Come rallegrare la giornata del tuo bimbo ammalato

“Mamma, non sto bene”. In questi giorni è una frase che abbiamo sentito spesso:
e’ l’appello del nostro bambino bloccato a letto con un raffreddore o un’influenza. Io cureremo con i nostri rimedi naturali, con un’alimentazione corretta , ma non basta .
Ci sono moltissime cose che puoi fare per intrattenerlo fino a quando non si sentirà meglio. Ecco 9 modi , spesso usati da mamme come te, per far divertire i propri bambini durante la convalescenza.

Alleviatori di sintomi
Queste 3 strategie aiuteranno il tuo piccolo a combattere i sintomi del comune raffreddore e dell’influenza, tenendo a bada la noia:

1. Fagli fare un tuffo. Spesso i bambini febbricitanti si sentono meglio dopo aver fatto un bagno. Riempi la vasca con dei giochi: animali, macchine e barche galleggianti, nonché pastelli speciali per disegnare sulle pareti della vasca da bagno. Il vapore che permea la stanza da bagno può inoltre contribuire a liberare il naso chiuso.
2. Fagli aver cura di un animale di peluche ammalato. Se il tuo bambino è molto ammalato, il miglior rimedio è il riposo. Rendigli più piacevole la giornata fingendo che anche il suo peluche preferito sia ammalato. Digli che Teddy ha bisogno di riposare per sentirsi meglio e che potrà tenerlo con sé a letto, sotto le coperte.
3. Fallo andare in campeggio.Il riposo attira di più quando ci si trova in un luogo speciale. Monta una tenda nella cameretta del tuo bambino o costruisci un piccolo fortino appendendo una coperta ad un tavolo. Rendi questi luoghi confortevoli e piacevoli per il tuo piccolo, arredandoli con cuscini, coperte, un sacco a pelo e una lampada.

Progetti per farlo sentire meglio
Distogli la mente del tuo bambino dai suoi dolori con questi 3 giochi astuti:

4. Realizza un kit speciale per i giorni in cui il tuo bambino è ammalato. Decora un recipiente di plastica con degli adesivi; poi riempilo con libri di fumetti, giochi, perline, fili, pastelli, libri da colorare e altro ancora. Il coperchio potrebbe aprirsi a scrivania. Il trucco? Questa scatola super-divertente salta fuori solo quando il tuo piccolo è malato.
5. Gioca all’ufficio postale. Ricordi come anche l’orsacchiotto del tuo bambino sia giù di corda? Fai disegnare al tuo piccolo una colorata cartolina di auguri di pronta guarigione per il suo Teddy, mentre tu ne prepari una per lui. Poi, fai finta di essere il postino e portagli la lettera.
6.Prepara un piccolo spettacolo. Create insieme degli allegri burattini con il volto di animali, usando delle buste di carta o dei calzini. Poi allestisci uno spettacolo di burattini mentre il tuo bimbo riposa a letto. Ha bisogno di qualcosa che lo tiri su di morale? Incentra la trama su un animale che resta a casa con l’influenza, ma che guarisce rapidamente dopo aver ricevuto una cartolina di auguri di pronta guarigione da parte del tuo bambino.
Giochi per farlo star bene
A volte ridere è la migliore medicina. Ecco quindi 3 modi per far tornare il sorriso sul viso di un bambino ammalato:

7. Gioca a “Simon dice”. Lascia che ogni ora il tuo bambino ti ordini di fare cose ridicole per cinque minuti (“cammina come una papera”, “salta su un piede solo” o “grugnisci come un maiale”).
8. Inventa un puzzle.Costruisci un puzzle fai da te: fai scegliere al tuo bambino una fotografia e stampala. Incollala su un foglio di cartone e quindi tagliala a pezzetti con la forma dei tasselli di un puzzle in modo che il tuo bimbo possa ricostruire la fotografia.
9. Fallo divertire con le carte. Fai scorta di carte da gioco nel negozio “tutto a un euro”. Il gioco delle famiglie e altri giochi classici per bambini come la peppa tencia sono più facili da fare a letto rispetto ai giochi da tavolo. Sei a corto di carte? Prepara un gioco tipo memory con le foto di parenti e amici.

Non ci si ammala per colpa dei germi, dei batteri, dei virus, del destino o del patrimonio genetico. La cura è nel nostro cervello

PER UNA PERSONA SANA (di mente) LA MALATTIA E’ UN NORMALE PROCESSO DI AUTO-GUARIGIONE DEL NOSTRO ORGANISMO E NON VA CURATA CON I FARMACI TOSSICI CHE CURANO I SINTOMI MA NON LA CAUSA E CREANO UN PROCESSO DEGENERATIVO .

Noi siamo responsabili delle cause delle nostre malattie e LA CURA E’ NEL NOSTRO CERVELLO .
MIGLIORARE IL NOSTRO STILE DI VITA  Per tornare ad un normale equilibrio di salute in cui molto probabilmente potremmo dire addio a quasi tutte le malattie … Read more…

LA MALATTIA è UNA BUGIA E OGNI SINTOMO TI PARLA

LA MALATTIA è UNA BUGIA E OGNI SINTOMO TI PARLA

Ti do una ricetta contro ogni malattia, che ti garantirà di preservare la tua salute a tuo piacimento fin quanto vorrai.

“Smettila di raccontarti delle bugie”.

