QUALE SPORT FARE SE SI SOFFRE DI MAL DI SCHIENA?

Se soffri di mal di schiena o disturbi cervicali ricorrenti, è una domanda che probabilmente ti sei fatto: quale sport devi evitare, e sopratutto quale attività fisica puoi fare per migliorarlo?

Se fai questa domanda in giro, puoi ricevere centinaia di risposte diverse (anche molto contrastanti tra loro) , perchè naturalmente tutti, sia gli operatori del settore che i profani, hanno una loro opinione a riguardo.

Il problema è: su cosa è basata questa opinione?

Il più delle volte, la risposta è: si tratta del proprio parere personale più che su di un reale fondamento scientifico.

In questo articolo andremo a vedere come molti dei consigli che si leggono e che si sentono dire in giro (purtroppo anche da alcuni professionisti) siano in realtà vere e proprie “leggende metropolitane“.

Cercheremo quindi di capire:

  • se c’è qualche attività che ti può essere utile o che devi evitare
  • se è possibile fare la tua attività preferita anche in presenza di mal di schiena

IMPORTANTE: in questo articolo parlerò di casi di mal di schiena “classico”, cioè senza gravissimi problemi alla colonna.Sono consigli che possono valere benissimo per persone con discopatie, ernie “storiche”, artrosi ecc… ma ci sono anche persone che prima di fare attività dovrebbero sentire l’opinione di un neurochirurgo, come ad esempio:

  • persone con scivolamenti vertebrali significativi (spondilolistesi)
  • persone con gravi ernie che danno segni neurologici
  • persone con stenosi del canale vertebrale
  • persone con esiti di interventi chirurgici alla colonna o instabilità vertebrali

 

 

Mal di schiena e attività fisica: quali sono gli sport da evitare?

 

Dati alla mano, la risposta alla domanda è semplice: non c’è NESSUNO sport che vada evitato a prescindere.

I motivi sono due:

  • non è detto che le sollecitazioni di uno specifico sport siano negative per la schiena del singolo soggetto. Prendi due persone con il mal di schiena e falle correre: è possibilissimo che una peggiori il dolore, ma che l’altra ne tragga addirittura beneficio
  • il problema potrebbero non essere le sollecitazioni dello sport, ma la debolezza della colonna: a quel punto qualsiasi sollecitazione di troppo scatena il dolore. La soluzione dovrebbe però essere rinforzare la colonna, non evitare le sollecitazioni.

Alle Olimpiadi di Rio nel 2016, una altissima percentuale di atleti mostrava severe degenerazioni della colonna lombare, con la più alta percentuale nei tuffatori.

Questo significa forse che… lo sport fa male alla schiena?

Assolutamente no:  la prevalenza di problemi ben evidenti nella risonanza magnetica è altissima anche in persone sedentarie, ma soprattutto in persone SENZA DOLORE!

La sostanza del discorso è che per capire se un gesto atletico sia adatto a te occorre:

  • provare sul campo, senza basarsi su pre-concetti
  • andare con una preparazione specifica. Se ho mal di schiena anche solo a starnutire, inutile provare a fare attività sportiva.

 

Leggende metropolitane su attività fisica e mal di schiena

Il nuoto fa bene (ma non a rana eh, sarai mica matto!), mentre la corsa fa male, lo sanno tutti!!!!!

Andare in palestra a sollevare pesi? Stai scherzando vero? Assolutamente da evitare!

L’argomento “sport e mal di schiena” è purtroppo quello più ricco di vere e proprie leggende metropolitane.

Vediamo le più comuni.

Leggenda #1 correre fa male alla schiena: FALSO

treadmill

Questa è una delle raccomandazioni che si sente più di frequente: se hai mal di schiena non puoi correre, perchè ci sono troppe sollecitazioni.

Cosa vera? Non necessariamente.

Studi che dimostrino che correre aumenta il rischio di mal di schiena non ce ne sono: un recente studio ha rivelato come il 49% dei maratoneti intervistati abbia riferito un miglioramento del mal di schiena da quando corrono, mentre solo il 27% ha riferito un peggioramento.

Nonostante sia evidente che correre, come qualsiasi altra attività, crei sollecitazioni ai dischi intervertebrali, il fatto che correre peggiori la situazione della schiena non è assolutamente dimostrato.

