TAPPETINO CHIODATO : UTILIZZO E BENEFICI

Ti piacerebbe ricevere un massaggio mentre stai”comodamente” sdraiato? Grazie al tappetino chiodato è possibile . Questo perchè agisce secondo i criteri della digitopressione della medicina tradizionale cinese.

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Tappetino chiodato: cos’è e perchè funziona

Il tappetino chiodato è un semplice tappetino da yoga, solitamente realizzato in materiale plastico e morbido, cosparso di piccoli chiodi, sempre in materiale plastico e dalla punta arrotondata.

A cosa serve? Il tappetino chiodato è stato inventato negli anni Sessanta e da allora i suoi benefici sono stati ampiamente riconosciuti.

Le piccole punte di cui è cosparso questo tappetino hanno la capacità di eseguire un massaggio lungo gli agopunti della medicina tradizionale cinese.

In questo modo chi si sdraia riceve un massaggio passivo completo su tutto il corpo. Il principio per cui il tappetino chiodato funziona è quindi lo stesso per cui funzionano l’agopuntura e il massaggio shiatsu: la stimolazione dei meridiani e degli tsubo che ha benefici riflessi su organi e visceri.

L’uso è quello di una stuoia su cui riposare: sdraiandosi sul tappetino i chiodi, solitamente in materiale anallergico e certificato, premono leggermente sul corpo, sfruttando il peso proprio della persona ed evitando quindi sovraccarichi.

Non devi pensare che utilizzare questi tappetini sia complesso, anzi. Unica accortezza, cerca di sdraiarti lentamente, per evitare che si vadano a creare delle pressioni eccessive in alcune zone che possono arrecare fastidio. Molto importante anche trovare una posizione che risulti quanto più comoda possibile, in modo da poter favorire il relax.

Sarebbe preferibile utilizzare il tappetino per agopressione a schiena nuda. Dobbiamo ammettere però che le prime volte potrebbe risultare un po’ fastidioso il contatto con le micropunte del tappetino. Per le prime volte si consiglia quindi di indossare una maglia leggera oppure di posizionare un asciugamano molto sottile tra il tappetino e la schiena. Dopo qualche prova, sarai pronto per posizionarti sul tappetino a schiena nuda. Proverai comunque un leggero fastidio iniziale, che tende a scomparire nel giro di pochi minuti, lasciando il posto a tutti gli eccezionali benefici che è possibile ottenere utilizzando questo eccellente prodotto. A questo punto non devi far altro che respirare e cercare di rilassarti. Se desideri, puoi provare a posizionarti anche lateralmente, purché però questa posizione risulti per te molto comoda.

Ma sul tappetino per agopressione è necessario stare fermi o è possibile effettuare anche alcune tipologie di esercizi? Di solito si utilizza da fermi, ma coloro che se la sentono possono provare a realizzare sul tappetino per agopressione esercizi di yoga o pilates, purché i movimenti siano sempre lenti e ben calibrati, in modo che non si creino mai pressioni eccessive.

Si può usare in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi condizione: anche nei casi in cui si provi dolore, come ad esempio mal di schiena o dolori articolari o mal di testa, sdraiarsi sul tappetino chiodato permette di rilassare e rilasciare tensioni che possono essere sia la causa sia la conseguenza del dolore stesso.

È sufficiente avere qualche minuto a disposizione e un piccolo spazio di pavimento libero. All’inizio i chiodi, che non sono appuntiti tanto da lacerare la pelle, potrebbero dare un minimo fastidio, ma con il passare dei minuti la sensazione di disagio lascia il posto a un generale benessere e rilassamento. Anche la pelle stessa trae diretto beneficio dalla pressione dei chiodi.

È preferibile che la durata del trattamento cresca in modo graduale, a partire da appena 5 minuti, per poi raggiungere i 10, i 15, i 20 e alla fine i 30 minuti. L’utilizzo del tappetino per agopressione non dovrebbe mai essere superiore la mezz’ora.

E se ci si addormenta? Può sembrare strano porre una domanda di questa tipologia, ma possiamo invece assicurarvi che non è affatto così, perché il relax che è possibile ottenere con questo tappetino è davvero intenso, talmente tanto da comportare in alcuni soggetti una buona dose di sonnolenza. Se ti rendi conto che ti stai appisolando, è preferibile togliere il tappetino.

Tappetino chiodato: benefici

Che la digitopressione faccia bene a corpo e spirito è ormai un dato di fatto avvalorato da anni di pratica e da numerosi studi. Il tappetino chiodato, sfruttando lo stesso meccanismo fisiologico ed energetico dell’agopuntura, apporta gli stessi benefici.

In particolare sdraiandoti comodamente sul tappetino chiodato per 10-15 minuti al giorno puoi avere i seguenti benefici:

  • rilascio di ossitocina: è l’ormone del benessere, e ha la funzione di regolare la pressione sanguigna, la temperatura corporea e modulare le difese immunitarie;
  • regola il metabolismo;
  • migliora la circolazione sanguigna;
  • migliora la circolazione linfatica superficiale;
  • aiuta nel naturale processo di smaltimento ed espulsione delle tossine;
  • ossigena maggiormente la pelle e i tessuti;
  • stimola direttamente il sistema neuro motorio, con benefici sulla muscolatura;
  • rilassa le maggiori tensioni muscolari, responsabili spesso di cervicalgie, mal di testa, lombalgie e sciatalgie;
  • diminuisce lo stress;
  • migliora il ciclo sonno veglia e, con esso l’appetito;
  • rilassa profondamente;
  • può fungere da blando analgesico se usato regolarmente e per più di 15 minuti al giorno.

