7 modi efficaci per calmare la mente

Durante la giornata ci capita molto spesso di avere momenti di tensione, ansia, istanti nei quali ci piacerebbe lasciare tutto e fuggire lontano da quelle situazioni stressanti. Qual è il modo più adeguato per gestire le sensazioni negative e pericolose per la nostra salute?

7 modi efficaci per rilassare la mente

Oggi vogliamo proporvi 7 semplici metodi per rilassare la mente quando ne avete bisogno. Strategie pratiche che vi saranno di grande aiuto e che vi invitiamo a scoprire di seguito.

Il vostro palazzo,  il vostro rifugio

Vi facciamo un semplice esempio per capire questa prima strategia. Immaginate di trovarvi sul posto di lavoro, con una marea di cose da fare, ma in un clima teso, circondati da rumori, colleghi che vi parlano e vi stressano oppure immaginate di aver appena litigato con il vostro partner e che, allo stesso tempo, i vostri figli vi aspettano per andare a scuola. In che modo potete rilassare la mente anche per solo qualche istante?

Visualizzate una stanza vuota. Un palazzo privato pieno di calma e di pace, dove potete chiudere la porta e rimanere soli. Al di là della porta, ci sono rumori e preoccupazioni, ma voi siete al sicuro in questo spazio intimo e silenzioso. Potete sedervi e pensare alle cose con calma. Senza nessuna pressione.

2. La parete bianca

Quest’esercizio è tanto semplice quanto efficace. A tutti capita di vivere momenti in cui siamo presi dalle preoccupazioni, dall’ansia e dalle paure. Senza sapere come, ci assalgono i pensieri negativi e ci sentiamo come immobilizzati.

Quando vi capita, abbandonate immediatamente quei pensieri negativi e mettetevi di fronte una parete bianca. Non c’è nient’altro che un bianco tranquillizzante che vi avvolge e vi calma. Mettete fine a quei pensieri ossessivi e relativizzate le cose con quest’immagine protettiva che vi difende dalla corrente negativa di pensieri.

3. La respirazione

Lo stress e l’ansia ci tolgono l’aria e ci fanno stare continuamente con il cuore in gola. Poco a poco e senza che ve ne rendiate conto, arriverà il mal di testa e le tensioni muscolari.nQuando questo succede, cercate di regolare poco a poco la respirazione. Iniziate con il posizionare le mani sull’addome e inspirate profondamente; vedrete come questo si contrae e come il vostro petto si espande. Trattenete l’aria per qualche secondo e poi espirate poco a poco, notando come, con l’aria, va via parte del vostro peso interiore. È molto rilassante e vi aiuterà a riposare la mente.

4. Scrivete

Una tecnica semplice e terapeutica per rilassare la mente è portare sempre con voi un block notes. Un bel quaderno dove scrivere tutte le vostre preoccupazioni che a volte vi assalgono come corvi minacciosi. Liberate le vostre paure, le vostre tensioni sotto forma di parole e, se lo desiderate, potete bruciare i fogli su cui avete scritto. Volendo potete anche continuare a scrivere ogni giorno e trasformarlo in un diario personale, dove riflettere non solo le vostre preoccupazioni, ma anche i vostri pensieri e i vostri sogni. Giorno dopo giorno, questo diario potrà trasformarsi nel vostro migliore amico, nella vostra distrazione personale.

5. Un po’ di sole, una passeggiata sul prato

Quando vi sentite saturi, quando l’ansia e le preoccupazioni vi avvolgono fino a farvi sentire eccessivamente stressati, non abbiate dubbi. Uscite a camminare in un parco, in un bosco, in montagna.. Lasciate che il sole vi accarezzi, sentite la calma e la natura che vi accarezzano la pelle. È come ritornare alle origini, e vi assicuriamo che ci sono poche cose tanto terapeutiche ed efficaci per rilassare la mente ogni giorno.

6. Qualcuno che vi ascolti

Siamo sicuri che, tra le persone che frequentate, c’è una persona che sa ascoltarvi con sincerità, con empatia e con affetto. Qualcuno con cui potete rilassare la mente per un po’ e al quale potete raccontare cosa vi rende infelici, cosa vi preoccupa o vi stressa. A volte non abbiamo bisogno di consigli, né che qualcuno ci dica quello che dobbiamo fare. La maggior parte delle volte abbiamo solo bisogno di essere ascoltati e capiti. Una volta che ci saremo tolti un peso, saremo noi stessi a decidere qual è la strategia migliore da adottare.

7. Cercate il vostro spazio personale

Tutti noi abbiamo un luogo intimo e personale dove possiamo rilassarci ed essere noi stessi. C’è chi lo trova ascoltando musica e chiudendo gli occhi. Altri disegnando, ballando o tessendo, non importa. L’essenziale è disporre di un modo per rilassarsi dalle tensioni ed essere noi stessi, dimenticando o relativizzando per un po’ le preoccupazioni.