Fatto! Semplicissimo, nient’altro. Scegli di Essere Onesto e Sincero con Te Stesso ed eviterai ad ogni Sintomo del corpo e della tua mente di venire a parlarti per indicare dove non ti stai raccontando la Verità, la Tua Verità.

E quando non riesci a capire “dove” e “come” ti stai raccontando una bugia nella tua vita, nel tuo lavoro, nella tua relazione, nei rapporti con la tua famiglia, allora rivolgiti ad una persona che ha studiato il significato “simbolico” di ogni sintomo, non gettarti subito nel panico. Alla farmacia ti ci potrai rivolgere, e anche al dottore se vuoi, ma fallo solo in un secondo momento, quando hai capito “che cosa” ti sta dicendo il tuo amato corpo poiché il suo linguaggio simbolico che parla attraverso sintomatologie, funziona sempre come un indicatore per fornirti moltissime informazioni utili su che cosa cambiare nella tua vita per trasformarlo in Luce, ossia trasformarla in meglio.

Alcuni ci credono ciecamente a queste parole, altri lo vorrebbero tanto, e certi altri ancora lo escludono del tutto… Chi ha ragione? Nessuno, poiché il Mondo concorda con tutti, che senso ha dibattersi per capire chi ha ragione? Niente. Se Tu “decidi” che le cose stanno come ti sto suggerendo: così diventeranno per Te, e ne ricaverai tanti risultati. Per quelli che decidono di usare soltanto medicine, senza farsi nessuna domanda, anche loro hanno le loro motivazioni ragionevoli per fare quello che fanno, e sicuramente non bisogna cercare di convincere nessuno a fare qualcosa che davvero “non sente”.

Ogni sintomo è tuo amico, uno dei tuoi migliori amici. Anzi, è un Angelo, angelo viene dalla parola “messaggero”, ecco cos’è. Tu lo combatti, lo demonizzi, ti ci arrabbi. E’ una follia… Perché arrabbiarsi contro un messaggero, perché combattere contro un Angelo che è dalla tua parte? Eppure c’è una società intera basata tutta su questa battaglia inutile. Avrai sentito tante volte che “tutto l’Universo Obbedisce all’Amore”. Esatto, niente di più vero.

L’Amore che il tuo apparato psicofisico ha per Te e la Tua Evoluzione non è eguagliabile a niente. Appena vede e sente che tu stai sbagliando strada, seguendo quella di qualcun altro inizia a parlarti con un sintomo. Appena vede che non stai vivendo la tua vita, ma la stai sacrificando per qualcosa che ti pesa, inizia a parlarti con un sintomo. Appena vede che non riesci a diminuire l’importanza che stai dando ad alcune persone o alcune situazioni che stai vivendo che stanno diventano gigantesche rispetto la loro vera natura, inizia a parlarti con un sintomo. Quando tu stesso non riesci a dire quello che vuoi dire a una persona della tua vita, morta o viva che sia, e ti tieni le parole dentro, inizia a parlarti con un sintomo. Ogni volta che fai finta di non essere arrabbiato per alcuni atteggiamenti tuoi o di altre persone nei tuoi confronti, inizia a parlarti con un sintomo. Ogni volta che non riesci ad accettare il tuo passato con certe persone o con certe situazioni, e quindi rimani pieno di rancore e di sospesi, inizia a parlarti con un sintomo.

E potrei continuare questa lista facendola molto più lunga sai? Eppure non serve, perché sento che hai già capito, perché è così familiare questa sensazione…

E non accanirti se un sintomo non se ne va anche quando “hai capito” perché è arrivato nella tua vita e di che cosa ti sta parlando… poiché lui ti ama talmente tanto che finché non è sicuro che tu non ci “ricaschi” più, lui non se ne va. Vuole essere “certo” che tu hai capito, in modo che puoi procedere per la tua strada, per il tuo destino, per quello che è la tua Vita, né migliore né peggiore delle altre vite di tutti, semplicemente la Tua Vita.

Ripeti a voce alta e serena: “Io scelgo di Essere Onesto e Sincero con Me Stesso”, “Io ascolto con attenzione i messaggi del mio corpo, e mi lascio guidare dalla Voce dell’Anima”.

La Vita è semplice, ma ti hanno convinto del contrario. Prova a sentirti più piccolo di un filo d’erba, più umile di un albero, quanta meravigliosa semplicità, tutto scorre. Si ammala solo quello che fa resistenza, quello che blocca il fluire… Ed è sempre la mente che si ostina nelle cose, non le lascia passare, le blocca.

Inizia ad accorgertene, inizia a non raccontartela più. Ti voglio bene.

Un abbraccio

La malattia non è una sfortuna

La malattia non è una “sfortuna” o una “punizione”, è semplicemente il modo con cui il nostro corpo ci comunica che lo stress, lo stile di vita, i conflitti psicologici ecc. ne hanno pregiudicato la salute e l’equilibrio. La malattia è pertanto nostra alleata, in quanto ci permette di ritornare sui nostri passi e riscoprire noi stessi. Conoscere i processi che conducono alla sofferenza. Scoprire le origini profonde della malattia. Capire i meccanismi che entrano in gioco. Accettare le nostre responsabilità. Riscoprire il potere di guarirci. Dare un senso ai propri mali, ai sintomi, ai traumi e alle malattie più gravi è possibile. L’essere umano possiede infatti dentro di sé la risposta alle sue sofferenze e, di conseguenza, alla completa guarigione. Ecco la chiave per interpretare questa risposta e individuare la provenienza di ogni manifestazione fisica, proponendo soluzioni per ritrovare da soli il proprio ottimale stato di salute.