Tappetini agopressione per i piedi

I tappetini agopressione per la schiena sono un vero e proprio toccasana, fonte di intenso benessere, ma è importante ricordare che questi tappetini possono essere utilizzati anche per la riflessologia plantare. In questo caso è bene sedersi su una sedia comoda, su una poltrona, sul divano, aprire il tappetino a terra, proprio davanti a te, e poggiare sopra di esso i piedi. La pianta del piede deve aderire alla perfezione al tappetino ed è importante cercare di far sì che il peso delle gambe gravi proprio al centro del piede.

In questo modo riuscirai ad alleviare quel senso di pesantezza e di gonfiore alle gambe che spesso provi, magari perché sei costretto a stare seduto dietro ad una scrivania per molte ore al giorno o perché sei costretto a stare in piedi quotidianamente per chissà quanto tempo. Non solo,  la pressione sulla pianta del piede comporta benefici per tutto l’organismo, organi interni compresi.

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Le controindicazioni

I tappetini per agopressione sono un prodotto considerato estremamente sicuro. Si tratta però di tappetini che aumentano in modo intenso la circolazione del sangue. Proprio per questo motivo se hai delle ferite che non si sono ancora del tutto rimarginate, è bene evitare l’utilizzo dei tappetini. Lo stesso vale per i farmaci anticoagulanti: se li assumi i tappetini per agopressione non sono adatti a te. E coloro che hanno una pelle particolarmente sensibile? La domanda sorge spontanea, dato che i tappetini hanno migliaia di micropunte che stanno a diretto contatto con la pelle. Coloro che hanno una pelle particolarmente sensibile possono scegliere di utilizzare il tappetino per agopressione indossando una maglietta oppure posizionando un asciugamano molto sottile tra il tappetino e la pelle.

Per quanto riguarda l’utilizzo dei tappetini per agopressione in gravidanza, per il momento non ci sono studi scientifici al riguardo. Molte donne in dolce attesa sono solite utilizzare questi tappetini e affermano anche di averne tratto innumerevoli benefici, senza alcun tipo di conseguenza negativa né per se stesse né per il bambino. Non ci sono però certezze sulla sicurezza del tappetino in dolce attesa. Se volete stare tranquille, meglio evitare di utilizzarlo. Se invece proprio volete provare, meglio chiedere consiglio prima al proprio ginecologo o medico curante.

Quale scegliere

Adesso conosci i benefici dei tappetini per agopressione e come utilizzarli al meglio. Andiamo quindi a scoprire quali sono le caratteristiche che è bene prendere in considerazione prima di passare all’acquisto di un modello piuttosto che di un altro:

Materiali. È sempre meglio optare per materiali che risultino quanto più naturali ed ecologici possibile. Considera infatti che il tappetino deve stare a diretto contatto con la tua pelle, che potrebbe andare incontro ad irritazioni ed arrossamenti nel caso in cui nel materiale utilizzato per la sua realizzazione siano presenti sostanze potenzialmente pericolose o allergeni. Questo per quanto riguarda i materiali esterni. L’imbottitura interna può essere realizzata anche in materiali non del tutto ecologici, dato che non sta a diretto contatto con la pelle. La cosa importante è che si tratti di un materiale considerato comunque sicuro per la salute, morbido ma non troppo, capace di seguire al meglio le linee del corpo.

Lavaggio. Il tappetino per agopressione resta a diretto contatto con il pavimento e con la pelle, proprio per questo motivo risulta necessario lavarlo con una certa frequenza in modo da poter garantire il massimo della pulizia e dell’igiene. È molto importante quindi controllare che il tappetino che stai per acquistare sia sfoderabile e che possa essere lavato anche direttamente in lavatrice senza alcun tipo di problema e senza che si possa arrecare danno alle sue micropunte.

Misure. La maggior parte dei tappetini per agopressione ha misure standard, che sono adatte quindi per ogni tipologia di corporatura. Nel caso in cui però tu sia una persona molto alta e dalla corporatura particolarmente ampia, meglio controllare che il tappetino sia adatto per te, pena il rischio di acquistare un prodotto che non riuscirà a garantirti il relax di cui hai bisogno.

Accessori. Alcuni tappetini per agopressione vengono venduti insieme ad accessori che possono davvero fare la differenza. Alcuni modelli sono ad esempio in possesso anche di un cuscino, sempre costellato da micropunte. In questo modo è possibile ottenere un effetto rilassante e antidolorifico anche alla zona della cervicale senza alcun tipo di difficoltà. Altri modelli sono in possesso di una pratica borsa per il trasporto, così che sia possibile portare il tappetino per agopressione ovunque e lasciarsi andare al massimo relax possibile da ogni luogo si desideri. Altri modelli ancora sono in possesso anche di biomagneti, così da poter combinare gli effetti benefici della pressoterapia agli effetti benefici della magnetoterapia. Infine dobbiamo ricordare le sfere di massaggio, vendute insieme a molti tappetini e ideali per ottenere effetti intensi in alcune specifiche parti del corpo.

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Dove acquistare il migliore tappetino per agopressione

Adesso che hai  tutte queste informazioni, sai quale sia il tappetino in assoluto migliore e più adatto per le tue specifiche esigenze, ma dove acquistarlo? Si tratta di un prodotto oggi piuttosto diffuso che può essere comprato nei negozi dedicati allo sport e al benessere e persino in alcune farmacie. Se desideri però scegliere tra una vasta gamma di modelli e avere a disposizione prezzi concorrenziali, meglio optare per il web. Online lo shop a mio avviso migliore è Amazon.

I tappetini per agopressione su Amazon sono innumerevoli, di alta qualità e tutti venduti a prezzi competitivi. Inoltre su Amazon è semplice scegliere il modello più adatto per le proprie esigenze e di più alta qualità. Per ogni modello infatti si ha accesso ad una descrizione dettagliata, ad immagini, in alcuni casi anche video, ad una lista delle più importanti caratteristiche. Le tabelle comparative offrono la possibilità di capire le differenze tra i vari modelli disponibili in vendita e la sezione dedicata alle recensioni del tappetino per agopressione consente di scoprire sia i pro che i contro di ogni modello dalle parole di coloro che hanno avuto modo di provarlo sulla loro pelle.

