Bambini e mal di schiena : aiutali con questi esercizi

Il mal di schiena nei bambini è un disturbo più frequente di quanto si possa immaginare. Le zone della colonna in cui si manifestano maggiormente i dolori sono quella cervicale e quella lombare. I motivi scatenanti sono molteplici come ad esempio :

  • cattiva postura
  • zaini pesanti e portati scorrettamente
  • sedentarietà
  • troppo tempo trascorso davanti a tablet/ smartphone e videogiochi
  • traumi fisici
  • traumi emotivi e psicosomatici
  • problematiche metaboliche e viscerali
  • disturbi occlusali ( legati alla bocca)

Vediamo insieme quali sono le modalità di cura e prevenzione e quando invece bisogna assolutamente consultare uno specialista.

Come si presenta il mal di schiena nel bambino?

Il mal di schiena nei più piccoli è un problema abbastanza frequente e le modalità con cui si manifesta possono variare. Generalmente il sintomo più comune è il dolore lombare,seguito da quello cervicale. Il primo legato a sollecitazioni meccaniche , carichi scorretti e problematiche viscerali ( soprattutto riguardanti l’intestino); mentre il secondo è più spesso accomunato a posture scorrette durante la lettura/ studio, l’utilizzo sconsiderato di device tipo smartphone tenendo il capo eccessivamente flesso in avanti e i disturbi occlusali legati alla “chiusura” non equilibrata della bocca.

Quali sono i fattori scatenanti più comuni per il mal di schiena in età pediatrica?

Le cause sono molteplici , essendo tante le sollecitazioni a cui il bambino può andare incontro. Tra le più comuni abbiamo

Attività sportiva: lo sport fa sicuramente bene , ma durante lo sviluppo va fatto in modo corretto . L’attività agonistica troppo intensa, soprattutto in una fase in cui l’apparato muscolo scheletrico del bambino è in fase di sviluppo, può determinare effetti collaterali come infiammazioni alle strutture articolari e tendinee (più spesso ginocchia e caviglie) portando come risultato a dolore soprattutto nella zona lombare.

Carichi eccessivi: spesso le mamme si lamentano del peso degli zaini dei propri figli,ma siamo sicuri che sia realmente quello il problema? Dal punto di vista ergonomico se il peso fosse distribuito in maniera omogenea creerebbe sicuramente meno disagi. In tal senso è meglio utilizzare lo zaino su entrambe le spalle ,magari con la cinghia che si chiude sull’addome tipo gli zaini da trekking o usare i modelli con le rotelle tipo trolley per evitare il carico. C’è anche da ricordare che i nostri figli non fanno tutti i giorni lunghi tragitti a piedi con questi zaini, quindi sposterei l’attenzione su altri fattori personalmente.

Postura scorretta: prima di parlarne definiamo cosa è la postura. L’enciclopedia Treccani cita :

L’atteggiamento abituale di una persona, determinato dalla contrazione di gruppi di muscoli scheletrici che si oppongono alla gravità e dal modo con il quale l’individuo comunica con l’ambiente esterno. La p. è l’adattamento personalizzato di ogni individuo all’ambiente fisico, psichico ed emozionale.

Quindi è evidente che molti stimoli determinano un atteggiamento posturale, in tal senso dire al bambino “stai dritto con le spalle!”, senza prendere in considerazione che quella postura potrebbe anche essere legata ad un atteggiamento di chiusura e difensivo legato magari ad un disagio emotivo potrebbe essere non solo inutile, ma controproducente. Per questo l’aiuto di uno specialista ,come l’osteopata, può essere fondamentale per prendere prima possibile un disturbo posturale che col tempo può diventare un vero e proprio compenso, difficile poi da destrutturare.

Vita sedentaria: il rovescio della medaglia dell’eccesso di sport è la sedentarietà che è un gran problema. I bambini di oggi si muovono poco, trascorrendo molto tempo davanti alla tv o al computer ,per vari motivi. Questo però è il substrato di problemi metabolici come l’obesità e a livello della colonna spesso si traduce in una condizione di retrazione muscolare e mancanza di tonicità . Disturbi, questi, che possono portare a manifestare il mal di schiena.

Quando consultare uno specialista? Attenzione ai sintomi associati al mal di schiena

Fino ad ora abbiamo parlato di cause fisiologiche che, prima o poi, posso capitare a tutti i bambini e che non necessariamente devono destare preoccupazione. Ma ci sono dei casi in cui è fondamentale contattare subito un medico, perchè c’è il rischio che possa delinearsi un quadro sintomatologico ben più grave:

Mal di schiena e mal di “pancia”: i crampi addominali che sono associati al mal di pancia causano spesso dolori lombari. Questo grazie alla relazione anatomica che c’è tra gli organi e la loro innervazione a livello midollare , e la relazione che c’è tra il midollo e le vertebre. I muscoli lombari vanno quindi in spasmo in relazione a stimoli nervosi a livello addominale, dando come sintomo riferito il mal di schiena lombare. Fin qui tutto nella norma, ameno che il mal di pancia non diventi troppo insistente e localizzato soprattutto nella parte bassa dell’addome. Se questo sintomo è associato anche a vomito e febbre, potrebbe essere un segno di clinico di appendicite,in tal caso è fondamentale la tempistica e la celerità per evitare complicazioni.

Mal di schiena e vomito: il vomito è solitamente associato a dolori addominali, in quanto è comunemente la reazione del nostro organismo a diverse forme di intossicazione. Anche in questo caso il mal di schiena può apparire in forma riflessa e non ci si deve preoccupare. Quello che deve allarmarci sono i casi in cui il vomito si manifesta a gittata, ovvero con scariche improvvise, e se questo sintomo è associato a febbre alta, mal di testa e dolore cervicale e alla base del capo potrebbe trattarsi di meningite.

Mal di schiena e febbre: nei casi precedenti abbiamo visto che la febbre, associata ad altri sintomi e al mal di schiena, può delineare un quadro sintomatologico più grave ma fortunatamente non è un’ evenienza così frequente. Un mal di schiena associato a febbre potrebbe semplicemente essere un segno di una forma influenzale, che può causare dolore articolare generalizzato.

Mal di schiena e dolore irradiato alla gamba: occasionalmente può capitare che il dolore lombare si irradi lungo la gamba . Se il dolore persiste e inizia a compromettere la camminata è bene rivolgersi ad uno specialista. Potrebbe essere sintomo di una compressione della radice nervosa ed è bene valutarne l’origine. Nella mia pratica quotidiana capitano spesso bambini che hanno avuto traumi importanti cadendo sull’osso sacro e che dopo diverso tempo iniziano a manifestare questi sintomi. L’intervento osteopatico precoce permette una risoluzione totale in tempi brevi e scongiura che questo quadro clinico possa poi diventare col tempo un’ernia discale.

