Le 10 regole d’oro per crescere #figli deficienti, debosciati e asociali

Accontentate sempre il vostro bambino, difendetelo anche se ha torto marcio e non rimproveratelo mai … Il tema è serissimo, cioè l’educazione dei nostri figli, ma una volta tanto è trattato con sferzante ironia. Gustatevi il decalogo di Giovanni Notarnicola.

Le 10 regole d’oro per crescere figli deficienti, debosciati e asociali

Care #mamme e cari #papà, volete veder crescere i vostri figli deficienti, debosciati e asociali? Seguite alla lettera il decalogo messo a punto da Giovanni Notarnicola, psicologo, psicoterapeuta e docente di riabilitazione motoria all’università di Firenze!

Il ‘manifesto’ del bravo genitore naturalmente è ironico, perché l’obiettivo del suo autore è quello di demolire certe abitudini errate e riportare l’attenzione dei genitori sui valori corretti da inculcare ai propri figli, mettendoli in guardia sulle conseguenze che certi comportamenti, anche se adottati con intenti positivi, possono avere sui nostri figli.

1 Fin dall’#infanzia accontentatelo in tutto ciò che chiede così, alla prima rinuncia, gli verranno le convulsioni. #Genitori, ma anche #nonni e #zii, sempre a corto di tempo da dedicare ai loro figli/nipoti, pensano di compensare a questa mancanza riempiendoli di regali e regalini: caramelle, cioccolatini, giochini e qualunque altra cosa venga ai bambini in mente, in un crescendo di richieste il più delle volte inutili. E invece, ogni volta che possiamo, cerchiamo di dedicare loro del tempo, per parlare, giocare insieme. E quando le loro richieste diventano troppe, bisogna avere il coraggio e la fermezza di dire di no, di far capire loro che non si può avere tutto.

2 Non insistete con la formazione morale: onestà, solidarietà, laboriosità, mansuetudine, sono caratteristiche per persone deboli. Se ci guardiamo intorno sembra quasi che nella nostra società chi va avanti siano solo i ‘furbi’, quelli che riescono ad ottenere tanto con poco, magari sgomitando a danno di chi sta vicino. Spetta a noi genitori far comprendere ai figli che non è con questi comportamenti che si ‘vince’ davvero o che si va avanti, perché i veri successi si fondano su valori ben più profondi. Confrontiamoci con loro, magari raccontando nostre esperienze o invitandoli a raccontare le loro, sottolineando aspetti positivi e negativi di ogni comportamento. Non lasciamo insomma che i bambini ‘bevano’ tutto quel che vedono all’esterno: i messaggi che potrebbero transitare non sono sempre dei migliori!

3 Raccogliete e riordinate voi ciò che lascia in giro, crescerà pensando che le responsabilità siano solo degli altri. E’ vero che a far da soli si fa più presto che non ad aspettare che lo facciano i nostri figli, però così non si responsabilizzeranno mai. Incoraggiamoli a rifarsi il letto, a rimettere a posto le costruzioni una volta finito di giocare o ad aiutare la mamma ad apparecchiare la tavola: anche se il risultato non sarà perfetto, andrà bene così. E quando vanno a scuola, evitiamo di portar noi lo zaino: non sarà certo quel peso, trasportato di solito per pochi metri fino a raggiungere l’auto, che potrà rovinargli la schiena! “Attenzione, però: le richieste non vanno fatte come un ricatto” mette in guardia il porf. Notarnicola! “Non diciamo: ‘se metti in ordine la tua stanza ti compro… se non metti a posto non ti faccio…’; si deve mettere a posto perché è giusto che sia così, senza l’obiettivo di ottenere qualcosa in cambio”.

4 Litigate spesso e violentemente davanti a lui, anche per cose futili, crescerà con l’idea che il matrimonio sia cosa da evitare con cura. “E’ importante non solo evitare discussioni su temi generici, ma soprattutto evitare di litigare davanti al bambino su decisioni che riguardano lui” spiega lo psicologo. “Mamma e papà devono concordare preventivamente la linea di condotta da tenere su un certo argomento e poi parlare al bambino con una voce sola. Se il papà rimprovera il figlio perché a suo parere ha fatto qualcosa di sbagliato e la mamma invece interviene in sua difesa, al bambino arriva il messaggio che la verità non è una sola e che le decisioni possono anche essere ‘manipolate’, oppure che mamma e papà stanno litigando per colpa sua, o ancora che il matrimonio sia effettivamente… la tomba dell’amore!”