Anche il fatto che la maggiore rigidità muscolare dei corridori porti con più facilità mal di schiena, non è supportato da alcun dato, anzi ci sono studi che dimostrano il contrario, cioè che non c’è relazione.

In sostanza: la colonna è perfettamente in grado di reggere le sollecitazioni della corsa, qualora questa sia correttamente programmata.

Questo vale in generale, ma la TUA colonna riuscirà a reggerle? Lo saprai dopo che avrai applicato la mia strategia, che vedremo tra poco.

 

Leggenda #2 I pesi in palestra fanno male alla schiena:FALSO

Mettiamocelo in testa: la schiena è fatta per sostenere carico, quindi evitare i carichi per evitare che la schiena faccia male rischia di innestare un pericoloso circolo vizioso di indebolimento muscolare e dolore conseguente.

Anche qui, non si registra una maggiore incidenza di mal di schiena in chi fa pesistica rispetto ad altri sport, anzi a dire il vero l’incidenza è minore!.

Guarda in questa immagine una classifica dell’incidenza degli infortuni nello sport negli Stati Uniti: è del 1994, ma la situazione non è cambiata:

classifica-infortuni

E attenzione che ho detto pesistica, non attività amatoriale in palestra, nella quale (se eseguita a dovere) i carichi sono sicuramente minori!

Peraltro, sono sorprendentemente presenti dati che indicano che la tecnica con cui si sollevano i pesi, anche al lavoro, non è così importante nel prevenire il mal di schiena.

In sostanza:  la tua colonna è perfettamente in grado di sostenere un allenamento in palestra ben programmato. Ci riuscirà davvero? Anche qui, lo saprai dopo che avrai applicato la mia strategia.

 

Leggenda #3 Il nuoto fa bene alla schiena: FALSO

Questa è una leggenda talmente infondata che non voglio neanche soffermarmici più di tanto: ti linko direttamente ai risultati di google per “nuoto non fa bene alla schiena“, in modo che tu possa vedere quante ricerche hanno dimostrato che il nuoto in realtà non ha significativi effetti nè sul mal di schiena nè sulla scoliosi.

Poi, per qualcuno potrà anche essere successo di migliorare col nuoto, ma che non lo si consideri una terapia, per carità.

 

E la bicicletta? Luci e ombre…

Qui la situazione si fa leggermente più spinosa: gli studi dicono che c’è una correlazione tra assetto della bici e possibilità di avere mal di schiena, ma uno studio del 2010 su 100 professionisti (che quindi non avevano la bici potenzialmente assettata male) ha rivelato che l’incidenza di dolore alla schiena era di oltre il 40%.

Non è difficile capire perchè, visto che in bici si tiene comunque una posizione nella quale i muscoli lombari sono fortemente sollecitati, e la si mantiene per delle ore.

Nella corsa a piedi amatoriale, difficilmente andiamo sopra i 60-70 minuti, mentre anche ciclisti non professionisti fanno tranquillamente giri di 2-4 ore.

In sostanza: i dati ci dicono che la corretta posizione in bici può evitare il mal di schiena, ma che comunque lunghi giri in bici effettuati con regolarità ci mettono un po’ più a rischio di avere problemi, anche se generalmente una colonna in buono stato di forma è perfettamente in grado di reggere l’impatto.

 

Mal di schiena e attività fisica: quale sport è meglio fare?

Se hai seguito il discorso finora hai capito che non abbiamo dati certi per dire che la tale attività faccia male e che la tal altra faccia bene, in chi soffre di mal di schiena.

Parti da un presupposto fondamentale: NESSUNA ATTIVITÀ FISICA È PENSATA PER RISOLVERE I PROBLEMI ALLA COLONNA.

Si può pensare che Yoga e Pilates, essendo attività che mirano a distendere e a rinforzare i muscoli in modo progressivo, possano essere attività particolarmente benefiche.

Effettivamente, ci sono anche studi che dimostrano una certa efficacia dello Yoga e del Pilates nel combattere il mal di schiena: se ti piacciono, può valere la pena provare.