Per concludere, è importante che sappiate trovare il miglior modo per rilassare la mente. Ogni persona è unica e speciale, e non a tutti servono gli stessi consigli. Provate poco a poco ognuno di questi metodi, per scoprire quale di questi è il più adatto a voi. Ricordate sempre di stabilire delle priorità nella vostra vita, non pensate solo agli altri tanto da dimenticare voi stessi. Valorizzatevi come vi meritate, difendete i vostri spazi personali, la vostra intimità, le vostre libertà. Non dimenticatelo!

PERCHÈ LA GENTE NON REAGISCE DAVANTI ALLE INGIUSTIZIE?

PERCHÈ LA GENTE NON REAGISCE DAVANTI ALLE INGIUSTIZIE?

Vi è mai capitato di vedere un film come “Shindler’s list” dove i prigionieri venivano sterminati a sangue freddo? Perchè la gente non reagiva? Vi siete mai chiesti perchè non tentavano di strappare la pistola dalle mani del loro assassino? Perchè anche davanti alla morte, la rassegnazione era talmente alta da non tentare nemmeno un ultima e disperata fuga? Perchè a volte l’uomo davanti alle ingiustizie si sente totalmente impotente e si rassegna?Come siamo arrivati a questa rassegnazione generale e a questa apatia, che consente ai poteri corporativi di manovrare la politica e l’economia in maniera così disumana?

Il termine “impotenza appresa” venne usato per la prima volta dallo psicologo Martin Seligman, che negli anni 70 studiando i fenomeni che causano la depressione, fece un esperimento (alquanto crudele) con due cani. Con delle scariche elettriche induceva l’impotenza appresa su uno dei due cani, fino al punto che, nonostante il cane avesse il modo di fermare le scariche, non lo faceva e le sopportava passivamente.L’esperimento è spiegato nel video sotto.

Un caso famoso di impotenza appresa è quello dell’esperimento carcerario di Stanford di Philip Zimbardo. In questo esperimento, un gruppo di volontari venne diviso in due gruppi ai quali venne chiesto di immedesimarsi nelle parti rispettive di guardie e di prigionieri. Questo esperimento è stato fermato al 6º giorno a causa dei cambi eccessivi che si registrarono nelle personalità dei volontari. Le guardie si erano trasformate in sadici aguzzini, mentre i prigionieri si erano rassegnati a sopportare qualsiasi sopruso. Uno stato di rassegnazione e di impotenza era stato indotto.Un’altro interessante esperimento che aiuta a capire meglio come la rassegnazione può essere indotta, viene mostrato in questo video, nel quale si vede come una psicologa (Charisse Nixon) riesce a provocare nella sua classe, attraverso l’angoscia e la frustazione, uno stato di rassegnazione e di impotenza, in meno di 5 minuti. Da questi esperimenti ne risulta che in una condizione di frustrazione o di angoscia costante, l’essere umano tende a rassegnarsi e a vedere insormontabili anche le difficoltà più lievi.Praticamente il ripetersi di un fallimento porta a pensare in maniera pessimistica di non essere in grado di risolvere il problema, quindi ci si arrende e si aprono le porte ad un fallimento certo.

Se pensiamo solo per un secondo al bombardamento mediatico al quale siamo sottoposti costantemente, non è così difficile comprendere in che maniera vengono utilizzati questi studi ed in che maniera chi li usa ne trae vantaggi… Sottoponendo una persona ad un senso di angoscia e frustazione costante, si può indurla a pensare che non può fare niente per cambiare la propria condizione e quindi la si conduce verso uno stato di apatia e di sopportazione di qualsiasi malefatta.

Comprendere come funzionano questi meccanismi può aiutare a capire come reagire positivamente alle avversità. Una volta si diceva che leggere una rivista di moda per 15 minuti abbassava l’autostima del 30%, oggi, la guerra all’autostima è stata estesa su tutti i fronti: radio, tv, giornali, pubblicità per le strade, internet e social network, che ti seguono ovunque. Immagina quindi quello che può provocare una vita intera sentendosi ripetere costantemente che qualcosa non va bene nella tua vita. Che la tua macchina è vecchia, che il tuo guardaroba è fuori moda, che i tuoi denti non sono bianco scintillante, che hai la cellulite etc…

In parole povere attraverso la frustrazione, l’autostima scende sotto terra e in questa maniera la strada è stata spianata per accettare con rassegnazione e apatia qualsiasi soluzione che generalmente viene offerta da chi ha causato il problema.

