare o sul bagnasciuga<br>al mattino presto e alla sera sono un sostegno per il loro sistema immunitario.</p>



<p>&#8211; La spiaggia è indicata anche per i bambini che hanno eczemi e infiammazioni della pelle: in molti<br>casi migliorano e, a volte, guariscono del tutto.<br>Vediamo adesso più in dettaglio 4 benefici del mare per i bambini!</p>



<h2>1. I benefici dell’acqua del mare per il nasino del tuo bambino</h2>



<p>L’acqua di mare è ricca di sali, e questa peculiarità la rende un ottimo detergente naturale per il nasino:<br>pulisce dal muco e, allo stesso tempo, lo “disinfetta”.<br></p>



<p>Il cloruro di sodio, ovvero il sale di cui il mare è ricco, è un efficace mucolitico naturale. Diluisce il muco in<br>eccesso e stimola il movimento delle ciglia che lo spazzano via, fuori dal naso.<br></p>



<p>L’acqua di mare, infatti, a seconda della sua naturale concentrazione di cloruro di sodio, può essere<br>una soluzione isotonica o ipertonica in alternativa ai nostri fluidi.<br>In ogni caso, per la sua elevata concentrazione di sale, l’acqua di mare funge anche da blando disinfettante<br>naturale.<br></p>



<p>In pratica, i microrganismi a contatto con l’acqua salata tendono a svuotarsi per osmosi di acqua e a perire<br>disidratati. Si tratta dello stesso meccanismo che governa la conservazione della carne per salatura!<br></p>



<p>Tutto ciò si traduce in un incremento delle secrezioni nasali del tutto normale nei primi giorni al mare. Non<br>devi quindi preoccuparti. Anzi, il naso che cola di continuo è segno dell’effetto positivo dell’acqua di mare.</p>



<h2>2. Aria salmastra: un aerosol naturale per i bambini</h2>



<p>I benefici del mare sui bambini non si limitano all’acqua, ma si espandono fino all’aria.<br>L’aria marina, proprio per effetto dell’acqua di mare che evapora, è anch’essa ricca di iodio, magnesio,<br>potassio e altri sali minerali.<br></p>



<p>Grazie a tali caratteristiche, l’aria salmastra favorisce un aerosol naturale e continuo che purifica le vie<br>respiratorie e facilita l’eliminazione dei residui di muco, anche quelli più resistenti.<br></p>



<p>In pratica, questo aerosol libera le vie respiratorie e il naso e in tal modo sostiene il sistema immunitario<br>dei bambini che si preparano, così, ad affrontare i mesi più freddi con una marcia in più.<br></p>



<p>Sembrerebbe, infatti, che l’esposizione all’aria di mare sia associata a una minor incidenza di problematiche<br>respiratorie nei bambini.<br></p>



<p>Se all’aria sana unisci poi una migliore ossigenazione del sangue e anche il movimento fisico che produce<br>endorfine, ottieni un vero e proprio mix di benessere per il tuo piccolo.<br></p>



<p>I benefici del mare riguardano non solo il sistema immunitario ma anche il sonno e l’umore, e da sempre<br>una mamma capisce che bambini felici e sereni significa bambini più sani!</p>



<h2>3. Benefici dell’acqua di mare per la pelle</h2>



<p>L’acqua salata, con i suoi 60 oligoelementi, è anche un supporto in caso di psoriasi ed eczemi.<br></p>



<p>La psoriasi, in particolare, è una patologia infiammatoria cronica che colpisce la pelle. È una malattia<br>abbastanza diffusa tra i bambini e che si rivela insopportabile a causa del prurito irresistibile.<br></p>



<p>L’eczema è molto diffuso tra i bambini, anche molto piccoli, e il prurito rappresenta anche in questo caso<br>un sintomo molto fastidioso.<br></p>



<p>Immagina quindi di poter offrire una tregua al tuo piccolo da questi problemi, in un ambiente in cui<br>beneficia anche dell’attività all’aperto, del sole, del contatto con la natura.<br></p>



<p>Grazie a sodio, cloro, iodio, fosforo, l’acqua di mare, infatti, oltre a svolgere una blanda azione<br>disinfettante è indicata per la sua azione addolcente e lenitiva.</p>



<h2>4. Sole e vitamina D</h2>



<p>L’altro grande protagonista della vacanza al mare è il sole, una risorsa gratuita per fare il pieno di vitamina<br>D.<br></p>



<p>Prima di tutto, però, ricorda sempre che la cautela nell’esposizione al sole deve essere massima, non solo<br>per il benessere della pelle ma anche per evitare colpi di sole e disidratazione, molto frequenti nei bambini<br>quando si trovano in ambienti troppo caldi e assolati.<br></p>



<p>Quindi, quando si parla di mare e sole è importante seguire almeno 2 regole:</p>



<ol><li>Evitare l’esposizione dalle 11 alle 16 &#8211; le ore più calde e in cui i raggi UV sono più dannosi</li><li>Utilizzare una crema solare con fattore protettivo adatto, sicuramente totale o SPF50+ per i più<br>piccoli<br><br>È proprio il sole, però, che attiva la produzione di vitamina D che, oltre a irrobustire le ossa fissando il<br>calcio, rafforza il sistema immunitario, contrastando anche le infezioni delle alte vie respiratorie.<br>Il suo ruolo immuno-modulante è ampiamente riconosciuto e sembrerebbe utile anche per tenere sotto<br>controllo l’asma, che può essere difficile da gestire nei bambini.<br><br>L’estate, nella tradizione comune, è la stagione in cui si fa scorta di vitamina D per tutto l’anno e al mare è<br>sicuramente più facile e divertente.<br><br>La luce del sole, inoltre, funziona anche come attivatore del buon umore, perché stimola la produzione di<br>serotonina. Insomma, un motivo in più per fare il pieno di mare, ora che l’estate si avvicina!</li></ol>
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		<title>Cuscino Cervical di Pharmaflex per dire addio al dolore cervicale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Bruno Maria Camerani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 10:16:26 +0000</pubDate>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Per combattere il dolore cervicale, è molto importante lavorare con tecniche osteopatiche ma anche<br /><strong>avvalersi di ottimi ausili.</strong></p>
<p>Un’aspetto fondamentale per combattere questo problema, oltre ad intervenire sulla postura e<br />praticare esercizi specifici, <strong>è il cuscino utilizzato.</strong><br />Infatti è fondamentale che durante le ore di riposo, che rappresentano 1/3 della giornata, venga<br />assunta una postura corretta. Il miglior modo per farlo è utilizzando un dispositivo ortopedico che<br />consenta alla colonna vertebrale di restare in asse senza creare scompensi muscolari e vertebrali.</p>
<p><em><strong>Oggi, voglio parlarvi di un utilissimo strumento che ho avuto la possibilità di testare: il cuscino</strong></em><br /><em><strong>CERVICAL, creato da Pharmaflex, azienda Italiana specializzata nei dispositivi medici ortopedici.</strong></em></p>
<p>Cervical, è un dispositivo medico <strong>studiato appositamente per chi soffre di dolori cervicali:</strong><br />garantisce una postura corretta durante il sonno riducendo quindi la rigidità muscolare, eliminando<br />il senso di stanchezza al risveglio e facilitando il riposo.</p>
<p>E&#8217; <strong>realizzato a mano in Italia, traspirante e anallergico</strong>, ed è composto da una speciale formula<br />creata da Pharmaflex chiamata AirCell: l’evoluzione del Memory Foam.</p>
<p>Questa particolare densità è stata studiata appositamente per compiere due azioni:<br /><strong>&#8211; Azione muscolare:</strong> Distribuendo il peso del capo su tutta la sua superficie, Cervical riduce i punti<br />di pressione e rilassa la muscolatura spinale e semi-spinale del capo e del collo, allentando la<br />tensione. Infatti, è proprio la contrazione di questi muscoli a scatenare la maggior parte dei fastidi<br />cervicali come mal di testa, rigidità nei movimenti, vertigini e senso di sbandamento.<br /><strong>&#8211; Azione vertebrale:</strong> Favorisce il distanziamento tra la vertebra cervicale C1 e C7, riducendone la<br />compressione e lo schiacciamento dei dischi intervertebrali. Infatti, l&amp;#39;avvicinamento eccessivo delle vertebre cervicali è la causa di giramenti di testa, perdita di equilibrio e diffusi dolori acuti.</p>
<p>Inoltre, C<strong>ervical è dotato di due altezze differenti,</strong> 13 cm (da un lato) e 11 cm (dall&#8217;altro), per<br />adattarsi alle esigenze di tutti: dalla conformazione fisica alla posizione in cui si è abituati a dormire<br />(che sia supina o laterale).</p>
<p>Un’altra innovazione tecnologica sta nel sistema di raffreddamento chiamato TermoFlex: grazie a<br />questa tecnologia a cellule aperte, <strong>il cuscino si adatta termicamente alla temperatura del corpo</strong> e, allo stesso tempo, riesce a conservare la <strong>freschezza in estate e il calore in inverno,</strong> rendendolo<br />perfetto per ogni stagione.<br />Provandolo, ho sentito una sensazione di aria che accarezza il viso quando ho poggiato la testa sul<br />cuscino&#8230;ideale per il relax</p>
<p>La sotto federa è realizzata in<strong> fibra di carbonio</strong> e permette al corpo di scaricare la carica<br />elettrostatica accumulata: questo vuol dire dormire più profondamente assicurando un maggiore<br />riposo. Inoltre, <strong>la fibra di carbonio ha un&#8217;azione antivirale</strong>, oltre ad essere un tessuto tecnico molto <strong>resistente, antibatterico e anallergico.</strong></p>
<p>Con Cervical, mi sono trovato benissimo sin dalla prima notte di prova ed ho pensato di consigliarlo<br />anche a voi: potete <strong>provarlo gratuitamente per 14 giorni</strong>, pagando solamente le spese di spedizione, al termine dei quali si può scegliere di tenerlo o restituirlo senza costi aggiuntivi!</p>
<p><span dir="auto" class="style-scope yt-formatted-string">Vi lascio il link qui sotto per provarlo: CLICCA SUL PULSANTE E RICHIEDI LA PROVA GRATUITA!<br /></span><span dir="auto" class="style-scope yt-formatted-string">Ne rimarrete entusiasti, sono sicuro! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.0.0/72x72/2935.png" alt="⤵" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></p></div>
			</div> <!-- .et_pb_text --><div class="et_pb_button_module_wrapper et_pb_button_0_wrapper  et_pb_module ">
				<a class="et_pb_button et_pb_button_0 et_pb_bg_layout_light" href="https://www.pharmaflex.store/products/cuscino-cervicale-guanciale-ortopedico-cervicalgia?ref=brunomariacamerani">PROVALO ORA PER 14 GIORNI</a>
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		<title>Pistola massaggiante: come usarla, benefici e recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Bruno Maria Camerani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2021 14:55:10 +0000</pubDate>
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<p>PISTOLA PER MASSAGGIO</p>



<p>Su che patologie utilizzarla?<br>Cos’è la&nbsp;pistola per massaggio muscolare? E su che patologie utilizzarla?<br>Non è, di certo, il classico massaggiatore elettrico, la pistola&nbsp;a percussione&nbsp;massaggia il muscolo in<br>modo ripetitivo attraverso colpi morbidi. Lo stimolo delle&nbsp;vibrazioni&nbsp;è in grado di sopprimere o quanto<br>meno allentare le&nbsp;sensazioni dolorose.<br>La pistola per i massaggi muscolari esegue un massaggio mirato dei tessuti muscolari profondi che e<br>consente di:<br> Attenuare tensioni, rigidità e dolori muscolari (da acido lattico);<br> Favorire la circolazione sanguigna e linfatica;<br> Migliorare il range di movimento articolare;<br> Accelerare il recupero dopo l’allenamento grazie all’ossigenazione dei muscoli;<br> Riscaldare i muscoli prima di ogni allenamento allo scopo di ridurre il rischio di lesioni.<br>Si può utilizzare questo potente strumento&nbsp;in autonomia&nbsp;o affidare il compito ad<br>un&nbsp;fisioterapista&nbsp;qualificato (scelta consigliata) che sarà in grado di eseguire un massaggio profondo<br>senza particolari sforzi. L’intervento del fisioterapista è inevitabile per massaggiare la parte posteriore<br>del dorso, schiena, trapezi, lombari, gran dorsale, romboide: tutte aree di difficile accesso per chi vuole<br>utilizzarlo autonomamente.<br>Differenze massaggio manuale e quello con la pistola per massaggi</p>