L’importante è non concepirli come NECESSARI: l’unica attività che potrebbe essere considerata necessaria è la RIEDUCAZIONE MIRATA.

 

Rieducazione mirata: la vera attività fisica utile alla colonna

Se hai sviluppato mal di schiena, è perchè i tuoi muscoli e le tue vertebre non sono riusciti a mantenere un buon equilibrio con le sollecitazioni che gli hai dato nel corso della tua vita.

Potresti avere alcuni muscoli troppo deboli, oppure potresti averne altri troppo rigidi; ancora, potresti avere delle caratteristiche di particolare debolezza dei dischi vertebrali.

Qualsiasi attività fisica NON potrà lavorare in modo MIRATO su questi aspetti, perchè sono soltanto TUOI.

L’attività ideale sarebbe quindi la rieducazione mirata, che rinforzi le tue debolezze e distenda le tue rigidità.

All’attività di rieducazione mirata potrai poi affiancare una normale attività fisica che ti piaccia, con le indicazioni e raccomandazioni che vedremo tra poco.

Ma…come si fa ad avere un piano di rieducazione mirata?

Ovviamente una buona scelta è quella di rivolgersi ad un fisioterapista professionista, che magari abbia una buona esperienza in riabilitazione sportiva e ancor più importante è consultare un osteopata che possa intervenire sulla CAUSA del disturbo

Come tornare a fare attività fisica anche con il mal di schiena o i dolori cervicali

Come hai visto finora, non esiste una attività sportiva che faccia male, nè una che faccia bene, perchè le attività sportive non sono pensate per migliorare i problemi alla schiena.

Detto questo, dobbiamo fare attività fisica perchè ci piace e perchè ci dà benessere generale, non perchè fa bene alla schiena.

Ma proprio perchè se stai leggendo questo articolo, qualche problema alla schiena potresti averlo, quindi dobbiamo fare in modo che la nostra colonna sia pronta.

I passi che dovrai seguire sono sono:

  1.  cercare di mettere la colonna vertebrale nelle migliori condizioni muscolari possibili, agendo sulla causa ,magari con delle sedute osteopatiche
  2. affrontare l’allenamento con gradualità, mettendo gli esercizi specifici come riscaldamento

 

Passo # 1 come migliorare la tua colonna con esercizi mirati

Per migliorare lo stato della colonna, occorrono esercizi mirati, che distendano i muscoli più contratti e rinforzino quelli più deboli.

in questi video potrai trovare 3 esercizi davvero efficaci per risolvere il tuo mal di schiena

 

 

 

Questi sono video presi dal mio canale youtube iscriviti per rimanere sempre aggiornato.

Passo #2: come programmare l’allenamento

La programmazione dell’allenamento è ovviamente un punto molto importante.

Le “tappe” potrebbero essere:

  1. no attività fisica, solo attività specifica sulla colonna (vedi il precedente punto #1) 2-4 settimane.
  2. attività specifica usata come riscaldamento, attività fisica cauta, 1-3 mesi
  3. attività specifica usata come riscaldamento, attività fisica normale

 

Se hai un mal di schiena non troppo forte, puoi anche pensare di partire direttamente dal punto 2.

 

E se non funziona lo stesso?

Come dicevo, il fatto che gli studi non dimostrino che la tale attività fisica fa venire il mal di schiena, non significa che tu possa fare qualsiasi cosa incurante del dolore.

Ci sono persone che, nonostante tutte le accortezze, non riescono a fare una determinata attività, o la fanno con diverse limitazioni.

Come fai a capire se sei una di quelle persone? Semplice, come ho ripetuto per tutto l’articolo:

  • lavora sulla colonna
  • fai l’attività che vuoi programmandola in maniera intelligente e graduale

Se nonostante il lavoro specifico e la programmazione adeguata, noti che ogni volta che fai attività ti viene dolore, allora si che potrai dire che quello sport non fa per te.

Conclusione

Il concetto che devi portare a casa è:

Una colonna con la muscolatura in buono stato è perfettamente in grado di sopportare le sollecitazioni di una attività fisica amatoriale 2-4 volte alla settimana, anche in presenza di problemi radiologicamente dimostrati.