(Michel Odoul – Un Corpo per Curarmi un’Anima per Guarire)

La natura della malattia

Per capire la natura della malattia dobbiamo tener conto di certe verità fondamentali.

La prima di queste è che l’uomo possiede un’Anima che è il suo sé Reale:un Essere potente,Divino,un Figlio del Creatore di tutte le cose,di cui il corpo,anche se ne è il tempio terrestre,non è che il suo più minuto riflesso.

Il secondo principio è che noi,così come ci percepiamo in questo mondo,siamo personalità giunte quaggiù allo scopo di acquisire tutta la conoscenza e l’esperienza che può essere ottenuta attraverso l’esistenza terrena,di sviluppare le virtù di cui siamo in difetto e di spazzare via tutto ciò che abbiamo di sbagliato,avanzando così verso la perfezione della nostra natura.L’Anima su quale ambiente e quali circostanze ci saranno di maggior aiuto nel conseguire ciò,per cui egli ci pone in quel settore della vita più adatto al nostro scopo.

Terzo,dobbiamo comprendere che il breve passaggio su questa terra,che noi chiamiamo vita,non è altro che un momento nel corso della nostra evoluzione.Le nostre Anime,cioè i nostri Noi reali,sono immortali,e i corpi di cui siamo consapevoli sono temporanei,semplici cavalli che usiamo per fare un viaggio o strumenti che usiamo per un lavoro.

Un artista per creare la sua opera d’arte,deve avere tutti gli strumenti necessari per comporla.Si deve circondare di pennelli,di colori,di matite.Ma la cosa più importante che l’artista deve trovare e cercare costantemente è quel stato di quiete.Il suo Spirito infinito.Questo avviene anche per i poeti,e gli scrittori.

Ecco,noi siamo composti da queste due parti essenziali.Siamo composti da due corpi.Un corpo invisibile,composto da infinite energie,e un corpo materiale e visibile.Quando incominciamo a conoscere questa prima tappa e prendiamo consapevolezza di queste strane forze che si sovrappongono e non si separano,incominciamo anche a conoscere che andiamo oltre a questi due aspetti,ma che sono allo stesso tempo fondamentali per la creazione della nostra vita.Senza gli strumenti materiali o corporali non esisteremmo.Senza strumenti invisibili o energici,saremo fermi e immobili.

Occorre imparare a conoscere sia la nostra parte visibile,e sia la nostra parte invisibile.Questo è il bello della nostra vita.Bisogna equilibrare i due corpi in un unica cosa.
Questo ad un livello spirituale, viene chiamato Essere.Nel buddismo è stato concepito con il nome di Illuminazione.Nella religione cattolica ha preso il nome di resurrezione.Potrei andare avanti all’infinito con i nomi che sono stati dati a questo equilibrio.Ma se notate con occhio profondo queste parole,troverete una risposta fondamentale.Si arriva sempre ad un unico significato.

Gesù quando compieva i suoi miracoli,non lavorava su un aspetto materiale,come la gente usa pensare.No!! Questo sarebbe difficile anche a pensarlo.Lui lavorava sul corpo sottile,quel corpo che la gente preferisce non vedere.Non è una questione tanto difficile da comprendere.Per esempio,prendiamo in questo caso la resurrezione di Lazzaro.Come può un corpo morto risuscitare,e alzarsi in piedi come se non fosse successo niente?

Su che cosa ha spostato l’attenzione il Nostro Adorabile Maestro,per creare quest’opera?

La risposta a questi quesiti è che il Nostro Grande Maestro ha spostato la sua attenzione su di un altro piano.Un piano invisibile.In questo piano invisibile gli Spiriti sono liberi,e si spostano ad una velocità che è impossibile diagnosticare con una mente razionale.

Io,oggi,vi voglio far capire e comprendere che quando la mente non riesce a comprendere una determinata situazione,incomincia a visualizzare un certo valore mistico,chiamato miracolo.Ma questa resurrezione di Lazzaro non è un miracolo è solo un azione di guarigione.

Adesso vi spiegherò come una certa cosa può accadere.Allora sviluppiamo dentro di noi uno stato di quiete.Mentre leggete,stendetevi,e rilassate il corpo,fino a percepirlo così pesante da non riuscire a muovere nessun muscolo .Questo è il primo stato,in poche parole andare oltre il nostro corpo.In questo momento voi siete nel corpo,ma non ne siete schiavi.A questo punto entra a far parte di questo viaggio simulato, la parte mentale,con i suoi svariati sentimenti,e pensieri.Lasciando scivolare tutti i pensieri,i sentimenti della nostra mente,saremo completamente liberi dalla nostra mente.La mente ricordatevi che può ingannarvi in qualsiasi modo, poiché il  suo compito è mantenervi nel vostro corpo. Quindi cercherà di spingervi giù nel vostro corpo,creando diverse simulazioni erronee di quello che vi potrebbe accadere durante questo strato.In poche parole creerà paura.

Ma non fatevi ingannare,questo è assolutamente una limitazione proveniente da anni e anni di educazione strettamente collegata al terreno. Dopo questa varietà quasi interminabile di bagaglio limitante,troverete quiete,cioè un silenzio profondo. In questo silenzio si incomincia a lasciare completamente il corpo e la mente,in poche parole,siamo in uno stato che in questi tempi,viene descritto nella parola di etere.In questo momento siamo arrivati nel centro del tutto,dove nulla ci tocca.Siamo in poche parole in mezzo alla creazione di tutte le polarità terrene.Qui in questo spazio non abbiamo nome,e non siamo nessuno,siamo Pura Consapevolezza.In questa pura Consapevolezza,comprendiamo per la prima volta chi siamo.Cioè esseri immortali.