<p>Penetrazione dei Muscoli</p>



<p>La&nbsp;pistola per massaggio&nbsp;a percussioni eccelle nel penetrare più in profondità, esercitando pressione,<br>offrendo un vantaggio terapeutico. Si ha la sola esperienza del sollievo piuttosto che dolore.<br>Considerando che la funzione della terapia a percussione è in grado di lavorare e&nbsp;&nbsp;trattare i tessuti<br>muscolari profondi.&nbsp;Questo aumenta e facilita la distribuzione dell’ossigeno e la circolazione<br>sanguigna in più parti del corpo, soprattutto nell’area che si sta massaggiando. Così, crampi e dolori<br>post-allenamento sono ridotti,&nbsp;accelerando la capacità del corpo nel guarire e nel recuperare dopo uno<br>sforzo.<br>È stata clinicamente dimostrata la&nbsp;riduzione del dolore&nbsp;da parte della terapia a percussione, ed al<br>tempo stesso è efficace nella riduzione dei livelli di LDH nelle 48 ore dopo gli allenamenti.</p>



<p>Forza del Massaggio</p>



<p>Gli strumenti terapeutici a percussione come una pistola per il massaggio del tessuto profondo possono<br>penetrare profondamente e utilizzare un’area più ampia anche con massaggi energici, mentre del forte<br>dolore può essere provato con il massaggio tradizionale manuale.<br>L’aspetto migliore di ciò, è che si può fare la terapia a percussione in modo indipendente senza<br>l’aiuto di altri.<br>In sintesi. La terapia a percussione eccelle rispetto al massaggio tradizionale manuale in termini di<br>forza massaggiante e profondità di penetrazione muscolare. Tuttavia, l’uso è consigliabile regolarmente<br>per un sollievo dai dolori muscolari con una pistola per il massaggio.&nbsp;5-10 minuti&nbsp;è la durata consigliata<br>di utilizzo e il massaggiare le stesse aree per lungo tempo non è consigliato.<br>Quando praticare il massaggio a percussione?<br>Perchè? E quali benefici?<br>Tutti possono beneficiare della pistola per massaggi seppure siano particolarmente indicati ad atleti e<br>sportivi.<br>Un massaggio muscolare praticato a regola d’arte consente di ottenere svariati&nbsp;benefici:<br> Riduce la tensione muscolare;<br> Allevia lo stress;<br> Attenua il dolore provocato da una contrattura muscolare;<br> Previene infortuni se applicato prima di allenamenti e gare sportive;<br> Favorisce il defaticamento dopo l’allenamento;<br> Elimina crampi e contusioni;</p>



<p> Interviene sul tono rilassando il muscolo (in caso di ipertonia) e stimolandolo (in caso di ipotonia);<br> Migliora la circolazione linfatica e sanguigna;<br> Ossigena i muscoli eliminando tossine accumulate durante il giorno.<br>La pistola massaggiante è molto utile in ambito sportivo</p>



<p>Prima di un allenamento &nbsp;la pistola massaggiante aiuta a&nbsp;riscaldare&nbsp;e ad&nbsp;attivare&nbsp;i muscoli e la<br>circolazione sanguigna, ma anche dopo l’allenamento questo strumento può aiutare a contrastare<br>l’accumulo di acido lattico.<br>Per un atleta che soffre di dolore cronico e disfunzione nella zona delle spalle o di un gomito del<br>tennista, il massaggio a percussione può aiutare a migliorare e recuperare la corretta fisiologia delle<br>fibre muscolari; può essere anche molto utile per coloro che vogliono solo&nbsp;rilassare i<br>muscoli&nbsp;o&nbsp;alleviare i dolori&nbsp;muscolari<br>Pistola per massaggio muscolare: controindicazioni<br>La pistola per il massaggio muscolare presenta alcune controindicazioni, ecco&nbsp; su che patologie non è<br>consigliabile l’utilizzo di questo strumento:<br> Muscoli infiammati;<br> Strappi muscolari;<br> Cirrosi epatica;<br> Vene varicose;<br> Primi mesi di gravidanza;<br> Dopo un intervento chirurgico in presenza di febbre.<br>Occorre una certa&nbsp;cautela&nbsp;in presenza di pace-maker e bypass.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cameraniosteopatia.com/pistola-massaggiante-come-usarla-benefici-e-recensione/">Pistola massaggiante: come usarla, benefici e recensione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cameraniosteopatia.com">Camerani Osteopatia</a>.</p>
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		<title>Mal di schiena e bicicletta: esercizi e consigli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Bruno Maria Camerani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2020 09:02:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cameraniosteopatia.com/mal-di-schiena-e-bicicletta/">Mal di schiena e bicicletta: esercizi e consigli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cameraniosteopatia.com">Camerani Osteopatia</a>.</p>
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				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_1  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p>La pratica del ciclismo può essere considerata una delle <strong>migliori forme di attività fisica soprattutto per i benefici all’apparato cardio-respiratorio. </strong></p>
<p>Spesso però alcune persone lamentano <strong>problemi a carico della colonna vertebrale</strong>, soprattutto nella zona cervicale e lombare, durante l’utilizzo della bici.</p>
<p>Inoltre, visto che molti pazienti spesso mi domandano se possono fare “un po’ di bicicletta”, ho pensato che <strong>scrivere qualche riga e girare un video con degli esercizi di prevenzione potesse esservi utile.</strong></p></div>
			</div> <!-- .et_pb_text --><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_2  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><h3><strong></strong></h3>
<h3><strong></strong></h3>
<h3><strong>LA COLONNA VERTEBRALE IN BICICLETTA</strong></h3>
<p>La forma fisiologica della colonna, che vede l’alternarsi di una serie di curve armoniche chiamate lordosi e cifosi, viene completamente stravolta dalla posizione in sella.<strong> I principali adattamenti della colonna a questa posizione riguardano </strong><strong>prevalentemente il tratto lombare e cervicale.</strong></p>
<p>La necessità di posizionare il tronco più parallelo possibile al terreno mantenendo, nel contempo, una buona visione della strada, determina un completo <strong>annullamento della lordosi lombare, fino alla inversione della curva, ed un aumento della lordosi cervicale.</strong> Non a caso, sono questi i distretti spesso sede di problemi.<br />È facile quindi immaginare che processi infiammatori o degenerativi come artrosi, discopatie, ernie ed altro, possano peggiorare in bicicletta. La posizione in<br />sella porta a distribuire, infatti, in modo non omogeneo il carico a livello della colonna vertebrale, con la possibilità che possa aumentare il sovraccarico sulle<br />strutture articolari e nervose.<strong> L’attività ciclistica però non è da considerarsi</strong><br /><strong>sempre controindicata, se svolta in posizione ottimale, è in grado di agire</strong><br /><strong>positivamente sulle componenti articolari</strong> grazie all’alternarsi di carichi sub- massimali che determinano un miglioramento dell’irrorazione, dell’apporto di nutrimento e della rimozione dei mediatori dell’infiammazione. Oltre a <strong>grandi</strong><br /><strong>benefici sull’apparato cardio-respiratorio.</strong></p></div>
			</div> <!-- .et_pb_text --><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_3  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><h3><strong></strong></h3>
<h3><strong></strong></h3>
<h3><strong>Bici e mal di schiena: cause</strong></h3>
<p>Abbiamo visto che i muscoli della schiena sono parecchio sollecitati durante la pedalata ma un vero e proprio dolore alla schiena, una patologia infiammatoria ai muscoli lombari che va diagnosticata e curata sotto prescrizione medica, si può presentare per via di queste ragioni:<br /><strong>• Bicicletta di taglia diversa dalla nostra;</strong><br /><strong>• Errori nella regolazione delle misure della bicicletta;</strong><br /><strong>• Stile di guida errato;</strong><br /><strong>• Muscolatura centrale sottosviluppata;</strong><br /><strong>• Rigidità lombo-sacrale.</strong></p>
<p>Andiamo ora ad analizzare una per una queste problematiche, a capire come influiscono sul mal di schiena e come possiamo risolverle.</p></div>
			</div> <!-- .et_pb_text --><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_4  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><h3><strong></strong></h3>
<h3><strong></strong></h3>
<h3><strong>1. Bicicletta di taglia sbagliata</strong></h3>
<p><strong>Le biciclette hanno le taglie, esattamente come i vestiti.</strong> Possono<br /> essere indicate dalle misure di centro e centro tra le intersezioni dei tubi<br /> che compongono il telaio (di solito per le bici da corsa datate), oppure<br /> tramite le lettere S, M, L, XL esattamente come quelle dei vestiti, oppure<br /> in pollici, espressione molto frequente nelle mtb. Guidare una bici della<br /> propria taglia significa che le distanze tra i cinque punti di contatto<br /> uomo-macchina (mani sul manubrio, piedi sui pedali, bacino sulla sella)<br /> sono proporzionate a quelle del nostro corpo.<strong> Una biciclette di taglia</strong><br /> <strong>più piccola o più grande ci costringe ad assumere posizioni</strong><br /> <strong>scomode o innaturali o a sforzare oltremodo i muscoli.</strong> Tutte queste<br /> situazioni possono sfociare in problemi fisici, come il <strong>mal di schiena.</strong></p></div>
			</div> <!-- .et_pb_text --><div class="et_pb_module et_pb_image et_pb_image_0">
				
				
				<span class="et_pb_image_wrap "><img src="https://www.cameraniosteopatia.com/test/wp-content/uploads/2020/11/bici-300x216.png" alt="Mal di schiena e bicicletta: esercizi e consigli - Osteopatia Viscerale - Camerani Osteopatia Roma - Osteopata Frascati Ciampino Roma" title="Mal di schiena e bicicletta: esercizi e consigli - Osteopatia Viscerale - Camerani Osteopatia Roma - Osteopata Frascati Ciampino Roma" /></span>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_5  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><h3><strong></strong></h3>
<h3><strong></strong></h3>
<h3><strong>2.</strong><strong>Errori nella regolazione delle misure della bicicletta</strong></h3>
<p><strong>Va bene, avete controllato e la vostra bicicletta è della taglia giusta per voi</strong>. Ma siete sicuri di averla regolata al meglio, per calibrarla sulle vostre misure corporee? Infatti ognuno di noi possiede una struttura fisica non replicabile e non perfettamente proporzionata. Potete essere dei normolinei, con arti più corti rispetto al corpo oppure longilinei, con il busto più corto rispetto a gambe e braccia. <strong>Quindi dovete adattare la bicicletta alle misure e alla struttura del vostro corpo</strong>. Per farlo dovrete per prima cosa rilevare le vostre <a href="https://www.bikeitalia.it/misure-corpo-per-scegliere-bici/">quote antropometriche</a> e poi <a href="https://www.bikeitalia.it/calcolare-le-misure-della-bicicletta/">calcolare le giuste misure della bicicletta</a>.</p></div>
			</div> <!-- .et_pb_text --><div class="et_pb_module et_pb_image et_pb_image_1">
				
				
				<span class="et_pb_image_wrap "><img src="https://www.cameraniosteopatia.com/test/wp-content/uploads/2020/11/aaaaaa-193x300.jpg" alt="Mal di schiena e bicicletta: esercizi e consigli - Osteopatia Viscerale - Camerani Osteopatia Roma - Osteopata Frascati Ciampino Roma" title="Mal di schiena e bicicletta: esercizi e consigli - Osteopatia Viscerale - Camerani Osteopatia Roma - Osteopata Frascati Ciampino Roma" /></span>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_6  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><h3><strong></strong></h3>
<h3><strong></strong></h3>
<h3><strong>3. </strong><strong>Stile di guida errato</strong></h3>
<p><strong>Se i primi due step si sono rivelati esenti da errori, allora il vostro mal di schiena potrebbe essere dovuto a degli sbagli nello stile di guida</strong>. Ad esempio, se passate parecchio tempo in posizione aerodinamica, anche quando non è necessario, sovraccaricate di lavoro i muscoli lombari, che rimangono in tensione oltre il dovuto e possono infiammarsi. E’ meglio limitare le posture aggressive e aerodinamiche ai momenti in cui sono necessarie.</p>
<p><strong>Un altro errore è molto comune nei biker: durante una lunga discesa su terreno scosceso</strong>, vedo amici in mtb che rimangono seduti sulla sella come “sacchi di patate”. In questo modo tutte le asperità del terreno si trasmettono direttamente dal piantone alla schiena (inoltre le gambe si raffredderanno e saranno legnose quando ripartirete a pedalare). Quando si affrontano questo tipo di discese è meglio stare leggermente fuorisella, con le gambe piegate, perché i nostri arti sono le migliori sospensioni che abbiamo a disposizione. Così facendo i muscoli della coscia e del polpaccio non si raffredderanno mentre le vibrazioni delle ruote non si scaricheranno sui muscoli lombari.</p>
<p><strong>Un altro errore è quello di “ballare” sulla sella</strong>, ovvero di pedalare affondando a destra e sinistra in base al pedale che si trova nel punto più inferiore. Questo tipo di pedalata, oltre a essere poco efficace e dispendiosa dal punto di vista energetico, affatica notevolmente la schiena, poiché i muscoli continuano a cambiare posizione e a tendersi a destra e a sinistra, lavorando molto di più del dovuto.</p></div>
			</div> <!-- .et_pb_text --><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_7  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><h3><strong></strong></h3>
<h3><strong></strong></h3>
<h3><strong>4. </strong><strong>Muscolatura centrale poco sviluppata</strong></h3>
<p><strong>Un altro degli errori più frequenti nei ciclisti è quello di concentrare il rafforzamento muscolare (in palestra o a casa propria) solo sugli arti inferiori</strong>, dimenticandosi totalmente della parte superiore del corpo. Essendo il ciclismo uno sport globale che interessa tutti i distretti del nostro corpo, preferirne uno rispetto agli altri è uno sbaglio che può portare a patologie come il mal di schiena. Una muscolatura ben sviluppata sopporta meglio gli sforzi, resiste alle sollecitazioni e permette di stare in sella più ore senza complicazioni.</p>
<p><strong>Per risolvere il problema del mal di schiena bisogna sviluppare e rafforzare il “core”</strong>, una dicitura inglese che indica l’insieme dei muscoli lombari, <u>addominali</u> e <u>pettorali</u>. A prima vista può sembrare un surplus di lavoro ma in realtà questi tre distretti muscolari sono molto connessi tra loro. Degli addominali ben sviluppati supportano al meglio la schiena mentre i pettorali permettono di assorbire le vibrazioni del manubrio senza sovraccaricare di lavoro i muscoli lombari.</p></div>
			</div> <!-- .et_pb_text --><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_8  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><h3><strong></strong></h3>
<h3><strong></strong></h3>
<p>Per capire la causa del mal di schiena e intervenire precocemente, può essere utile una visita osteopatica. <strong><em>E&#8217; fondamentale intervenire per tempo prima che il mal di schiena determini un’interruzione dell’attività fisica.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre, ecco a voi il mio video dove potrete trovare degli utili esercizi per i muscoli addominali e degli esercizi di stretching che possono prevenire il mal di schiena. </p>
<p><em>Buona visione!</em></p></div>
			</div> <!-- .et_pb_text -->
			</div> <!-- .et_pb_column -->
				