5 Difendetelo ovunque e sempre rendendogli chiaro il concetto che sono gli altri (compagni di scuola, insegnanti, amici eccetera) a non “capirlo”. Cercate di fargli ben comprendere che a scuola si deve studiare soltanto per non essere rimandati. E’ un altro modo per responsabilizzare il bambino/ragazzo: se sbaglia deve sopportare le conseguenze di quel che ha fatto. Non ha studiato? È stato giusto che l’insegnante gli abbia messo un brutto voto. Si è comportato in modo scorretto con un compagno? È giusto che adesso il compagno sia risentito. Non si tratta di ‘condannarlo’ ma è importante non lasciar correre, nell’illusione che tanto è ancora piccolo. Non è mai troppo presto per fargli capire, sia pure con dolcezza, che ha sbagliato. “L’atteggiamento deve essere come quello del vigile urbano che, se trova un’auto in palese divieto di sosta, deve fare la multa perché è giusto che sia così, senza assumere atteggiamenti punitivi o ‘cattivi’. Magari diciamogli: anche io ho sbagliato tante volte, ma ognuno ha il dovere di potersi migliorare. Quel che è successo oggi ormai è successo, però è stato un buon insegnamento per domani!”

6 Dategli pure tutto il #denaro che chiede; quando si accorgerà, in futuro, che per averlo bisogna lavorare, rimarrà di stucco. E’ giusto che i nostri figli vengano a contatto con il denaro e che imparino a dargli il giusto valore sin da piccoli. Devono sapere ad esempio che cosa si può comprare con una certa cifra e quanto occorre per comprare un determinato oggetto che ci chiedono: a quel punto possiamo ragionare con loro se è davvero necessario spendere quella somma per comprare quella cosa o se piuttosto non è meglio comprarne un’altra. In sintesi, facciamo comprendere loro che i soldi non sono infiniti e che bisogna saperli spendere bene.

7 Non rimproveratelo mai per le sue malefatte, potrebbe ricavarne sensi di colpa; così, da adulto, trovando una contravvenzione sulla sua auto in palese divieto di sosta, penserà di essere perseguitato. E’ un punto che si ricollega al punto 5: se sbaglia deve essere rimproverato, senza timore di suscitare sensi di colpa. Rimproverarlo non significa che il genitore ce l’ha con lui, ma che vuole trasmettergli un insegnamento per il futuro.

8 Lasciategli infastidire gli animali, vessare i compagni più deboli, deridere gli anziani e danneggiare la roba altrui riprendendo tutto con l’apposito cellulare; crederà fortemente in Dio, poiché penserà che Dio e lui sono la stessa persona. Sono atteggiamenti che i ragazzi possono assumere soprattutto quando sono con i compagni, ‘forti’ dell’appartenenza al gruppo. Ovviamente è doveroso far comprendere ai nostri figli che non è usando la forza con i più deboli che si dimostra la propria superiorità. E soprattutto che certi atteggiamenti non vanno assolutamente emulati, anche se li vediamo fare ai nostri amici!

9 Fategli guardare la televisione quanto vuole, senza limiti; crescerà pensando che la vita, le persone, le cose e gli eventi possono essere regolati col suo telecomando. “Non esiste la tv e basta, esiste chi la accende e chi la mette sul canale sbagliato” commenta Giovanni Notarnicola. “I genitori devono vigilare sui programmi che i loro figli guardano e orientarli nella scelta: se lasciano a loro il telecomando possono scegliere di tutto. E poi una volta ogni tanto portiamoli al cinema: sappiamo quel che andiamo a vedere, si cammina insieme per raggiungerlo, si impara a rispettare gli orari”.

10 Non fategli praticare attività motorie e sportive, intanto perché suda e ci si può far male; poi, imparare a stare insieme agli altri, imparare a saper vincere, a saper perdere a saper combattere, a sapersi sacrificare è prerogativa delle persone insicure. Meglio fare lo sportivo col “sedere”: seduto in tribuna! Abituiamo i figli a vivere sport in prima persona e non ad essere semplicemente spettatori. “Non si tratta di iscriverli a ‘mega-corsi’, basterebbe una passeggiata nel bosco la domenica tutti insieme” evidenzia Notarnicola: “si fa attività fisica camminando, ma in più si ha la possibilità di chiacchierare, di osservare la natura, respirare aria pulita, di divertirsi in un clima spensierato. E sarà anche per i genitori un modo piacevole di trascorrere la domenica e di rilassarsi dalle fatiche della settimana”.