Il tuo compito deve essere prima di tutto quello di portare i muscoli e le articolazioni tra una vertebra e l’altra nelle migliori condizioni possibili, prima di rinunciare all’attività.

Se hai bisogno di una visita osteopatica che ti permetta di capire come risolvere DEFINITIVAMENTE il tuo problema puoi prenotare direttamente a questo link , tramite il sito o chiamandomi al 3393227069.

Spero che questi chiarimenti ti siano stati utili.

A presto

 

Dr Bruno Maria Camerani

Le 10 regole d’oro per crescere #figli deficienti, debosciati e asociali

Accontentate sempre il vostro bambino, difendetelo anche se ha torto marcio e non rimproveratelo mai … Il tema è serissimo, cioè l’educazione dei nostri figli, ma una volta tanto è trattato con sferzante ironia. Gustatevi il decalogo di Giovanni Notarnicola.

Le 10 regole d’oro per crescere figli deficienti, debosciati e asociali

Care #mamme e cari #papà, volete veder crescere i vostri figli deficienti, debosciati e asociali? Seguite alla lettera il decalogo messo a punto da Giovanni Notarnicola, psicologo, psicoterapeuta e docente di riabilitazione motoria all’università di Firenze!

Il ‘manifesto’ del bravo genitore naturalmente è ironico, perché l’obiettivo del suo autore è quello di demolire certe abitudini errate e riportare l’attenzione dei genitori sui valori corretti da inculcare ai propri figli, mettendoli in guardia sulle conseguenze che certi comportamenti, anche se adottati con intenti positivi, possono avere sui nostri figli.

1 Fin dall’#infanzia accontentatelo in tutto ciò che chiede così, alla prima rinuncia, gli verranno le convulsioni. #Genitori, ma anche #nonni e #zii, sempre a corto di tempo da dedicare ai loro figli/nipoti, pensano di compensare a questa mancanza riempiendoli di regali e regalini: caramelle, cioccolatini, giochini e qualunque altra cosa venga ai bambini in mente, in un crescendo di richieste il più delle volte inutili. E invece, ogni volta che possiamo, cerchiamo di dedicare loro del tempo, per parlare, giocare insieme. E quando le loro richieste diventano troppe, bisogna avere il coraggio e la fermezza di dire di no, di far capire loro che non si può avere tutto.

2 Non insistete con la formazione morale: onestà, solidarietà, laboriosità, mansuetudine, sono caratteristiche per persone deboli. Se ci guardiamo intorno sembra quasi che nella nostra società chi va avanti siano solo i ‘furbi’, quelli che riescono ad ottenere tanto con poco, magari sgomitando a danno di chi sta vicino. Spetta a noi genitori far comprendere ai figli che non è con questi comportamenti che si ‘vince’ davvero o che si va avanti, perché i veri successi si fondano su valori ben più profondi. Confrontiamoci con loro, magari raccontando nostre esperienze o invitandoli a raccontare le loro, sottolineando aspetti positivi e negativi di ogni comportamento. Non lasciamo insomma che i bambini ‘bevano’ tutto quel che vedono all’esterno: i messaggi che potrebbero transitare non sono sempre dei migliori!

3 Raccogliete e riordinate voi ciò che lascia in giro, crescerà pensando che le responsabilità siano solo degli altri. E’ vero che a far da soli si fa più presto che non ad aspettare che lo facciano i nostri figli, però così non si responsabilizzeranno mai. Incoraggiamoli a rifarsi il letto, a rimettere a posto le costruzioni una volta finito di giocare o ad aiutare la mamma ad apparecchiare la tavola: anche se il risultato non sarà perfetto, andrà bene così. E quando vanno a scuola, evitiamo di portar noi lo zaino: non sarà certo quel peso, trasportato di solito per pochi metri fino a raggiungere l’auto, che potrà rovinargli la schiena! “Attenzione, però: le richieste non vanno fatte come un ricatto” mette in guardia il porf. Notarnicola! “Non diciamo: ‘se metti in ordine la tua stanza ti compro… se non metti a posto non ti faccio…’; si deve mettere a posto perché è giusto che sia così, senza l’obiettivo di ottenere qualcosa in cambio”.