Come fare per prevenire il mal di schiena nei bambini?

Lavorare sulla prevenzione non è sempre facile, soprattutto perchè i bambini difficilmente seguono gli accorgimenti che vengono consigliati.

E quindi dobbiamo lasciar perdere?

Assolutamente no, bisogna lavorare per piccoli step:

Consapevolezza della propria postura: i bambini mal digeriscono le imposizioni, per questo il caro e vecchio “stai dritto con la schiena quando studi!” non funziona mai. Molto più utile può essere insegnare esercizi di consapevolezza al bambino, fargli ascoltare il suo corpo e capire quando è in uno stato di tensione. D’altra parte anche noi adulti spesso ci ritroviamo in posizioni scorrette, ma ci finiamo perchè in quel momento stiamo apparentemente più comodi ( spesso è una postura antalgica legata a delle “tensioni” che gradualmente ci portano a stare così). Quindi dedicare più volte al giorno,anche solo un minuto,per respirare lentamente, ad occhi chiusi e ascoltare il proprio corpo domandandosi : ” sono rilassato? quale parte del mio corpo è in tensione?” e lasciarsi andare è un buon esercizio da fare insieme ai nostri bambini.

Scegliere l’attività fisica più adatta: come già accennato in precedenza lo sport può far bene se fatto bene,altrimenti ha diverse controindicazioni.In primis il mio consiglio è quello di far scegliere lo sport al bambino, e non di imporlo, cosicchè lo faccia più volentieri ( e questo lo porterà anche a farlo meglio). Secondo poi cercate di capire, magari confrontandovi con uno specialista, quale sport è più adatto alla conformazione fisica ed emotiva del bambino ( per alcuni può esser meglio uno sport di squadra, per altri uno individuale, è meglio il contatto fisico o la coordinazione motoria ecc). Dal mio punto di vista, soprattutto quando sono molto piccoli,è importante che si lavori sulla coordinazione motoria e che si provino diverse attività sportive. Soprattutto non proiettiamo i nostri “sogni infranti” di promesse di questo o quello sport andando a influenzare (imponendo) la scelta dei nostri figli, i risultati potrebbero essere disastrosi a livello psicosomatico e in tal caso il mal di schiena potrebbe essere un tentativo del bambino di fuggire da qualcosa che non vuole fare approfittando della scusa del dolore.

Esercizi mirati a casa: dedicare 15 minuti, tre volte a settimana a fare esercizi di stretching, ginnastica posturale, core stability e tutto quello che può aiutare il bambino ad avere un corretto tono muscolare associato ad una buona flessibilità è fondamentale per lavorare sulla prevenzione. Ma gli stessi esercizi possono anche essere usati durante la fase acuta per alleviare la sintomatologia. Per questo vi rimando al video seguente, per avere un’idea di una breve sequenza da poter proporre ai bambini.

Rimedi naturali: può essere utile utilizzare il calore secco quando il mal di schiena è di origine muscolare ( leggi l’articolo “sale caldo: come prepararlo e utilizzarlo” ) o fare un massaggio con creme a base di arnica o di artiglio del diavolo.

Per concludere il mio consiglio è sempre quello di confrontarvi con uno specialista per poter fare prevenzione, questo è il modo migliore di tutelare la salute dei bambini. Lavorate sulla consapevolezza, sulla respirazione e sull’allungamento muscolare. Il piccolo sforzo che fanno oggi li proteggerà per il futuro, d’altra parte quante persone conoscete che soffrono di mal di schiena?

TAPPETINO CHIODATO : UTILIZZO E BENEFICI

Ti piacerebbe ricevere un massaggio mentre stai”comodamente” sdraiato? Grazie al tappetino chiodato è possibile . Questo perchè agisce secondo i criteri della digitopressione della medicina tradizionale cinese.

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Tappetino chiodato: cos’è e perchè funziona

Il tappetino chiodato è un semplice tappetino da yoga, solitamente realizzato in materiale plastico e morbido, cosparso di piccoli chiodi, sempre in materiale plastico e dalla punta arrotondata.

A cosa serve? Il tappetino chiodato è stato inventato negli anni Sessanta e da allora i suoi benefici sono stati ampiamente riconosciuti.

Le piccole punte di cui è cosparso questo tappetino hanno la capacità di eseguire un massaggio lungo gli agopunti della medicina tradizionale cinese.

In questo modo chi si sdraia riceve un massaggio passivo completo su tutto il corpo. Il principio per cui il tappetino chiodato funziona è quindi lo stesso per cui funzionano l’agopuntura e il massaggio shiatsu: la stimolazione dei meridiani e degli tsubo che ha benefici riflessi su organi e visceri.

L’uso è quello di una stuoia su cui riposare: sdraiandosi sul tappetino i chiodi, solitamente in materiale anallergico e certificato, premono leggermente sul corpo, sfruttando il peso proprio della persona ed evitando quindi sovraccarichi.

Non devi pensare che utilizzare questi tappetini sia complesso, anzi. Unica accortezza, cerca di sdraiarti lentamente, per evitare che si vadano a creare delle pressioni eccessive in alcune zone che possono arrecare fastidio. Molto importante anche trovare una posizione che risulti quanto più comoda possibile, in modo da poter favorire il relax.

Sarebbe preferibile utilizzare il tappetino per agopressione a schiena nuda. Dobbiamo ammettere però che le prime volte potrebbe risultare un po’ fastidioso il contatto con le micropunte del tappetino. Per le prime volte si consiglia quindi di indossare una maglia leggera oppure di posizionare un asciugamano molto sottile tra il tappetino e la schiena. Dopo qualche prova, sarai pronto per posizionarti sul tappetino a schiena nuda. Proverai comunque un leggero fastidio iniziale, che tende a scomparire nel giro di pochi minuti, lasciando il posto a tutti gli eccezionali benefici che è possibile ottenere utilizzando questo eccellente prodotto. A questo punto non devi far altro che respirare e cercare di rilassarti. Se desideri, puoi provare a posizionarti anche lateralmente, purché però questa posizione risulti per te molto comoda.

Ma sul tappetino per agopressione è necessario stare fermi o è possibile effettuare anche alcune tipologie di esercizi? Di solito si utilizza da fermi, ma coloro che se la sentono possono provare a realizzare sul tappetino per agopressione esercizi di yoga o pilates, purché i movimenti siano sempre lenti e ben calibrati, in modo che non si creino mai pressioni eccessive.