QUALE SPORT FARE SE SI SOFFRE DI MAL DI SCHIENA?

Se soffri di mal di schiena o disturbi cervicali ricorrenti, è una domanda che probabilmente ti sei fatto: quale sport devi evitare, e sopratutto quale attività fisica puoi fare per migliorarlo?

Se fai questa domanda in giro, puoi ricevere centinaia di risposte diverse (anche molto contrastanti tra loro) , perchè naturalmente tutti, sia gli operatori del settore che i profani, hanno una loro opinione a riguardo.

Il problema è: su cosa è basata questa opinione?

Il più delle volte, la risposta è: si tratta del proprio parere personale più che su di un reale fondamento scientifico.

In questo articolo andremo a vedere come molti dei consigli che si leggono e che si sentono dire in giro (purtroppo anche da alcuni professionisti) siano in realtà vere e proprie “leggende metropolitane“.

Cercheremo quindi di capire:

  • se c’è qualche attività che ti può essere utile o che devi evitare
  • se è possibile fare la tua attività preferita anche in presenza di mal di schiena

IMPORTANTE: in questo articolo parlerò di casi di mal di schiena “classico”, cioè senza gravissimi problemi alla colonna.Sono consigli che possono valere benissimo per persone con discopatie, ernie “storiche”, artrosi ecc… ma ci sono anche persone che prima di fare attività dovrebbero sentire l’opinione di un neurochirurgo, come ad esempio:

  • persone con scivolamenti vertebrali significativi (spondilolistesi)
  • persone con gravi ernie che danno segni neurologici
  • persone con stenosi del canale vertebrale
  • persone con esiti di interventi chirurgici alla colonna o instabilità vertebrali

 

 

Mal di schiena e attività fisica: quali sono gli sport da evitare?

 

Dati alla mano, la risposta alla domanda è semplice: non c’è NESSUNO sport che vada evitato a prescindere.

I motivi sono due:

  • non è detto che le sollecitazioni di uno specifico sport siano negative per la schiena del singolo soggetto. Prendi due persone con il mal di schiena e falle correre: è possibilissimo che una peggiori il dolore, ma che l’altra ne tragga addirittura beneficio
  • il problema potrebbero non essere le sollecitazioni dello sport, ma la debolezza della colonna: a quel punto qualsiasi sollecitazione di troppo scatena il dolore. La soluzione dovrebbe però essere rinforzare la colonna, non evitare le sollecitazioni.

Alle Olimpiadi di Rio nel 2016, una altissima percentuale di atleti mostrava severe degenerazioni della colonna lombare, con la più alta percentuale nei tuffatori.

Questo significa forse che… lo sport fa male alla schiena?

Assolutamente no:  la prevalenza di problemi ben evidenti nella risonanza magnetica è altissima anche in persone sedentarie, ma soprattutto in persone SENZA DOLORE!

La sostanza del discorso è che per capire se un gesto atletico sia adatto a te occorre:

  • provare sul campo, senza basarsi su pre-concetti
  • andare con una preparazione specifica. Se ho mal di schiena anche solo a starnutire, inutile provare a fare attività sportiva.

 

Leggende metropolitane su attività fisica e mal di schiena

Il nuoto fa bene (ma non a rana eh, sarai mica matto!), mentre la corsa fa male, lo sanno tutti!!!!!

Andare in palestra a sollevare pesi? Stai scherzando vero? Assolutamente da evitare!

L’argomento “sport e mal di schiena” è purtroppo quello più ricco di vere e proprie leggende metropolitane.

Vediamo le più comuni.

Leggenda #1 correre fa male alla schiena: FALSO

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Questa è una delle raccomandazioni che si sente più di frequente: se hai mal di schiena non puoi correre, perchè ci sono troppe sollecitazioni.

Cosa vera? Non necessariamente.

Studi che dimostrino che correre aumenta il rischio di mal di schiena non ce ne sono: un recente studio ha rivelato come il 49% dei maratoneti intervistati abbia riferito un miglioramento del mal di schiena da quando corrono, mentre solo il 27% ha riferito un peggioramento.

Nonostante sia evidente che correre, come qualsiasi altra attività, crei sollecitazioni ai dischi intervertebrali, il fatto che correre peggiori la situazione della schiena non è assolutamente dimostrato.

Anche il fatto che la maggiore rigidità muscolare dei corridori porti con più facilità mal di schiena, non è supportato da alcun dato, anzi ci sono studi che dimostrano il contrario, cioè che non c’è relazione.

In sostanza: la colonna è perfettamente in grado di reggere le sollecitazioni della corsa, qualora questa sia correttamente programmata.

Questo vale in generale, ma la TUA colonna riuscirà a reggerle? Lo saprai dopo che avrai applicato la mia strategia, che vedremo tra poco.

 

Leggenda #2 I pesi in palestra fanno male alla schiena:FALSO

Mettiamocelo in testa: la schiena è fatta per sostenere carico, quindi evitare i carichi per evitare che la schiena faccia male rischia di innestare un pericoloso circolo vizioso di indebolimento muscolare e dolore conseguente.

Anche qui, non si registra una maggiore incidenza di mal di schiena in chi fa pesistica rispetto ad altri sport, anzi a dire il vero l’incidenza è minore!.

Guarda in questa immagine una classifica dell’incidenza degli infortuni nello sport negli Stati Uniti: è del 1994, ma la situazione non è cambiata:

classifica-infortuni

E attenzione che ho detto pesistica, non attività amatoriale in palestra, nella quale (se eseguita a dovere) i carichi sono sicuramente minori!

Peraltro, sono sorprendentemente presenti dati che indicano che la tecnica con cui si sollevano i pesi, anche al lavoro, non è così importante nel prevenire il mal di schiena.