4 Litigate spesso e violentemente davanti a lui, anche per cose futili, crescerà con l’idea che il matrimonio sia cosa da evitare con cura. “E’ importante non solo evitare discussioni su temi generici, ma soprattutto evitare di litigare davanti al bambino su decisioni che riguardano lui” spiega lo psicologo. “Mamma e papà devono concordare preventivamente la linea di condotta da tenere su un certo argomento e poi parlare al bambino con una voce sola. Se il papà rimprovera il figlio perché a suo parere ha fatto qualcosa di sbagliato e la mamma invece interviene in sua difesa, al bambino arriva il messaggio che la verità non è una sola e che le decisioni possono anche essere ‘manipolate’, oppure che mamma e papà stanno litigando per colpa sua, o ancora che il matrimonio sia effettivamente… la tomba dell’amore!”

5 Difendetelo ovunque e sempre rendendogli chiaro il concetto che sono gli altri (compagni di scuola, insegnanti, amici eccetera) a non “capirlo”. Cercate di fargli ben comprendere che a scuola si deve studiare soltanto per non essere rimandati. E’ un altro modo per responsabilizzare il bambino/ragazzo: se sbaglia deve sopportare le conseguenze di quel che ha fatto. Non ha studiato? È stato giusto che l’insegnante gli abbia messo un brutto voto. Si è comportato in modo scorretto con un compagno? È giusto che adesso il compagno sia risentito. Non si tratta di ‘condannarlo’ ma è importante non lasciar correre, nell’illusione che tanto è ancora piccolo. Non è mai troppo presto per fargli capire, sia pure con dolcezza, che ha sbagliato. “L’atteggiamento deve essere come quello del vigile urbano che, se trova un’auto in palese divieto di sosta, deve fare la multa perché è giusto che sia così, senza assumere atteggiamenti punitivi o ‘cattivi’. Magari diciamogli: anche io ho sbagliato tante volte, ma ognuno ha il dovere di potersi migliorare. Quel che è successo oggi ormai è successo, però è stato un buon insegnamento per domani!”

6 Dategli pure tutto il #denaro che chiede; quando si accorgerà, in futuro, che per averlo bisogna lavorare, rimarrà di stucco. E’ giusto che i nostri figli vengano a contatto con il denaro e che imparino a dargli il giusto valore sin da piccoli. Devono sapere ad esempio che cosa si può comprare con una certa cifra e quanto occorre per comprare un determinato oggetto che ci chiedono: a quel punto possiamo ragionare con loro se è davvero necessario spendere quella somma per comprare quella cosa o se piuttosto non è meglio comprarne un’altra. In sintesi, facciamo comprendere loro che i soldi non sono infiniti e che bisogna saperli spendere bene.

7 Non rimproveratelo mai per le sue malefatte, potrebbe ricavarne sensi di colpa; così, da adulto, trovando una contravvenzione sulla sua auto in palese divieto di sosta, penserà di essere perseguitato. E’ un punto che si ricollega al punto 5: se sbaglia deve essere rimproverato, senza timore di suscitare sensi di colpa. Rimproverarlo non significa che il genitore ce l’ha con lui, ma che vuole trasmettergli un insegnamento per il futuro.

8 Lasciategli infastidire gli animali, vessare i compagni più deboli, deridere gli anziani e danneggiare la roba altrui riprendendo tutto con l’apposito cellulare; crederà fortemente in Dio, poiché penserà che Dio e lui sono la stessa persona. Sono atteggiamenti che i ragazzi possono assumere soprattutto quando sono con i compagni, ‘forti’ dell’appartenenza al gruppo. Ovviamente è doveroso far comprendere ai nostri figli che non è usando la forza con i più deboli che si dimostra la propria superiorità. E soprattutto che certi atteggiamenti non vanno assolutamente emulati, anche se li vediamo fare ai nostri amici!

9 Fategli guardare la televisione quanto vuole, senza limiti; crescerà pensando che la vita, le persone, le cose e gli eventi possono essere regolati col suo telecomando. “Non esiste la tv e basta, esiste chi la accende e chi la mette sul canale sbagliato” commenta Giovanni Notarnicola. “I genitori devono vigilare sui programmi che i loro figli guardano e orientarli nella scelta: se lasciano a loro il telecomando possono scegliere di tutto. E poi una volta ogni tanto portiamoli al cinema: sappiamo quel che andiamo a vedere, si cammina insieme per raggiungerlo, si impara a rispettare gli orari”.