Si può usare in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi condizione: anche nei casi in cui si provi dolore, come ad esempio mal di schiena o dolori articolari o mal di testa, sdraiarsi sul tappetino chiodato permette di rilassare e rilasciare tensioni che possono essere sia la causa sia la conseguenza del dolore stesso.

È sufficiente avere qualche minuto a disposizione e un piccolo spazio di pavimento libero. All’inizio i chiodi, che non sono appuntiti tanto da lacerare la pelle, potrebbero dare un minimo fastidio, ma con il passare dei minuti la sensazione di disagio lascia il posto a un generale benessere e rilassamento. Anche la pelle stessa trae diretto beneficio dalla pressione dei chiodi.

È preferibile che la durata del trattamento cresca in modo graduale, a partire da appena 5 minuti, per poi raggiungere i 10, i 15, i 20 e alla fine i 30 minuti. L’utilizzo del tappetino per agopressione non dovrebbe mai essere superiore la mezz’ora.

E se ci si addormenta? Può sembrare strano porre una domanda di questa tipologia, ma possiamo invece assicurarvi che non è affatto così, perché il relax che è possibile ottenere con questo tappetino è davvero intenso, talmente tanto da comportare in alcuni soggetti una buona dose di sonnolenza. Se ti rendi conto che ti stai appisolando, è preferibile togliere il tappetino.

Tappetino chiodato: benefici

Che la digitopressione faccia bene a corpo e spirito è ormai un dato di fatto avvalorato da anni di pratica e da numerosi studi. Il tappetino chiodato, sfruttando lo stesso meccanismo fisiologico ed energetico dell’agopuntura, apporta gli stessi benefici.

In particolare sdraiandoti comodamente sul tappetino chiodato per 10-15 minuti al giorno puoi avere i seguenti benefici:

  • rilascio di ossitocina: è l’ormone del benessere, e ha la funzione di regolare la pressione sanguigna, la temperatura corporea e modulare le difese immunitarie;
  • regola il metabolismo;
  • migliora la circolazione sanguigna;
  • migliora la circolazione linfatica superficiale;
  • aiuta nel naturale processo di smaltimento ed espulsione delle tossine;
  • ossigena maggiormente la pelle e i tessuti;
  • stimola direttamente il sistema neuro motorio, con benefici sulla muscolatura;
  • rilassa le maggiori tensioni muscolari, responsabili spesso di cervicalgie, mal di testa, lombalgie e sciatalgie;
  • diminuisce lo stress;
  • migliora il ciclo sonno veglia e, con esso l’appetito;
  • rilassa profondamente;
  • può fungere da blando analgesico se usato regolarmente e per più di 15 minuti al giorno.

Tappetini agopressione per i piedi

I tappetini agopressione per la schiena sono un vero e proprio toccasana, fonte di intenso benessere, ma è importante ricordare che questi tappetini possono essere utilizzati anche per la riflessologia plantare. In questo caso è bene sedersi su una sedia comoda, su una poltrona, sul divano, aprire il tappetino a terra, proprio davanti a te, e poggiare sopra di esso i piedi. La pianta del piede deve aderire alla perfezione al tappetino ed è importante cercare di far sì che il peso delle gambe gravi proprio al centro del piede.

In questo modo riuscirai ad alleviare quel senso di pesantezza e di gonfiore alle gambe che spesso provi, magari perché sei costretto a stare seduto dietro ad una scrivania per molte ore al giorno o perché sei costretto a stare in piedi quotidianamente per chissà quanto tempo. Non solo,  la pressione sulla pianta del piede comporta benefici per tutto l’organismo, organi interni compresi.

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Le controindicazioni

I tappetini per agopressione sono un prodotto considerato estremamente sicuro. Si tratta però di tappetini che aumentano in modo intenso la circolazione del sangue. Proprio per questo motivo se hai delle ferite che non si sono ancora del tutto rimarginate, è bene evitare l’utilizzo dei tappetini. Lo stesso vale per i farmaci anticoagulanti: se li assumi i tappetini per agopressione non sono adatti a te. E coloro che hanno una pelle particolarmente sensibile? La domanda sorge spontanea, dato che i tappetini hanno migliaia di micropunte che stanno a diretto contatto con la pelle. Coloro che hanno una pelle particolarmente sensibile possono scegliere di utilizzare il tappetino per agopressione indossando una maglietta oppure posizionando un asciugamano molto sottile tra il tappetino e la pelle.

Per quanto riguarda l’utilizzo dei tappetini per agopressione in gravidanza, per il momento non ci sono studi scientifici al riguardo. Molte donne in dolce attesa sono solite utilizzare questi tappetini e affermano anche di averne tratto innumerevoli benefici, senza alcun tipo di conseguenza negativa né per se stesse né per il bambino. Non ci sono però certezze sulla sicurezza del tappetino in dolce attesa. Se volete stare tranquille, meglio evitare di utilizzarlo. Se invece proprio volete provare, meglio chiedere consiglio prima al proprio ginecologo o medico curante.

Quale scegliere

Adesso conosci i benefici dei tappetini per agopressione e come utilizzarli al meglio. Andiamo quindi a scoprire quali sono le caratteristiche che è bene prendere in considerazione prima di passare all’acquisto di un modello piuttosto che di un altro:

Materiali. È sempre meglio optare per materiali che risultino quanto più naturali ed ecologici possibile. Considera infatti che il tappetino deve stare a diretto contatto con la tua pelle, che potrebbe andare incontro ad irritazioni ed arrossamenti nel caso in cui nel materiale utilizzato per la sua realizzazione siano presenti sostanze potenzialmente pericolose o allergeni. Questo per quanto riguarda i materiali esterni. L’imbottitura interna può essere realizzata anche in materiali non del tutto ecologici, dato che non sta a diretto contatto con la pelle. La cosa importante è che si tratti di un materiale considerato comunque sicuro per la salute, morbido ma non troppo, capace di seguire al meglio le linee del corpo.

Lavaggio. Il tappetino per agopressione resta a diretto contatto con il pavimento e con la pelle, proprio per questo motivo risulta necessario lavarlo con una certa frequenza in modo da poter garantire il massimo della pulizia e dell’igiene. È molto importante quindi controllare che il tappetino che stai per acquistare sia sfoderabile e che possa essere lavato anche direttamente in lavatrice senza alcun tipo di problema e senza che si possa arrecare danno alle sue micropunte.

Misure. La maggior parte dei tappetini per agopressione ha misure standard, che sono adatte quindi per ogni tipologia di corporatura. Nel caso in cui però tu sia una persona molto alta e dalla corporatura particolarmente ampia, meglio controllare che il tappetino sia adatto per te, pena il rischio di acquistare un prodotto che non riuscirà a garantirti il relax di cui hai bisogno.