Questa è la descrizione della meditazione.Ma in poche parole la nostra morte avviene nella stesso modo. Lasciamo il nostro corpo,la nostra mente,e tutto quello che abbiamo fatto in vita,senza la preoccupazione di ritornare. Ma come abbiamo visto ci vuole un tempo non misurabile.Nella descrizione della meditazione,ci siamo ritrovati ad essere Pura Consapevolezza cioè niente e tutto.Prima di diventare ciò,la nostra Anima è ancora a stretto contatto con la Terra,non si riesce a vedere,ma esiste.Ecco quello che Gesù fece a Lazzaro,nel momento in cui il suo corpo,era senza vita.Ha richiamato il suo Spirito a tornare a vivere.

Questo è avvenuto per tutti i miracoli di Gesù.Era un guaritore,come oggi possono essere i diversi Sciamani. Gli sciamani vedono cose che altri umani non riescono a percepire.Loro riescono a percepire il corpo sottile,e cercano di lavorarci sopra,affinché tutti i nodi che si sono creati al’interno del nostro sistema energico fluiscono in modo regolare. E quando i nodi verranno librati,l’essere umano,riuscirà a comprendere che niente è più uguale a quel che era prima.Ma per diventare uno sciamano così,c’è bisogno di tantissima  pratica e anche una consapevolezza di livello superiore.

Come Gesù,tutti i Maestri del mondo,hanno un potere speciale,che può aiutare l’umanità a sviluppare un aspetto della vita. Ognuno dei maestri,viene con un solo scopo evolvere l’umanità sull’aspetto che gli è stato consegnato,e che lui ha accettato. Questi Maestri sono in mezzo a noi,da sempre.E continueranno ad esistere,pure che tanti altri fanno di tutto per cancellare i loro insegnamenti.

Qui oggi ho voluto parlarvi di certi aspetti che non sono mai presi in considerazione, pure che a dirvi la verità in questo periodo sto vedendo un grandissimo movimento su queste tematiche.Di questo già né sono felice. Più saremo a portare lo stesso messaggio,pur in maniera diversa e con diverse parole,più crescerà l’evoluzione dell’umanità. E questa evoluzione ci porta verso un mondo meraviglioso.

Io ripeto non sono nessuno,ma vi posso assicurare che ho visto cose che per spiegarvele avrei bisogno di mille vite.

Malattie e psicosomatica: perchè le nostre emozioni ci fanno ammalare

“Il principale compito dei medici è quello di curare il dolore e alleviare la sofferenza. Parliamo spesso di queste due entità come se fossero la stessa cosa. In realtà sono molto diversi: il dolore è un’afflizione del corpo. La sofferenza è un’afflizione dell’io, uno stato specifico di stress che si verifica quando l’integrità della persona è minacciata o lesa”.Eric Cassell

Secondo la medicina psicosomatica, la malattia è una funzione di parecchie variabili: ereditarietà, esperienze primordiali della prima infanzia, sonno, educazione, traumi affettivi, clima affettivo, ecc. In altri termini, ogni stato emotivo ha la sua sindrome fisiologica propria. In questo modo si possono descrivere particolarità psicologiche dell’asmatico, dell’obeso, dell’ulceroso, del coronare, del colitico, dell’anoressico, del bulimico e di ben altri ancora…

La varietà dei modelli interpretativi consente solo in modo approssimativo di elencare e classificare le malattie e i disturbi psicosomatici. In ogni caso le malattie che storicamente sono state sempre interpretate come psicosomatiche sono l’ipertensione arteriosa, l’asma bronchiale, la colite ulcerosa, l’ulcera gastro-duodenale e l’eczema. Tuttavia, ultimamente questo elenco si è andato via via infoltendo

Interpretazione delle malattie in chiave psicosomatica

L’interpretazione energetica di Reich

Nell’interpretazione energetica di Reich si parte dall’assunto che tutti i processi biologici seguano il binario di carica e scarica per cui da una tensione meccanica, si passa ad una carica elettrica, ad una successiva scarica elettrica e ad una conseguente distensione meccanica. Quando la scarica viene impedita tutto l’organismo vive in uno stato di carica senza sfogo; se questa condizione diventa uno stato cronico, si forma a livello psichico una corazza caratteriale e a livello fisico una corazza muscolare.

Queste ultime finiscono così per esercitare una continua operazione di controllo delle emozioni e per diventare una potente struttura di difesa da esse. In questa prospettiva i disturbi organici e quelli psichici sono riconducibili alle corazze in cui si esprime la sovraccarica cronica.

Interpretazione psicosomatica secondo Bikow
Un secondo modello interpretativo, quello di Bikow , ritiene al contrario che responsabile di una patologia sia un legame associativo scorretto tra uno stimolo e i meccanismi di reazione che coinvolgono le strutture cerebrali superiori, il cui cattivo condizionamento si ripercuote sulle strutture corticali e sui centri vegetativi con conseguente risposta organica patologica.