10 Non fategli praticare attività motorie e sportive, intanto perché suda e ci si può far male; poi, imparare a stare insieme agli altri, imparare a saper vincere, a saper perdere a saper combattere, a sapersi sacrificare è prerogativa delle persone insicure. Meglio fare lo sportivo col “sedere”: seduto in tribuna! Abituiamo i figli a vivere sport in prima persona e non ad essere semplicemente spettatori. “Non si tratta di iscriverli a ‘mega-corsi’, basterebbe una passeggiata nel bosco la domenica tutti insieme” evidenzia Notarnicola: “si fa attività fisica camminando, ma in più si ha la possibilità di chiacchierare, di osservare la natura, respirare aria pulita, di divertirsi in un clima spensierato. E sarà anche per i genitori un modo piacevole di trascorrere la domenica e di rilassarsi dalle fatiche della settimana”.

#cameraniosteopatia

LA FEBBRE SECONDO NATURA

1 – LA FEBBRE E UN AUMENTO DELLA TEMPERATURA CORPOREA SOPRA I LIVELLI NORMALI.

Consultando le numerose pubblicazioni scientifiche sull’argomento, si nota una gran varietà di opinioni sui valori “normali”. Pure nella consapevolezza di ciò, si possono considerare normali in maniera orientativa da 36,1 a 37,1°C misurati sulla pelle (ascella e inguine); 37-37,5°C in bocca; 37,1-37,6 rettale. Livelli di poco superiori non sono tuttavia necessariamente indicativi di anormalità, ma possono essere solo gli estremi della variabilità naturale.È evidente quindi che il classico limite dei 37°C può essere inadeguato a definire la febbre se misurata sulla pelle, e lo è sempre quando la si misura in bocca o nel retto.Su dove sia meglio misurarla non c’è unanimità: molti pediatri preferiscono la via rettale fino ai 2 anni e quella ascellare in seguito, per la sua praticità e sicurezza, benché sia meno attendibile rispetto alle altre sedi di misurazione. Read more…

10 RIMEDI NATURALI PER LA PRESSIONE BASSA

Soffrire di pressione bassa è molto fastidioso, poiché la sintomatologia dell’ipotensione può diventare quasi invalidante e, se si presenta all’improvviso, anche spaventare.

Ancor prima di aver misurato i valori pressori (è sempre consigliabile farlo dal medico o in farmacia, evitando se possibile il fai da te), i sintomi della pressione bassa possono presentarsi in modo piuttosto aggressivo:spossatezza, giramenti di testa, vertigini vere e proprie, annebbiamento della vista, sudori freddi, svenimenti.

Le cause dell’ipotensione sono svariate e mutano nel corso della vita. Tra queste, oltre alla predisposizione individuale, vi sono: fase premestruale, ciclo mestruale, caldo, sudorazione eccessiva, disidratazione, alimentazione squilibrata, surménage. Con le giuste strategie, oltre ad attenuare i sintomi, si possono alzare i valori della pressione arteriosa sentendosi subito meglio.

FATTORE IDRATAZIONE

Pericolo disidratazione

Quando sopraggiungono i sintomi della pressione bassa, già alle prime avvisaglie, è importante ripristinare il corretto livello di idratazione. Infatti, proprio la disidratazione è una tra le cause di ipotensione improvvisa.

I segnali di uno stato di insufficiente idratazione sono piuttosto subdoli all’inizio: lieve stanchezza, mucose più secche della norma, irritabilità. Per poi manifestarsi con violenza dopo poco tempo, se non si interviene ripristinando l’equilibrio. Quindi, in caso di ipotensione, è importantissimo bere spesso e a piccoli sorsi, evitando le “abbuffate” di acqua (grande quantità consumata in pochissimo tempo).

SOLLEVA LE GAMBE

Ti sentirai più leggera e in forze

Quando si sviene, chiunque accorra in soccorso sa che deve immediatamente alzare le gambedel malcapitato (rispetto al busto e alla testa). Senza arrivare al mancamento, ai primi segni di pressione bassa è bene coricarsi o sedersi sollevando le gambe in rapporto alla linea della testa.