				
			</div> <!-- .et_pb_row -->
				
				
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		<title>Gonfiore alle gambe: cosa fare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Bruno Maria Camerani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 18:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ristagno di liquidi nei tessuti è all&#8217;origine del disturbo, accentuato in molti casi da abitudini di vita non corrette. Gonfiori e senso di pesantezza agli arti inferiori sono sintomi molto frequenti che interessano donne di età diverse. Dovuti all&#8217;accumulo sotto pelle di liquidi e legati il più delle volte a disturbi della circolazione, sono [&#8230;]</p>
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<p>Il ristagno di liquidi nei tessuti è all&#8217;origine del disturbo, accentuato in molti casi da abitudini di vita non corrette. Gonfiori e senso di pesantezza agli arti inferiori sono sintomi molto frequenti che interessano donne di età diverse. Dovuti all&#8217;accumulo sotto pelle di liquidi e legati il più delle volte a disturbi della circolazione, sono anche la conseguenza di abitudini poco sane: nell&#8217;alimentazione (ad esempio, se si introducono quantità insufficienti di fibre) o nel modo di vivere (l&#8217;uso di tacchi alti, la scarsa attività fisica). <br>Vediamo quali sono le cause specifiche di questo disturbo, per capire come lo si può prevenire o contrastare.</p>



<p><strong>IL PERCORSO DEL SANGUE</strong><br>Le gambe sono percorse da due fitte reti di canali che comunicano tra di loro: una di superficie, che drena il sangue della cute e dei tessuti sottostanti, l&#8217;altra più profonda, che drena le masse dei muscoli. il sangue, dopo aver portato ossigeno ai tessuti, deve risalire verso il cuore vincendo la forza di gravità.<br>In questo compito il sangue è aiutato dalle valvole poste lungo le vene &#8211; che favoriscono il flusso verso l&#8217;alto e si chiudono dopo il passaggio del liquido impedendone la ricaduta &#8211; e dalla struttura stessa del piede. Questo è stato paragonato a una spugna che viene spremuta mentre si cammina e funziona quindi come una pompa, un propulsore che spinge in su il sangue: &#8220;suola di Lejars&#8221;.<br>Il percorso è reso difficoltoso da cause diverse, come la temperatura elevata che provoca una dilatazione delle vene e, di conseguenza, rallenta la circolazione.<br>Il sangue ristagna allora nei vasi che, soprattutto se hanno le pareti sfiancate, lasciano trasudare liquidi che si infiltrano nei tessuti circostanti, provocando il gonfiore di caviglie e polpacci.<br>L&#8217;uso di calzature non corrette, tipo le scarpe alte, costituisce un ostacolo alla circolazione di ritorno, perchè viene a mancare l&#8217;effetto della &#8220;pompa plantare&#8221;, considerata come un &#8220;cuore periferico&#8221;.<br>In modo analogo, ogni compressione dei canali del sangue più in alto, soprattutto a livello all&#8217;inguine (elastici, jeans strettissimi), compromette la circolazione di ritorno. Di conseguenza il liquido, che non può che non rifluire, va a intasare gli arti inferiori determinandone un aumento del volume.<br><strong>SINTOMI:</strong><br>&#8211; gonfiore serotino delle caviglie<br>&#8211; pelle scabrosa<br>&#8211; facile stancabilità delle gambe<br>&#8211; facile desquamazione<br>&#8211; fastidio quando comincia a fare caldo, quando si espongono le gambe al sole,oppure a casa nei mesi invernali se si ha il riscaldamento a pannelli<br>&#8211; transitorie sensazioni di formicolii anche lievi e indistinti<br>&#8211; qualche volta piccoli crampi notturni al polpaccio di solito insorgenti nel caldo del letto<br>&#8211; più raramente, sensazione indistinta di bruciore alle gambe.</p>



<p><strong>COSA FARE</strong><br>Premesso che<br>1) la stasi venosa è una sindrome, il che vuol dire che interessa con- temporaneamente più tessuti, con manifestazioni cliniche molto varie e spesso di difficile interpretazione, a decorso lento e subdolo per cui il paziente quasi non se ne accorge;<br>2) la &#8220;sindrome delle gambe stanche e pesanti&#8221;, caratterizzata da lievi e transitorie parestesie (formicolii), da qualche crampo notturno, può manifestarsi nei primi stadi anche senza che le più sofisticate tecniche di valutazione strumentale apprezzino modificazioni patologiche della pressione venosa o della velocità di flusso nelle vene;<br>&#8211; le &#8220;gambe stanche e pesanti&#8221; possono aversi anche in soggetti giovani, dove nulla fa presumere che sia in atto una serie di processi patologici che con il tempo si concatenano;<br>&#8211; l&#8217;assunzione di contraccettivi, la stipsi, l&#8217;aumento ponderale da inadeguata alimentazione, la vita generalmente sedentaria, le turbe del ciclo mestruale, sono tutti elementi che intervengono negativamente nell&#8217;instaurarsi di fenomeni di stasi capillaro-venulare;<br>&#8211; la diagnosi è spesso incerta e quasi mai è precoce perchè le donne danno scarsa importanza ai disturbi funzionali dell&#8217;arto inferiore;<br>&#8211; le donne cominciano a preoccuparsi solo quando vedono capillari, o si provocano ecchimosi con traumatismi di lieve entità durante i lavori domestici o quando cominciano a comparire smagliature;</p>



<p>si deve concludere che la problematica inscritta nel concetto estensivo &#8220;gambe stanche e pesanti&#8221; va affrontata radicalmente tenendo presenti tutti i momenti patogenetici della sindrome da stasi.</p>