#cameraniosteopatia

LA FEBBRE SECONDO NATURA

1 – LA FEBBRE E UN AUMENTO DELLA TEMPERATURA CORPOREA SOPRA I LIVELLI NORMALI.

Consultando le numerose pubblicazioni scientifiche sull’argomento, si nota una gran varietà di opinioni sui valori “normali”. Pure nella consapevolezza di ciò, si possono considerare normali in maniera orientativa da 36,1 a 37,1°C misurati sulla pelle (ascella e inguine); 37-37,5°C in bocca; 37,1-37,6 rettale. Livelli di poco superiori non sono tuttavia necessariamente indicativi di anormalità, ma possono essere solo gli estremi della variabilità naturale.È evidente quindi che il classico limite dei 37°C può essere inadeguato a definire la febbre se misurata sulla pelle, e lo è sempre quando la si misura in bocca o nel retto.Su dove sia meglio misurarla non c’è unanimità: molti pediatri preferiscono la via rettale fino ai 2 anni e quella ascellare in seguito, per la sua praticità e sicurezza, benché sia meno attendibile rispetto alle altre sedi di misurazione. Read more…

10 RIMEDI NATURALI PER LA PRESSIONE BASSA

Soffrire di pressione bassa è molto fastidioso, poiché la sintomatologia dell’ipotensione può diventare quasi invalidante e, se si presenta all’improvviso, anche spaventare.

Ancor prima di aver misurato i valori pressori (è sempre consigliabile farlo dal medico o in farmacia, evitando se possibile il fai da te), i sintomi della pressione bassa possono presentarsi in modo piuttosto aggressivo:spossatezza, giramenti di testa, vertigini vere e proprie, annebbiamento della vista, sudori freddi, svenimenti.

Le cause dell’ipotensione sono svariate e mutano nel corso della vita. Tra queste, oltre alla predisposizione individuale, vi sono: fase premestruale, ciclo mestruale, caldo, sudorazione eccessiva, disidratazione, alimentazione squilibrata, surménage. Con le giuste strategie, oltre ad attenuare i sintomi, si possono alzare i valori della pressione arteriosa sentendosi subito meglio.

FATTORE IDRATAZIONE

Pericolo disidratazione

Quando sopraggiungono i sintomi della pressione bassa, già alle prime avvisaglie, è importante ripristinare il corretto livello di idratazione. Infatti, proprio la disidratazione è una tra le cause di ipotensione improvvisa.

I segnali di uno stato di insufficiente idratazione sono piuttosto subdoli all’inizio: lieve stanchezza, mucose più secche della norma, irritabilità. Per poi manifestarsi con violenza dopo poco tempo, se non si interviene ripristinando l’equilibrio. Quindi, in caso di ipotensione, è importantissimo bere spesso e a piccoli sorsi, evitando le “abbuffate” di acqua (grande quantità consumata in pochissimo tempo).

SOLLEVA LE GAMBE

Ti sentirai più leggera e in forze

Quando si sviene, chiunque accorra in soccorso sa che deve immediatamente alzare le gambedel malcapitato (rispetto al busto e alla testa). Senza arrivare al mancamento, ai primi segni di pressione bassa è bene coricarsi o sedersi sollevando le gambe in rapporto alla linea della testa.

Possono bastare lo schienale della poltrona o la testiera del letto (oppure, il muro). Se si è fuori casa, è bene fare altrettanto cercando piuttosto appoggi “di fortuna” e chiedendo aiuto. Ci si sentirà meglio e si scongiurerà il rischio di cadute.

MANGIA SALATO

Un pezzetto di grana o una fetta di prosciutto crudo

Quando subentrano valori di ipotensione, per sentirsi meglio in tempi brevi, è utile mangiare subito qualcosa di salato. Il sodio, infatti, alza la pressione e, in condizioni normali, meno se ne assume e meglio è per linea e salute.