Possono bastare lo schienale della poltrona o la testiera del letto (oppure, il muro). Se si è fuori casa, è bene fare altrettanto cercando piuttosto appoggi “di fortuna” e chiedendo aiuto. Ci si sentirà meglio e si scongiurerà il rischio di cadute.

MANGIA SALATO

Un pezzetto di grana o una fetta di prosciutto crudo

Quando subentrano valori di ipotensione, per sentirsi meglio in tempi brevi, è utile mangiare subito qualcosa di salato. Il sodio, infatti, alza la pressione e, in condizioni normali, meno se ne assume e meglio è per linea e salute.

Ma, in situazioni di forte calo pressorio, è importante intervenire tempestivamente (soprattutto se ci si trova fuori casa) e consumare una piccola porzione di un cibo molto salato. Qualche esempio? Grana o parmigiano, prosciutto, crackers. In alternativa, si può sciogliere un po’ di sale in un bicchiere d’acqua.

INTEGRATORI DI SALI MINERALI

Un consiglio sempre valido

Soprattutto se è provocata dal caldo eccessivo(ma non solo), la pressione bassa va affrontata anche assumendo specifici integratori di sali minerali, nello specifico supplementi a base di potassio e magnesio.

Questi ultimi, infatti, entrano facilmente in deficit e ciò accade più frequentemente alle donne. Il potassio, per la precisione, si disperde attraverso il sudore e i liquidi corporei, alla velocità della luce.

Quindi, in situazioni potenzialmente critiche per la pressione (caldo, sforzi fisici, sindrome premestruale, ciclo) è importante reintegrare velocemente questi sali.

RIPARTI DALLA FRUTTA

Il ruolo cruciale dell’alimentazione

Tra le variabili essenziali per la regolazione della pressione, troviamo ovviamente il fattore alimentare. La dieta sana ed equilibrata, insieme all’attività fisica, rappresenta il punto di partenza per godere di uno stato di benessere costante.

Per contrastare l’ipotensione, e i suoi sintomi debilitanti, è consigliabile aumentare l’apporto di acqua e sali minerali anche attraverso il consumo di cibi che ne sono ricchi. Tra questi, spiccano i vegetali: frutta (anche secca) e verdura vincono, anche in questo caso, la medaglia d’oro del benessere.

Ma quali varietà in particolare? Per quanto riguarda la frutta, sono da privilegiare: banane, datteri, melone, pesche, uva, mandorle. Invece, tra gli ortaggi, risultano molto benefici patate, spinaci e zucchine.

LIQUIRIZIA PURA PER LA PRESSIONE BASSA

Che sia pura per un effetto immediato

Uno dei rimedi naturali più conosciuti (e buoni) per la pressione bassa, è la liquirizia. Questa radice vanta numerose virtù per la salute: aiuta ad alzare la pressione (quindi, è controindicata se si soffre di ipertensione), fa bene allo stomaco (consigliata in caso di ulcera e gastrite), calma la tosse e funziona persino da afrodisiaco…

Perché la liquirizia faccia effetto rapidamente, in caso di ipotensione, va consumata pura. Non agiscono altrettanto efficacemente, dunque, le caramelle gommose” o le famose “rotelle”. La liquirizia pura, sotto forma di pasticche, si acquista in erboristeria o nei negozi di alimenti naturali e andrebbe sempre tenuta in borsetta se si soffre di ipotensione.

PRESSIONE BASSA DA CALO IPOGLICEMICO

Zucchero di canna, miele e datteri

Se la pressione è bassa a causa di un calo ipoglicemico, per contastare immediatamente la spossatezza o la sensazione di svenire è bene assumere zuccheri semplici dall’assorbimento lampo.

Quindi: acqua e zucchero, zollette sciolte direttamente in bocca, cucchiaini di miele oppure frutta zuccherina come datteri e uvetta. Per non farsi cogliere impreparate, è sempre consigliabile tenere in borsa alcune bustine di zucchero o una confezione “take away” di frutta secca candita come lo zenzero (si acquistano anche al supermercato).