<p>Tutto questo corteo è in ultima analisi responsabile degli inestetismi che possono verificarsi a carico della tornitura e dell&#8217;aspetto esterno della cute dell&#8217;arto.<br>A questo punto emerge chiaramente come il primo punto da affrontare per la bellezza e la sanità delle gambe sia bloccare nel limite del possibile:<br>&#8211; l&#8217;abnorme capillarità capillaro-venulare da stasi e quindi la formazione dell&#8217;edema alle caviglie e del lipoedema delle ginocchia e delle cosce,<br>cercare di favorire il tono delle pareti venose,<br>&#8211; fare in modo che sia sempre molto attiva la &#8220;funzione di pompa&#8221; delle piccole arterie ed arteriole in modo da impedire la stasi, con tutte le sue funeste ripercussioni a livello capillaro-venulare,<br>&#8211; assicurare un adeguato trofismo al derma ed all&#8217;epidermide in modo da opporsi ai fenomeni distrofici-artrofici che comportano l&#8217;assottigliamento dell&#8217;epidermide, la tensione, la lucentezza, la facile desquamazione,<br>&#8211; evitare, sempre nei limiti del possibile, che a livello delle cosce e delle ginocchia si formi il lipoedema in modo da bloccare sin dagli inizi la successione inevitabile del processo lasciato senza alcuna &#8220;briglia&#8221;.</p>
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			</item>
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		<title>Fare stretching al mattino : benefici e video</title>
		<link>https://www.cameraniosteopatia.com/fare-stretching-al-mattino-benefici-e-video/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Bruno Maria Camerani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 20:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cameraniosteopatia.com/?p=5511</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cameraniosteopatia.com/fare-stretching-al-mattino-benefici-e-video/">Fare stretching al mattino : benefici e video</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cameraniosteopatia.com">Camerani Osteopatia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="et_pb_section et_pb_section_2 et_section_regular" >
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Lo stretching si basa su tutti quegli esercizi che hanno come fine quello di&nbsp;<strong>allungare e</strong> <strong>stirare un muscolo</strong>&nbsp;o una serie di muscoli, che siano statici o dinamici.&nbsp;<strong>Allungarti con lo stretching regala al tuo corpo</strong>&nbsp;una migliore mobilità e ti procura una sensazione di leggerezza.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:pullquote --></p>
<figure class="wp-block-pullquote">
<blockquote>
<p>Lo stretching&nbsp;<strong>è un toccasana a tutte le età</strong>&nbsp;e, che tu pratichi o meno un’attività sportiva, allungarti è un ottimo rimedio contro lo <strong>stress</strong> e la stanchezza e ti permette di ricaricare le tue batterie.</p>
</blockquote>
</figure>
<p><!-- /divi:pullquote --></p>
<p><!-- divi:heading --></p>
<h2>Stretching: che cos’è</h2>
<p><!-- /divi:heading --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>E’ un insieme di&nbsp;<strong>tecniche di allungamento muscolare&nbsp;</strong>utilizzate nella fase preparatoria, o in quella conclusiva, in moltissime discipline sportive.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>L’obiettivo dello stretching è di&nbsp;<strong>migliorare la mobilità articolare</strong>,&nbsp;ovvero la&nbsp;<strong>capacità di muovere un’articolazione</strong>, nella sua massima ampiezza, senza avere dolori.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:heading --></p>
<h2>Tipi di stretching</h2>
<p><!-- /divi:heading --></p>
<p><!-- divi:heading {"level":3} --></p>
<h3>Stretching dinamico</h3>
<p><!-- /divi:heading --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>L’allungamento dinamico migliora<strong> la&nbsp; flessibilità</strong>&nbsp;dinamica ed è molto utile come&nbsp;<strong>fase di riscaldamento</strong>.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:heading {"level":3} --></p>
<h3>Stretching statico</h3>
<p><!-- /divi:heading --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>E’ utile nella fase di raffreddamento&nbsp;per&nbsp;<strong>ridurre la sensazione di fatica</strong>.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>E’ costituito da&nbsp;<strong>esercizi che si ispirano allo yoga</strong>&nbsp;per allungare un muscolo per effetto di un’azione esterna (gravità, peso del corpo, elastico, ecc).</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Inoltre, questi esercizi possono essere eseguiti come&nbsp;<strong>allenamento a sé</strong>&nbsp;o come&nbsp;<strong>post allenamento&nbsp;</strong>soprattutto per gli<strong>&nbsp;sport che richiedono una forza esplosiva</strong>&nbsp;(salti, 100 m, ecc.),&nbsp; perché lo stretching statico potrebbe peggiorare la prestazione se eseguito prima dell’allenamento.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Quindi,&nbsp;<strong>gli esercizi sono basati sul mantenere la posizione</strong>&nbsp;(tra&nbsp;<strong>15 e 30&nbsp; secondi</strong>) cercando il rilassamento con la respirazione.&nbsp; Tuttavia, i&nbsp;<strong>movimenti in nessun caso devono essere bruschi</strong>&nbsp;per non ottenere l’effetto opposto, cioè creare una tensione al&nbsp; muscolo (col rischio di contrattura o strappo muscolare) .</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>La tensione del muscolo deve essere lenta e progressiva.&nbsp; E’ importante&nbsp;<strong>fermarsi quando si è raggiunta la tensione massima</strong>.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Durante lo stretching statico, i muscoli antagonisti sono sollecitati al contrario.&nbsp; Ad esempio: quando allunghi i muscoli posteriori della coscia, i quadricipiti sono in&nbsp;accorciamento.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:heading --></p>
<h2>Benefici</h2>
<p><!-- /divi:heading --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Chi decide di dedicarsi allo stretching probabilmente mira alla<strong>&nbsp;conquista di un benessere fisico</strong>, considerando questo metodo capace di ridurre il dolore.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Effettivamente,&nbsp; porta moltissimi benefici a livello dell’apparato locomotore. Infatti,<strong>coinvolge non solo i muscoli ma anche i tendini, le ossa e le articolazioni</strong>&nbsp;contribuendo ad esempio ad una maggiore lubrificazione articolare.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Se quindi viene eseguito correttamente, lo stretching può&nbsp;<strong>contribuire a ridurre l’usura della cartilagine</strong>&nbsp;e le possibilità di&nbsp;<strong>soffrire di artrosi</strong>.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Ma l’effetto più immediato e ricercato è legato alla possibilità di ottenere una&nbsp;<strong>riduzione delle tensioni e dello stress&nbsp;</strong>favorendo di fatto il rilassamento. Inoltre, si rivela di<strong>&nbsp;grande importanza anche in ambito riabilitativo</strong>&nbsp;per riacquistare l’ampiezza dei movimenti e per compensare la rigidità muscolare causata, ad esempio, da&nbsp;<strong>posture scorrette</strong>.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:pullquote --></p>
<figure class="wp-block-pullquote">
<blockquote>
<p>Può essere praticato a tutte le età anche se non si fanno altri sport ma semplicemente per ritrovare una certa armonia del corpo.</p>
</blockquote>
</figure>
<p><!-- /divi:pullquote --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p><strong>Oltre a rilassare, lo stretching previene e migliora</strong>:</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:list --></p>
<ul>
<li>traumi</li>
<li>elasticità&nbsp; dei muscoli e dei tendini</li>
<li>mal di schiena</li>
<li>circolazione.</li>
</ul>
<p><!-- /divi:list --></p>
<p><!-- divi:heading --></p>
<h2>Stretching: come mantenere giovani le articolazioni</h2>
<p><!-- /divi:heading --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>I muscoli sono costituiti da un insieme di diverse migliaia di<strong>&nbsp;fibre muscolari</strong>&nbsp;che si trovano in una membrana chiamata fascia. Tuttavia, un po’ per colpa dell’età, un po’ a causa delle posture sbagliate che il nostro corpo assume e dei pesi che tutti i giorni trasporta, ma anche e soprattutto per lo stress,&nbsp;<strong>il corpo perde piano piano&nbsp; la sua elasticità</strong>.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>E’ proprio questa membrana a perdere elasticità! Dato che lo stesso muscolo si attacca su diverse articolazioni, se si accorcia crea una&nbsp;<strong>costrizione articolare</strong>&nbsp;e provoca un deterioramento prematuro dell’articolazione.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Non solo &nbsp;ti limita nei movimenti, ma tende anche a&nbsp;<strong>modificare la tua postura e ti procura tanti fastidi</strong>. Quindi, a lungo termine, se non ti tieni in movimento, il tuo corpo diventerà rigido e ti sentirai sempre più limitato nei tuoi spostamenti.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Sappi che è molto più difficile&nbsp;<strong>ritrovare l’elasticità persa</strong>&nbsp;che preservare quella che hai.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p><strong>Prendi dunque l’abitudine di praticare l’allungamento&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>insegna ai tuoi figli a fare lo stesso ogni giorno</strong>, in modo che da grandi sentiranno il bisogno di farlo e non si impigriranno.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Difatti,&nbsp;<strong>lo stretching ha proprio questo vantaggio</strong>: più lo pratichi, più senti il bisogno di praticarlo.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:heading --></p>
<h2>Stretching: quando e quanto praticarlo</h2>
<p><!-- /divi:heading --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Puoi&nbsp; praticare lo stretching in<strong>&nbsp;qualsiasi momento della giornata</strong>: se hai dolori muscolari appena sveglio oppure vuoi scioglierti dopo aver passato numerose ore al computer, niente di più semplice che&nbsp;<strong>stirarti come un gatto per ritrovare subito il tuo benessere,</strong>&nbsp;perché un muscolo stirato è molto più reattivo, cioè&nbsp;<strong>si contrae e si distende più facilmente</strong>.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:pullquote --></p>
<figure class="wp-block-pullquote">
<blockquote>
<p><strong>Le persone elastiche non hanno dolori muscolari</strong>&nbsp;perché preservano la “giovinezza” delle articolazioni rallentando la calcificazione.</p>
</blockquote>
</figure>
<p><!-- /divi:pullquote --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Per questo, anche se non fai sport,&nbsp;<strong>fai stretching come azione preventiva</strong>&nbsp;e arriverai a 100 anni con muscoli e articolazioni flessibili, perché il muscolo ha sempre la capacità di stirarsi e di ritrovare la sua elasticità originale.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:heading --></p>
<h2>Stretching: raccomandazioni per eseguirlo correttamente</h2>
<p><!-- /divi:heading --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>La pratica dello stretching richiede calma, i movimenti devono essere lenti. Infatti,&nbsp;<strong>sono esercizi molto semplici</strong>&nbsp;che richiedono però una grande concentrazione. Quindi,&nbsp;<strong>cerca di visualizzare la zona che desideri stirare</strong>&nbsp;e senti il muscolo che si allunga.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:pullquote --></p>
<figure class="wp-block-pullquote">
<blockquote>
<p><strong>La respirazione deve essere lenta e controllata</strong>. Bloccarla potrebbe aumentare la tensione muscolare. Se una posizione ti impedisce di respirare, vuole dire che è&nbsp;<strong>eseguita in modo sbagliato</strong>. </p>
</blockquote>
</figure>
<p><!-- /divi:pullquote --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Quindi,&nbsp;<strong>è importante concentrarsi sul respiro</strong>:&nbsp; inspira ed espira profondamente fino a sentire, dopo 2 o 3 cicli respiratori, il muscolo che si distende, poi, espirando, cerca di allungarti&nbsp; maggiormente.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p><strong>Fare stretching prima e dopo qualsiasi attività è importante</strong>: significa stirarsi cercando di mantenere la posizione per allungare il muscolo senza traumatizzarlo.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p><strong>Il principio dell’allungamento deve essere sempre rispettato</strong>: stira il muscolo fino ad avvertire una sensazione piacevole, mai dolorosa, e mantieni la posizione per 15/30 secondi respirando profondamente.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Adesso vuoi vedere una <strong>sequenza di esercizi</strong> da fare al mattino (o in qualsiasi momento della giornata)?</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --></p>
<p>Guarda subito questo video</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></div>
			</div> <!-- .et_pb_text -->
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		<item>
		<title>QUALE SPORT FARE SE SI SOFFRE DI MAL DI SCHIENA?</title>
		<link>https://www.cameraniosteopatia.com/quale-sport-fare-se-si-soffre-di-mal-di-schiena/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Bruno Maria Camerani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 15:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[mal di schiena]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi mal di schiena]]></category>
		<category><![CDATA[Osteopatia]]></category>