In sostanza:  la tua colonna è perfettamente in grado di sostenere un allenamento in palestra ben programmato. Ci riuscirà davvero? Anche qui, lo saprai dopo che avrai applicato la mia strategia.

 

Leggenda #3 Il nuoto fa bene alla schiena: FALSO

Questa è una leggenda talmente infondata che non voglio neanche soffermarmici più di tanto: ti linko direttamente ai risultati di google per “nuoto non fa bene alla schiena“, in modo che tu possa vedere quante ricerche hanno dimostrato che il nuoto in realtà non ha significativi effetti nè sul mal di schiena nè sulla scoliosi.

Poi, per qualcuno potrà anche essere successo di migliorare col nuoto, ma che non lo si consideri una terapia, per carità.

 

E la bicicletta? Luci e ombre…

Qui la situazione si fa leggermente più spinosa: gli studi dicono che c’è una correlazione tra assetto della bici e possibilità di avere mal di schiena, ma uno studio del 2010 su 100 professionisti (che quindi non avevano la bici potenzialmente assettata male) ha rivelato che l’incidenza di dolore alla schiena era di oltre il 40%.

Non è difficile capire perchè, visto che in bici si tiene comunque una posizione nella quale i muscoli lombari sono fortemente sollecitati, e la si mantiene per delle ore.

Nella corsa a piedi amatoriale, difficilmente andiamo sopra i 60-70 minuti, mentre anche ciclisti non professionisti fanno tranquillamente giri di 2-4 ore.

In sostanza: i dati ci dicono che la corretta posizione in bici può evitare il mal di schiena, ma che comunque lunghi giri in bici effettuati con regolarità ci mettono un po’ più a rischio di avere problemi, anche se generalmente una colonna in buono stato di forma è perfettamente in grado di reggere l’impatto.

 

Mal di schiena e attività fisica: quale sport è meglio fare?

Se hai seguito il discorso finora hai capito che non abbiamo dati certi per dire che la tale attività faccia male e che la tal altra faccia bene, in chi soffre di mal di schiena.

Parti da un presupposto fondamentale: NESSUNA ATTIVITÀ FISICA È PENSATA PER RISOLVERE I PROBLEMI ALLA COLONNA.

Si può pensare che Yoga e Pilates, essendo attività che mirano a distendere e a rinforzare i muscoli in modo progressivo, possano essere attività particolarmente benefiche.

Effettivamente, ci sono anche studi che dimostrano una certa efficacia dello Yoga e del Pilates nel combattere il mal di schiena: se ti piacciono, può valere la pena provare.

L’importante è non concepirli come NECESSARI: l’unica attività che potrebbe essere considerata necessaria è la RIEDUCAZIONE MIRATA.

 

Rieducazione mirata: la vera attività fisica utile alla colonna

Se hai sviluppato mal di schiena, è perchè i tuoi muscoli e le tue vertebre non sono riusciti a mantenere un buon equilibrio con le sollecitazioni che gli hai dato nel corso della tua vita.

Potresti avere alcuni muscoli troppo deboli, oppure potresti averne altri troppo rigidi; ancora, potresti avere delle caratteristiche di particolare debolezza dei dischi vertebrali.

Qualsiasi attività fisica NON potrà lavorare in modo MIRATO su questi aspetti, perchè sono soltanto TUOI.

L’attività ideale sarebbe quindi la rieducazione mirata, che rinforzi le tue debolezze e distenda le tue rigidità.

All’attività di rieducazione mirata potrai poi affiancare una normale attività fisica che ti piaccia, con le indicazioni e raccomandazioni che vedremo tra poco.

Ma…come si fa ad avere un piano di rieducazione mirata?

Ovviamente una buona scelta è quella di rivolgersi ad un fisioterapista professionista, che magari abbia una buona esperienza in riabilitazione sportiva e ancor più importante è consultare un osteopata che possa intervenire sulla CAUSA del disturbo

Come tornare a fare attività fisica anche con il mal di schiena o i dolori cervicali

Come hai visto finora, non esiste una attività sportiva che faccia male, nè una che faccia bene, perchè le attività sportive non sono pensate per migliorare i problemi alla schiena.

Detto questo, dobbiamo fare attività fisica perchè ci piace e perchè ci dà benessere generale, non perchè fa bene alla schiena.

Ma proprio perchè se stai leggendo questo articolo, qualche problema alla schiena potresti averlo, quindi dobbiamo fare in modo che la nostra colonna sia pronta.

I passi che dovrai seguire sono sono:

  1.  cercare di mettere la colonna vertebrale nelle migliori condizioni muscolari possibili, agendo sulla causa ,magari con delle sedute osteopatiche
  2. affrontare l’allenamento con gradualità, mettendo gli esercizi specifici come riscaldamento

 

Passo # 1 come migliorare la tua colonna con esercizi mirati

Per migliorare lo stato della colonna, occorrono esercizi mirati, che distendano i muscoli più contratti e rinforzino quelli più deboli.

in questi video potrai trovare 3 esercizi davvero efficaci per risolvere il tuo mal di schiena

 

 

 

Questi sono video presi dal mio canale youtube iscriviti per rimanere sempre aggiornato.

Passo #2: come programmare l’allenamento

La programmazione dell’allenamento è ovviamente un punto molto importante.

Le “tappe” potrebbero essere:

  1. no attività fisica, solo attività specifica sulla colonna (vedi il precedente punto #1) 2-4 settimane.
  2. attività specifica usata come riscaldamento, attività fisica cauta, 1-3 mesi
  3. attività specifica usata come riscaldamento, attività fisica normale

 

Se hai un mal di schiena non troppo forte, puoi anche pensare di partire direttamente dal punto 2.

 

E se non funziona lo stesso?

