Il latte (animale) non è un alimento adatto all’uomo…e come tutto ciò che non è adatto porta solo guai…

ANEMIA FERROPENICA.

Il Dr. Frank Oski (direttore del dipartimento di Pediatria della scuola di medicina dell’Universitá John Hopkins (USA) asserisce che nel suo paese tra il 15 e il 20% dei bambini minori di due anni soffrono anemia ferropenica e che la metà del resto delle anemie che si producono negli USA sono relazionate con il consumo di latte e suoi derivati a causa delle piccole emorragie gastrointestinali che il latte può provocare.

ARTRITE REUMATOIDE E OSTEOARTRITE.
Si é constatato che i complessi antigene-anticorpo generati dal latte si depositano a volte nelle articolazioni provocandone infiammazione e tumefazione. Studi realizzati nell’Universitá della Florida (USA) confermano che i sintomi si aggravano in pazienti, che consumano latte, con artrite reumatoide. In un articolo pubblicato nella rivista Scandinavian Journal of Rheumatology, si affermava che in persone affette da questa patologia quando smisero di ingerire latticini e bevvero solo acqua, té verde, frutta e succhi vegetali entro 7 e 10 giorni l’infiammazione e il dolore diminuirono significativamente: quando uno tornava a una dieta latto-ovo-vegetariana i sintomi riapparivano. Un gruppo di ricercatori israeliani dimostrò nel 1985 che il latte può indurre anche l’artrite reumatoide giovanile. Read more…

Il metodo per scoprire i cibi a cui sei intollerante

Ci sono alcuni cibi che quando li mangiamo ci fanno stare male, ma non tanto da poterli identificare chiaramente. Stanchezza, gonfiore, pesantezza sono i sintomi più leggeri, ma nel tempo possono sfociare manifestazioni più gravi come capogiri, nausea, mancanza di lucidità, dermatiti, sovrappeso, tachicardia e danneggiamento e affaticamento di tutto il sistema digerente con conseguenze vaste su tutto l’organismo.
Nell’articolo “perché spesso siamo intolleranti a quello che ci piace “ ho discusso di quali sono le cause dell’intolleranza alimentare e del perché riguardi quasi sempre i nostri piatti preferiti.

Esistono moltissimi metodi, più o meno riconosciuti dalla medicina ufficiale, per scoprire i cibi a cui siamo intolleranti. Quello che spiego di seguito, ispirandomi al Dottor Mozzi, è un metodo che ti permette ascoltando il tuo corpo di comprendere cosa gli fa male.

IL METODO PER INDAGARE EVENTUALI INTOLLERANZE E’ SEMPLICE E SI RIDUCE A POCHE NORME
  1. Semplificare i pasti: introdurre da 2 a non più di 4 elementi contemporaneamente, e soprattutto utilizzare solo uno o due di quelli che si sospetta possano essere dannosi;
  2. Annotare in un diario tutto ciò che si mangia durante la giornata e metterlo in relazione con ciò che si manifesta nell’organismo: è importante annotare anche a che ora si manifestano eventuali reazioni;
  3. Sospendere l’alimento ritenuto dannoso per qualche giorno (da 7 a 10 giorni) e poi reintrodurlo in modo da poter stabilire un chiaro collegamento tra cibo e sintomatologia;
  4. Per chi si trova in una situazione di salute critica è fondamentale ridurre drasticamente il numero di alimenti consumati ad ogni pasto (da 1 a 3 al massimo): solo così sarà più facile individuare ciò che provoca i disturbi.