		<category><![CDATA[Stretching]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se soffri di mal di schiena o disturbi cervicali ricorrenti, è una domanda che probabilmente ti sei fatto: quale sport devi evitare, e sopratutto quale attività fisica puoi fare per migliorarlo?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se soffri di <strong><a href="https://www.cameraniosteopatia.com/dolore-di-schiena-e-sciatalgia-ecco-il-rimedio-miracoloso/">mal di schiena</a></strong> o <strong><a href="https://www.cameraniosteopatia.com/cervicale-sintomi-cause-cure-e-rimedi/">disturbi cervicali</a></strong> ricorrenti, è una domanda che probabilmente ti sei fatto: <em>quale sport devi evitare, e sopratutto quale attività fisica puoi fare per migliorarlo?</em></p>
<p>Se fai questa domanda in giro, puoi ricevere <strong>centinaia di risposte diverse</strong> (anche molto contrastanti tra loro) , perchè naturalmente tutti, sia gli operatori del settore che i profani, hanno una loro opinione a riguardo.</p>
<p>Il problema è: <strong>su cosa è basata questa opinione?</strong></p>
<p>Il più delle volte, la risposta è: <strong>si tratta del proprio parere personale più che su di un reale fondamento scientifico.</strong></p>
<p>In questo articolo andremo a vedere come molti dei consigli che si leggono e che si sentono dire in giro (purtroppo anche da alcuni professionisti) siano in realtà vere e proprie “<em>leggende metropolitane</em>“.</p>
<p>Cercheremo quindi di capire:</p>
<ul>
<li>se c’è qualche attività che ti può essere <strong>utile</strong> o che devi <strong>evitare</strong></li>
<li>se è possibile fare la<strong> tua attività preferita anche in presenza di mal di schiena</strong></li>
</ul>
<p><strong>IMPORTANTE:</strong> in questo articolo parlerò di casi di mal di schiena “classico”, cioè senza gravissimi problemi alla colonna.Sono consigli che possono valere benissimo per persone con discopatie, ernie “storiche”, artrosi ecc… ma ci sono anche persone che prima di fare attività dovrebbero sentire l’opinione di un neurochirurgo, come ad esempio:</p>
<ul>
<li>persone con <strong>scivolamenti vertebrali</strong> significativi (spondilolistesi)</li>
<li>persone con gravi <strong>ernie</strong> che danno segni neurologici</li>
<li>persone con <strong>stenosi</strong> del canale vertebrale</li>
<li>persone con esiti di <strong>interventi chirurgici alla colonna</strong> o instabilità vertebrali</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="QUALE SPORT FARE SE SOFFRO DI MAL DI SCHIENA?" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/Xfe5y-vtc9s?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="1">Mal di schiena e attività fisica: quali sono gli sport da evitare?</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dati alla mano, la risposta alla domanda è semplice: <strong>non c’è NESSUNO sport che vada evitato a prescindere.</strong></p>
<p>I motivi sono due:</p>
<ul>
<li>non è detto che le sollecitazioni di uno specifico sport siano <strong>negative per la schiena del singolo soggetto</strong>. Prendi due persone con il mal di schiena e falle correre: è possibilissimo che una peggiori il dolore, ma che l’altra ne tragga addirittura <strong>beneficio</strong></li>
<li><strong>il problema potrebbero non essere le sollecitazioni dello sport, ma la debolezza della colonna:</strong> a quel punto qualsiasi sollecitazione di troppo scatena il dolore. La soluzione dovrebbe però essere rinforzare la colonna, non evitare le sollecitazioni.</li>
</ul>
<p>Alle Olimpiadi di Rio nel 2016, una<a href="http://bmjopensem.bmj.com/content/4/1/e000335"><strong> altissima percentuale di atleti</strong> </a>mostrava severe degenerazioni della colonna lombare, con la più alta percentuale nei tuffatori.</p>
<p>Questo significa forse che…<strong> lo sport fa male alla schiena?</strong></p>
<p>Assolutamente no:  la prevalenza di problemi ben evidenti nella risonanza magnetica è altissima anche in persone sedentarie, ma soprattutto in persone <strong>SENZA DOLORE!</strong></p>
<p>La sostanza del discorso è che per <strong>capire se un gesto atletico sia adatto a te occorre:</strong></p>
<ul>
<li><strong>provare sul campo</strong>, senza basarsi su pre-concetti</li>
<li><strong>andare con una preparazione specifica</strong>. Se ho mal di schiena anche solo a starnutire, inutile provare a fare attività sportiva.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="2">Leggende metropolitane su attività fisica e mal di schiena</h2>
<p>Il <strong>nuoto</strong> fa <strong>bene</strong> (<em>ma non a rana eh, sarai mica matto!</em>), mentre la <strong>corsa</strong> fa <strong>male</strong>, lo sanno tutti!!!!!</p>
<p>Andare <strong>in palestra a sollevare pesi?</strong> Stai scherzando vero? Assolutamente da evitare!</p>
<p>L’argomento “<strong>sport e mal di schiena</strong>” è purtroppo quello più ricco di vere e proprie leggende metropolitane.</p>
<p>Vediamo le più comuni.</p>
<h3>Leggenda #1 correre fa male alla schiena: FALSO</h3>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-6304" src="https://www.laltrariabilitazione.it/wp-content/uploads/2016/06/treadmill.jpg" sizes="(max-width: 566px) 100vw, 566px" srcset="https://www.laltrariabilitazione.it/wp-content/uploads/2016/06/treadmill.jpg 786w, https://www.laltrariabilitazione.it/wp-content/uploads/2016/06/treadmill-300x172.jpg 300w, https://www.laltrariabilitazione.it/wp-content/uploads/2016/06/treadmill-768x440.jpg 768w, https://www.laltrariabilitazione.it/wp-content/uploads/2016/06/treadmill-610x349.jpg 610w" alt="treadmill" width="566" height="324" /></p>
<p>Questa è una delle raccomandazioni che si sente più di frequente: se hai mal di schiena non puoi correre, perchè ci sono <strong>troppe sollecitazioni</strong>.</p>
<p><strong>Cosa vera?</strong> Non necessariamente.</p>
<p>Studi che dimostrino che correre aumenta il rischio di mal di schiena non ce ne sono: un recente studio ha rivelato come il 49% dei maratoneti intervistati abbia riferito un miglioramento del mal di schiena da quando corrono, mentre solo il 27% ha riferito un peggioramento.</p>
<p>Nonostante sia evidente che correre, come qualsiasi altra attività, crei sollecitazioni ai dischi intervertebrali, il fatto che correre peggiori la situazione della schiena non è assolutamente dimostrato.</p>
<p>Anche il fatto che la maggiore rigidità muscolare dei corridori porti con più facilità mal di schiena, non è supportato da alcun dato, anzi ci sono studi che dimostrano il contrario, cioè che non c’è relazione.</p>
<p><strong>In sostanza:</strong> la colonna è perfettamente in grado di reggere le sollecitazioni della corsa, qualora questa sia correttamente programmata.</p>
<p>Questo vale in generale, ma la TUA colonna riuscirà a reggerle? Lo saprai dopo che avrai applicato la mia strategia, che vedremo tra poco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Leggenda #2 I pesi in palestra fanno male alla schiena:FALSO</h3>
<p>Mettiamocelo in testa: <strong>la schiena è fatta per sostenere carico</strong>, quindi evitare i carichi per evitare che la schiena faccia male rischia di innestare un pericoloso circolo vizioso di indebolimento muscolare e dolore conseguente.</p>
<p>Anche qui, <strong>non si registra una maggiore incidenza di mal di schiena</strong> in chi fa pesistica rispetto ad altri sport, anzi a dire il vero <a href="http://www.exrx.net/WeightTraining/Safety.html">l’incidenza è minore!</a>.</p>
<p>Guarda in questa immagine una classifica dell’incidenza degli infortuni nello sport negli Stati Uniti: è del 1994, ma la situazione non è cambiata:</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6301" src="https://www.laltrariabilitazione.it/wp-content/uploads/2016/06/classifica-infortuni.jpg" sizes="(max-width: 964px) 100vw, 964px" srcset="https://www.laltrariabilitazione.it/wp-content/uploads/2016/06/classifica-infortuni.jpg 964w, https://www.laltrariabilitazione.it/wp-content/uploads/2016/06/classifica-infortuni-300x149.jpg 300w, https://www.laltrariabilitazione.it/wp-content/uploads/2016/06/classifica-infortuni-768x382.jpg 768w, https://www.laltrariabilitazione.it/wp-content/uploads/2016/06/classifica-infortuni-610x304.jpg 610w" alt="classifica-infortuni" width="964" height="480" /></p>
<p>E attenzione che ho detto pesistica, non attività amatoriale in palestra, nella quale (se eseguita a dovere) i carichi sono sicuramente minori!</p>
<p>Peraltro, sono sorprendentemente presenti dati che indicano che la tecnica con cui si sollevano i pesi, anche al lavoro,<a href="https://www.painscience.com/articles/lifting-technique-is-not-important-for-your-back.php"> non è così importante nel prevenire il mal di schiena</a>.</p>
<p><strong>In sostanza:</strong>  la tua colonna è perfettamente in grado di sostenere un allenamento in palestra ben programmato. Ci riuscirà davvero? Anche qui, lo saprai dopo che avrai applicato la mia strategia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Leggenda #3 Il nuoto fa bene alla schiena: FALSO</h3>
<p>Questa è una leggenda talmente infondata che non voglio neanche soffermarmici più di tanto: ti linko direttamente ai risultati di google per “<strong><a href="https://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&amp;ion=1&amp;espv=2&amp;ie=UTF-8#q=nuoto%20non%20fa%20bene%20alla%20schiena">nuoto non fa bene alla schiena</a></strong>“, in modo che tu possa vedere quante ricerche hanno dimostrato che il nuoto in realtà non ha significativi effetti nè sul mal di schiena nè sulla scoliosi.</p>
<p>Poi, per qualcuno potrà anche essere successo di migliorare col nuoto, ma che non lo si consideri una terapia, per carità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>E la bicicletta? Luci e ombre…</h3>
<p>Qui la situazione si fa leggermente più spinosa: gli studi dicono che <a href="http://bjsm.bmj.com/content/33/6/398.short">c’è una correlazione tra assetto della bici e possibilità di avere mal di schiena</a>, ma uno <a href="http://ajs.sagepub.com/content/38/12/2494.short">studio del 2010 su 100 professionisti</a> (che quindi non avevano la bici potenzialmente assettata male) ha rivelato che l’incidenza di dolore alla schiena era di oltre il 40%.</p>
<p>Non è difficile capire perchè, visto che in bici si tiene comunque una posizione nella quale i muscoli lombari sono fortemente sollecitati, e la si mantiene per delle ore.</p>
<p>Nella corsa a piedi amatoriale, difficilmente andiamo sopra i 60-70 minuti, mentre anche ciclisti non professionisti fanno tranquillamente giri di 2-4 ore.</p>
<p><strong>In sostanza:</strong> i dati ci dicono che la corretta posizione in bici può evitare il mal di schiena, ma che comunque lunghi giri in bici effettuati con regolarità ci mettono un po’ più a rischio di avere problemi, anche se generalmente una colonna in buono stato di forma è perfettamente in grado di reggere l’impatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="3">Mal di schiena e attività fisica: quale sport è meglio fare?</h2>
<p>Se hai seguito il discorso finora hai capito che <strong>non abbiamo dati certi per dire che la tale attività faccia male e che la tal altra faccia bene</strong>, in chi soffre di mal di schiena.</p>
<p>Parti da un presupposto fondamentale: <strong>NESSUNA ATTIVITÀ FISICA È PENSATA PER RISOLVERE I PROBLEMI ALLA COLONNA.</strong></p>
<p>Si può pensare che <strong>Yoga</strong> e <strong>Pilates</strong>, essendo attività che mirano a distendere e a rinforzare i muscoli in modo progressivo, possano essere attività particolarmente benefiche.</p>
<p>Effettivamente, ci sono anche studi che dimostrano una certa <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4878447/"><strong>efficacia dello Yoga</strong></a> e del <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25634166"><strong>Pilates</strong></a> nel combattere il mal di schiena: se ti piacciono, può valere la pena provare.</p>
<p>L’importante è <strong>non concepirli come NECESSARI</strong>: l’unica attività che potrebbe essere considerata necessaria è la <strong>RIEDUCAZIONE MIRATA.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Rieducazione mirata: la vera attività fisica utile alla colonna</h3>
<p>Se hai sviluppato mal di schiena, è perchè <strong>i tuoi muscoli e le tue vertebre non sono riusciti a mantenere un buon equilibrio</strong> con le sollecitazioni che gli hai dato nel corso della tua vita.</p>
<p>Potresti avere alcuni <strong>muscoli troppo deboli</strong>, oppure potresti averne altri <strong>troppo rigidi</strong>; ancora, potresti avere delle caratteristiche di particolare debolezza dei dischi vertebrali.</p>
<p>Qualsiasi attività fisica <strong>NON</strong> potrà lavorare in modo <strong>MIRATO</strong> su questi aspetti, perchè sono soltanto <strong>TUOI</strong>.</p>
<p>L’attività ideale sarebbe quindi la <strong>rieducazione mirata, che rinforzi le tue debolezze e distenda le tue rigidità.</strong></p>
<p>All’attività di rieducazione mirata potrai poi affiancare una normale attività fisica che ti piaccia, con le indicazioni e raccomandazioni che vedremo tra poco.</p>
<p>Ma…<em>come si fa ad avere un piano di rieducazione mirata?</em></p>
<p>Ovviamente una buona scelta è quella di<strong> rivolgersi ad un fisioterapista professionista</strong>, che magari abbia una buona esperienza in riabilitazione sportiva e ancor più importante è consultare un osteopata che possa intervenire sulla <a href="https://www.cameraniosteopatia.com/campi-di-applicazione/">CAUSA del disturbo</a></p>
<h2 id="4">Come tornare a fare attività fisica anche con il mal di schiena o i dolori cervicali</h2>
<p>Come hai visto finora, <strong>non esiste una attività sportiva che faccia male, nè una che faccia bene</strong>, perchè le attività sportive non sono pensate per migliorare i problemi alla schiena.</p>