Come dicevo, il fatto che gli studi non dimostrino che la tale attività fisica fa venire il mal di schiena, non significa che tu possa fare qualsiasi cosa incurante del dolore.

Ci sono persone che, nonostante tutte le accortezze, non riescono a fare una determinata attività, o la fanno con diverse limitazioni.

Come fai a capire se sei una di quelle persone? Semplice, come ho ripetuto per tutto l’articolo:

  • lavora sulla colonna
  • fai l’attività che vuoi programmandola in maniera intelligente e graduale

Se nonostante il lavoro specifico e la programmazione adeguata, noti che ogni volta che fai attività ti viene dolore, allora si che potrai dire che quello sport non fa per te.

Conclusione

Il concetto che devi portare a casa è:

Una colonna con la muscolatura in buono stato è perfettamente in grado di sopportare le sollecitazioni di una attività fisica amatoriale 2-4 volte alla settimana, anche in presenza di problemi radiologicamente dimostrati.

Il tuo compito deve essere prima di tutto quello di portare i muscoli e le articolazioni tra una vertebra e l’altra nelle migliori condizioni possibili, prima di rinunciare all’attività.

Se hai bisogno di una visita osteopatica che ti permetta di capire come risolvere DEFINITIVAMENTE il tuo problema puoi prenotare direttamente a questo link , tramite il sito o chiamandomi al 3393227069.

Spero che questi chiarimenti ti siano stati utili.

A presto

 

Dr Bruno Maria Camerani

Il migliore di tutti i vaccini per il neonato: il latte materno

Il migliore di tutti i vaccini per il neonato: il latte materno

di Henry Joyeux

 

 

allattamento seno

La montata lattea 
La montata lattea è un processo fisiologico. Se la donna non allatta, la lattazione si interrompe spontaneamente in una-due settimane. La montata lattea può causare dolori transitori (pochi giorni) nel 30-40% delle donne. Ovviamente, l’allattamento materno è l’ideale per la salute del bambino.

Cosa contiene il latte materno
– Batteri che costruiscono l’immunità intestinale a livello della parete dell’intestino. Si tratta di bifidobatteri e di lattobacilli. Impediscono la proliferazione di batteri cattivi, o di batteri utili che, se troppo numerosi, possono diventare anche patogeni. Il contenuto intestinale acido limita il consumo di ferro da parte dei batteri. Il ferro si fissa su una proteina, la lattoferrina, protettrice di immunità che distrugge la parete dei batteri pericolosi inducendo la produzione di sostanze specifiche che proteggono.

– Anche altre sostanze sono protettrici: la lactaderina contro il rotavirus, responsabile di gastroenteriti (evitare dunque i vaccini contro i rotavirus!); gli oligosaccaridi contro i colibacilli e il fungo candida albicans. Con i latti artificiali, un solo biberon modifica la flora intestinale in senso negativo in meno di due settimane. Ovviamente, ciò non viene detto alle madri di famiglia!

– Acidi grassi a catena corta, sostanze nutritive delle cellule dell’intestino terminale – colon e retto – le cui cellule si rinnovano ogni cinque-sei giorni. Impediscono una proliferazione eccessiva, causa di putrefazione.

– Zuccheri complessi a catena corta (oligosaccaridi) che possono dare origine ad acidi grassi a catena corta, grazie alla fermentazione resa possibile dalla flora intestinale.

– Proteine, fra le quali la lattoferrina, anticorpi che producono immunoglobuline A [7]… così come la caseina Kappa [7] I, la difensina, la fibronectina, frazioni del complemento essenziale per le difese immunitarie del bimbo.

– Enzimi, come il lisozima, proteina prodotta dai globuli bianchi, presente inoltre nella saliva, nelle lacrime e anche nell’albume. Questo enzima distrugge la parete dei batteri pericolosi. Il lisozima viene infatti chiamato “antibiotico corporeo” o naturale.

– Fattori di crescita per il corpo del neonato, il cui peso aumenta di 5 kg nel primo anno e, soprattutto, i 7 fattori neurotrofici per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino. Egli prosegue la sua memorizzazione cominciata in utero (odore della madre, gusto degli alimenti consumati dalla sua mamma, la sua voce), gioca e si prepara a parlare, camminare…

Pertanto il bambino allattato dalla mamma non ha bisogno d’essere vaccinato, salvo eccezione, per esempio se uno dei genitori o entrambi sono portatori del virus dell’epatite B. Se la mamma è portatrice del virus dell’Aids è possibile che il virus venga trasmesso con l’allattamento. Tuttavia, una cura del bambino con sciroppo pediatrico specifico impedisce la trasmissione [8]. Nei paesi nordici i bambini sono allattati a lungo dalle loro madri e sono molto meno vaccinati e più tardi.

Attenzione ai farmaci che ostacolano la lattazione: gli “antiprolattina” 

Si tratta della bromocriptina, o Parlodel ed equivalenti generici, che l’agenzia del farmaco ha finalmente vietato, dopo che tante giovani partorienti non hanno potuto allattare i loro figli perché era stato somministrato loro questo farmaco senza la minima spiegazione o parlando solo di “prevenire la lattazione”. Era ora: soltanto nel luglio 2013 l’ANSM, in cooperazione con il Collegio nazionale dei ginecologi ostetrici (CNGOF) e il Collegio nazionale delle ostetriche di Francia (CNSF), ha ufficialmente dichiarato che il rapporto beneficio/rischio non è più favorevole all’inibizione della lattazione.

La revisione ha segnalato gravi effetti cardiovascolari (accidente cerebrovascolare, infarto del miocardio e ipertensione arteriosa), neurologici (principalmente convulsioni) e psichiatrici (allucinazioni, confusione mentale), già conosciuti da tempo, ma le lobby dei latti maternizzati, specializzati… erano più forti. Quanto ai nuovi farmaci proposti per bloccare la lattazione, non hanno, a nostro avviso, alcuna indicazione. Se la mamma sceglie di non allattare, il suo latte si asciugherà in pochi giorni non mettendo più il bambino al seno. Se, nonostante ciò, le sue ghiandole mammarie danno ancora latte, potrà conferirlo al lactarium del proprio dipartimento per i bambini prematuri che possono averne un grande bisogno per la loro salute.