ALCUNI SINTOMI DI INTOLLERANZA

  • pruriti
  • arrossamenti
  • pallore del viso e delle mani
  • sudorazione
  • sensazione di freddo o di caldo
  • estremità fredde
  • secchezza degli occhi
  • tremolio delle palpebre
  • formazione di muco
  • naso chiuso
  • starnuti e starnuti a raffica
  • sensazione di qualcosa che graffia alla gola
  • tosse
  • saliva schiumosa bianca
  • bruciori di stomaco
  • gonfiore
  • rossori alle labbra o attorno ad esse
  • afte
  • meteorismo e flatulenza
  • tic nervosi
  • tremolii delle mani o di altre parti del corpo
  • iperattività nei bambini
  • mancanza di concentrazione
  • stanchezza cronica
  • mancanza di energia e tendenza ad affaticarsi facilmente
  • nervosismo
  • tachicardia e palpitazioni
  • ansia
  • emicranie
  • cefalee
  • vertigini

REAZIONE PSICOLOGICA ALLA DISINTOSSICAZIONE

Dopo la sospensione dei cibi sospetti si possono manifestaredepressione, irritabilità, insonnia, stitichezza o diarrea. Questi sintomi, temporanei,rivelano che ci si sta disintossicando: il corpo non rilascia più le endorfine a cui eravamo abituati perché ora il corpo sta bene e non subisce nessun attacco, ma a livello psicologico questo provoca una sorta di crisi di astinenza.

I CIBI PIU’ PROBABILI DI INTOLLERANZA

Vi consiglio di inserire solo uno dei seguenti cibi nel pasto perché questi sono quelli più comuni ad essere causa di intolleranza alimentare  nella popolazione italiana. Se dopo il pasto avrete alcuni sintomi di quelli sopra descritti allora è probabile che quel cibo sia la causa.

  • Latte e formaggi (soprattutto vaccini)
  • glutine (frumento, farro, orzo, avena, kamut, segale)
  • pomodori
  • peperoncino
  • lieviti (pane, pizza, birra)
  • carne di maiale
  • cioccolato
  • vino bianco (spesso è dovuto alla grande presenza di residui chimici, che nel vino rosso sono meno presenti)

RIMEDI PER SFIAMMARE LA MUCOSA DELLO STOMACO

  • Acqua calda: bere un bicchiere di acqua molto calda, quasi bollente. Essa giunge nello stomaco e risolve i blocchi digestivi mettendo in moto tutti i processi della digestione, favorendo l’espulsione dei gas presenti nello stomaco.
  • Fichi secchi: masticarli bene e tenerli in bocca il più possibile.
  • Prugne secche: mettere in bocca e succhiare il nocciolo a lungo (anche più di un’ora).
  • Zeolite: minerale vulcanico molto utile in questi casi. un cucchiaino in mezzo bicchiere d’acqua.
  • Probioticicibi fermentati egermogliati aiutano a ripristinare la flora batterica.
Il nostro corpo sa la risposta, il nostro corpo parla in continuazione basta essere in ascolto. Non è facile all’inizio, ma la nostra vita cambierà in meglio, non solo per il cibo, eviteremo non solo cibi spiacevoli ma per tutto ciò con cui entriamo in relazione: sia una persona, una situazione, un oggetto, e  saremmo naturalmente attratti verso ciò che è più piacevole e semplice. 

Perché spesso siamo intolleranti a quello che ci piace di più?

Ti senti gonfio, pesante, stanco dopo aver mangiato, e sei anche ingrassato sebbene non mangi molto? Molto probabilmente sei intollerante ad alcuni alimenti. Acne, eczemi, insonnia, capogiri, mal di testa e nausea sono essere altri sintomi.

La maggior parte degli italiani è intollerante al glutine, pomodoro e latticini. Il 60% della popolazione è intollerante al lattosio. 3 persone su 4 non sospetta minimamente di esserlo e continua ad assumerne sottovalutando la propria intolleranza. Scoprire di essere intollerante è importante.