Ovviamente esiste la soluzione a questo pessimismo indotto ed è l’ottimismo indotto. Gli stessi studi di Martin Seligman lo portarono a formulare nuove teorie sulla psicologia positiva e su come vivere più felici. In effetti la psicologia, come dice Seligman, si è sempre occupata dell’aspetto patologico, tralasciando la prevenzione e la promozione. La psicologia positiva, invece, si occupa di studiare, con l’investigazione scientifica, quei processi che sono alla base delle emozioni e delle qualità positive dell’essere umano. Uno strumento in aiuto dei “pessimisti”, che se vengono aiutati a riprendere fiducia in se stessi, possono uscire dallo stato di rassegnazione e riappropriarsi della propria felicità. È un pò come quando nasce un bambino che, al momento della nascita è totalmente impotente ma, crescendo acquisisce sempre più fiducia in se stesso perdendo poco a poco l’impotenza.Per approfondire il tema: Società italiana di psicologia positiva.

Quindi, il primo passo da fare per avvicinarsi ad una vita positiva è allontanarsi dalla sorgente primaria di angoscia e frustrazione, eliminando fisicamente quelle fonti che minano l’autostima.

Per essere informati non c’è bisogno di possedere una televisione!

Riavvicinarsi alla natura è il secondo passo. Alla fine del 1800 ci fù l’esodo dalle campagne verso le fabbriche delle città. Adesso è arrivato il momento di invertire la rotta e di riokkupare le campagne. L’essere umano è fondamentalmente ottimista e se non viene influenzato dall’esterno è capace di creare pace e benessere attorno a se. È capace di vivere in simbiosi con gli altri esseri viventi di questo pianeta e di produrre cibo in abbondanza per il benessere di tutti. C’è bisogno di rompere quelle logiche e quegli schemi sociali che ci sono stati propinati per farci vivere in uno stato di frustrazione perenne. Il capitalismo e le sue logiche non funzionano e i suicidi in costante aumento nella società occidentale ne sono la prova! Questo modello di sviluppo non soddisfa le necessità ma solo crea desideri. La necessità è un qualcosa che si soddisfa mentre il desiderio si rinnova di continuo. Nella società del consumo a tutti i costi, vengono creati costantemente nuovi desideri e false necessità, che portano a vivere in una condizione di insoddisfazione perenne. Per molti la vita sembra essere diventata solo una lunga corsa verso l’accaparramento di quelle “necessità” che poi in realtà non sono altro che “desideri indotti” dai milioni di messaggi pubblicitari che assorbiamo inconsapevolmente tutti i giorni. Una corsa frivola, futile e demenziale, che ha come traguardo un pianeta invivibile ed una società lobotomizzata.

Il terzo passo, è cambiare il chip. Passare dalla competizione per il profitto personale, alla cooperazione per il benessere della comunità. La cooperativa integrale catalana è un valido esempio da seguire…. Ritengo che è impossibile contrastare quei poteri organizzati che hanno inventato la crisi economica, se prima non smettiamo di combatterci tra noi. Mentre si fa sempre più acceso il dibattito tra destra contro sinistra, tra sud contro nord o tra punk contro radical chic, l’unica cosa evidente è che le logiche capitaliste e il profitto economico sono contro l’umanità intera e che la globalizzazione, distrugge la vita, in tutte le sue forme, su tutto il pianeta. Abbiamo imboccato un cammino sbagliato, bisogna tornare al bivio precedente e prendere una nuova direzione. Informati, organizzati e cambia il chip, perchè nonostante tutte le bugie che ti raccontano, solo tre passi ti separano dal benessere e da una vita felice.

FONTE : http://byologik.wordpress.com/2013/05/24/perche-la-gente-non-reagisce-davanti-alle-ingiustizie/

7 Frasi da ricordare quando la vita diventa complicata

7 Frasi da ricordare quando la vita diventa complicata

“Cadi sette volte, rialzati otto volte” – Proverbio Zen

1. I fallimenti sono situazioni temporanee che ci insegnano lezioni necessarie.

Molto spesso le lezioni più importanti della nostra vita le apprendiamo dai nostri errori più gravi e dai nostri momenti di maggiore difficoltà. I fallimenti servono proprio a questo: servono a crescere. Se non ci proverai avrai la certezza di non fallire, ma anche la consapevolezza che senza azione non c’è progresso. Quando sei nel dubbio, provaci sempre. O avrai successo o altrimenti apprenderai una lezione fondamentale.

2. Anche se ora non ne sei consapevole, stai facendo dei passi in avanti.

Forse non sei dove vorresti essere, ma se ci pensi bene, non sei più dove eri un tempo. Hai fatto dei progressi, hai compiuto dei passi in avanti, anche se oggi non riesci a riconoscergli il significato che meriterebbero. Se hai dei momenti di debolezza o attraversi periodi in cui ti senti triste, accettalo con serenità e consapevolezza. Tutto fa parte del tuo meraviglioso percorso di vita. Piangi, se ne senti il bisogno. Il tuo cuore sa dove si trova la giusta direzione. Sfogati, asciugati le lacrime e riparti con sorriso, convinzione e fiducia verso un futuro ricco di gioia.