Ma, in situazioni di forte calo pressorio, è importante intervenire tempestivamente (soprattutto se ci si trova fuori casa) e consumare una piccola porzione di un cibo molto salato. Qualche esempio? Grana o parmigiano, prosciutto, crackers. In alternativa, si può sciogliere un po’ di sale in un bicchiere d’acqua.

INTEGRATORI DI SALI MINERALI

Un consiglio sempre valido

Soprattutto se è provocata dal caldo eccessivo(ma non solo), la pressione bassa va affrontata anche assumendo specifici integratori di sali minerali, nello specifico supplementi a base di potassio e magnesio.

Questi ultimi, infatti, entrano facilmente in deficit e ciò accade più frequentemente alle donne. Il potassio, per la precisione, si disperde attraverso il sudore e i liquidi corporei, alla velocità della luce.

Quindi, in situazioni potenzialmente critiche per la pressione (caldo, sforzi fisici, sindrome premestruale, ciclo) è importante reintegrare velocemente questi sali.

RIPARTI DALLA FRUTTA

Il ruolo cruciale dell’alimentazione

Tra le variabili essenziali per la regolazione della pressione, troviamo ovviamente il fattore alimentare. La dieta sana ed equilibrata, insieme all’attività fisica, rappresenta il punto di partenza per godere di uno stato di benessere costante.

Per contrastare l’ipotensione, e i suoi sintomi debilitanti, è consigliabile aumentare l’apporto di acqua e sali minerali anche attraverso il consumo di cibi che ne sono ricchi. Tra questi, spiccano i vegetali: frutta (anche secca) e verdura vincono, anche in questo caso, la medaglia d’oro del benessere.

Ma quali varietà in particolare? Per quanto riguarda la frutta, sono da privilegiare: banane, datteri, melone, pesche, uva, mandorle. Invece, tra gli ortaggi, risultano molto benefici patate, spinaci e zucchine.

LIQUIRIZIA PURA PER LA PRESSIONE BASSA

Che sia pura per un effetto immediato

Uno dei rimedi naturali più conosciuti (e buoni) per la pressione bassa, è la liquirizia. Questa radice vanta numerose virtù per la salute: aiuta ad alzare la pressione (quindi, è controindicata se si soffre di ipertensione), fa bene allo stomaco (consigliata in caso di ulcera e gastrite), calma la tosse e funziona persino da afrodisiaco…

Perché la liquirizia faccia effetto rapidamente, in caso di ipotensione, va consumata pura. Non agiscono altrettanto efficacemente, dunque, le caramelle gommose” o le famose “rotelle”. La liquirizia pura, sotto forma di pasticche, si acquista in erboristeria o nei negozi di alimenti naturali e andrebbe sempre tenuta in borsetta se si soffre di ipotensione.

PRESSIONE BASSA DA CALO IPOGLICEMICO

Zucchero di canna, miele e datteri

Se la pressione è bassa a causa di un calo ipoglicemico, per contastare immediatamente la spossatezza o la sensazione di svenire è bene assumere zuccheri semplici dall’assorbimento lampo.

Quindi: acqua e zucchero, zollette sciolte direttamente in bocca, cucchiaini di miele oppure frutta zuccherina come datteri e uvetta. Per non farsi cogliere impreparate, è sempre consigliabile tenere in borsa alcune bustine di zucchero o una confezione “take away” di frutta secca candita come lo zenzero (si acquistano anche al supermercato).

KARKADÈ CONTRO LA PRESSIONE BASSA

Rimedio portentoso

Uno dei rimedi naturali più efficaci e salutari contro l’ipotensione, è il karkadè. Si tratta di un infuso di fiori di Ibisco, originario delle regioni africane e tropicali più calde e perfetto per risollevarsi dai cali pressori.

Il karkadè, infatti, è una bevanda adatta a tutti (anche ai bambini, poiché è privo di caffeina),rimineralizzante, fortemente idratante e ricca di antiossidanti.

Questo tipo di infuso si trova già pronto in bustine(anche al supermercato) o, sfuso, in erboristeria. Si gusta preferibilmente freddo e, nel caso di debolezza estrema, zuccherato.

FATTI UN ESPRESSO

Caffè, rimedio sprint

Quando si sentono sopraggiungere minacciosi i sintomi dell’ipotensione, una tazzina di espresso può aiutare a sentirsi subito più toniche e in forze.