<p>Detto questo, dobbiamo fare attività fisica perchè <strong>ci piace e perchè ci dà benessere generale</strong>, non perchè fa bene alla schiena.</p>
<p>Ma proprio perchè se stai leggendo questo articolo, qualche problema alla schiena potresti averlo, quindi dobbiamo fare in modo che la nostra colonna sia pronta.</p>
<p>I passi che dovrai seguire sono sono:</p>
<ol>
<li><strong> cercare di mettere la colonna vertebrale nelle migliori condizioni muscolari possibili, agendo sulla causa ,magari con delle sedute osteopatiche</strong></li>
<li><strong>affrontare l’allenamento con gradualità, mettendo gli esercizi specifici come riscaldamento</strong></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="5">Passo # 1 come migliorare la tua colonna con esercizi mirati</h2>
<p>Per migliorare lo stato della colonna, occorrono esercizi mirati, che distendano i muscoli più contratti e rinforzino quelli più deboli.</p>
<p>in questi video potrai trovare 3 esercizi davvero efficaci per risolvere il tuo mal di schiena</p>
<p><iframe title="Primo segreto per risolvere DEFINITIVAMENTE il tuo MAL DI SCHIENA" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/9n5L_JVdiZ0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="2 segreto per risolvere DEFINITIVAMENTE il tuo MAL DI SCHIENA" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/o0Xa0Rmdyfg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="Terzo segreto per risolvere DEFINITIVAMENTE il tuo MAL DI SCHIENA" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/gk45gr_w47E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi sono video presi dal mio canale youtube <a href="https://www.youtube.com/channel/UC-JGQtfcWw2wyivc--Zjblw/featured?view_as=subscriber">iscriviti</a> per rimanere sempre aggiornato.</p>
<h3>Passo #2: come programmare l’allenamento</h3>
<p>La programmazione dell’allenamento è ovviamente un punto molto importante.</p>
<p>Le “tappe” potrebbero essere:</p>
<ol>
<li>no attività fisica, solo attività specifica sulla colonna (vedi il precedente punto #1) 2-4 settimane.</li>
<li>attività specifica usata come riscaldamento, attività fisica cauta, 1-3 mesi</li>
<li>attività specifica usata come riscaldamento, attività fisica normale</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se hai un mal di schiena non troppo forte, puoi anche pensare di partire direttamente dal punto 2.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="6">E se non funziona lo stesso?</h2>
<p>Come dicevo, il fatto che gli studi non dimostrino che la tale attività fisica fa venire il mal di schiena, <strong>non significa che tu possa fare qualsiasi cosa incurante del dolore</strong>.</p>
<p>Ci sono persone che, nonostante tutte le accortezze, non riescono a fare una determinata attività, o la fanno con diverse limitazioni.</p>
<p>Come fai a capire se sei una di quelle persone? Semplice, come ho ripetuto per tutto l’articolo:</p>
<ul>
<li>lavora sulla colonna</li>
<li>fai l’attività che vuoi programmandola in maniera intelligente e graduale</li>
</ul>
<p>Se nonostante il lavoro specifico e la programmazione adeguata, noti che ogni volta che fai attività ti viene dolore, allora si che potrai dire che quello sport non fa per te.</p>
<h2 id="7">Conclusione</h2>
<p>Il concetto che devi portare a casa è:</p>
<p><strong>Una colonna con la muscolatura in buono stato è perfettamente in grado di sopportare le sollecitazioni di una attività fisica amatoriale 2-4 volte alla settimana</strong>, anche in presenza di problemi radiologicamente dimostrati.</p>
<p>Il tuo compito deve essere prima di tutto quello di portare i muscoli e le articolazioni tra una vertebra e l’altra nelle migliori condizioni possibili, prima di rinunciare all’attività.</p>
<p>Se hai bisogno di una visita osteopatica che ti permetta di capire come risolvere DEFINITIVAMENTE il tuo problema puoi prenotare direttamente a <a href="https://www.miodottore.it/bruno-maria-camerani/osteopata-fisioterapista/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">questo link</a> , tramite il sito o chiamandomi al 3393227069.</p>
<p>Spero che questi chiarimenti ti siano stati utili.</p>
<p>A presto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dr Bruno Maria Camerani</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cameraniosteopatia.com/quale-sport-fare-se-si-soffre-di-mal-di-schiena/">QUALE SPORT FARE SE SI SOFFRE DI MAL DI SCHIENA?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cameraniosteopatia.com">Camerani Osteopatia</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le 10 regole d&#8217;oro per crescere #figli deficienti, debosciati e asociali</title>
		<link>https://www.cameraniosteopatia.com/le-10-regole-doro-per-crescere-figli-deficienti-debosciati-e-asociali/</link>
					<comments>https://www.cameraniosteopatia.com/le-10-regole-doro-per-crescere-figli-deficienti-debosciati-e-asociali/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Bruno Maria Camerani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2017 11:23:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accontentate sempre il vostro bambino, difendetelo anche se ha torto marcio e non rimproveratelo mai &#8230; Il tema è serissimo, cioè l&#8217;educazione dei nostri figli, ma una volta tanto è trattato con sferzante ironia. Gustatevi il decalogo di Giovanni Notarnicola. Le 10 regole d&#8217;oro per crescere figli deficienti, debosciati e asociali Care #mamme e cari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="line-height: 1.7;">Accontentate sempre il vostro bambino, difendetelo anche se ha torto marcio e non rimproveratelo mai &#8230; Il tema è serissimo, cioè l&#8217;educazione dei nostri figli, ma una volta tanto è trattato con sferzante ironia. Gustatevi il decalogo di Giovanni Notarnicola.</span></p>
<p>Le 10 regole d&#8217;oro per crescere figli deficienti, debosciati e asociali</p>
<p>Care #mamme e cari #papà, volete veder crescere i vostri figli deficienti, debosciati e asociali? Seguite alla lettera il decalogo messo a punto da Giovanni Notarnicola, psicologo, psicoterapeuta e docente di riabilitazione motoria all&#8217;università di Firenze!</p>
<p>Il ‘manifesto’ del bravo genitore naturalmente è ironico, perché l’obiettivo del suo autore è quello di demolire certe abitudini errate e riportare l’attenzione dei genitori sui valori corretti da inculcare ai propri figli, mettendoli in guardia sulle conseguenze che certi comportamenti, anche se adottati con intenti positivi, possono avere sui nostri figli.</p>
<p>1 Fin dall&#8217;#infanzia accontentatelo in tutto ciò che chiede così, alla prima rinuncia, gli verranno le convulsioni. #Genitori, ma anche #nonni e #zii, sempre a corto di tempo da dedicare ai loro figli/nipoti, pensano di compensare a questa mancanza riempiendoli di regali e regalini: caramelle, cioccolatini, giochini e qualunque altra cosa venga ai bambini in mente, in un crescendo di richieste il più delle volte inutili. E invece, ogni volta che possiamo, cerchiamo di dedicare loro del tempo, per parlare, giocare insieme. E quando le loro richieste diventano troppe, bisogna avere il coraggio e la fermezza di dire di no, di far capire loro che non si può avere tutto.</p>
<p>2 Non insistete con la formazione morale: onestà, solidarietà, laboriosità, mansuetudine, sono caratteristiche per persone deboli. Se ci guardiamo intorno sembra quasi che nella nostra società chi va avanti siano solo i ‘furbi’, quelli che riescono ad ottenere tanto con poco, magari sgomitando a danno di chi sta vicino. Spetta a noi genitori far comprendere ai figli che non è con questi comportamenti che si ‘vince’ davvero o che si va avanti, perché i veri successi si fondano su valori ben più profondi. Confrontiamoci con loro, magari raccontando nostre esperienze o invitandoli a raccontare le loro, sottolineando aspetti positivi e negativi di ogni comportamento. Non lasciamo insomma che i bambini ‘bevano’ tutto quel che vedono all’esterno: i messaggi che potrebbero transitare non sono sempre dei migliori!</p>
<p>3 Raccogliete e riordinate voi ciò che lascia in giro, crescerà pensando che le responsabilità siano solo degli altri. E’ vero che a far da soli si fa più presto che non ad aspettare che lo facciano i nostri figli, però così non si responsabilizzeranno mai. Incoraggiamoli a rifarsi il letto, a rimettere a posto le costruzioni una volta finito di giocare o ad aiutare la mamma ad apparecchiare la tavola: anche se il risultato non sarà perfetto, andrà bene così. E quando vanno a scuola, evitiamo di portar noi lo zaino: non sarà certo quel peso, trasportato di solito per pochi metri fino a raggiungere l’auto, che potrà rovinargli la schiena! “Attenzione, però: le richieste non vanno fatte come un ricatto” mette in guardia il porf. Notarnicola! “Non diciamo: ‘se metti in ordine la tua stanza ti compro… se non metti a posto non ti faccio…’; si deve mettere a posto perché è giusto che sia così, senza l’obiettivo di ottenere qualcosa in cambio”.</p>
<p>4 Litigate spesso e violentemente davanti a lui, anche per cose futili, crescerà con l&#8217;idea che il matrimonio sia cosa da evitare con cura. “E’ importante non solo evitare discussioni su temi generici, ma soprattutto evitare di litigare davanti al bambino su decisioni che riguardano lui” spiega lo psicologo. “Mamma e papà devono concordare preventivamente la linea di condotta da tenere su un certo argomento e poi parlare al bambino con una voce sola. Se il papà rimprovera il figlio perché a suo parere ha fatto qualcosa di sbagliato e la mamma invece interviene in sua difesa, al bambino arriva il messaggio che la verità non è una sola e che le decisioni possono anche essere ‘manipolate’, oppure che mamma e papà stanno litigando per colpa sua, o ancora che il matrimonio sia effettivamente… la tomba dell’amore!”</p>
<p>5 Difendetelo ovunque e sempre rendendogli chiaro il concetto che sono gli altri (compagni di scuola, insegnanti, amici eccetera) a non “capirlo”. Cercate di fargli ben comprendere che a scuola si deve studiare soltanto per non essere rimandati. E’ un altro modo per responsabilizzare il bambino/ragazzo: se sbaglia deve sopportare le conseguenze di quel che ha fatto. Non ha studiato? È stato giusto che l’insegnante gli abbia messo un brutto voto. Si è comportato in modo scorretto con un compagno? È giusto che adesso il compagno sia risentito. Non si tratta di ‘condannarlo’ ma è importante non lasciar correre, nell’illusione che tanto è ancora piccolo. Non è mai troppo presto per fargli capire, sia pure con dolcezza, che ha sbagliato. “L’atteggiamento deve essere come quello del vigile urbano che, se trova un’auto in palese divieto di sosta, deve fare la multa perché è giusto che sia così, senza assumere atteggiamenti punitivi o ‘cattivi’. Magari diciamogli: anche io ho sbagliato tante volte, ma ognuno ha il dovere di potersi migliorare. Quel che è successo oggi ormai è successo, però è stato un buon insegnamento per domani!”</p>
<p>6 Dategli pure tutto il #denaro che chiede; quando si accorgerà, in futuro, che per averlo bisogna lavorare, rimarrà di stucco. E’ giusto che i nostri figli vengano a contatto con il denaro e che imparino a dargli il giusto valore sin da piccoli. Devono sapere ad esempio che cosa si può comprare con una certa cifra e quanto occorre per comprare un determinato oggetto che ci chiedono: a quel punto possiamo ragionare con loro se è davvero necessario spendere quella somma per comprare quella cosa o se piuttosto non è meglio comprarne un’altra. In sintesi, facciamo comprendere loro che i soldi non sono infiniti e che bisogna saperli spendere bene.</p>
<p>7 Non rimproveratelo mai per le sue malefatte, potrebbe ricavarne sensi di colpa; così, da adulto, trovando una contravvenzione sulla sua auto in palese divieto di sosta, penserà di essere perseguitato. E’ un punto che si ricollega al punto 5: se sbaglia deve essere rimproverato, senza timore di suscitare sensi di colpa. Rimproverarlo non significa che il genitore ce l’ha con lui, ma che vuole trasmettergli un insegnamento per il futuro.</p>
<p>8 Lasciategli infastidire gli animali, vessare i compagni più deboli, deridere gli anziani e danneggiare la roba altrui riprendendo tutto con l&#8217;apposito cellulare; crederà fortemente in Dio, poiché penserà che Dio e lui sono la stessa persona. Sono atteggiamenti che i ragazzi possono assumere soprattutto quando sono con i compagni, ‘forti’ dell’appartenenza al gruppo. Ovviamente è doveroso far comprendere ai nostri figli che non è usando la forza con i più deboli che si dimostra la propria superiorità. E soprattutto che certi atteggiamenti non vanno assolutamente emulati, anche se li vediamo fare ai nostri amici!</p>
<p>9 Fategli guardare la televisione quanto vuole, senza limiti; crescerà pensando che la vita, le persone, le cose e gli eventi possono essere regolati col suo telecomando. “Non esiste la tv e basta, esiste chi la accende e chi la mette sul canale sbagliato” commenta Giovanni Notarnicola. “I genitori devono vigilare sui programmi che i loro figli guardano e orientarli nella scelta: se lasciano a loro il telecomando possono scegliere di tutto. E poi una volta ogni tanto portiamoli al cinema: sappiamo quel che andiamo a vedere, si cammina insieme per raggiungerlo, si impara a rispettare gli orari”.</p>