3. Il modo in cui ti senti quando sei stressato non è lo specchio della vera realtà.

Solo perché hai paura, non vuol dire che sei in pericolo. Solo perché ti senti solo, non significa che nessuno ti ama. Solo perché pensi di poter fallire, non significa che questo accadrà. Guarda oltre i tuoi dubbi e continua a cercare la verità. Cerca di assumere consapevolezza del tuo flusso di pensieri e del chiacchiericcio nella tua mente. Il modo per superare i pensieri negativi e le emozioni distruttive è quello di sviluppare opposte, emozioni positive che siano più forti e più intense. Osserva dove vaga la tua mente e sostituisci i pensieri negativi con quelli positivi. Il sole splende sempre in qualche parte della tua vita.

4. Non è possibile cambiare ciò che ci si rifiuta di affrontare.

Puoi imparare importanti lezioni dai tuoi fallimenti e dai tuoi errori purché tu sia disposto a rimetterti in gioco e a modificare i comportamenti che ti hanno condotto a quei fallimenti o a quegli errori. Ci vuole molto coraggio per ammettere che si deve cambiare qualcosa nei nostri comportamenti e ancora più coraggio per accettare la responsabilità di voler davvero cambiare. L’aspetto più importante è fare il primo passo. Il semplice atto di iniziare e fare qualcosa di concreto ti darà lo slancio necessario per ritrovarti presto in una spirale virtuosa di cambiamenti positivi.

5. Tu non sei ciò che ti è accaduto in passato.

Non importa quanto difficile, doloroso e buio sia stato il tuo passato, perché il tuo futuro è ancora un foglio bianco tutto da scrivere. Il tuo futuro non coincide con le tue vecchie abitudini. Il tuo futuro non consiste nei tuoi fallimenti passati. Quando gli altri ti hanno trattato male, tu non sei come gli altri ti hanno trattato. Tu sei solo chi credi di essere adesso, in questo preciso momento. Tu sei solo ciò che decidi di pensare, di fare e di essere adesso, in questo preciso momento.

6. Non ottenere quello che vuoi a volte può essere una benedizione.

Non ottenere quello che vuoi a volte è un meraviglioso colpo di fortuna, perché ti costringe a rivalutare le cose e a porle in una prospettiva differente, aprendo nuove porte a opportunità sconosciute e a informazioni che sarebbero altrimenti trascurate. Ricorda che alcune cose nella vita devono cadere a pezzi per poter costruirne di nuove, ancora più belle e importanti.

7. Nessun altro può farlo al posto tuo.

Continua a fare ciò che sai in cuor tuo essere giusto, sulla base dei tuoi valori e delle tue convinzioni. Lascia che i tuoi sogni siano più grandi delle tue paure e le tue azioni più forti delle tue parole. Vivi per scelta, non per caso. Porta dei cambiamenti nella tua vita, non scuse. Non competere con gli altri, ma soltanto con te stesso. Scegli di ascoltare la tua voce interiore, non il caos delle
opinioni di tutti gli altri. È la tua strada, e soltanto la tua. Altre persone potranno camminare al tuo fianco, ma nessuno potrà farlo al posto tuo.

Psicosomatica e Resistenze – 4 spunti integrativi

Psicosomatica e Resistenze – 4 spunti integrativi

stop!

Alcuni pazienti guariscono in fretta, altri no. Ognuno ha i suoi tempi e ogni caso possiede caratteristiche peculiari, eppure talvolta non ci si spiega come mai una situazione non evolva. Il professionista ha fatto e continua a fare del suo meglio e la persona sembra realisticamente molto motivata a risolvere la situazione.

Una volta il classico processo a cui venivano sottoposte queste situazioni era il seguente: una serie di analisi specialistiche sempre più approfondite per trovare il “cavillo” che causava il problema; accanimento su uno o più di questi cavilli; una sorta di rinuncia da parte della medicina “ufficiale” con lo slogan “sarà psicosomatico”; invio a un professionista della mente.

Questo tipo di approccio metteva ben in luce un paradosso: per curare un processo psicosomatico, ovvero di stretto rapporto tra mente e corpo, le scienze della mente e quelle del corpo erano totalmente divise. Anche nei relativi ambiti c’erano divisioni: una psoriasi poteva essere affrontata in modo diversissimo da un dermatologo piuttosto che da un uno specialista in reazioni allergiche; allo stesso modo uno psicologo ad orientamento psicodinamico avrebbe lavorato sull’inconscio mentre uno psicologo sistemico avrebbe lavorato sulle relazioni attuali. Tutti avevano ragione dal proprio punto di vista, ma tutti stavano perdendo una possibilità, soprattutto il paziente.

Human head on abstract colorful spotted background with different elementsOggi fortunatamente le discipline che si occupano di corpo e di mente si stanno riavvicinando e i diversi approcci teorici in ogni ambito accettano di non essere più “l’unico e il migliore” ma che hanno tutti qualcosa di buono e di utile, che conviene integrare e non dividere.