L’interpretazione di Boss

Seguendo l’ipotesi dell’analisi esistenziale secondo cui lo psichico esprime la modalità con cui un corpo è nel mondo, Boss ritiene che la malattia esprima o l’unica modalità con cui il corpo si apre e si relaziona al mondo, o le modalità escluse, che non esprimendosi in un vissuto globale si annunciano patologicamente. Da questo punto di vista le regioni del corpo colpite dalla malattia appartengono alla relazione con il mondo patologicamente interrotta o esasperata. Ciò che determina la malattia corporea non è quindi una somatogenesi o una psicogenesi o una interazione tra le due, ma è un alterazione del rapporto tra il soggetto e il mondo.

Interpretazione gestaltica di Weizsächer

All’interno di una ipotesi gestaltica, Weizsächer ritiene che per la piena comprensione di un fenomeno patologico occorre riferirsi agli avvenimenti della sfera corporea percepiti come trasformazioni fisiche, a quelli della sfera psichica espressi da pensieri, sogni, fantasie, e a quelli della sfera sociale che si traducono in rapporti e interazioni con gli altri.

Interpretazione fisiologica di Cannon

Seguendo un’impostazione di tipo più fisiologico, Cannon ritiene che le malattie psicosomatiche siano dovute allo stress, ossia a risposte emozionali troppo intense o troppo a lungo mantenute che mettono in moto risposte fisiologiche o psicologiche il cui scopo è quello di attenuare lo stress. Il comportamento messo in atto può essere di attacco o di fuga secondo Cannon, o di adattamento secondo Selye. Quando gli sforzi del soggetto falliscono perché lo stress supera la capacità di risposta, allora si è esposti ad una vulnerabilità nei confronti della malattia dovuta ad un abbassamento delle difese dell’organismo.

Linguaggio psicosomatico degli organi e delle malattie

Esaminiamo, brevemente, il linguaggio simbolico di alcuni organi:ovvero, ogni sintomo un messaggio…

Articolazioni

Le persone che soffrono di dolori articolari sono quasi sempre molto esigenti nei confronti di se stessi o della propria cerchia. A volte appaiono agli altri come molto flessibili, ma la loro docilità è dettata dalla paura e da una sensazione di impotenza di fronte a figure autoritarie. Sono presenti in queste persone sentimenti di collera e da un senso di rivolta, tenuti entrambi sotto silenzio, ma inevitabilmente espressi dal corpo per mezzo di questo particolare disagio.

Reumatismi

Il corpo sembra “congelato”, chiudersi in un vera e propria camicia di forza. Essi possono essere la spia inequivocabile di un drammatico disagio sperimentato dal soggetto, ovvero difficoltà di adeguarsi ad una situazione vissuta come problematica. La difficoltà di movimento diventa allora una limitazione auto-imposta. I dolori possono nascere anche dalla paura per il futuro: equilibrio e stabilità sono modificati le preoccupazioni, allora, prendono il sopravvento.

Mal di schiena

II nostro corpo, sotto l’effetto di una umiliazione, tende a “piegarsi” o meglio a “ripiegarsi” su noi stessi. La schiena ricurvata segue frequentemente profondi disagi affettivi: la sofferenza ci “piega” (fardelli troppo pesanti da portare).

Cervicale

Chi soffre ripetutamente di questo particolare dolore tende ad essere dominato da un’attività riflessiva esagerata e da una grande ostinazione. Segnali, questi, che rivelano una scarsa cedevolezza nei confronti delle proprie emozioni, del desiderio di lasciarsi andare, di abbandonarsi. Questi tipi di sofferenza si legano frequentemente a un eccessivo dominio del “mondo” della testa (razionale) sugli istinti.

Apparato respiratorio

Le vie respiratorie sono le vie di comunicazione (scambio tra l’ambiente interno e l’ambiente esterno), dove entra la vita, che verrà poi distribuita dal sangue in tutto l’organismo. Le malattie degli organi della respirazione traducono gli scambi con l’ambiente circostante per quel che riguarda il nostro bisogno di “aria”, spazio e autonomia. Ci possono segnalare un’assenza di gusto per la vita, la perdita di desiderio di continuare a vivere, o anche un senso di colpa devastante.

Asma

Il rifiuto di prendere contatto con qualcuno (o qualcosa) attraverso il respiro, si esprime mediante uno spasmo respiratorio (il polmone ha una superficie interna di circa 70 metri quadrati: è il maggior organo di contatto). I modi di dire, che hanno a che fare con l’aria e la respirazione, spiegano esattamente questo concetto: “si è a corto d’aria o non si può più respirare liberamente”.

In questo modo inevitabilmente tocchiamo il tema della libertà e della limitazione (si comincia la vita con un respiro, terminiamo con l’ultimo). L’asmatico, quindi, utilizza i propri sintomi per esercitare un dominio sul mondo circostante. Se uno fatica a respirare si spaventa; e tutte le forti emozioni “mozzano il fiato”. Quando si supera una situazione difficile la prima cosa che facciamo è respirare profondamente e, soprattutto, liberamente. Anche in questa patologia si presenta il tema della dipendenza. Un bisogno di trattenere dentro di sé un nutrimento sottile” (aria), rimandando al mondo neonatale, quando respiro, cibo e amore materno erano tutt’uno.

Allergie

Con l’esperienza allergica sperimentiamo una vera e propria strategia difensiva nei confronti di sostanze esterne vissute in modo estremamente pericolose e problematiche (le sostanze richiamano alla memoria eventi, atteggiamenti, ricordi carichi di conflittualità); collegamento con qualcosa che non accettiamo e che risveglia una emotività traumatica.