<p>10 Non fategli praticare attività motorie e sportive, intanto perché suda e ci si può far male; poi, imparare a stare insieme agli altri, imparare a saper vincere, a saper perdere a saper combattere, a sapersi sacrificare è prerogativa delle persone insicure. Meglio fare lo sportivo col “sedere”: seduto in tribuna! Abituiamo i figli a vivere sport in prima persona e non ad essere semplicemente spettatori. “Non si tratta di iscriverli a ‘mega-corsi’, basterebbe una passeggiata nel bosco la domenica tutti insieme” evidenzia Notarnicola: “si fa attività fisica camminando, ma in più si ha la possibilità di chiacchierare, di osservare la natura, respirare aria pulita, di divertirsi in un clima spensierato. E sarà anche per i genitori un modo piacevole di trascorrere la domenica e di rilassarsi dalle fatiche della settimana”.</p>
<p>#cameraniosteopatia</p>
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		<title>LA FEBBRE SECONDO NATURA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Bruno Maria Camerani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2017 07:52:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Febbre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1 &#8211; LA FEBBRE E UN AUMENTO DELLA TEMPERATURA CORPOREA SOPRA I LIVELLI NORMALI. Consultando le numerose pubblicazioni scientifiche sull&#8217;argomento, si nota una gran varietà di opinioni sui valori “normali”. Pure nella consapevolezza di ciò, si possono considerare normali in maniera orientativa da 36,1 a 37,1°C misurati sulla pelle (ascella e inguine); 37-37,5°C in bocca; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="line-height: 1.7;">1 &#8211; LA FEBBRE E UN AUMENTO DELLA TEMPERATURA CORPOREA SOPRA I LIVELLI NORMALI. </span></p>
<p><span style="line-height: 1.7;">Consultando le numerose pubblicazioni scientifiche sull&#8217;argomento, si nota una gran varietà di opinioni sui valori “normali”. Pure nella consapevolezza di ciò, si possono considerare normali in maniera orientativa da 36,1 a 37,1°C misurati sulla pelle (ascella e inguine); 37-37,5°C in bocca; 37,1-37,6 rettale. Livelli di poco superiori non sono tuttavia necessariamente indicativi di anormalità, ma possono essere solo gli estremi della variabilità naturale.È evidente quindi che il classico limite dei 37°C può essere inadeguato a definire la febbre se misurata sulla pelle, e lo è sempre quando la si misura in bocca o nel retto.Su dove sia meglio misurarla non c&#8217;è unanimità: molti pediatri preferiscono la via rettale fino ai 2 anni e quella ascellare in seguito, per la sua praticità e sicurezza, benché sia meno attendibile rispetto alle altre sedi di misurazione.</span><span id="more-4175"></span></p>
<p>2- CHE COSA LA CAUSA?</p>
<p>Nella maggior parte dei casi la febbre si produce così: le cellule incaricate delle difese da infezioni mandano un segnale biochimico al cervello che fa alzare la temperatura corporea. La temperatura può inoltre elevarsi per eccitazione o attività fisica intensa. Per evitare equivoci va dunque misurata in un soggetto a riposo e che non sia appena rientrato da un ambiente freddo.</p>
<p>3- A CHE COSA SERVE LA FEBBRE. UN PREGIUDIZIO COLOSSALE</p>
<p>La maggior parte della gente crede che la febbre sia una malattia e chiede insistentemente al medico di curarla con farmaci “contro” la febbre.Alcuni, più illuminati, sanno che la febbre è di regola espressione di una malattia che le sta sotto, dunque un utile campanello d&#8217;allarme.Ma sono veramente pochi a sapere che la febbre è ben altro: è uno dei più efficaci meccanismi di difesa che l&#8217;organismo mette in atto contro le infezioni.È bene fare alcune considerazioni preliminari.La febbre è una reazione alle infezioni comune a tutti gli uomini e agli animali superiori, che si ripete da milioni di anni: dovrà pertanto avere un valore biologico, se nel corso di un&#8217;evoluzione multimillenaria la selezione naturale l&#8217;ha mantenuta con queste caratteristiche!In effetti contro i microbi (batteri e virus) la febbre è un potente mezzo difensivo, che agisce sia direttamente sia attivando altre importanti difese.Per uanto riguarda i virus, un aumento della temperatura da 37 a 38°C può provocare una diminuzione della loro moltiplicazione di oltre il 90% e per la maggior parte dei virus un ulteriore aumento può comportare arresto completo della moltiplicazione.Anche i virus più virulenti sono bloccati da temperature superiori ai 39°C che durino sufficientemente a lungo.L&#8217;abbassamento artificiale della temperatura fa aumentare addirittura la mortalità nei topolini infettati sperimentalmente con virus. Numerose osservazioni fanno pensare che lo stesso fenomeno possa verificarsi anche in molte infezioni virali dell&#8217;uomo. Ad esempio, nei bambini infettati con virus della poliomelite la frequenza e la gravità della paralisi sono risultate molto più elevate nei soggetti trattati con farmaci contro la febbre. È verosimile che lo stesso accada anche per i virus come quelli del morbillo, rosolia, parotite, etc. che in condizioni sperimentali vengono drasticamente bloccati da aumenti della temperatura.La proprietà difensiva della temperatura è dimostrata anche dal fatto che i virus del raffreddore, con temperatura ottimale di replicazione frai 33 e i 34°C, trovano queste condizioni solo nelle mucose del naso, dove passa la corrente d&#8217;aria respirata, ma sono incapaci di diffondersi in zone più profonde, dove la temperatura è di 37°C.Durante il raffreddore, la congestione nasale impedisce il meccaniscmo naturale della respirazione, di conseguenza la temperatura del naso sale, e da questo momento la quantità di virus diminuisce bruscamente e la guarigione è accelerata (rispetto a quanto accadrebbe prendendo farmaci antipiretici o gocce decongestionanti).Un altro fondamentale e generale meccanismo di difesa dalle infezioni è l&#8217;infiammazione, che provoca a livello locale condizioni fisiche, chimiche e biologiche che si potenziano a vicenda nel combattere le infezioni: ad esempio l&#8217;aumento della temperatura! E il grande afflusso di globuli bianchi (le “milizie” del sangue)Riprova ne sia che i farmaci antinfiammatorifacilitano nella maggior parte delle infezioni virali la moltiplicazione e diffusione dei germi, allungando il decorso e aumentando la gravità delle infezioni negli animali da laboratorio trattati, a confronto di quelli non trattati con questi farmaci.È accertato che la febbre facilita la guarigione anche nella maggior parte delle infezioni da batteri, perché riduce nel sangue i livelli di ferro, essenziale per la crescita di gran parte dei microrganismi, e perché esalta l&#8217;efficienza di tutti i componenti del sistema immunitario, dall&#8217;attivazione dei globuli bianchi alla produzione di anticorpi.Non bisogna dunque temere la febbre e si deve ricordare che l&#8217;entità del rialzo febbrile dipende sì dalla forza dell&#8217;aggressione infettiva, ma anche dalla capacità di reazione dell&#8217;organismo. Se i meccanismi difensivi sono forti e vitali, probabilmente, anche se sembra un paradosso, la febbre raggiungerà punte ancora più alte, e l&#8217;organismo debellerà la malattia più velocemente.</p>
<p>4- QUALI SVANTAGGI COMPORTA</p>
<p>Non si ripeterà mai abbastanza che la febbre non è una malattia in sé e che molti degli svantaggi che si tendono ad attribuirle sono in realtà dovuti alle malattie che di volta in volta la provocano.La febbre può diventare pericolosa per tutti solo sopra i 41°C misurati sulla pelle, ma si tratta di condizioni estremamente rare nella pratica clinica. Si badi che invece nello sport non è raro osservare, dopo un esercizio molto intenso, temperature fino a 41°C, senza che l&#8217;atleta in questione abbia alcuna sensazione negativa.C&#8217;è però per alcuni individui una possibile complicanza della febbre in quanto tale: le convulsioni. Ne sono colpiti il 4% dei bambini fra i 6 mesi e i 6 anni (con un massimo di frequenza tra 1 e 2 anni) quando la febbre supera i 39°C. In genere ciò accade come conseguenza di una rapida salita della temperatura. Oltre i 6 anni la maturazione del cervello del bambino consente di superare senza problemi la febbre alta anche in quei bambini che avevano presentato convulsioni in precedenza.Si tratta in genere di convulsioni generalizzate a tutto il corpo, che possono provocare perdita di coscienza e caduta a terra, e spaventano molto i genitori, ma sono benigne e non devono preoccupare eccessivamente.In genere, inutile precipitarsi in ospedale o somministrare per bocca sedativi perché la crisi convulsiva semplice passa di regola in pochi minuti prima che il farmaco faccia effetto.Non è opportuno tentare di tenere fermo il bambino o di spostarlo bruscamente durante la convulsione ma tutt&#8217;al più converrà girarlo se possibile su un fianco.Di regola le convulsioni non si ripresentano nello stesso episodio febbrile, ma possono ripresentarsi in occasione di successive malattie che provochino febbre. In pratica su 100 bambini solo 4 potranno andare incontro a un episodio convulsivo febbrile e di questi solo 2 avranno un secondo episodio e solo 1 su 100 circa avrà 3 o più episodi convulsivi da febbre nella sua vita (cioè entro i 6 anni)Ė bene avvisare il pediatra dopo il primo episodio convulsivo; egli giudicherà se in qualche caso occorrano ulteriori accertamenti e spiegherà come comportarsi in occasione di un successivo episodio febbrile.5- COME SI MISURASono preferibili (e ormai gli unici reperibili) i termometri digitali.Se si misura in bocca o sulla pelle evitare bevande o impacchi troppo caldi o troppo freddi subito prima. Se nel retto introdurre tutto il bulbo del termometro e non misurarla poco dopo che si siano avute scariche di diarrea, che alzano la temperatura locale.6- CHE COSA FARE SEMPRENella fase del brivido la temperatura del corpo sale rapidamente. Il soggetto sente freddo perché il calore viene concentrato all&#8217;interno dell&#8217;organismo per fini difensivi.Dunque è bene assecondare il lavoro del corpo coprendo il malato fino a quando non sentirà più il freddo.Quando i brividi cessano, il malato ha la temperatura più alta che, come si è visto, svolge una funzione importantissima.Aiutiamolo a mantenerla con una coperta leggera evitando però di coprirlo troppo e di farlo soffrire per questo.Nella camera l&#8217;aria deve essere ben umidificata specie se c&#8217;è il riscaldamento, è bene perciò rifornire d&#8217;acqua le apposite vaschette e porre frequentemente panni bagnati sul calorifero. Se ciò non fosse possibile usare vaporizzatori a caldo.Non sembra comunque il caso di immettere nelle vaschette disinfettanti o sostanze chimiche.Dato che la febbre fa sudare è fondamentale far bere il malato, affinché non si disidrati.Non solo si dovrà dunque assecondare la sete, ma sarà bene stimolarlo a bere, a maggior ragione se è un bambino. Che si disidrata più facilmente di un adulto. Dovrà bere acqua, preferibilmente non gasata, spremute, late, brodo. Meglio non the (o caffé!) che fanno urinare molto e possono aumentare la disidratazione.Se si tratta di una malattia respiratoria è bene che la stanza del malato abbia ricambi d&#8217;aria più frequenti, evitando ovviamente le correnti e i colpi di freddo.L&#8217;alimentazione deve essere semplice e di facile digestione (no gassi, proteine e cibi elaborati) senza forzar il malato a mangiare. La natura ha più esperienza: l&#8217;inappetenza e il semi digiuno possono concorrere al riposo fisiologico completo che l&#8217;organismo richiede per favorire la guarigione (per questo è molto indicato anche il clistere!)Quando cessa il rifiuto del cibo va benissimo una dieta mediterranea: primi piatti con condimenti di verdura e olio extravergine crudo, verdura tagliata fine meglio cotta. Frutta fresca, spremute, frullati o centrifugati di frutta e verdura. Pochi cibi animali preferendo yogurt e pesce.</p>
<p>7- I FARMACI CONTRO LA FEBBRE: RARAMENTE UTILI, SPESSO CONTROPRODUCENTI</p>
<p>la febbre è una reazione utile, che c&#8217;è quando serve e passa da sé quando non è più necessaria (cioè: se non passa è perché serve ancora)Non è facile adottare questo atteggiamento, in quanto siamo stati abituati per decenni a considerare la febbre in sé come una malattia da combattere. E invece sopprimendola togliamo di mezzo un preziosissimo alleato e favoriamo i veri nemici.Molti stenteranno a crederlo e porteranno la propria esperienza in cui dopo aver preso farmaci contro la febbre è venuta la guarigione.Ma la verità è un&#8217;altra. Ė il nostro organismo che ha tante risorse che, nonostante l&#8217;uso di farmaci inutili o dannosi, guarisce ugualmente! In effetti la maggior parte delle malattie infettive che ci colpiscono guarirebbero spontaneamente senza alcun intervento farmacologico (che potrebbe addirittura allungare il decorso della malattia).Vi sono casi in cui i farmaci possono essere necessari (es. lattanti fino a 1 mese di vita o bambini che hanno già presentato convulsioni febbrili), ma in tutti gli altri casi si può intervenire tenendo presente che il pericolo non insorge fino ai 41°C e che è bene utilizzare il farmaco a piccolissime dosi, con il fine di controllare la temperatura, non per abbatterla!La febbre di per sé non provoca danni, non provoca, neppure se elevata, conseguenze neurologiche (ad es. la meningite, come qualcuno teme, della quale le cause sono ben altre!)</p>
<p>8- GLI ANTIBIOTICI, UN ALTRO MITO DA SFATARE</p>