Potere energizzante delle bevande nervine, contenenti caffeina (caffè, tè, guaranà, erba mate)…Se le sensazioni di spossatezza e svenimento colgono fuori casa, il caffè può davvero risolvere (momentaneamente) la situazione critica, in questo caso ancora meglio se zuccherato.

ELEUTEROCOCCO PER LA PRESSIONE BASSA AL MATTINO

Anche in fase premestruale

Se la pressione bassa coglie soprattutto al mattino, appena sveglie, si può assumere un flaconcino (o una compressa) di eleuterococco.L’ipotensione mattutina si presenta con una sintomatologia molto riconoscibile e caratterizzata soprattutto da sensazioni di vertigine e nausea, con difficoltà non solo nell’alzarsi dal letto ma anche nel cambiare posizione da coricate.

L’eleuterococco, il ginseng al femminile, funziona da potente tonico (persino per concentrazione e memoria) e rinforza il sistema immunitario. Perfetto anche durante la delicata, e spossante, fase premestruale.

OTITE MEDIA INFANTILE, Osteopatia e Pediatria

 

Il trattamento osteopatico per le otiti offre spesso risultati eccellenti!
L’otite media è una delle patologie che interessano maggiormente l’ambito pediatrico a causa della forma e della posizione delle tube di Eustachio, che non consentono un buon drenaggio dei muchi dall’ orecchio medio verso le altre vie aeree, cosicché la pressione aumenta, provocandone dolore. Read more…

DALLA PAURA ALL’AMORE

 

Tutte le azioni umane sono motivate al loro livello più profondo da uno o due sentimenti: la paura o l’amore. In effetti esistono soltanto due sentimenti, solo due parole nel linguaggio dell’anima. Essa rappresenta gli estremi opposti della grande polarità che ho creato quando ho dato vita all’Universo, e al vostro mondo, come lo conoscete oggi. Essi costituiscono i due punti, Alfa e l’Omega, dai quali è consentito al sistema da voi definito “relatività” di esistere. Senza questi due punti, senza queste due idee circa le cose, nessun altro concetto potrebbe esistere.
Ogni pensiero umano, e ogni azione dell’uomo, si basa sull’amore o sulla paura. Non c’è altra motivazione umana e tutti gli altri concetti derivano unicamente da questi due. Rifletti con attenzione e vedrai che è vero.

La paura è l’energia che costringe, rinchiude, trattiene, trasforma, nasconde, accaparra, danneggia.
L’amore è l’energia che espande, apre, esprime, sopporta, rivela, condivide, risana.
La paura avvolge i vostri corpi con gli abiti, l’amore ci consente di starcene nudi.
La paura si avvinghia e si aggrappa a tutto quello che abbiamo.
L’amore distribuisce tutto quanto possediamo.
La paura tiene costretti, l’amore tiene stretti.
La paura afferra, l’amore lascia liberi.
La paura affligge, l’amore consola.
La paura guasta, l’amore migliora.

Ogni pensiero umano, ogni parola e ogni azione si fondano sull’uno o sull’altro di questi sentimenti. Non avete scelta a tale proposito, poiché non esiste nient’altro tra cui scegliere. Ma avete la possibilità di decidere a quale dei due rivolgervi.

Neale Donald Walsch (Conversazioni con Dio)

La mente e le onde-pensiero

La mente e le onde-pensiero

La mente sembra intelligente e conscia.… non è così. E’ soltanto uno strumento di conoscenza che abbiamo a disposizione.

La conoscenza o percezione che abbiamo delle cose è un’onda-pensiero nella mente, che noi dobbiamo controllare, perché ciò che accade comunemente è che se l’onda-pensiero è piacevole, noi diciamo “io sono contento” e se l’onda-pensiero è spiacevole, noi diciamo “io sono infelice”. Ma questa identificazione è falsa ed è causa di ogni nostra infelicità.

Infatti la conoscenza o percezione che noi abbiamo di ciò che viene dal mondo esterno, è solo quella materiale e tangibile propria del livello più macro. Ma, ad un livello più micro, vediamo che anche la materia corrisponde all’immateria. Questo concetto apparentemente astratto trova invece fondamento nella scienza, ed in particolare nella fisica subatomica che da Albert Einstein in poi riconosce che anche la materia apparentemente più fissa e stabile è composta da particelle, cui la meccanica quantistica ha tolto definitivamente l’aspetto classificabile come “materiale”, definendole onde. Perciò noi stessi, al pari di un sasso, siamo fondamentalmente immateriali, senza fissità, e costituiti da onde. Quello che compare ai livelli più grossolani della materia e cioè il mondo nelle sue manifestazioni fisiche è solo la superficie di una verità molto più complessa.