Può essere interpretata come un timore inconscio del soggetto di venire in contatto con sostanze “non conosciute” che potrebbero modificarlo (allergie primaverili: resistenza al cambiamento ciclico della vita). Spesso gli individui che presentano questo disagio sono abitudinari, tendenzialmente rigidi e poco tolleranti.

La rabbia e l’eccitazione sono sentimenti che l’allergico teme particolarmente e che, naturalmente, ritiene pericolosi. Esprimono una modalità di “sfogo” a una vita sempre più “compressa” tra lo stress da un lato e un’emotività spenta, soffocata e razionalizzata dall’altro.

Laringite

E’ un modo di soffocare la comunicazione quando dobbiamo parlare con qualcuno che è vissuto come l’autorità.

Apparato circolatorio

Le patologie significative dell’apparato circolatorio sono collegate a un’insufficiente “circolazione” di amore e gioia nella nostra esistenza.

Cuore

Riguarda tutti gli sforzi che facciamo per riuscire a vivere e ad essere felici. Le emozioni, infatti, hanno un effetto sfavorevole sul suo buon funzionamento. Ogni volta che sperimentiamo un’emozione, creamo un blocco nella zona del plesso solare. Ecco dunque che il cuore ci viene in soccorso, pompando sempre più forte per far circolare l’energia (paura: l’energia si blocca, il cuore pompa fortissimo, si comincia a respirare rapidamente). Tutte le emozioni, quindi, persino una gioia eccessiva possono colpire il cuore e causare malattie. La pace, la serenità, la gioia di vivere, ci garantiscono un cuore in perfetta salute.

Tachicardia

E’ un’improvvisa accelerazione del ritmo cardiaco: emozioni che in qualche modo cercano di emergere di esprimersi, in pratica risalire a galla.

Ipertensione

L’eterno conflitto ragione – sentimento non sempre si realizza a livello fisiologico a “costo zero”. Tenere sotto controllo gli impulsi e i sentimenti determina un notevole aumento dei valori pressori. Gli ipertesi hanno la tendenza a inibire le reazioni di collera: anche se a volte si lasciano andare a scoppi d’ira, riescono a mantenere sempre un certo grado di controllo e quando si lasciano andare a comportamenti illeciti sono presi da profondi sensi di colpa e grande ansietà. Difficilmente nel rapporto c’è un reale coinvolgimento e abbandono. Controllano continuamente la realtà circostante, sono ambiziosi e particolarmente competitivi.

Apparato digerente

Le turbe gastrointestinali sono le patologie psicosomatiche che si verificano più di frequente. I motivi psicologici sono stati ricollegati, da alcuni autori, a parecchi fattori, in modo particolare all’importanza primaria del rapporto alimentare tra “madre” e figlio e al fatto che la “madre”, fin dal primo istante, pone la massima attenzione sui problemi della nutrizione, della digestione e dell’evacuazione delle feci.

Stomaco

I suoi problemi, naturalmente secondo la visione psicosomatica, riguarda situazioni che non sono state “digerite”, idee, alimenti o situazioni che rifiutiamo, situazioni che troviamo ingiuste o che ci mandano in collera. Una preoccupazione che è rimasta sullo stomaco, una grossa perdita di gioia. La persona che presenta questi disturbi deve imparare a prendere coscienza dei propri sentimenti, ad elaborare consapevolmente le proprie impressioni e sensazioni. Essa, inoltre, o non esprime la propria aggressività o mostra un’aggressività esasperata. Lo stomaco assorbe tutte le impressioni che vengono dall’esterno, accoglie cioè quello che deve essere “digerito”.

Gastrite

Collegata alla collera perché non ci sentiamo rispettati o apprezzati per quanto valiamo. Il nervosismo e i disagi emotivi sono spesso responsabili. Il famoso “bruciore allo stomaco” parla della presenza di un fuoco che brucia all’interno, ma che non si esprime mai sotto forma di rabbia e ribellione (rabbia inespressa).

Ulcera

Esprime la collera nei confronti di un evento che abbiamo trovato ingiusto, ma davanti al quale ci siamo sentiti impotenti perché non riusciamo a cambiare assolutamente nulla. La collera, pertanto, relativa a questa situazione continua a irritarci tutte le volte che si torna sull’argomento (ci rode all’interno – l’acido cloridrico – fino a determinare rancore e astio).

Fegato

I suoi problemi sono determinati da inquietudini, da preoccupazioni oppure da un rifiuto ad adattarsi. Si “blocca” per qualcosa che è sempre troppo: troppo grasso, troppo cibo, troppo alcool, ecc. Nell’ammalarsi, esso mostra che l’uomo ingerisce più di quanto possa elaborare, indica smoderatezza, eccessivi desideri espansionistici e ideali troppo alti. Attraverso il fegato malato si impara la moderazione, la tranquillità, la rinuncia (bere, cibo, sesso, ecc.).

Cistite
E’ un disagio a livello di coppia che si manifesta proprio nei momenti in cui si è sotto pressione (rapporto sessuale particolarmente problematico). Frustrazione, delusione e collera possono manifestarsi con cistiti.

Stipsi

Collegata al fatto di trattenersi. Si trattiene per paura di disturbare, per paura di non piacere a qualcuno (mi criticherà, mi rimproverà, ecc.). I soggetti che soffrono di stitichezza sono chiusi, controllati, molto formali, avari e gelosi di ciò che posseggono. Offrono sempre un’immagine “pulita” caratterizzata da grandi ideali e particolare rettitudine.