KARKADÈ CONTRO LA PRESSIONE BASSA

Rimedio portentoso

Uno dei rimedi naturali più efficaci e salutari contro l’ipotensione, è il karkadè. Si tratta di un infuso di fiori di Ibisco, originario delle regioni africane e tropicali più calde e perfetto per risollevarsi dai cali pressori.

Il karkadè, infatti, è una bevanda adatta a tutti (anche ai bambini, poiché è privo di caffeina),rimineralizzante, fortemente idratante e ricca di antiossidanti.

Questo tipo di infuso si trova già pronto in bustine(anche al supermercato) o, sfuso, in erboristeria. Si gusta preferibilmente freddo e, nel caso di debolezza estrema, zuccherato.

FATTI UN ESPRESSO

Caffè, rimedio sprint

Quando si sentono sopraggiungere minacciosi i sintomi dell’ipotensione, una tazzina di espresso può aiutare a sentirsi subito più toniche e in forze.

Potere energizzante delle bevande nervine, contenenti caffeina (caffè, tè, guaranà, erba mate)…Se le sensazioni di spossatezza e svenimento colgono fuori casa, il caffè può davvero risolvere (momentaneamente) la situazione critica, in questo caso ancora meglio se zuccherato.

ELEUTEROCOCCO PER LA PRESSIONE BASSA AL MATTINO

Anche in fase premestruale

Se la pressione bassa coglie soprattutto al mattino, appena sveglie, si può assumere un flaconcino (o una compressa) di eleuterococco.L’ipotensione mattutina si presenta con una sintomatologia molto riconoscibile e caratterizzata soprattutto da sensazioni di vertigine e nausea, con difficoltà non solo nell’alzarsi dal letto ma anche nel cambiare posizione da coricate.

L’eleuterococco, il ginseng al femminile, funziona da potente tonico (persino per concentrazione e memoria) e rinforza il sistema immunitario. Perfetto anche durante la delicata, e spossante, fase premestruale.

OTITE MEDIA INFANTILE, Osteopatia e Pediatria

 

Il trattamento osteopatico per le otiti offre spesso risultati eccellenti!
L’otite media è una delle patologie che interessano maggiormente l’ambito pediatrico a causa della forma e della posizione delle tube di Eustachio, che non consentono un buon drenaggio dei muchi dall’ orecchio medio verso le altre vie aeree, cosicché la pressione aumenta, provocandone dolore. Read more…

DALLA PAURA ALL’AMORE

 

Tutte le azioni umane sono motivate al loro livello più profondo da uno o due sentimenti: la paura o l’amore. In effetti esistono soltanto due sentimenti, solo due parole nel linguaggio dell’anima. Essa rappresenta gli estremi opposti della grande polarità che ho creato quando ho dato vita all’Universo, e al vostro mondo, come lo conoscete oggi. Essi costituiscono i due punti, Alfa e l’Omega, dai quali è consentito al sistema da voi definito “relatività” di esistere. Senza questi due punti, senza queste due idee circa le cose, nessun altro concetto potrebbe esistere.
Ogni pensiero umano, e ogni azione dell’uomo, si basa sull’amore o sulla paura. Non c’è altra motivazione umana e tutti gli altri concetti derivano unicamente da questi due. Rifletti con attenzione e vedrai che è vero.

La paura è l’energia che costringe, rinchiude, trattiene, trasforma, nasconde, accaparra, danneggia.
L’amore è l’energia che espande, apre, esprime, sopporta, rivela, condivide, risana.
La paura avvolge i vostri corpi con gli abiti, l’amore ci consente di starcene nudi.
La paura si avvinghia e si aggrappa a tutto quello che abbiamo.
L’amore distribuisce tutto quanto possediamo.
La paura tiene costretti, l’amore tiene stretti.
La paura afferra, l’amore lascia liberi.
La paura affligge, l’amore consola.
La paura guasta, l’amore migliora.

Ogni pensiero umano, ogni parola e ogni azione si fondano sull’uno o sull’altro di questi sentimenti. Non avete scelta a tale proposito, poiché non esiste nient’altro tra cui scegliere. Ma avete la possibilità di decidere a quale dei due rivolgervi.

Neale Donald Walsch (Conversazioni con Dio)