<p>Molta gente pensa che contro una malattia con febbre servano gli antibiotici e sollecita il medico a prescriverli, nella convinzione che solo così si guarisca o che si guarisca prima.In realtà gli antibiotici possono servire solo contro batteri, ma una grandissima parte delle malattie che provocano febbre è dovuta ai virus, come pure morbillo, sesta malattia, parotite, rosolia, varicella, etc.Le malattie da virus guariscono di regola per il solo effetto dell&#8217;organismo. Ricordiamo l&#8217;effetto dell&#8217;interferone, dei linfociti e altri globuli bianchi, l&#8217;infiammazione, gli anticorpi e naturalmente la febbre! Che costituisce di per sé un gran alleato della guarigione che rende più efficienti le altre difese antivirali.Purtroppo l&#8217;abitudine di prendere antibiotici prima che una malattia febbrile abbia fatto il suo corso è tanto diffusa che, quando poi la malattia guarisce spontaneamente, si tende a credere erroneamente che siano stati gli antibiotici a farla sparire.Sfortunatamente non è così e gli antibiotici hanno costi elevati, in termini di:TOSSICITÁ (possono danneggiare organi e apparati del corpo umano)ALLERGIE (svariati antibiotici possono innescare reazioni allergiche frequenti e talvolta gravi)ECONOMICI (consumano ingenti risorse del SSN)ECOLOGICI (colpiscono tutte le popolazioni di batteri, anche quelle utili, che rivestono le superfici dell&#8217;apparato digerente, respiratorio e la vagina.Pertanto gli antibiotici, anche quando sono usati correttamente, non agiscono come una carabina di precisione, ma come una bomba in mezzo a una folla.Inoltre l&#8217;uso di antibiotici e ancora di più il loro cattivo uso determina fenomeni negativi che si vanno diffondendo in maniera allarmante:INFEZIONI DA GERMI OPPORTUNISTI (i germi che non sono attaccabili dagli antibiotici o che sono resistenti approfitteranno della scomparsa di altri germi utili per prolificare provocando malattie che l&#8217;organismo umano non avrebbe altrimenti conosciuto)SQUILIBRI DELLA FLORA BATTERICA E RISCHIO DI INFEZIONI (la prima linea di difesa dell&#8217;uomo è data dalla nostra flora batterica presente su bocca, intestino, vagina, pelle, etc. distruggendoli apriamo la porta alle infezioni. Buon per noi che il nostro organismo sia così efficiente da riuscire a guarire nonostante il nostro comportamento improprio)COMPARSA DI CEPPI DI BATTERI RESISTENTI (tra i batteri sensibili agli antibiotici che muoiono al suo utilizzo, possono comparire “mutazioni”, cioè può comparire per caso un batterio resistente. Tali mutazioni avvengono normalmente, ma la selezione naturale non permetterà loro di moltiplicarsi. In caso di utilizzo di antibiotici, i batteri normali moriranno e il batterio “mutato” avrà quindi la possibilità di moltiplicarsi colonizzando tutto il territorio disponibile. Vi sono addirittura batteri nell&#8217;intestino che, una volta acquisita la resistenza, sanno trasmetterla a batteri di altre specie. Ciò può costituire un problema critico quando in occasione di un&#8217;infezione grave che richiederebbe davvero un antibiotico questo è reso inutilizzabile o inutile.)Pertanto è sconsigliabile che il paziente faccia pressione al medico per avere una cura antibiotica e che si assumano antibiotici di propria iniziativa.</p>
<p>9- VITAMINE? SI, MA NON COME FARMACI!</p>
<p>Le vitamine sono molto importanti, ma in alti dosaggi pericolose. È vero che se assunte in dosi troppo elevate queste vengono generalmente eliminate dal corpo senza problemi, ma questo spreco è comunque inaccettabile. Con la dieta è estremamente facile coprire i livelli raccomandati di tutte le vitamine, anche della vit. C particolarmente utile durante la stagione fredda.A-QUANTITATIVI DI FRUTTA CIASCUNO DEI QUALI È IN GRADO DI COPRIRE IL FABBISOGNO GIORNALIERO DI VIT. Ckiwi 1fragole 110 gr.Limoni 2arance 1mandarini 3pompelmi ½mandaranci 160 gr.Melone 190 gr.Cachi 260 gr.Ananas 350 gr.Banane 3mele cotogne 2albicocche 10B- Quantitativi di ortaggi crudi ciascuno dei quali è in grado di coprire il fabbisogno giornaliero di vitCpeperoni rossi, gialli, verdi, peperoncini piccanti, broccoli, cime di rapa 30/50 gr.Foglie di rapa, cavoli di Bruxelles, cavoli broccoli, cavolfiori 75/100 gr.Spinaci, broccolo a testa, cavoli rossi o neri, cavoli cappuccio, verze, radicchio verde, invidia, sedano 110/190 gr.Patate novelle, fiori di zucca, lattuga, pomodori, biete, asparagi, rape 200/250 gr.Non vi è dunque che l&#8217;imbarazzo della scelta. In particolare per chi ha la febbre alta si possono utilizzare frullati, centrifugati, spremute.Al contrario le varie vitamine sintetiche sono accompagnate da veicoli “inerti” o potenzialmente dannosi come il talco, lo zucchero, coloranti e additivi vari.Tratto da opuscolo gratuito dell&#8217;U.S.S.L. 75/IV a cura di Dr. Alberto Donzelli e Dr. Grazia SuttiBibliografia:Bartolozzi G. “La risposta della fase acuta”. Medico e bambino, 1986Dianzani F., Forni G. “Meccanismi di guarigione delle infezioni virali”, 1982Gruppo Italiano di ricerca sull&#8217;utilizzazione dei farmaci “Prontuario Terapeutico commentato” 1988Meo A. “Il bambino con febbre”, 1987Sangermani R. “Convulsioni febbrili: argomenti contro la prescrizione di una profilassi continua”, 1990Schmitt P.D. “Gli eccessivi timori dei genitori per la febbre dei figli” 1981Schmit B.D. “Fever in childhood”, 1984Società Italiana di Nutrizione Umana “LARN livelli di assunzione giornalieri raccomandati, revisione 1986/87” 1989Sohnle P. Gambert S. “Thermoneutrality: an evolutionnary advantage against ageing?” 1982Viganò A. Dalla Villa A. “I farmaci antifebbrili” 1984</p>
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		<title>10 RIMEDI NATURALI PER LA PRESSIONE BASSA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Bruno Maria Camerani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 07:48:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Soffrire di pressione bassa è molto fastidioso, poiché la sintomatologia dell&#8217;ipotensione può diventare quasi invalidante e, se si presenta all&#8217;improvviso, anche spaventare. Ancor prima di aver misurato i valori pressori (è sempre consigliabile farlo dal medico o in farmacia, evitando se possibile il fai da te), i sintomi della pressione bassa possono presentarsi in modo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="line-height: 1.7;">Soffrire di pressione bassa è molto fastidioso, poiché la sintomatologia dell&#8217;ipotensione può diventare quasi invalidante e, se si presenta all&#8217;improvviso, anche spaventare.</span></p>
<p>Ancor prima di aver misurato i valori pressori (è sempre consigliabile farlo dal medico o in farmacia, evitando se possibile il fai da te), i sintomi della pressione bassa possono presentarsi in modo piuttosto aggressivo:spossatezza, giramenti di testa, vertigini vere e proprie, annebbiamento della vista, sudori freddi, svenimenti.</p>
<p>Le cause dell&#8217;ipotensione sono svariate e mutano nel corso della vita. Tra queste, oltre alla predisposizione individuale, vi sono: fase premestruale, ciclo mestruale, caldo, sudorazione eccessiva, disidratazione, alimentazione squilibrata, surménage. Con le giuste strategie, oltre ad attenuare i sintomi, si possono alzare i valori della pressione arteriosa sentendosi subito meglio.</p>
<p>FATTORE IDRATAZIONE</p>
<p>Pericolo disidratazione</p>
<p>Quando sopraggiungono i sintomi della pressione bassa, già alle prime avvisaglie, è importante ripristinare il corretto livello di idratazione. Infatti, proprio la disidratazione è una tra le cause di ipotensione improvvisa.</p>
<p>I segnali di uno stato di insufficiente idratazione sono piuttosto subdoli all&#8217;inizio: lieve stanchezza, mucose più secche della norma, irritabilità. Per poi manifestarsi con violenza dopo poco tempo, se non si interviene ripristinando l&#8217;equilibrio. Quindi, in caso di ipotensione, è importantissimo bere spesso e a piccoli sorsi, evitando le &#8220;abbuffate&#8221; di acqua (grande quantità consumata in pochissimo tempo).</p>
<p>SOLLEVA LE GAMBE</p>
<p>Ti sentirai più leggera e in forze</p>
<p>Quando si sviene, chiunque accorra in soccorso sa che deve immediatamente alzare le gambedel malcapitato (rispetto al busto e alla testa). Senza arrivare al mancamento, ai primi segni di pressione bassa è bene coricarsi o sedersi sollevando le gambe in rapporto alla linea della testa.</p>
<p>Possono bastare lo schienale della poltrona o la testiera del letto (oppure, il muro). Se si è fuori casa, è bene fare altrettanto cercando piuttosto appoggi &#8220;di fortuna&#8221; e chiedendo aiuto. Ci si sentirà meglio e si scongiurerà il rischio di cadute.</p>
<p>MANGIA SALATO</p>
<p>Un pezzetto di grana o una fetta di prosciutto crudo</p>
<p>Quando subentrano valori di ipotensione, per sentirsi meglio in tempi brevi, è utile mangiare subito qualcosa di salato. Il sodio, infatti, alza la pressione e, in condizioni normali, meno se ne assume e meglio è per linea e salute.</p>
<p>Ma, in situazioni di forte calo pressorio, è importante intervenire tempestivamente (soprattutto se ci si trova fuori casa) e consumare una piccola porzione di un cibo molto salato. Qualche esempio? Grana o parmigiano, prosciutto, crackers. In alternativa, si può sciogliere un po&#8217; di sale in un bicchiere d&#8217;acqua.</p>
<p>INTEGRATORI DI SALI MINERALI</p>
<p>Un consiglio sempre valido</p>
<p>Soprattutto se è provocata dal caldo eccessivo(ma non solo), la pressione bassa va affrontata anche assumendo specifici integratori di sali minerali, nello specifico supplementi a base di potassio e magnesio.</p>
<p>Questi ultimi, infatti, entrano facilmente in deficit e ciò accade più frequentemente alle donne. Il potassio, per la precisione, si disperde attraverso il sudore e i liquidi corporei, alla velocità della luce.</p>
<p>Quindi, in situazioni potenzialmente critiche per la pressione (caldo, sforzi fisici, sindrome premestruale, ciclo) è importante reintegrare velocemente questi sali.</p>
<p>RIPARTI DALLA FRUTTA</p>
<p>Il ruolo cruciale dell&#8217;alimentazione</p>
<p>Tra le variabili essenziali per la regolazione della pressione, troviamo ovviamente il fattore alimentare. La dieta sana ed equilibrata, insieme all&#8217;attività fisica, rappresenta il punto di partenza per godere di uno stato di benessere costante.</p>
<p>Per contrastare l&#8217;ipotensione, e i suoi sintomi debilitanti, è consigliabile aumentare l&#8217;apporto di acqua e sali minerali anche attraverso il consumo di cibi che ne sono ricchi. Tra questi, spiccano i vegetali: frutta (anche secca) e verdura vincono, anche in questo caso, la medaglia d&#8217;oro del benessere.</p>
<p>Ma quali varietà in particolare? Per quanto riguarda la frutta, sono da privilegiare: banane, datteri, melone, pesche, uva, mandorle. Invece, tra gli ortaggi, risultano molto benefici patate, spinaci e zucchine.</p>
<p>LIQUIRIZIA PURA PER LA PRESSIONE BASSA</p>
<p>Che sia pura per un effetto immediato</p>
<p>Uno dei rimedi naturali più conosciuti (e buoni) per la pressione bassa, è la liquirizia. Questa radice vanta numerose virtù per la salute: aiuta ad alzare la pressione (quindi, è controindicata se si soffre di ipertensione), fa bene allo stomaco (consigliata in caso di ulcera e gastrite), calma la tosse e funziona persino da afrodisiaco&#8230;</p>
<p>Perché la liquirizia faccia effetto rapidamente, in caso di ipotensione, va consumata pura. Non agiscono altrettanto efficacemente, dunque, le caramelle gommose&#8221; o le famose &#8220;rotelle&#8221;. La liquirizia pura, sotto forma di pasticche, si acquista in erboristeria o nei negozi di alimenti naturali e andrebbe sempre tenuta in borsetta se si soffre di ipotensione.</p>
<p>PRESSIONE BASSA DA CALO IPOGLICEMICO</p>
<p>Zucchero di canna, miele e datteri</p>
<p>Se la pressione è bassa a causa di un calo ipoglicemico, per contastare immediatamente la spossatezza o la sensazione di svenire è bene assumere zuccheri semplici dall&#8217;assorbimento lampo.</p>
<p>Quindi: acqua e zucchero, zollette sciolte direttamente in bocca, cucchiaini di miele oppure frutta zuccherina come datteri e uvetta. Per non farsi cogliere impreparate, è sempre consigliabile tenere in borsa alcune bustine di zucchero o una confezione &#8220;take away&#8221; di frutta secca candita come lo zenzero (si acquistano anche al supermercato).</p>
<p>KARKADÈ CONTRO LA PRESSIONE BASSA</p>
<p>Rimedio portentoso</p>
<p>Uno dei rimedi naturali più efficaci e salutari contro l&#8217;ipotensione, è il karkadè. Si tratta di un infuso di fiori di Ibisco, originario delle regioni africane e tropicali più calde e perfetto per risollevarsi dai cali pressori.</p>
<p>Il karkadè, infatti, è una bevanda adatta a tutti (anche ai bambini, poiché è privo di caffeina),rimineralizzante, fortemente idratante e ricca di antiossidanti.</p>
<p>Questo tipo di infuso si trova già pronto in bustine(anche al supermercato) o, sfuso, in erboristeria. Si gusta preferibilmente freddo e, nel caso di debolezza estrema, zuccherato.</p>
<p>FATTI UN ESPRESSO</p>
<p>Caffè, rimedio sprint</p>
<p>Quando si sentono sopraggiungere minacciosi i sintomi dell&#8217;ipotensione, una tazzina di espresso può aiutare a sentirsi subito più toniche e in forze.</p>
<p>Potere energizzante delle bevande nervine, contenenti caffeina (caffè, tè, guaranà, erba mate)&#8230;Se le sensazioni di spossatezza e svenimento colgono fuori casa, il caffè può davvero risolvere (momentaneamente) la situazione critica, in questo caso ancora meglio se zuccherato.</p>
<p>ELEUTEROCOCCO PER LA PRESSIONE BASSA AL MATTINO</p>
<p>Anche in fase premestruale</p>
<p>Se la pressione bassa coglie soprattutto al mattino, appena sveglie, si può assumere un flaconcino (o una compressa) di eleuterococco.L&#8217;ipotensione mattutina si presenta con una sintomatologia molto riconoscibile e caratterizzata soprattutto da sensazioni di vertigine e nausea, con difficoltà non solo nell&#8217;alzarsi dal letto ma anche nel cambiare posizione da coricate.</p>
<p>L&#8217;eleuterococco, il ginseng al femminile, funziona da potente tonico (persino per concentrazione e memoria) e rinforza il sistema immunitario. Perfetto anche durante la delicata, e spossante, fase premestruale.</p>
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