Se fai un test d’intolleranza di solito i risultati contengono sempre i cibi preferiti. Sadismo del destino? In verità ci sono due motivi per cui ciò accade, eccoli spiegati

COSA SUCCEDE QUANDO SI MANGIA UN CIBO INTOLLERANTE

L’intolleranza, a differenza dell’allergia, non coinvolge il sistema immunitario ma è l’impossibilità dell’organismo a digerire quel particolare cibo. Le cause possono essere varie:

  • prima di tutto lo stress e lasensibilità cerebrale,
  • flora batterica in cattive condizioni (dieta ricca di zuccheri, sale e farinacei),
  • azione di sostanze tossiche(coloranti, conservanti, additivi, fertilizzanti, pesticidi,
  • carenza enzimatica (poca frutta e verdura, o nel caso del latte è la mancanza dell’enzima lattasi),
  • apparato digerente mal funzionante che causacattiva digestione e assorbimento di carboidrati, proteine e lipidi,
  • anche lo svezzamento precoce, il fatto che tua mamma ti abbia allattato per poco tempo, può essere una causa di intolleranza alimentare.

Secondo Peter D’Adamo, autore della Dieta del Gruppo Sanguigno, tutti i cibi contengono le lectine, molecole dalle proprietà agglutinanti che si esprimono nel sangue. Quando mangiamo un alimento contenente lectine incompatibili con il nostro gruppo sanguigno, esse si sistemano in un organo (reni, fegato, cervello, stomaco eccetera) e iniziano ad agglutinare globuli rossi in quell’area. Il 95% delle lectine assunte tramite gli alimenti viene eliminato senza problemidall’organismo. Il restante 5 %, però, riesce a raggiungere il sangue dove innesca tutta una serie direazioni negative che portano alla distruzione di globuli rossi e bianchi. Le lectine possono inoltredanneggiare le pareti dello stomaco e dell’intestino, scatenando una violenta infiammazione delle mucose che provocando disturbi molto simili a quelli di un’allergia alimentare.

VIENE STIMOLATA LA PRODUZIONE DI ENDORFINE

Se siamo intolleranti ad un cibo il nostro organismo subirà uno stato di momentaneo malessere, non così evidente da causare un rifiuto, ma tale che il corpo cercherà di compensarlo con un rilascio di endorfine, le quali, creano uno stato di apparente benessere.Quindi l’organismo continua a richiedere tale cibo per produrre queste molecole analgesiche.

Perciò mangiando alimenti che scatenano l’intolleranza, in un primo momento la risposta endorfinergica ha la prevalenza, provocando una netta sensazione di piacere. Quando finisce rimangono gli effetti negativi prodotti dall’intolleranza.

La sospensione di tali alimenti può, talvolta, provocare disturbi comecefalea, stanchezza, nausea o vomito. Questo può andare avanti per 2 o 3 giorni ed è causato proprio dal mancato rilascio di endorfine. Passata questa fase sarai sorpreso di quantaenergia in più avrai e di come la tua mente sia più lucida.

GLI ALIMENTI ABITUALI AFFINANO IL SISTEMA IMMUNITARIO

C’è un altro motivo per cui il test d’intolleranza ci spingerà a non mangiare i nostri soliti cibi. Il processo che conduce all’intolleranza non è chiaro, è un fenomeno che è stato preso in considerazione da poco a causa del suo preoccupante aumento. Sebbene non sia possibile dimostrare un coinvolgimento delsistema immunitario, esso non può essere escluso.

Quando un cibo non lo digeriamo correttamente, in parte non viene assimilato, e sebbene la maggior parte di queste sostanze sono espulse, una frazione passa comunque nella corrente sanguigna, dove a pieno titolo vengono riconosciute come anticorpi intestinali.

Quando ci si abbuffa degli stessi alimenti, il sistema immunitario diventa sensibile alla frazione indigerita e si attiva una risposta d’intolleranza.

CONCLUSIONE

Il cibo ha un effetto sul nostro corpo e sulla nostra mente molto profondo, sicuramente più di quello che pensiamo. Ascolta i segnali del tuo corpo alla luce di quanto spiegato in questo articolo. Per molte persone è normale abbioccarsi dopo il pasto, ma in verità il cibo serve a dare energia, non a toglierla!

Alcuni integratori utili nel caso di intolleranze sono la zeolite e i probiotici con azione prebiotica.