Analizzando le cose e il mondo in termini subatomico-quantistici la stessa fisica e meccanica ci dicono che non esiste nulla che abbia un’esistenza concreta e reale di per sé. Questo modo scientifico di avvicinarci, interpretare e vivere le cose e il mondo che ci circonda, ricorda quanto la mente impalpabile e le onde-pensiero che l’attraversano sono inconsistenti quanto l’apparenza e vacuità stessa del mondo, universo e cosmo. Con questa consapevolezza noi dobbiamo arrivare a controllare le onde-pensiero in modo da non identificarci (come già detto), in false credenze che sono l’origine della nostra infelicità. In definitiva la vera “felicità” è raggiungere la calma della consapevolezza che tutto è apparenza e vacuità, niente è come sembra.

Le apparenze che compongono la nostra realtà materiale possono essere percepite o conosciute dalla nostra mente, come pure o impure. Le apparenze pure sono quelle percepite dalle persone che hanno riconosciuto la natura impalpabile della mente e della sua attività, uguale a quella stessa natura vacua dei fenomeni esterni che vediamo, tocchiamo, ecc. Queste persone sono consapevoli, non si fissano sulle apparenze, sono mentalmente libere da ogni forma di attaccamento (brama, desiderio, possesso, ira, collera, dolore, delusione, ecc). Queste persone sono mentalmente libere dal proprio ego-ismo, cioè dall’identificazione erronea dell’ego con le illusorie onde-pensiero, e questa libertà permette loro anche di aprirsi agli altri e comprenderli.

Le apparenze impure sono quelle percepite dalle persone ordinarie che credono, sbagliando, alle apparenze relative che compongono il mondo fuori di loro e le scambiano per qualcosa di distinto dalla propria mente. Invece, siamo noi che crediamo che quel tal evento sussista al di fuori di noi con un significato positivo o negativo, e l’onda-pensiero da noi creata in questo modo, induce il nostro io a identificarcisi, facendoci credere erroneamente che “io sono felice/infelice per quel fatto”.

E’ senz’altro difficile imparare a controllare le proprie onde-pensiero, perché siamo stati abituati a vivere in questo mondo fatto di dualità: bene/male, brutto/bello, cattivo/bravo, giorno/notte, luce/buio… Questo procedere per alternative ci rende difficile non interpretare il mondo e le cose che ci capitano in un senso o nell’altro, con i conseguenti stati emotivi che ciò comporta. La difficoltà sta anche nella stratificazione nel tempo che certi stati emotivi hanno calcificato a causa del percuotersi e ripercuotersi di certe onde-pensiero, creando così in noi anche delle strutture di personalità, il carattere. Onde-pensiero negative per es., possono a lungo andare fissare nella persona malessere e brutto carattere. Queste onde-pensiero, però, possono essere controllate e indirizzate diversamente, facendo anche, nel lungo periodo migliorare le tendenze caratteriali negative della persona. Ci vuole tempo, intenzione e perseveranza, ma è possibile.

Come posso controllare e cambiare le mie onde-pensiero?

Condizionati dall’abitudine possiamo reagire in modo positivo o negativo.

Se siamo abituati a stati mentali negativi, ovvero a reagire alle situazioni senza consapevolezza né presenza mentale né controllo, senza portare energia positiva (cioè onde-pensiero di amore, generosità, comprensione e verità), avremo depressione, rabbia, paura, collera, desiderio di vendetta e tanta sofferenza.

Se invece siamo abituati a stati mentali positivi, o con intenzione decidiamo incondizionatamente e con vera sincerità di pensare e comportarci positivamente, ovvero ci abituiamo a generare pensieri e azioni coltivando la presenza mentale, la centratura sulla calma, la gentilezza e l’amore, possiamo invertire le nostre emozioni negative, vivere meglio, affrontando con mente sgombra e serena anche problemi, situazioni difficili e dolori.