Accessori. Alcuni tappetini per agopressione vengono venduti insieme ad accessori che possono davvero fare la differenza. Alcuni modelli sono ad esempio in possesso anche di un cuscino, sempre costellato da micropunte. In questo modo è possibile ottenere un effetto rilassante e antidolorifico anche alla zona della cervicale senza alcun tipo di difficoltà. Altri modelli sono in possesso di una pratica borsa per il trasporto, così che sia possibile portare il tappetino per agopressione ovunque e lasciarsi andare al massimo relax possibile da ogni luogo si desideri. Altri modelli ancora sono in possesso anche di biomagneti, così da poter combinare gli effetti benefici della pressoterapia agli effetti benefici della magnetoterapia. Infine dobbiamo ricordare le sfere di massaggio, vendute insieme a molti tappetini e ideali per ottenere effetti intensi in alcune specifiche parti del corpo.

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Dove acquistare il migliore tappetino per agopressione

Adesso che hai  tutte queste informazioni, sai quale sia il tappetino in assoluto migliore e più adatto per le tue specifiche esigenze, ma dove acquistarlo? Si tratta di un prodotto oggi piuttosto diffuso che può essere comprato nei negozi dedicati allo sport e al benessere e persino in alcune farmacie. Se desideri però scegliere tra una vasta gamma di modelli e avere a disposizione prezzi concorrenziali, meglio optare per il web. Online lo shop a mio avviso migliore è Amazon.

I tappetini per agopressione su Amazon sono innumerevoli, di alta qualità e tutti venduti a prezzi competitivi. Inoltre su Amazon è semplice scegliere il modello più adatto per le proprie esigenze e di più alta qualità. Per ogni modello infatti si ha accesso ad una descrizione dettagliata, ad immagini, in alcuni casi anche video, ad una lista delle più importanti caratteristiche. Le tabelle comparative offrono la possibilità di capire le differenze tra i vari modelli disponibili in vendita e la sezione dedicata alle recensioni del tappetino per agopressione consente di scoprire sia i pro che i contro di ogni modello dalle parole di coloro che hanno avuto modo di provarlo sulla loro pelle.

QUALE SPORT FARE SE SI SOFFRE DI MAL DI SCHIENA?

Se soffri di mal di schiena o disturbi cervicali ricorrenti, è una domanda che probabilmente ti sei fatto: quale sport devi evitare, e sopratutto quale attività fisica puoi fare per migliorarlo?

Se fai questa domanda in giro, puoi ricevere centinaia di risposte diverse (anche molto contrastanti tra loro) , perchè naturalmente tutti, sia gli operatori del settore che i profani, hanno una loro opinione a riguardo.

Il problema è: su cosa è basata questa opinione?

Il più delle volte, la risposta è: si tratta del proprio parere personale più che su di un reale fondamento scientifico.

In questo articolo andremo a vedere come molti dei consigli che si leggono e che si sentono dire in giro (purtroppo anche da alcuni professionisti) siano in realtà vere e proprie “leggende metropolitane“.

Cercheremo quindi di capire:

  • se c’è qualche attività che ti può essere utile o che devi evitare
  • se è possibile fare la tua attività preferita anche in presenza di mal di schiena

IMPORTANTE: in questo articolo parlerò di casi di mal di schiena “classico”, cioè senza gravissimi problemi alla colonna.Sono consigli che possono valere benissimo per persone con discopatie, ernie “storiche”, artrosi ecc… ma ci sono anche persone che prima di fare attività dovrebbero sentire l’opinione di un neurochirurgo, come ad esempio:

  • persone con scivolamenti vertebrali significativi (spondilolistesi)
  • persone con gravi ernie che danno segni neurologici
  • persone con stenosi del canale vertebrale
  • persone con esiti di interventi chirurgici alla colonna o instabilità vertebrali

 

 

Mal di schiena e attività fisica: quali sono gli sport da evitare?

 

Dati alla mano, la risposta alla domanda è semplice: non c’è NESSUNO sport che vada evitato a prescindere.

I motivi sono due:

  • non è detto che le sollecitazioni di uno specifico sport siano negative per la schiena del singolo soggetto. Prendi due persone con il mal di schiena e falle correre: è possibilissimo che una peggiori il dolore, ma che l’altra ne tragga addirittura beneficio
  • il problema potrebbero non essere le sollecitazioni dello sport, ma la debolezza della colonna: a quel punto qualsiasi sollecitazione di troppo scatena il dolore. La soluzione dovrebbe però essere rinforzare la colonna, non evitare le sollecitazioni.

Alle Olimpiadi di Rio nel 2016, una altissima percentuale di atleti mostrava severe degenerazioni della colonna lombare, con la più alta percentuale nei tuffatori.

Questo significa forse che… lo sport fa male alla schiena?

Assolutamente no:  la prevalenza di problemi ben evidenti nella risonanza magnetica è altissima anche in persone sedentarie, ma soprattutto in persone SENZA DOLORE!

La sostanza del discorso è che per capire se un gesto atletico sia adatto a te occorre:

  • provare sul campo, senza basarsi su pre-concetti
  • andare con una preparazione specifica. Se ho mal di schiena anche solo a starnutire, inutile provare a fare attività sportiva.

 

Leggende metropolitane su attività fisica e mal di schiena

Il nuoto fa bene (ma non a rana eh, sarai mica matto!), mentre la corsa fa male, lo sanno tutti!!!!!

Andare in palestra a sollevare pesi? Stai scherzando vero? Assolutamente da evitare!

L’argomento “sport e mal di schiena” è purtroppo quello più ricco di vere e proprie leggende metropolitane.

Vediamo le più comuni.

Leggenda #1 correre fa male alla schiena: FALSO

treadmill

Questa è una delle raccomandazioni che si sente più di frequente: se hai mal di schiena non puoi correre, perchè ci sono troppe sollecitazioni.

Cosa vera? Non necessariamente.

Studi che dimostrino che correre aumenta il rischio di mal di schiena non ce ne sono: un recente studio ha rivelato come il 49% dei maratoneti intervistati abbia riferito un miglioramento del mal di schiena da quando corrono, mentre solo il 27% ha riferito un peggioramento.

Nonostante sia evidente che correre, come qualsiasi altra attività, crei sollecitazioni ai dischi intervertebrali, il fatto che correre peggiori la situazione della schiena non è assolutamente dimostrato.

Anche il fatto che la maggiore rigidità muscolare dei corridori porti con più facilità mal di schiena, non è supportato da alcun dato, anzi ci sono studi che dimostrano il contrario, cioè che non c’è relazione.