Come stimolare la lattazione 
Fare poppare il bambino il più spesso possibile e quando lo reclama, fino a quando si stabilisce una produzione di latte sufficiente (sono necessari almeno tre giorni). Gli alimenti “galattogeni” sono essenzialmente vegetali: il finocchio, l’anice stellato, il miglio, il crescione, l’orzo cotto, la birra senza alcol, i datteri, l’insalata verde, la quinoa, le lenticchie e i ceci al dente, il sedano, le mandorle, le noci e le nocciole e tutti i frutti di stagione, se possibile bio, in modo da evitare al massimo i pesticidi.

Fra le piante, la galega in fiore, foglia e seme in tisana, associata all’ortica e alla verbena con la formula seguente:
Galega (foglie, fiori)………………………………………. 20 g
Ortica (Urtica dioica, foglie) ………………………….. 20 g
Verbena odorosa (Aloysia triphylla, foglie) ……… 20 g

1 pizzico a tre dita della miscela di piante in una tazza d’acqua (250 ml). Portare a sobbolimento, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e bere. Due tazze al dì per 5-7 giorni. Il Galactogil in granulato, venduto in farmacia in barattoli di 210 g (un cucchiaio da minestra = 10 g), contiene un estratto secco di galega, malto (attenzione al glutine!), fosfato di calcio e saccarosio.

Gli omeopati utilizzano Ricinus communis, in basse diluizioni. Il bambino allattato dalla sua mamma non ha bisogno di essere vaccinato [9] per tutto il tempo dell’allattamento e nei tre-sei mesi seguenti lo svezzamento.

Note
6. Se il bambino nasce prematuro, il latte materno contiene più immunoglobuline A, rispetto al latte del bambino nato a termine. Le IgA si dispongono a strati all’interno dell’intestino.
7. Inibisce l’helicobacter pylori nello stomaco e anche, nelle mucose respiratorie, gli pneumococchi e gli haemophilus. 8.
8. L’équipe INSERM1058 UM1 del professor Philippe Van de Perre di Montpellier ha testato questo sciroppo in 1500 bambini di 4 paesi africani. L’OMS afferma che per mezzo dello sciroppo pediatrico viene eliminato il rischio di trasmissione dell’Aids dalla madre al bambino. Senza lo sciroppo, il rischio di contagio è del 10%.
9. In Francia, nel 2003, solo il 56% dei neonati beneficiava di un allattamento esclusivamente al seno una volta dimesso dal reparto maternità. Questa pratica aumenta nel nostro paese, dato che erano il 45% nel 1998. Ma è ancora largamente insufficiente poiché la durata dell’allattamento è troppo breve. Il 42% dei bambini viene allattato oltre i 2 mesi. In Norvegia, il 99% dei neonati è allattato e l’86% almeno per tre mesi. Sono il 95% in Finlandia, il 90% in Svezia e Danimarca, l’85% in Germania e il 75% in Italia.

Tratto da “Vaccini. Come orientarsi”

Vuoi calmare il tuo bambino che piange per il dolore? Premi questi punti sui piedi

La riflessologia è un’arte molto conosciuta e consiste nell’utilizzare dei punti di pressione in tutto il corpo per alleviare il dolore. Molte sono le persone che utilizzano questa tecnica per calmare i propri bambini (specialmente quando essi sono ancora piccolissimi e devono ancora adattarsi al mondo e all’ambiente circostante).

Gli esperti di riflessologia consigliano che prima di iniziare il massaggio, il bambino dovrebbe già essere rilassato per poter favorire il flusso sanguigno, perciò, prima di cominciare a seguire la riflessologia è bene iniziare con un semplice massaggio ai piedi o con un bagno caldo. Una volta finita la fase preliminare si può cominciare con la pratica vera e propria, ora elencheremo le 6 modalità attraverso le quali è possibile far star meglio i nostri bambini:

1) Mal di testa e mal di denti

É cosa risaputa che i bambini hanno spesso dolore alla testa ed ai denti. Se vostro figlio ha questi dolori, è bene massaggiare le punte delle dita! Questo può essere fatto anche se il vostro bambino sta dormendo.

2) Dolori ai seni paranasali (sinusite)

La sinusite può essere molto fastidiosa quando l’infiammazione è seria. Per dare sollievo è auspicabile massaggiare i polpastrelli delle dita dei piedi, applicare una leggera pressione può già essere più che sufficiente per fornire sollievo.

3) Petto (Congestione e problemi di tosse)

Quando il bambino sta attraversando la congestione nel petto. Per dare sollievo è necessario interessarsi all’area che si trova subito sotto le dita dei piedi. Applicate una leggera pressione e massaggiate con un movimento circolare per migliorare la congestione e i problemi di tosse.

4) Plesso solare (complesso di nervi tra stomaco e polmoni)

Per i bambini che hanno coliti, dolori di stomaco, spasmi e difficoltà nella respirazione. Massaggiate il centro del piede (sarebbe il punto arancione dell’immagine). Questa zona è collegata a molti nervi che si trovano tra lo stomaco ed i polmoni.

5) Dolore addominale (superiore e inferiore)

Quando il vostro bambino ha un bruciore di stomaco e/o un indigestione. È bene massaggiare lo spazio che si colloca nella parte centrale del piede, nello specifico la parte gialla dell’immagine se il dolore si colloca nella parte superiore dell’addome o la parte viola se invece il dolore è presente nella parte bassa dell’addome.