Personalmente credo molto nel potere di questa integrazione tra le scienze. Sono convinto che ogni medico, psicologo, osteopata, educatore, logopedista, operatore di medicine complementari e ogni altro professionista che si occupa della salute possa lavorare in modo più soddisfacente per sé e per i propri interlocutori se individua meccanismi di funzionamento della mente e del corpo (nella loro autonomia e nel loro stretto rapporto) che abbiano un senso comune per le diverse professioni, che costituiscano una sorta di linguaggio comune tra le discipline.

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Questo aumenta le possibilità di azione di ogni singolo professionista e lascia spazio a collaborazioni tra diversi specialisti in quegli ambiti dove ogni specifica formazione porta valore aggiunto. Entro i giusti limiti è utile che uno psicologo comprenda e possa agire su aspetti fisici di una cervicale, così come un fisioterapista può aiutare a comprendere gli aspetti emotivi che la generano.

A un primo livello d’azione possono fare molto: rimanendo nel nostro esempio lo psicologo può fornire riferimenti di autopercezione posturale e insegnare una tecnica di respirazione che facilita una corretta posizione della testa e delle spalle; d’altra parte il fisioterapista può chiarire i meccanismi di base che portano un’emozione a modificare la postura e invitare il paziente a trovare delle modalità diverse per gestire le proprie emozioni. Ovviamente questi interventi possono bastare solo in pochi semplici casi, ma sicuramente daranno un grado di comprensione maggiore e uno stato di benessere immediato nel breve periodo.

Copia di cervicaleIn tutti i casi in cui questo non basta sarà molto semplice agire in sinergia con altri professionisti che si potranno dedicare con i propri strumenti e conoscenze ad affrontare in modo adeguato tutte le componenti in gioco, gli aspetti traumatici, i fattori di complessità o di storicità. Quando questa sinergia professionale avviene ho sempre potuto riscontrare un aumento della qualità del lavoro sia del singolo professionista che dell’intervento integrato. Per i pazienti aumentano anche i vantaggi immediati e la facilità di poter approfondire con un altro interlocutore altamente professionale un discorso già cominciato, che è ben diverso dal “provi a vedere cosa le dice uno psicologo/endocrinologo/osteopata/ecc.

Quali sono le basi di questo linguaggio comune? Quali sono i concetti cardine che diversi professionisti possono conoscere per agire sull’unità corpo-mente? Quali sono i meccanismi che facilitano o bloccano i processi di cambiamento in modo trasversale ai diversi ambiti?

Con Real Way of Life ci dedichiamo da parecchio a questi temi, sia con ricerca diretta e applicazioni operative sia tramite review delle più recenti ricerche nelle diverse discipline. Abbiamo individuato alcuni temi che ricorrono spesso. Ve ne presento una sintesi di seguito.

La psicosomatica oggi è una scienza… ed è molto integrata

Copia di intestino bassa risoluzioneUn esempio arriva dai nuovi studi sulla sickness behavior, che evidenziano bene come la depressione, che una volta veniva letta solo in termini di biochimica mentale o di evento psicologico, sia un fenomeno complesso che lega questi aspetti anche al sistema immunitario e al livello di infiammazione sistemica. Non solo, vengono ribaltate vecchie convinzioni, per cui oggi è noto che i livelli di serotonina non hanno un rapporto mono-direzionale di causa-effetto con l’umore, ma che ci sono diverse modalità, processi e attori in gioco. Per fare solo uno degli esempi più lampanti: la maggior parte della serotonina viene prodotto dall’intestino e la sua produzione è influenzata dallo stato di salute dell’intestino stesso legato – direttamente – all’alimentazione e – indirettamente – agli eccessi di stress.

Come dicevo si tratta solo di un breve esempio illustrativo, ma diventa subito evidente che chi si occupa dell’umore potrà fare molto se conosce questi fenomeni e alcune modalità di intervento di base che siano efficaci ma senza rischi, oppure inviando al giusto specialista ma fornendo una chiave di lettura unificante e che creerà continuità per il proprio paziente.

La motivazione al cambiamento non parte dalla logica

Se la motivazione partisse dalla logica genitori e capi al lavoro non dovrebbero ripetere mille volte i motivi per cui vale la pena di fare qualcosa. Il problema è che l’adolescente o il dipendente demotivato si concentrano su “la pena” del discorso e non sul “vale”.

neuroscienze_cervelloNon è tanto la forza di volontà a fare la differenza, ma il piacere che la può sostenere. I centri del piacere nel nostro cervello che si attivano quando mangiamo qualcosa di buono o abbiamo esperienze fisiche gratificanti sono gli stessi che ci portano a fare volontariato o a cooperare. Spesso per le persone con scarsa motivazione al cambiamento o che presentano quei fenomeni noti come “resistenze al cambiamento” è particolarmente efficace agire sui meccanismi di questi centri. La motivazione può sembrare irrazionale: consideriamo il fenomeno per cui tutte le persone dicono di non subire il fascino della pubblicità. Se fosse vero le aziende, che guardano al fatturato dopo ogni campagna pubblicitaria, avrebbero smesso di fare pubblicità. Nella relazione di cura i meccanismi sono sicuramente diversi da quelli di uno spot pubblicitario, ma i fattori motivanti di base delle persone sono gli stessi. È importante conoscerli e trovare il modo giusto per attivarli su aspetti costruttivi. Ad esempio chi si occupa di riabilitazione potrà trovare maggiore collaborazione nel far fare esercizi a casa tra una seduta e l’altra.