In sostanza: la colonna è perfettamente in grado di reggere le sollecitazioni della corsa, qualora questa sia correttamente programmata.

Questo vale in generale, ma la TUA colonna riuscirà a reggerle? Lo saprai dopo che avrai applicato la mia strategia, che vedremo tra poco.

 

Leggenda #2 I pesi in palestra fanno male alla schiena:FALSO

Mettiamocelo in testa: la schiena è fatta per sostenere carico, quindi evitare i carichi per evitare che la schiena faccia male rischia di innestare un pericoloso circolo vizioso di indebolimento muscolare e dolore conseguente.

Anche qui, non si registra una maggiore incidenza di mal di schiena in chi fa pesistica rispetto ad altri sport, anzi a dire il vero l’incidenza è minore!.

Guarda in questa immagine una classifica dell’incidenza degli infortuni nello sport negli Stati Uniti: è del 1994, ma la situazione non è cambiata:

classifica-infortuni

E attenzione che ho detto pesistica, non attività amatoriale in palestra, nella quale (se eseguita a dovere) i carichi sono sicuramente minori!

Peraltro, sono sorprendentemente presenti dati che indicano che la tecnica con cui si sollevano i pesi, anche al lavoro, non è così importante nel prevenire il mal di schiena.

In sostanza:  la tua colonna è perfettamente in grado di sostenere un allenamento in palestra ben programmato. Ci riuscirà davvero? Anche qui, lo saprai dopo che avrai applicato la mia strategia.

 

Leggenda #3 Il nuoto fa bene alla schiena: FALSO

Questa è una leggenda talmente infondata che non voglio neanche soffermarmici più di tanto: ti linko direttamente ai risultati di google per “nuoto non fa bene alla schiena“, in modo che tu possa vedere quante ricerche hanno dimostrato che il nuoto in realtà non ha significativi effetti nè sul mal di schiena nè sulla scoliosi.

Poi, per qualcuno potrà anche essere successo di migliorare col nuoto, ma che non lo si consideri una terapia, per carità.

 

E la bicicletta? Luci e ombre…

Qui la situazione si fa leggermente più spinosa: gli studi dicono che c’è una correlazione tra assetto della bici e possibilità di avere mal di schiena, ma uno studio del 2010 su 100 professionisti (che quindi non avevano la bici potenzialmente assettata male) ha rivelato che l’incidenza di dolore alla schiena era di oltre il 40%.

Non è difficile capire perchè, visto che in bici si tiene comunque una posizione nella quale i muscoli lombari sono fortemente sollecitati, e la si mantiene per delle ore.

Nella corsa a piedi amatoriale, difficilmente andiamo sopra i 60-70 minuti, mentre anche ciclisti non professionisti fanno tranquillamente giri di 2-4 ore.

In sostanza: i dati ci dicono che la corretta posizione in bici può evitare il mal di schiena, ma che comunque lunghi giri in bici effettuati con regolarità ci mettono un po’ più a rischio di avere problemi, anche se generalmente una colonna in buono stato di forma è perfettamente in grado di reggere l’impatto.

 

Mal di schiena e attività fisica: quale sport è meglio fare?

Se hai seguito il discorso finora hai capito che non abbiamo dati certi per dire che la tale attività faccia male e che la tal altra faccia bene, in chi soffre di mal di schiena.

Parti da un presupposto fondamentale: NESSUNA ATTIVITÀ FISICA È PENSATA PER RISOLVERE I PROBLEMI ALLA COLONNA.

Si può pensare che Yoga e Pilates, essendo attività che mirano a distendere e a rinforzare i muscoli in modo progressivo, possano essere attività particolarmente benefiche.

Effettivamente, ci sono anche studi che dimostrano una certa efficacia dello Yoga e del Pilates nel combattere il mal di schiena: se ti piacciono, può valere la pena provare.

L’importante è non concepirli come NECESSARI: l’unica attività che potrebbe essere considerata necessaria è la RIEDUCAZIONE MIRATA.

 

Rieducazione mirata: la vera attività fisica utile alla colonna

Se hai sviluppato mal di schiena, è perchè i tuoi muscoli e le tue vertebre non sono riusciti a mantenere un buon equilibrio con le sollecitazioni che gli hai dato nel corso della tua vita.

Potresti avere alcuni muscoli troppo deboli, oppure potresti averne altri troppo rigidi; ancora, potresti avere delle caratteristiche di particolare debolezza dei dischi vertebrali.

Qualsiasi attività fisica NON potrà lavorare in modo MIRATO su questi aspetti, perchè sono soltanto TUOI.

L’attività ideale sarebbe quindi la rieducazione mirata, che rinforzi le tue debolezze e distenda le tue rigidità.

All’attività di rieducazione mirata potrai poi affiancare una normale attività fisica che ti piaccia, con le indicazioni e raccomandazioni che vedremo tra poco.

Ma…come si fa ad avere un piano di rieducazione mirata?

Ovviamente una buona scelta è quella di rivolgersi ad un fisioterapista professionista, che magari abbia una buona esperienza in riabilitazione sportiva e ancor più importante è consultare un osteopata che possa intervenire sulla CAUSA del disturbo

Come tornare a fare attività fisica anche con il mal di schiena o i dolori cervicali

Come hai visto finora, non esiste una attività sportiva che faccia male, nè una che faccia bene, perchè le attività sportive non sono pensate per migliorare i problemi alla schiena.

Detto questo, dobbiamo fare attività fisica perchè ci piace e perchè ci dà benessere generale, non perchè fa bene alla schiena.

Ma proprio perchè se stai leggendo questo articolo, qualche problema alla schiena potresti averlo, quindi dobbiamo fare in modo che la nostra colonna sia pronta.

I passi che dovrai seguire sono sono:

  1.  cercare di mettere la colonna vertebrale nelle migliori condizioni muscolari possibili, agendo sulla causa ,magari con delle sedute osteopatiche
  2. affrontare l’allenamento con gradualità, mettendo gli esercizi specifici come riscaldamento

 

Passo # 1 come migliorare la tua colonna con esercizi mirati

Per migliorare lo stato della colonna, occorrono esercizi mirati, che distendano i muscoli più contratti e rinforzino quelli più deboli.

in questi video potrai trovare 3 esercizi davvero efficaci per risolvere il tuo mal di schiena

 

 

 

Questi sono video presi dal mio canale youtube iscriviti per rimanere sempre aggiornato.

Passo #2: come programmare l’allenamento

La programmazione dell’allenamento è ovviamente un punto molto importante.