Diarrea

I fattori emozionali anche qui giocano un ruolo fondamentale nel “trasformare” il colon in organo irritabile (si scaricano le tensioni a livello intestinale: diventa bersaglio di fattori psichici). Pazienti con colon irritabile (la personalità): meticolosità, pignoleria e, soprattutto, amore per l’ordine. Facilità al pianto, senso di stanchezza, insonnia, palpitazioni e depressione.

L’esperienza diarroica non dolorosa (rilasciamento completo del colon) indicherebbe depressione, sfiducia, senso di incapacità nell’affrontare il problema. Nella pancia, comunque, “giacciono” le nostre emozioni più antiche. L’espressione “mal di pancia” viene usato indifferentemente sia per il disagio fisico sia per evocare qualcosa che non sopportiamo.

Colite

Da bambini si manifesta quando si ha paura della reazione di uno dei genitori. Questa paura è mescolata a volte alla collera e da adulti il genitore viene sostituito da una persona che rappresenta l’autorità (coniuge, datore di lavoro, ecc.). Desiderio di trasgredire, timore di prendersi le responsabilità e sentirsi particolarmente “sporchi” quando ci si arrabbia.
Coliche (nei bambini): il clima familiare è ansioso, teso ed “impaziente”: non rispetta i ritmi del bambino (viene scaricata notevole inquietudine su di lui). Il bambino reagisce con agitazione motoria, la madre interpreta questi segnali come richiesta di cibo: l’alimentazione sovraccarica l’apparato digerente creando la comparsa delle coliche.

Pelle brufolosa

Denota un rifiuto della nostra personalità. Ci troviamo brutti, stupidi e cattivi, ecc.; (sul corpo): può tradurre il desiderio di non venire toccati, che ci lascino stare.

Acne (sul corpo)

Se è distribuito sulla schiena può indicare di volersi imporre una quantità di responsabilità, per paura, naturalmente, di venire rifiutati. Se non siamo in grado di assumercele, ecco che ci rifiutiamo da soli. A volte assumono un ruolo di “salvatore” nei confronti di qualcuno che ha assunto un ruolo di vittima. Non riuscire quindi ad aiutare l’altro induce a rifiutare se stessi.

Vitiligine

Può essere collegata alla vergogna, a un proprio comportamento sessuale.

Orticaria

Molto spesso è collegata ad una situazione invivibile e che non si può più sopportare, che ci pizzica (brucia) ma a cui non riusciamo trovare una soluzione soddisfacente. Forte tendenza ad atteggiamenti passivi nei contatti umani, scarsa tolleranza all’ansia; elevata vulnerabilità nei rapporti sentimentali ed insicurezza nel comportamento.

Eczema

Molto spesso è collegata alla paura, all’insicurezza, all’ansia e all’incertezza. Il punto in cui si manifesta sarà importante per comprendere il suo significato. La lesione può subentrare in seguito a un improvviso aumento dell’afflusso di sangue in determinate zone del corpo: ad es. se il soggetto in questione è un tipo cui il sangue “va alla testa” si potrà verificare un eczema al volto o al cuoio capelluto; quando prudono le mani o si teme il contatto fisico ed emotivo con gli altri, saranno interessate le mani.

L’emotività ha di solito più spazio nella vita di chi è affetto di eczemi acuti rispetto a chi soffre di psoriasi, ma si tratta di emotività dalle tinte “trasgressive”, interpretate magari come violente e pericolose. Molte altre malattie della pelle, oltre a quelle sopra descritte, hanno correlazioni psicosomatiche come ad es.: acne, lichen cronico, rosacea, alopecia areata e alopecia diffusa.

Psoriasi

Vengono colpite, in genere, persone ipersensibili che hanno un gran bisogno dell’amore degli altri. Sono terrorizzate di venire ferite da una o più persone del loro ambiente, oppure si sentono obbligate a soddisfare le aspettative, cosa che provoca inevitabilmente irritazione. La localizzazione è importante: se si manifesta nel braccio possiamo supporre che sia in relazione con il lavoro (o attività); nelle mani, invece, indicherà una certa insicurezza nel compito che stiamo realizzando.

La psoriasi pare abbia una base ereditaria ma il decorso della malattia appare influenzato da una componente emotiva. Alcune situazioni non specifiche di stress, quali la perdita dell’oggetto reale o immaginario o una minaccia alla salute o alla sicurezza sembrano coincidere spesso con un deterioramento della condizione. Si è anche osservato che i pazienti affetti da psoriasi amano mettersi in mostra in un modo o nell’altro.

Cefalea

Dietro al mal di testa troviamo spesso un individuo con un grande orgoglio e mania di perfezione. La testa rappresenta “l’alto”, il corpo esprime il “basso” (pensiero – sentimento). Quindi, chi accentra troppo l’attenzione nella zona della testa, cioè chi accetta e vive soltanto ciò che è razionale, ragionevole e logico, perde ben presto il suo “rapporto con la parte bassa”.