6) Problemi al bacino (anche detto Pelvi)

A volte i bambini possono crescere più velocemente in alcune parti del loro corpo piuttosto che in altre; in questo caso è possibile che diversi bambini possano lamentare dolori ai fianchi. Per far star meglio vostro figlio è auspicabile massaggiare il tallone per far fronte a questo problema; massaggiare il tallone può essere anche utile per la stitichezza quando lo stomaco non funziona a dovere.

Le procedure appena descritte hanno il solo scopo di dare sollievo ai dolori, per i problemi veri e propri è sempre necessario consultare un medico. Ciononostante non possiamo che essere convinti del fatto che: applicare la riflessologia nella vita di tutti i giorni ha assolutamente dei risvolti positivi per la salute dei nostri, dato che allevia il dolore.

 

Fonte : curiosandosimpara.com

Uovo di ossidiana : come guarire tua sessualità e i problemi ginecologici

L’Ossidiana é una pietra di origine vulcanica,é lava vulcanica pietrificata, la cui azione é specifica per il primo e secondo chakra. É quindi perfetta per lavorare sulla sessualitá e sulle relazioni con le altre persone, con  i soldi e con la Terra, per fare un lavoro di sanazione e attivazione dell’utero e dell’apparato genitale femminile e per lavorare con i muscoli vaginali e del pavimento pelvico.

Il suo colore nero ha il dono di pulire, tagliare, diluire, dissolvere… per questo é perfetta per rimuovere e liberare: relazioni, modelli, sintomi dell’apparato genitale. Allo stesso tempo catalizza la nostra relazione con l’oscuritá e con il nostro incosciente.

COME CONSEVARE E PULIRE L’UOVO

Bagnarlo con acqua fresca prima e dopo l’uso.

Per permettergli di scaricarsi e rinnovarsi energeticamente puoi eseguire, scegliendo tu i tempi, una delle seguenti forme di mantenimento:

sotterralo per una o due notti; si nutrirá cosí dell’informazione della stessa terra;

mettilo in una vasca con acqua e sale marino, per una notte alla luce della Luna. Il giorno dopo ritiralo e sciacqualo con acqua corrente;

mettilo in una vasca con acqua  e sangue mestruale (che raccoglierai mettendo in ammollo assorbenti di cotone o con la coppa mestruale); cosí lo programmi con tutta l’informazione che hanno il tuo sangue, il tuo utero, il tuo lignaggio, il tuo corpo.

L’uovo é il tuo compagno di viaggio, di lavoro interiore, é molto personale; non puó toccarlo nessuno all’infuori di te.

É meglio non lasciarlo a contatto con la luce. Puoi conservarlo in un sacchetto di cotone, sul tuo altare o in un cassetto, visto che si tratta di una pietra che assorbe molto le energie esterne. É importante che rimanga nel suo sacchetto e lontano da cellulari, computer e apparati elettronici in generale.

METODO DI APPLICAZIONE

Questo che si descrive di seguito é un possibile metodo ciclico. L’importante comunque é non eccedere, riposare e ascoltare molto il tuo intuito.

Durante il ciclo mestruale non si usa. Dall’inizio delle mestruazioni si contano 7 giorni e l’ottavo si comincia ad usare l’uovo, fino alle mestruazioni successive; sarebbero quindi circa 21 giorni di uso. Durante questi 21 giorni, ogni 6 giorni si riposa 1. Tutto questo per 3 mesi, poi si riposa un mese e si ricomincia.

In ogni caso io consiglio di affidarsi al proprio intuito per decidere quando é il momento di cominciare ad usarlo. Se vi trovate in un periodo molto impegnativo, stressante, potete aspettare e rimandare il trattamento. Ascoltate la saggezza del vostro corpo. Ognuna di noi é un essere unico.

Ogni volta che introdurrai l’uovo nella tua vagina puoi programmarlo, dargli un proposito, per esempio, settimanale o mensile. Per esempio lavorare con un determinato modello delle donne della tua famiglia, una determinata emozione o disturbo fisico, pulire una qualche relazione intima; quello che ti senti.

ENTRATA E USCITA DAL CORPO

La posizione corretta per introdurlo é seduta sui talloni

Si colloca con la punta dell’uovo rivolta verso il basso, per facilitarne l’uscita.

Prenditi del tempo per familiarizzare con l’uovo. Appoggialo all’entrata della vagina, esplora la misura dell’uovo in relazione a questa entrata, prova a inserirlo un po’ e poi fallo uscire spingendo con i muscoli, cominciando cosí a capire come esercitare la forza muscolare, e poco a poco inseriscilo piú a fondo.

Per estrarlo l’ideale é non usare le dita, ma fare forza con i muscoli del pavimento pelvico, come se volessi defecare. Se vedi che al primo tentativo non esce, non preoccuparti, piuttosto prova a rilassarti piú che puoi, respira profondo in modo che i muscoli della vagina si rilassino. L’ideale é non forzare, forse l’uovo ha bisogno di rimanere dentro piú tempo, forse ore, forse giorni…non é un problema, sta lavorando dentro di te. Se vedi che non esce per diverse ore o giorni é essenziale che ti domandi: … che cose devo liberare nella mia vita? Di sicuro quando potrai rispondere a questa domanda, l’uovo salirá!

É importante ricordare che l’uovo non puó andare da nessuna parte, il collo dell’utero é troppo stretto perché l’uovo possa passare.

RAFFORZAMENTO DEL PAVIMENTO PELVICO

L’uovo di ossidiana si usa per rafforzare i muscoli vaginali, come metodo per prevenire e correggere problemi di incontinenza urinaria, recupero postparto, per migliorare il processo di lubrificazione e la sensibilitá vaginale, aumentare il piacere sessuale. Si introduce nella vagina, nella parte media del canale e si contraggono i muscoli vaginali, che sono anelli trasversali che comprimono l’uovo, accompagnando tutto con la respirazione.