Fisiologia Vs Normalità

Spesso nella salute mentale e fisica si guarda alla normalità, cioè alla maggior parte della gente, eppure la maggior parte delle persone non è un buon parametro perché non vive in fisiologia: passiamo ore seduti in posizioni scomode, facciamo poca attività fisica, prestiamo tanta – forse troppa – attenzione alle norme sociali e a soluzioni di vita diffuse, ma non per questo soddisfacenti per noi. Per comprendere a fondo come le alterazioni della fisiologia impattino sul nostro benessere fisico e mentale abbiamo sviluppato l’idea dei Bisogni Ancestrali, ovvero quei bisogni che sono alla base del nostro sviluppo individuale e sociale, che ci accomunano agli altri mammiferi e che fanno parte del nostro processo evolutivo. Non soddisfare i Bisogni Ancestrali porta noi, come ogni animale, a non evolvere e non adattarci più. Costituiscono la nostra spinta a vivere, ma se vengono mancare non ha più senso andare avanti. È il fenomeno noto come impotenza appresa, se il soddisfacimento di un bisogno di base non può avverarsi in modo ripetuto e costante ci blocchiamo e ci lasciamo andare su tutti gli aspetti vitali.

Avere chiari quali meccanismi ci aiuta a comprendere dove la persona si può essere “bloccata” e, a seconda della situazione e delle proprie altre competenze professionali, ad agire in un modo o in un altro per aiutare il ripristino di un funzionamento fisiologico.

Il potere delle relazioni

child_playing_with_parentsLe relazioni possono influenzare e interagire con tutti i punti precedenti, ma non solo. Nella relazione si misurano l’accettazione, il proprio essere speciali, l’influenza sugli altri e altri aspetti importanti per il nostro benessere psicofisico. I cuccioli di tutti i mammiferi imparano i propri limiti e risorse nel gioco di lotta con i loro pari. In questo modo l’aggressività viene sperimentata e dosata in modo funzionale alle diverse situazioni. A parte rare eccezioni, noi umani abbiamo annullato questo tipo di esperienze e creato alternative più socialmente accettabili ma meno efficaci. Abbiamo bisogno quindi di altre modalità esperienziali per poter sviluppare padronanza emotiva e relazionale. Non è un caso che ci siano così tanti problemi nei rapporti gerarchici: per gli animali l’autorevolezza è basata sui fatti, la leadership è riconosciuta dagli altri e prevede prima il sacrificio, poi eventuali benefici. La maggior parte delle persone cercano tendenzialmente l’opposto.

Ogni relazione di cura è caratterizzata da un gioco di potere, quanto ne siamo consapevoli e quanto ci favorisce o penalizza?

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UMORISMO E BENESSERE PSICOLOGICO

UMORISMO E BENESSERE PSICOLOGICO

Quanto siamo in grado di ridere di noi stessi e di accettare le sollecitazioni degli altri? C’è un collegamento fra umorismo e benessere psicologico? Ricerche e teorie in psicologia evidenziano gli effetti potenzialmente benefici della risata e dell’autoironia, attenzione però a non confondere umorismo e presa in giro: se il primo promuove un indulgente autoconsapevolezza di sé, la seconda rischia di essere offensiva e svalutante. Read more…

IL SIMBOLISMO ASTROLOGICO DELLA COLONNA VERTEBRALE

IL SIMBOLISMO ASTROLOGICO DELLA COLONNA VERTEBRALE

La Scala d’Oro
Sin dall’antichità la colonna vertebrale venne associata alla simbologia dell’Albero in cui scorre la linfa vitale. Anche il corpo dell’uomo viene descritto nei testi sacri come un Albero, il quale, a livello ontologico, è rovesciato possiede perciò le radici in cielo e i rami in terra. Il tronco è la parte mediana che unisce il cielo alla terra, i pensieri all’azione. In questa parte mediana si trova la Colonna Vertebrale, bacchetta sapienziale associata allo strumento magico e trasmutatorio con cui magi e sacerdoti in tempi antichi compivano miracoli e prodigiose guarigioni.
Ognuno di noi possiede questa bacchetta magica, canale in cui scorre l’energia vitale dell’essere umano e il cui flusso è accordato in base alla capacità di ognuno di sapere vivere i differenti piani esistenziali con coscienza e saperli sapientemente integrare tra di loro.