L’uomo in questo particolare periodo storico ha privilegiato in misura maggiore le forze celebrali a scapito, naturalmente, delle esigenze del proprio corpo (scarsa capacità di esteriorizzare le emozioni). Non è però il caso di attribuire “responsabilità” al pensiero, alla ragione e alla testa: non è sicuramente la strada che porta alla soluzione. Nessuno dei due “centri” è migliore o peggiore. L’individuo non deve scegliere tra l’uno e l’altro ma deve restare in equilibrio (come infatti sostiene la medicina psicosomatica: l’uomo è una cosa unica, non è possibile scindere la mente dal corpo)

A volte è particolarmente evidente che le crisi cefalagiche sono scatenate, in determinate situazioni, da collera repressa, da aggressività, da ansia e da disagio nei rapporti interpersonali. Sembra più una “fuga” da una situazione difficile, piuttosto che un sintomo: il disturbo in chiave simbolica avrebbe solo lo scopo di rompere il controllo con una realtà carica di tensione (il malessere scatta proprio quando il soggetto involontariamente “cerca scuse”: mi hai fatto venir mal di testa. Il lavoro (trattamento) è sempre quello di capire il perché; individuare, cioè, le cause che determinano una reazione psichica che si manifesta con un disturbo fisico: la cefalea

Indica chiaramente un tentativo di bloccare una “testa che pensa troppo per tenere a bada un mondo emotivo che spinge” per manifestarsi, per uscire. E’ un chiaro segnale di conflitto tra ragione e istinto: tra il mondo gelato, freddo del pensiero e quello armonioso, caldo delle emozioni.

Nei bambini: risultano ipersensibili, ambiziosi, paurosi, irritabili e ossessivamente ordinati. I genitori, particolarmente rigidi, apprezzano il metodo e l’impegno scolastico (il rapporto affettivo ruota esclusivamente intorno ai risultati scolastici conseguiti). E’ curioso che i cefalalgici soffrono nel periodo dell’attività scolastica ma non durante i periodi di vacanza (non devono dimostrare il loro senso di responsabilità).

Cateratta

Il futuro viene vissuto in modo triste e senza nessuna speranza di miglioramento.
Glaucoma (pressione dei liquidi intraoculari): collegato a difficoltà di vedere la vita a seguito di un disagio emotivo di lunga durata.

Vertigini

In chiave simbolica essa richiama la mancanza di punti di riferimento affettivo che ostacola la persona a strutturare un equilibrio interiore stabile: perde di vista il rapporto col mondo e si trova a “ruotare attorno a se stessa”. L’equilibrio precario, quindi, conduce ad irrigidimento, a non potersi “guardare attorno”. Ecco che arriva la vertigine rotatoria: tentativo di rompere la rigidità imponendo alla persona a “guardarsi attorno”.

Insonnia

Solitamente è un soggetto sempre in movimento durante il giorno sempre impegnato, con notevoli difficoltà a delegare e a staccarsi da pensieri che circolano continuamente nella sua testa. L’insonne non riesce assolutamente a lasciarsi andare neppure di notte e tenta di portare con sé nel mondo del sonno, tutto quello che appartiene alla sua esistenza diurna. Ha comunque molti volti, ma esistono elementi comuni: insoddisfazione ed attese. L’insoddisfazione riguarda i problemi quotidiani, angoscia di non essere all’altezza, affetti che non “guardiamo”. C’è sempre un timore a lasciarsi andare; indica debolezza e vulnerabilità (uomo); diventa sinonimo di sudditanza e prevaricazioni (donna).

Nelle ore diurne sempre c’è movimento, non riesce a staccarsi dalle cose anche se sono deteriorate (rapporti sentimentali, amicizie, ecc.) non perde mai il controllo (aggressività e sentimenti), rimane continuamente legato al passato. Nella difficoltà a prendere sonno una “parte di noi” (l’Io) non vuole perdere il controllo perché teme di incontrare le emozioni profonde (che durante il giorno riesce a tenere sotto controllo).

Il risveglio notturno, invece, indica semplicemente che si sta realizzando quello che non si è riuscito a fare durante il giorno; rimuginare su ciò che è accaduto durante il giorno o invaso dalla tristezza, dalla rabbia e dalla paura.

Far emergere le emozioni psicologiche bloccate significa guarire?

In conclusione si può affermare che le malattie somatiche sono quelle che più strettamente realizzano uno dei meccanismi difensivi più arcaici con cui si attua una espressione diretta del disagio psichico attraverso il corpo. In queste malattie l’ansia, la sofferenza, le emozioni troppo dolorose per poter essere vissute e sentite, trovano una via di scarico immediata nel soma (il disturbo); non sono presenti espressioni simboliche capaci di mentalizzare il disagio psicologico e le emozioni, pur essendo presenti, non vengono percepite.

In genere il paziente psicosomatico si presenta con un buon adattamento alla realtà, con un pensiero sempre ricco di fatti e di cose e povero in emozioni. Per meglio chiarire si tratta di un paziente che difficilmente riferisce sentimenti quali rabbia, paura, delusione, scontentezza, insoddisfazione. Spesso si tratta di pazienti che hanno difficoltà a far venire alla luce emozioni , che separano dalle cose ogni elemento di fantasia .

Tutte le loro capacità difensive tendono a tener lontani contenuti psichici inaccettabili, a costo di distruggere il proprio corpo . In questo senso una persona, incapace di accedere al suo mondo emotivo, potrebbe non percepire rabbia, frustrazione o stress per una difficile condizione lavorativa e neppure immaginare una possibile connessione tra la sua ulcera e le emozioni o i vissuti relativi al suo lavoro.

Anche se tali caratteristiche non sono sempre presenti in assoluto in quelli che presentano una patologia psicosomatica, sembra comunque permanga sempre in queste persone una parte dell’io che tende a funzionare in questo modo.