L’uso dell’uovo di pietra per rafforzare i muscoli della vagina é una pratica che si sviluppó nell’antica Cina. Con il passare del tempo la conoscenza  del segreto di questo esercizio si ridusse al Palazzo Reale e lo si insegnava solo alla Regina e alle sue concubine.

Le donne che dominavano questa tecnica godevano di ottima salute, mantenendosi giovani e belle e conservando in etá avanzata degli organi sessuali stretti e flessibili come una donzella.

L’esercizio dell’uovo e del sollevamento del peso con la vagina si praticava per migliorare la salute, sia fisica che spirituale, perché questi esercizi aumentano la forza energetica e innalzano l’energia sessuale dal basso verso l’alto, dove si trasforma in energia spirituale superiore.

ESERCIZIO

Per aiutarti a introdurre l’uovo con facilitá se é necessario utilizza una crema lubrificante o procurati tu stessa una lubrificazione vaginale, massaggiando il seno, per esempio. Una volta introdotto adotta la Posizione Equestre, con i piede separati all’altezza delle spalle e appoggiati con fermezza al suolo, le caviglie e le ginocchia curve, la spina dorsale allineata con il collo.

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Isola e contrai il gruppo di muscoli che si attivano per chiudere l’orifizio esterno della vagina. Questo permetterá di trattenere l’uovo all’interno.

Inala e contrai i muscoli del canale vaginale che si trovano immediatamente davanti al collo dell’utero, mantenendo contratti quelli precedenti. Non c’é bisogno di forti contrazioni ma questo dipende dal controllo che si é acquisito di questi muscoli.

Adesso stringi l’uovo nella parte centrale del canale vaginale fino a tenerlo ben stretto. Inala e stringi ancora una volta, aumentando poco a poco la forza. Quando senti di stringere l’uovo fermamente, comincia a muoverlo lentamente verso l’alto e poi verso il basso. Comincia con calma accellerando poco a poco, fino a farlo rapidamente.

Mantenendo l’uovo nella parte media del canale vaginale muovilo ora da una parte all’altra, destra e sinistra. Insisti fino a dominare l’esercizio.

Porta l’uovo nella sezione piú bassa del canale e ripeti l’esercizio precedente (destra sinistra) fino a dominarlo.

Con il tempo puoi combinare tutti i movimenti a tuo piacimento.  Per ottenere buoni risultati devi ripetere gli esercizi almeno due o tre volte la settimana. Per aumentare la tua evoluzione spirituale, devi cominciare con un uovo piccolo, aumentando la misura con il tempo e la pratica. Devi arrivare ad avere una capacitá di suzione tale da introdurre l’uovo senza la spinta delle dita, come se lo aspirassi.

OSA!

 

L ‘incredibile potenza del bacio sulla fronte

Un bacio sulla fronte può essere incredibilmente potente. Potrebbe sembrare una cosa molto facile e adorabile da fare, ma può invocare una risposta intensa che è molto più che farti sentire caldo o confuso. Questo perché la fronte è dove si trova il terzo occhio.

Ogni volta che si bacia qualcuno sulla fronte, in realtà stai baciando il  loro terzo occhio . C’è molto di più rispetto a quello che  la maggior parte di noi ha mai pensato.

A differenza di un bacio sulle labbra o sulla guancia, questo è molto più intimo perché stai raggiungendo il nucleo stesso di quella persona. Di solito non entriamo in contatto con la fronte dell’altro. Non è qualcosa di così comune come tenersi per mano o dare abbracci.

Il terzo occhio è il portale verso il profondo del tuo essere  e può anche portarti mei  più alti regni dello spirito. Rappresenta il risveglio, ma è anche una parte di te. Si appoggia esattamente nel mezzo delle tue sopracciglia e può essere aperto e chiuso a piacimento, ma solo se quell’arte è stata padroneggiata. È una presenza invisibile che è lì con noi dal momento in cui nasciamo e continua ad esistere anche dopo che la vita lascia il corpo fisico.

Se un bacio è posto sul terzo occhio, invoca un senso di illuminazione dal profondo di te. Nel caso in cui non lo sapeste già, il terzo occhio è la ghiandola pineale che si trova tra le sopracciglia, proprio dove ci si aspetterebbe che fosse posizionata. C’è molto che non conosciamo su questa particolare parte del nostro corpo, ma allo stesso tempo ne abbiamo una profonda conoscenza.

Baciare il terzo occhio interesserà la ghiandola pineale e anche la ghiandola pituitaria. Questo stimola il rilascio di melatonina, l’ormone che ti aiuta a riposare bene la notte. Ogni volta che ti danno il bacio della buonanotte sul terzo occhio  ti stanno effettivamente aiutando molto di più di quanto tu sappia. Non solo ti aiuta a riposare facilmente, ma ti fa sentire sicuro, sicuro e felice. Possiamo solo chiederci quale conoscenza abbia spronato i nostri antenati a rendere questa abitudine così comune.

Va bene non essere sicuri di cosa farne, ma la parte migliore è che puoi provarlo per te stesso. Bacia il tuo altro significativo o qualcun altro che ti interessa veramente in fronte. Senti la divinità che fluisce da te verso di loro, portando via tutte le loro preoccupazioni e cure e guarendole efficacemente. Quando lo fai spesso, inizierai a notare che la tua vita e quella di chi ti sta intorno sta cambiando, in modo sottile ma sicuro.

Essere baciati sul terzo occhio dalla persona che è destinata a baciarti, nel momento e nel luogo in cui sei destinato a essere baciato, può ringiovanirti e darti una nuova sete di vita.

Quindi la prossima volta che qualcuno ti bacia sulla fronte, prenditi un lungo momento per pensare a come ti senti dopo. Tieni a mente queste parole e l’esperienza avrà molto più senso per te.

Fonte : https://simplecapacity.com/2018/02/what-really-happens-when-you-kiss-someone-on-the-forehead/