Le “tappe” potrebbero essere:

  1. no attività fisica, solo attività specifica sulla colonna (vedi il precedente punto #1) 2-4 settimane.
  2. attività specifica usata come riscaldamento, attività fisica cauta, 1-3 mesi
  3. attività specifica usata come riscaldamento, attività fisica normale

 

Se hai un mal di schiena non troppo forte, puoi anche pensare di partire direttamente dal punto 2.

 

E se non funziona lo stesso?

Come dicevo, il fatto che gli studi non dimostrino che la tale attività fisica fa venire il mal di schiena, non significa che tu possa fare qualsiasi cosa incurante del dolore.

Ci sono persone che, nonostante tutte le accortezze, non riescono a fare una determinata attività, o la fanno con diverse limitazioni.

Come fai a capire se sei una di quelle persone? Semplice, come ho ripetuto per tutto l’articolo:

  • lavora sulla colonna
  • fai l’attività che vuoi programmandola in maniera intelligente e graduale

Se nonostante il lavoro specifico e la programmazione adeguata, noti che ogni volta che fai attività ti viene dolore, allora si che potrai dire che quello sport non fa per te.

Conclusione

Il concetto che devi portare a casa è:

Una colonna con la muscolatura in buono stato è perfettamente in grado di sopportare le sollecitazioni di una attività fisica amatoriale 2-4 volte alla settimana, anche in presenza di problemi radiologicamente dimostrati.

Il tuo compito deve essere prima di tutto quello di portare i muscoli e le articolazioni tra una vertebra e l’altra nelle migliori condizioni possibili, prima di rinunciare all’attività.

Se hai bisogno di una visita osteopatica che ti permetta di capire come risolvere DEFINITIVAMENTE il tuo problema puoi prenotare direttamente a questo link , tramite il sito o chiamandomi al 3393227069.

Spero che questi chiarimenti ti siano stati utili.

A presto

 

Dr Bruno Maria Camerani

Il migliore di tutti i vaccini per il neonato: il latte materno

Il migliore di tutti i vaccini per il neonato: il latte materno

di Henry Joyeux

 

 

allattamento seno

La montata lattea 
La montata lattea è un processo fisiologico. Se la donna non allatta, la lattazione si interrompe spontaneamente in una-due settimane. La montata lattea può causare dolori transitori (pochi giorni) nel 30-40% delle donne. Ovviamente, l’allattamento materno è l’ideale per la salute del bambino.

Cosa contiene il latte materno
– Batteri che costruiscono l’immunità intestinale a livello della parete dell’intestino. Si tratta di bifidobatteri e di lattobacilli. Impediscono la proliferazione di batteri cattivi, o di batteri utili che, se troppo numerosi, possono diventare anche patogeni. Il contenuto intestinale acido limita il consumo di ferro da parte dei batteri. Il ferro si fissa su una proteina, la lattoferrina, protettrice di immunità che distrugge la parete dei batteri pericolosi inducendo la produzione di sostanze specifiche che proteggono.

– Anche altre sostanze sono protettrici: la lactaderina contro il rotavirus, responsabile di gastroenteriti (evitare dunque i vaccini contro i rotavirus!); gli oligosaccaridi contro i colibacilli e il fungo candida albicans. Con i latti artificiali, un solo biberon modifica la flora intestinale in senso negativo in meno di due settimane. Ovviamente, ciò non viene detto alle madri di famiglia!

– Acidi grassi a catena corta, sostanze nutritive delle cellule dell’intestino terminale – colon e retto – le cui cellule si rinnovano ogni cinque-sei giorni. Impediscono una proliferazione eccessiva, causa di putrefazione.

– Zuccheri complessi a catena corta (oligosaccaridi) che possono dare origine ad acidi grassi a catena corta, grazie alla fermentazione resa possibile dalla flora intestinale.

– Proteine, fra le quali la lattoferrina, anticorpi che producono immunoglobuline A [7]… così come la caseina Kappa [7] I, la difensina, la fibronectina, frazioni del complemento essenziale per le difese immunitarie del bimbo.

– Enzimi, come il lisozima, proteina prodotta dai globuli bianchi, presente inoltre nella saliva, nelle lacrime e anche nell’albume. Questo enzima distrugge la parete dei batteri pericolosi. Il lisozima viene infatti chiamato “antibiotico corporeo” o naturale.

– Fattori di crescita per il corpo del neonato, il cui peso aumenta di 5 kg nel primo anno e, soprattutto, i 7 fattori neurotrofici per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino. Egli prosegue la sua memorizzazione cominciata in utero (odore della madre, gusto degli alimenti consumati dalla sua mamma, la sua voce), gioca e si prepara a parlare, camminare…

Pertanto il bambino allattato dalla mamma non ha bisogno d’essere vaccinato, salvo eccezione, per esempio se uno dei genitori o entrambi sono portatori del virus dell’epatite B. Se la mamma è portatrice del virus dell’Aids è possibile che il virus venga trasmesso con l’allattamento. Tuttavia, una cura del bambino con sciroppo pediatrico specifico impedisce la trasmissione [8]. Nei paesi nordici i bambini sono allattati a lungo dalle loro madri e sono molto meno vaccinati e più tardi.

Attenzione ai farmaci che ostacolano la lattazione: gli “antiprolattina” 

Si tratta della bromocriptina, o Parlodel ed equivalenti generici, che l’agenzia del farmaco ha finalmente vietato, dopo che tante giovani partorienti non hanno potuto allattare i loro figli perché era stato somministrato loro questo farmaco senza la minima spiegazione o parlando solo di “prevenire la lattazione”. Era ora: soltanto nel luglio 2013 l’ANSM, in cooperazione con il Collegio nazionale dei ginecologi ostetrici (CNGOF) e il Collegio nazionale delle ostetriche di Francia (CNSF), ha ufficialmente dichiarato che il rapporto beneficio/rischio non è più favorevole all’inibizione della lattazione.

La revisione ha segnalato gravi effetti cardiovascolari (accidente cerebrovascolare, infarto del miocardio e ipertensione arteriosa), neurologici (principalmente convulsioni) e psichiatrici (allucinazioni, confusione mentale), già conosciuti da tempo, ma le lobby dei latti maternizzati, specializzati… erano più forti. Quanto ai nuovi farmaci proposti per bloccare la lattazione, non hanno, a nostro avviso, alcuna indicazione. Se la mamma sceglie di non allattare, il suo latte si asciugherà in pochi giorni non mettendo più il bambino al seno. Se, nonostante ciò, le sue ghiandole mammarie danno ancora latte, potrà conferirlo al lactarium del proprio dipartimento per i bambini prematuri che possono averne un grande bisogno per la loro salute.