Attraverso le successive esperienze del corpo fisco liberiamo questa energia vitale che scorre dentro il nostro Albero e il cui flusso è paragonabile a un fiume dorato e luminoso che sgorga dalle viscere della terra.
Questo fiume, fonte di pienezza, vitalità e godimento per l’essere umano, è il midollo spinale che scorre all’interno della colonna vertebrale nella parte mediana del nostro albero corporeo.
Le ultime diramazioni del midollo spinale si trovano a livello delle vertebre lombari per perdersi definitivamente nella regione sacrale coccigea.
Fino ai primi tre mesi di vita questo fiume di energia scende dalla testa, dove trionfa in una corona raggiante (VII chakra), fino al coccige. Dopo questo stadio, dilatandosi il canale midollare, risale fino alla seconda vertebra lombare dove pone il suo limite definitivo.

Il midollo spinale deposita dunque, a quest’epoca, una memoria ancestrale alla base della colonna vertebrale, un “segreto” che darebbe nome al sacro e alle vertebre sacrali!
All’ombra delle acque uterine nasce la vita del corpo, all’ombra delle vertebre sacrali nasce la nostra vita cosciente attraverso lo sviluppo della sessualità, poiché ogni tappa lungo questo asse di mezzo, che costruisce il nostro equilibrio, la nostra indipendenza e rettitudine, è altresì una tappa nell’esistenza umana e nella crescita della sua coscienza universale.
La zona sacrale in cui il midollo svanisce è anche l’inizio della vita adolescenziale per l’essere umano, il luogo dove si costruisce il primo “io” separato dal sé parentale.

Le vertebre sacrali e le vertebre lombari, che vengono forgiate simbolicamente in questo periodo, non sono visitate dal “fuoco divino”se non tramite una memoria segreta sigillata nelle ultime quattro ossa della regione coccigea: la notte da cui l’uomo proviene contiene il segreto del suo nome e del suo cammino terrestre e universale. Il numero quattro è sempre simbolo di un arresto di un’inversione dall’esterno all’interno, che sia prigione, prova, protezione domestica, tomba o tempo di preparazione questo arresto rappresentato dal quattro è matrice e poi scoperta nell’uomo del proprio essere divino. Il coccige costituisce la prima porta che ci conduce all’esistenza fisica e ci dona la capacità di sopravvivenza. Il quattro si unirà al tre numero, la scoperta divina, nel percorso delle 12 vertebre dorsali e il quadrilatero rappresentato dal tronco sarà allora il luogo d’attesa dove l’uomo sperimenta e forgia la capacità creativa liberata nella regione sacrale.

Questo seme di fuoco maturato nelle viscere della terra e fatto crescere nella fornace del quadrilatero dorsale, diverrà il frutto da cogliere lungo l’ultima tappa rappresentata dalle vertebre cervicali. Il numero sette è il numero della perfezione perché è indivisibile e non ha multipli nei primi dieci numeri, per questo da sempre associato alla divinità, all’essere che si compie in virtù delle proprie potenzialità.
La colonna vertebrale si prefigura quindi come Albero della Vita perché il suo fine ultimo e il suo vero utilizzo trascende la dualità delle conoscenze umane: lungo questo canale si conciliano le antinomie, si oltrepassa il paradosso, ogni tappa è una conquista interiore, equilibrio, centro, energia pura non sottomessa ai contrasti, ogni porta è vitalità che cresce, benessere, intelligenza che si lascia penetrare e che rende di nuovo all’uomo la sua vera natura universale e divina.

Il simbolismo astrologico
La colonna vertebrale è da sempre legata alla polarità Sole-Luna/Saturno.
Insieme questi tre pianeti rappresentano tutti e quattro gli elementi della tradizione esoterica e possiamo dire che siano in un certo senso alla guida delle energie, espresse sotto varie forme e simbologie, di questi elementi. La Luna è essenzialmente matrice dell’Acqua, creatrice e distruttrice di ogni forma di vita che nasce e muore nel segreto e nel silenzio del mondo sub-acquatico. Il Sole è fonte di luce e calore, espressione della divinità identificata col Fuoco.

L’Acqua e il Fuoco insieme sono espressione di vitalità, energia, fluire inarrestabile del flusso vitale. Dall’interazione di questi due elementi la vita materiale prende coscienza, espressione e movimento.
L’energia propulsiva di questi elementi è incanalata e spinta verso la crescita dalla Terra e dall’Aria.
Alla guida degli elementi Terra e Aria troviamo Saturno il principio cristallizzatore, condensatore, raffreddante e conservatore che si pone come polo opposto e complementare al fiume vitale costituito dalle energie dell’Acqua e del Fuoco, della Luna e del Sole.

La struttura ossea della colonna vertebrale è governata da Saturno e costituisce un canale per la forza vitale che vi fluisce all’interno: il midollo spinale e le sue innervazioni. Questo fiume che scorre all’interno del condotto vertebrale è uno e duplice: in esso si alternano, si combinano e si equilibrano le correnti energetiche positive e irradianti rappresentate dal Sole e dall’elemento Fuoco e quelle negative e coagulanti rappresentate dalla Luna e dall’elemento Acqua. La simbologia dell’Albero bene esprime l’alternarsi di queste forze all’interno dei processi della natura: la vita che perennemente scorre aldilà del manifestarsi delle stagioni.