Ciò significa liberarsi dall’attaccamento alle cose materiali, che si manifestano così come sono, centrarsi sul qui ed ora, padroneggiando l’esperienza del momento senza influenze emotive del passato o del futuro. E’ un percorso non semplice che richiede motivazione, intenzione vera e vera fiducia e credenza. Si può fare. E’ una scelta. E come ogni scelta porta con sè le rispettive conseguenze: una scelta positiva, o meglio fatta con positività, porta conseguenze positive (anche quando all’apparenza ciò può non sembrare). Al contrario, una scelta negativa, ovvero fatta con negatività, porterà conseguenze negative. Energie e vibrazioni positive, portano energie e vibrazioni positive. Scegliere è una nostra responsabilità.
Ma il mondo esteriore, come detto in apertura, le cose che percepiamo e conosciamo, anche nei loro aspetti più belli sono comunque transitori. Sia le cose belle che le brutte sono superficiali e transitorie. Per questo la vera calma è sapere che tutto è vacuità.

Pertanto, quando con la pratica e la disciplina spirituale o mentale (che dir si voglia) avremo offerto onde-penierso di amore, comprensione, generosità, verità, in sostituzione di quelle di collera, ira, desiderio, delusione, ecc., anche le onde-pensiero positive dovranno man mano essere neutralizzate in una visione di calma interiore per così dire “neutra”. E solo allora potremo con presenza e centratura scegliere come orientare questo nostro viaggio nella vita ordinaria, nella vera consapevolezza di quanto sin qui consolidato. Potremo allora liberamente scegliere il bene o il male (consci comunque di permanere in mete terrene e caduche, che secondo l’interpretazione propria della spiritualità orientale coincidono con la perpetuazione di un karma attraverso il samsara) o l’illuminazione (in vista di mete spirituali e di una realizzazione ascetica più alta secondo le proprie mire ed attitudini).

Per quanto ci affanniamo, saremo ricompensati solo secondo i nostri desideri: ciò che conta sono le nostre intenzioni. Se vogliamo perseguire una calma illuminata, la otterremo; se vogliamo solo piaceri e potere li otterremo; se vogliamo perseguire il male, avremo il male. L’opportunità è in mano nostra.

“La mente dell’uomo illuminato è calma, non perché sia egoisticamente indifferente ai bisogni altrui, ma perché conosce la pace che è in ogni cosa, anche dove in apparenza c’è miseria, lotta, malattia e bisogno.”(2)

Questa attitudine alla calma interiore, ricercata con sincera e fiduciosa pratica e pensiero, si raggiunge superando l’attaccamento a desideri e bisogni. Il non attaccamento ci rende liberi e padroni di noi stessi, non più in balia delle emozioni. Il non attaccamento ci permette di discriminare il reale e l’immaginario.

Superare l’attaccamento richiede tempo e non è detto si raggiunga subito, né facilmente. Non è una pratica di austerità o pena, ma una pratica di riconoscimento, analisi e distacco dalle cose materiali che ha bisogno anche di preparazione e sincera disposizione a farlo. L’esito sarà la libertà da desideri e bisogni immaginari, senza rinunciare a ciò che è veramente importante per noi: la centratura, l’equilibrio, la calma interiore. Ogni nostro sforzo in questa direzione, anche il più piccolo, anche quando ci sembrerà di non farcela, non sarà inutile, mai, neppure quando ci sembrerà di aver fallito. Bisogna provare, aver fede, metterci energia. Nessuno sforzo sarà sprecato.

La nostra vita temporale di esseri mortali, veicola un’anima o spirito, attraverso il corpo fisico che “sta” dentro un’esperienza materiale.Perciò la disciplina fisica e l’espressione corporea sono tanto importanti nell’allineare la mente su di un’unica centratura, o unione mente/corpo. Pertanto, come già si diceva, non sono solo importanti un’impostazione mentale e una disposizione spirituale, ma anche una pratica, cioè anche azioni che vadano nella direzione scelta. Di qui la possibilità di scegliere se impegnare il proprio corpo e canalizzare anche l’energia fisica nello sport, arti marziali, yoga, corsa, nuoto, passeggiate, ecc. e impegnarci in occupazioni zen o similari (coltivazione di bonsai, giardini, costruzione di mosaici, ricamo o altro…), allo scopo di predisporre anche il corpo e non solo la mente alle nuove aperture ed orizzonti di vita.