Come stimolare la lattazione 
Fare poppare il bambino il più spesso possibile e quando lo reclama, fino a quando si stabilisce una produzione di latte sufficiente (sono necessari almeno tre giorni). Gli alimenti “galattogeni” sono essenzialmente vegetali: il finocchio, l’anice stellato, il miglio, il crescione, l’orzo cotto, la birra senza alcol, i datteri, l’insalata verde, la quinoa, le lenticchie e i ceci al dente, il sedano, le mandorle, le noci e le nocciole e tutti i frutti di stagione, se possibile bio, in modo da evitare al massimo i pesticidi.

Fra le piante, la galega in fiore, foglia e seme in tisana, associata all’ortica e alla verbena con la formula seguente:
Galega (foglie, fiori)………………………………………. 20 g
Ortica (Urtica dioica, foglie) ………………………….. 20 g
Verbena odorosa (Aloysia triphylla, foglie) ……… 20 g

1 pizzico a tre dita della miscela di piante in una tazza d’acqua (250 ml). Portare a sobbolimento, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e bere. Due tazze al dì per 5-7 giorni. Il Galactogil in granulato, venduto in farmacia in barattoli di 210 g (un cucchiaio da minestra = 10 g), contiene un estratto secco di galega, malto (attenzione al glutine!), fosfato di calcio e saccarosio.

Gli omeopati utilizzano Ricinus communis, in basse diluizioni. Il bambino allattato dalla sua mamma non ha bisogno di essere vaccinato [9] per tutto il tempo dell’allattamento e nei tre-sei mesi seguenti lo svezzamento.

Note
6. Se il bambino nasce prematuro, il latte materno contiene più immunoglobuline A, rispetto al latte del bambino nato a termine. Le IgA si dispongono a strati all’interno dell’intestino.
7. Inibisce l’helicobacter pylori nello stomaco e anche, nelle mucose respiratorie, gli pneumococchi e gli haemophilus. 8.
8. L’équipe INSERM1058 UM1 del professor Philippe Van de Perre di Montpellier ha testato questo sciroppo in 1500 bambini di 4 paesi africani. L’OMS afferma che per mezzo dello sciroppo pediatrico viene eliminato il rischio di trasmissione dell’Aids dalla madre al bambino. Senza lo sciroppo, il rischio di contagio è del 10%.
9. In Francia, nel 2003, solo il 56% dei neonati beneficiava di un allattamento esclusivamente al seno una volta dimesso dal reparto maternità. Questa pratica aumenta nel nostro paese, dato che erano il 45% nel 1998. Ma è ancora largamente insufficiente poiché la durata dell’allattamento è troppo breve. Il 42% dei bambini viene allattato oltre i 2 mesi. In Norvegia, il 99% dei neonati è allattato e l’86% almeno per tre mesi. Sono il 95% in Finlandia, il 90% in Svezia e Danimarca, l’85% in Germania e il 75% in Italia.

Tratto da “Vaccini. Come orientarsi”

Perchè è importante gattonare?

Il verbo “gattonare” sta a indicare l’avanzare con le mani e con le ginocchia sul pavimento (riferito ai bambini che non hanno ancora imparato a camminare). Spesso si pensa che saltare questa tappa motoria e passare direttamente alla deambulazione non abbia nessuna importanza dal punto di vista motorio, della coordinazione e dello sviluppo cognitivo, ma vedremo che non è così. Il gattonamento prepara e allena il bambino alla sua futura coordinazione motoria; inoltre il passaggio dalla posizione quadrupedica a quella bipede (in piedi) permette la formazione delle curve fisiologiche.

Solitamente il periodo tra i 6 e gli 8 mesi prevede che il bambino acquisisca la capacità di stare in equilibrio su mani e piedi a pancia sotto. Generalmente tra i 9 e i 10 mesi inizia il gattonamento, ma ci sono bimbi che iniziano anche più tardi. Non è importante anticipare le tappe motorie quanto raggiungerle quando si è veramente pronti!

Grazie al gattonamento il bambino:

  • Aumenta la coordinazione occhio-mano: quando i piccoli esaminano un oggetto, ad esempio, imparano a sviluppare la distanza ed il posizionamento e a sfruttare il movimento delle mani per raggiungerlo in sincronia con gli occhi, che devono poter lavorare insieme.
  • Impara a utilizzare entrambe le orecchie e tutti e due gli occhi (visione binoculare).
  • Sviluppa la propriocezione: impara a percepire la posizione del corpo nello spazio e il grado di contrazione dei propri muscoli anche senza l’aiuto visivo.
  • Sviluppa le funzioni cognitive. Avete mai sentito parlare del lato destro e sinistro del cervello? Ebbene, per poter funzionare al meglio, queste due parti devono essere in piena comunicazione tra loro, e la loro capacità di comunicare non è un’abilità del tutto innata. I movimenti richiesti per gattonare portano i due lati del cervello ad interagire tra loro, creando aree di informazioni importanti per la maturazione delle diverse funzioni cognitive.
  • Aumenta la fiducia in se stesso: il bambino impara anche a prendere decisioni circa la destinazione e la velocità, e sperimenta il piacere provocato dal raggiungimento del suo obiettivo.
  • Sviluppa lo schema crociato, ovvero la funzione neurologica per cui il braccio destro si muove in sincronia con la gamba sinistra e viceversa.

Un bambino che gattona rappresenta un progresso sia a livello fisico che neurologico; muoversi in questo modo lo prepara anche a sviluppare successivamente competenze più complesse, come ad esempio la capacità di leggere e scrivere.

Il bambino si sviluppa passando attraverso fasi precise e programmate che, se anticipate, portano a una disorganizzazione neurologica. Sono stati trovati dei collegamenti tra il mancato gattonamento e la dislessia, la cattiva coordinazione, la mancanza di concentrazione e i disturbi dell’apprendimento. Tutto questo è dovuto ad interferenze di sviluppo neurologico, di integrazione tra emisfero destro e sinistro; questo non significa che l’assenza di gattonamento sia la causa delle condizioni sopracitate, ma che esistono problematiche preesistenti che impediscono o rallentano il gattonamento ed influiscono anche sui problemi di cui ho parlato.

Perché un bambino non gattona?

Dipende da molte variabili, non solo dalla maturazione del sistema nervoso centrale, ma anche dalla risultante di una serie di fattori che cooperano tra loro: fattori ambientali o motivazionali (un bambino che spesso viene tenuto in braccio, o nel box o nel girello sarà poco motivato). Alcuni bimbi saltano completamente il gattonamento, altri trovano sistemi diversi per spostarsi: chi si sposta in posizione quadrupedica usando una sola gambina e tenendo l’altra flessa e ruotata all’esterno; chi è seduto per terra e si sposta con piccoli saltini o trascinandosi; chi si mette seduto con una gambina piegata e l’altra stesa e si trascina con il sedere per terra; chi con l’aiuto delle mani e delle gambe, avanza rotolando per terra; chi si sposta strisciando il pancino a terra e avanzando prima con le braccia e poi con le gambe.

