L’ernia iatale è un disturbo molto comune; non è una vera e propria patologia, si tratta più di una condizione anatomica caratterizzata dalla risalita di una parte dello stomaco, nella cavità toracica, attraverso un’apertura presente nel diaframma chiamata iato esofageo o iato diaframmatico.

Sono due le tipologie di ernia iatale più comuni:

Ernia iatale da scivolamento ed Ernia iatale para-esofagea.

Il primo caso, il più diffuso, è caratterizzato da un allargamento dello iato e dalla risalita di una porzione dello stomaco, compresa in genere all’interno dei 2 cm, al di sopra del diaframma. La parte interessata si sposta su e giù in base alla pressione esistente nell’addome.

Il secondo caso, molto più raro invece, interessa una porzione ben più ampia di stomaco che si sposta al di sopra del diaframma, affiancando l’esofago.

Sintomi

L’ernia iatale non presenta una sintomatologia molto accentuata. I disturbi più comuni sono collegati a i sintomi da reflusso, esofagite da reflusso, esofago di Barret. Si tratta quindi di difficoltà digestive, rigurgiti, in alcuni casi stipsi o, al contrario, diarrea.

Cause

Benché ancora non siano state individuate delle cause ben precise per la comparsa dell’ernia iatale, sono stati analizzati una serie di fattori che influiscono in modo determinante su questa patologia: alimentazione, stile di vita, tipo di lavoro e predisposizione genetica sono tra i più diffusi.

Sembra che il disturbo sia più frequente in età avanzata, quando il collagene dei tessuti interni perde di tono.

Da non sottovalutare, inoltre, lavori che comportano lo spostamento di pesi o sforzi eccessivi, ma anche obesità, forti traumi all’addome, tosse cronica e stress eccessivo (che causa l’indebolimento dei tessuti).

Come intervenire attraverso l’alimentazione

Un cambio di abitudini alimentari non fa rientrare l’ernia, ma di sicuro può aiutare ad alleviare sintomi e fastidi.

Eliminare alcuni alimenti, prediligendone altri, aiuta a gestire meglio il bruciore di stomaco e l’indigestione acida, che provocano sensazione di bruciore anche alla gola e al petto.

Vediamo allora insieme quali alimenti è bene eliminare e quali invece consumare se si soffre di ernia iatale.

Cosa mangiare

In generale, è preferibile orientarsi verso una dieta che eviti l’acidità gastrica e che sia ricca di fibre. Tra i cibi maggiormente consigliati, troviamo:

banane e mele,fagiolini, piselli, carote, broccoli,cereali (soprattutto integrali), pane, riso, pasta,dolci poveri di grassi,fonti proteiche magre,patate al forno.

Per chi consuma formaggi, è bene scegliere quelli senza grassi. Può essere utile inoltre bere molta acqua, per favorire la diuresi e una corretta idratazione del corpo. In ogni caso, è possibile che determinati alimenti possano ugualmente portare fastidio in soggetti intolleranti.

Gli alimenti da evitare

Gli alimenti da evitare, ovviamente, sono quelli che possono portare ad acidità gastrica. Tra questi in particolar modo:

agrumi e succhi d’arancia,cioccolato,aglio e cipolle,cibi fritti,carni grasse,cibi e spezie piccanti,piatti a base di pomodoro,caffè e tè.

Inoltre, è consigliabile eliminare dalla propria dieta bevande gassate, alcool, prodotti lattiero-caseari, latte intero, gelato e crema.

Alcune indicazioni

Per evitare che i sintomi dell’ernia iatalepeggiorino, è meglio evitare le abbuffate e prediligere pasti con porzioni più piccole ma più frequenti. Anche il modo in cui cucinate gli alimenti può incidere sulla vostra salute: preferite cuocere in modo sano, al vapore, al forno o alla griglia, evitando le fritture.

Seguite inoltre uno stile di vita sano, evitando di andare a dormire subito dopo i pasti (aspettate 2-3 ore), cercando di mantenere il vostro peso forma, eliminando il fumo e indossando abiti che non stringono sullo stomaco.

Seguendo questi consigli, potrete evitare un’acutizzazione dei sintomi legati al vostro disturbo.

Dr. Bruno Maria Camerani
Specialista in Osteopatia, si occupa di aiutare il paziente ad intraprendere un percorso di consapevolezza volto a ripristinare un nuovo equilibrio grazie a tecniche osteopatiche strutturali, viscerali, cranio-sacrali, fasciali, di energia muscolare, somato-emozionali e biodinamiche volte a stimolare nel corpo del paziente il meccanismo di autoguarigione e ad aiutare la persona a comprendere la causa del suo sintomo. Attualmente svolge la sua attività in libera professione presso il suo studio privato di Roma, Frascati e Ciampino.

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