Anticamente, presso i celti ad esempio, gli alberi spogli durante la stagione invernale erano simbolo delle forze che si ritirano nel ventre della Madre Terra, della capacità della forza vitale di attraversare il golfo della Morte per ri-manifestarsi con vigore durante la primavera. La forza con cui la vita ri-sbocciava era dunque sinonimo della capacità di ognuno di attraversare con fermezza le difficoltà e le esperienze esistenziali rappresentate da Saturno. Questo pianeta, nella simbologia astrologica, governa lo spleen, il centro psichico che regola il flusso della vitalità nel corpo, con precisione Saturno concede a ognuno la dose di vitalità guadagnata attraverso le aspirazioni e le esperienze della vita. Gli alberi millenari sono da sempre simbolo di immortalità, di capacità del corpo di sapersi rigenerare, di attingere cioè forza dalle viscere della Terra, di attraversare l’abisso e governare la paura…

Nel simbolismo astrologico le ripartizioni della colonna vertebrale sono significative.
Le sette vertebre cervicali del collo sono associate ai sette pianeti della tradizione esoterica.
La prima vertebra, l’Atlante è governata da Saturno, la seconda, l’Epistrofeo, da Giove, le altre cinque di seguito rispettivamente da Marte, il Sole, Venere, Mercurio e la Luna.
Le vertebre cervicali sono quindi connesse alla capacità di saper utilizzare i sette raggi della tradizione esoterica, le energie costruttive principali da cui discendono tutti gli altri raggi. Queste energie guida sono da sempre associate ai sette pianeti ma anche alle sette note musicali, ai sette colori dello spettro solare e, nella tradizione orientale, ai sette chakra maestri.

In questa parte della colonna che supporta la testa si concentrano particolarmente le tensioni e gli sforzi ed è per questo, in alcuni individui, una zona spesso bloccata o irrigidita .
Le dodici vertebre dorsali sono associate alle 12 energie dei segni zodiacali. La prima vertebra è governata dall’Ariete e le altre undici dai segni che seguono in successione nello zodiaco.
La spina dorsale è particolarmente connessa all’elemento fuoco e alle energie marziali dell’Ariete. Le dodici vertebre che la compongono sorreggono le coste che formano la gabbia toracica e proteggono il cuore.
Fino a quando l’individuo non ha preso governo dei piani inferiori e fisici questa cavità è come una stalla in cui risiedono le energie animali dell’uomo e i suoi turbolenti desideri personali.
Le cinque vertebre lombari sono connesse con i quattro elementi, Fuoco, Terra, Aria, Acqua più un quinto elemento il più sottile e impalpabile: l’Etere che li permea tutti.

Sotto la regione lombare troviamo il sacro formato da cinque reminescenze di vertebre e le quattro ossa del coccige saldate insieme. Questi nove segmenti ossei sono associati all’aldilà, alle regioni sconosciute delle viscere della Terra nelle quali, si pensava, risiedesse un Fuoco imperituro.
E’ in questa stazione che risiede il germe della nostra vita, il segreto del “Nome” come direbbero i cabalisti o il fuoco kundalini per la tradizione orientale.
Questa energia sale dal basso, emerge come un drago di fuoco dalle acque oscure da cui la vita proviene e ritorna. Il “serpente di fuoco” sale dalla base della spina quando la nostra coscienza ha affrontato il mistero dell’ignoto e la paura del medesimo, quando cioè si è confrontata con Saturno, il drago maestro che rappresenta le prove che ci pervengono attraverso l’esperienza esistenziale. Ogni esperienza è l’incrocio di due coordinate che la mente umana deve superare, un quesito e un enigma che la vita ci pone: la via del centro ci permette di superare le prove, conciliare gli opposti, sopportare il paradosso e proseguire diritti lungo il sentiero della vita che è conoscenza e conquista delle nostre terre interiori.

Le porte principali che ci aprono verso questo cammino sono simboleggiate dalle regioni della colonna vertebrale e dai sette chakra maestri che sono collocati lungo la medesima. Quando l’energia sbloccata sale dai piani inferiori, l’attraversamento di queste porte conduce al godimento e alla pienezza sui quattro piani dell’essere: fisico, emotivo, psichico e mentale; fino al godimento finale che ci fa assaporare contemporaneamente la vita su tutti questi piani. La totale illuminazione del corpo che ne consegue abbatte ogni senso di separatezza tra l’interno e l’esterno, tra l’alto e il basso aprendoci a uno stato di coscienza in cui non si percepiscono più confini, pregiudizi e paure ma in cui prevale un senso di estasi e di sublime comunione con tutte le cose.