IL PUNTO DI VISTA OSTEOPATICO:

L’espressione motoria e posturale di ogni bambino ci mostra le sue tensioni e le zone di poca mobilità, in questi casi si possono riscontrare tensioni meccaniche del bacino e delle anche (ad esempio nei bambini che sono stati podalici durante la gravidanza). Spesso un bacino che ha sviluppato una maggiore tensione da un lato rispetto all’altro correlata a una rotazione preferenziale della testa del bambino, è associata a plagiocefalia posizionale. Inoltre in questi casi il neonato, con molta più frequenza, viene mantenuto per tutto il tempo a pancia in su (questo certamente per prevenire la SIDS), cosa che però va a discapito di posizioni fondamentali e preparatorie per le successive tappe motorie, come la posizione a pancia in giù (se quest’ultima posizione viene trascurata nei primi mesi, quando successivamente il bimbo vi viene posizionato, fa fatica a mantenerla, piange e si innervosisce).

Come interviene l’osteopata?

L’osteopata andrà a lavorare sulle zone più carenti a livello del cranio, a livello fasciale e a livello strutturale, per consentire il raggiungimento di un equilibrio che consenta al bambino di autoregolarsi e di poter sfruttare al meglio tutte le sue capacità motorie. Generalmente dopo il trattamento osteopatico vengono dispensati alcuni consigli e vengono personalizzati gli esercizi da fare a casa (che possono variare da un piccolo paziente all’altro), con lo scopo di rinforzare e ottimizzare il trattamento osteopatico.

Quali sono i consigli e gli esercizi per i genitori a casa?

  • Non anticipare le tappe, anche se tutti siamo fieri di mostrare come il nostro bambino cammina e mangia precocemente da solo.
  • Lasciare il bambino a pancia in giù (quando è molto piccolo anche pancia a pancia con la mamma) anche durante il cambio del pannolino, e successivamente anche per pochi minuti durante il giorno aiuta il suo sviluppo. Intorno ai 4 mesi riuscirà a sostenere la testa e a guardarsi intorno.
  • Mettersi a terra insieme al bimbo per farlo sentire più a suo agio, specialmente all’inizio.
  • Limitare il tempo che il bimbo passa su seggiolone, passeggino, ovetto o sdraietta.
  • Se il bambino è alimentato con formula, dare il biberon non sempre dallo stesso lato così da non limitare sempre lo stesso braccio e lo stesso occhio, ma alternare le posizioni per lo sviluppo bilaterale di occhio e braccio.
  • Lasciare il bimbo il più possibile a terra, utilizzando tappeti ad incastro o creando un ambiente dove non ci siano rischi legati a scale o oggetti pesanti.
  • Gattonare a fianco del bambino, muovendosi insieme verso il giocattolo o verso un altro oggetto che abbia catturato la sua attenzione.

Bisogna, in sintesi, lasciare il bambino completamente libero di esplorare il mondo che lo circonda e le sue nuove capacità motorie.

Fonte:

www.bambinonaturale.it

Dott.ssa Silvia Nardocci, fisioterapista e osteopata per bambini e donne in attesa, co-fondatrice del sito Essere in Salute.

Vuoi calmare il tuo bambino che piange per il dolore? Premi questi punti sui piedi

La riflessologia è un’arte molto conosciuta e consiste nell’utilizzare dei punti di pressione in tutto il corpo per alleviare il dolore. Molte sono le persone che utilizzano questa tecnica per calmare i propri bambini (specialmente quando essi sono ancora piccolissimi e devono ancora adattarsi al mondo e all’ambiente circostante).

Gli esperti di riflessologia consigliano che prima di iniziare il massaggio, il bambino dovrebbe già essere rilassato per poter favorire il flusso sanguigno, perciò, prima di cominciare a seguire la riflessologia è bene iniziare con un semplice massaggio ai piedi o con un bagno caldo. Una volta finita la fase preliminare si può cominciare con la pratica vera e propria, ora elencheremo le 6 modalità attraverso le quali è possibile far star meglio i nostri bambini:

1) Mal di testa e mal di denti

É cosa risaputa che i bambini hanno spesso dolore alla testa ed ai denti. Se vostro figlio ha questi dolori, è bene massaggiare le punte delle dita! Questo può essere fatto anche se il vostro bambino sta dormendo.

2) Dolori ai seni paranasali (sinusite)

La sinusite può essere molto fastidiosa quando l’infiammazione è seria. Per dare sollievo è auspicabile massaggiare i polpastrelli delle dita dei piedi, applicare una leggera pressione può già essere più che sufficiente per fornire sollievo.

3) Petto (Congestione e problemi di tosse)

Quando il bambino sta attraversando la congestione nel petto. Per dare sollievo è necessario interessarsi all’area che si trova subito sotto le dita dei piedi. Applicate una leggera pressione e massaggiate con un movimento circolare per migliorare la congestione e i problemi di tosse.

4) Plesso solare (complesso di nervi tra stomaco e polmoni)

Per i bambini che hanno coliti, dolori di stomaco, spasmi e difficoltà nella respirazione. Massaggiate il centro del piede (sarebbe il punto arancione dell’immagine). Questa zona è collegata a molti nervi che si trovano tra lo stomaco ed i polmoni.

5) Dolore addominale (superiore e inferiore)

Quando il vostro bambino ha un bruciore di stomaco e/o un indigestione. È bene massaggiare lo spazio che si colloca nella parte centrale del piede, nello specifico la parte gialla dell’immagine se il dolore si colloca nella parte superiore dell’addome o la parte viola se invece il dolore è presente nella parte bassa dell’addome.

6) Problemi al bacino (anche detto Pelvi)

A volte i bambini possono crescere più velocemente in alcune parti del loro corpo piuttosto che in altre; in questo caso è possibile che diversi bambini possano lamentare dolori ai fianchi. Per far star meglio vostro figlio è auspicabile massaggiare il tallone per far fronte a questo problema; massaggiare il tallone può essere anche utile per la stitichezza quando lo stomaco non funziona a dovere.

Le procedure appena descritte hanno il solo scopo di dare sollievo ai dolori, per i problemi veri e propri è sempre necessario consultare un medico. Ciononostante non possiamo che essere convinti del fatto che: applicare la riflessologia nella vita di tutti i giorni ha assolutamente dei risvolti positivi per la salute dei nostri, dato che allevia il dolore.

 

Fonte : curiosandosimpara.com