Milioni di persone soffrono di dolori dovuti alla Sciatica. Ecco come liberarsene una volta per tutte

Milioni di persone soffrono di dolori dovuti alla Sciatica. Ecco come liberarsene una volta per tutte

Praticare Yoga e andare da un osteopata possono essere delle buone soluzioni per alleviare il dolore dovuto alla sciatica. Senza dubbio si tratta di metodi più naturali rispetto all’utilizzo di farmaci.

Secondo gli esperti la Curcuma è un ottimo alleato contro la Sciatica
Ancora in pochi sanno che dei recenti studi hanno dimostrato come alcune erbe siano un’ottima alternativa naturale per guarire dalla sciatica.

Secondo molti esperti, un ingrediente attivo della Curcuma, la curcumina, può essere utilizzato come tonico per ridurre al minimo l’infiammazione cronica.
Uno dei modi migliori per assumere la curcuma è riscaldarla nel latte (in alternativa anche del latte vegetale) con dell’olio di cocco e un po’ di pepe.
Curiosità: la piperina, presente nel pepe nero, aiuta ad assorbire le sostanze nutrienti in modo più efficace. Gli integratori in capsule di curcumina e piperina sono un’ottima alternativa per un assorbimento ottimale e un sollievo più veloce.
Potresti anche consumare la curcuma come un tè caldo, oppure usarla in cucina come condimento nei tuoi piatti. Anche in questo caso i benefici sono garantiti.

La Curcuma abbassa i livelli degli enzimi che alimentano l’infiammazione
La Curcuma contribuisce ad alleviare il dolore alla sciatica e il gonfiore perché abbassa i livelli di alcuni enzimi che alimentano l’infiammazione.
Generalmente, Il dosaggio suggerito per un adulto sano sono 300 mg di curcuma, da prendere tre volte al giorno per aiutare ad alleviare dolore e infiammazione. In caso di assunzione di farmaci, potrebbe essere necessario regolare il dosaggio.

Tieni presente che gli integratori di curcuma spesso contengono la bromelina, un potente antinfiammatorio.
La Curcuma è stata utilizzata nella medicina ayurvedica per molti secoli come trattamento contro l’artrite per via della sua efficacia nel ridurre l’infiammazione (che è spesso la causa principale del dolore lombo-sacrale e/o sciatica).
La Curcuma è meglio degli NSAID (farmaci anti-infiammatori non steroidei, di cui l’aspirina è l’archetipo)
La curcuma è un inibitore selettivo degli enzimi COX-2.

COX-1 e COX-2 sono gli enzimi che iniziano il processo infiammatorio. COX-1 è considerato “l’enzima buono” perché esegue un “ruolo di mantenimento” nei dintorni dell’infiammazione e mantiene la mucosa dello stomaco. COX-2 è invece l’enzima responsabile nell’aumento dell’infiammazione.
I Farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), che includono l’aspirina, ibuprofene e naprossene, non agiscono in modo selettivo, andando a inibire entrambi gli enzimi COX-1 e COX-2 per fermare l’infiammazione. Così facendo questi farmaci vanno a intaccare l’equilibrio mantenuto dagli enzimi COX-1.

A lungo andare questo squilibrio porterà a dei seri problemi di stomaco, ecco perché l’uso di qualsiasi farmaco deve essere sempre parsimonioso e ponderato.

Ciò che rende unica la curcuma è che essa agisce in maniera selettiva perché inibisce soltanto gli enzimi COX-2.
Le case farmaceutiche da anni cercano di creare in laboratorio un farmaco con questa capacità d’inibizione selettiva degli enzimi COX-2. Se esiste in natura un qualcosa con le suddette capacità, perché ostinarsi con dei farmaci costosi e dagli innumerevoli effetti collaterali?
Per fortuna, la Curcuma è la soluzione più adatta al tuo corpo…e anche al tuo portafoglio!

 

Guarda il video con il primo segreto per risolvere i problemi della tua schiena

La sindrome del piriforme : la “falsa” sciatalgia che blocca il runner

L’eziologia della sindrome del muscolo piriforme contempla una varietà di fattori. Tra le cause più frequenti per il podista ci sono le dismetrie degli arti inferiori, ma possono essere determinanti anche un’eccessiva pronazione del piede, eventuali problemi posturali o quelli relativi all’anca. Influisce anche la scelta errata delle scarpe da corsa che causa uno stress eccessivo alla muscolatura delle anche.

La sindrome del piriforme si manifesta con dolore che può essere accompagnato da parestesie (riduzione della sensibilità) al tratto lombare,alla regione dei glutei,nella zona posteriore della gamba e della coscia e a volte anche alla pianta del piede.

La riduzione di sensibilità in alcune zone degli arti inferiori (a livello del sacro e del gran trocantere) è indicatore delle forme più gravi della sindrome.

La terapia per eccellenza è quella osteopatica

viene fatta una valutazione sull ‘origine del problema e si utilizzano delle tecniche mirate a ripristinare un corretto equilibrio , accompagnati sempre da stretching del muscolo piriforme e del medio gluteo. Essenziale cercare di migliorare la postura del paziente in base alle cause della sindrome (dismetria degli arti inferiori, deficit dei muscoli delle anche, rigidità della colonna e della muscolatura posteriore delle gambe).

Altre terapie molto efficaci sono la tecar e il laser yag ad alta potenza, anche in questo caso accompagnate da esercizi di stretching sul muscolo piriforme e sul muscolo medio gluteo.
A volte può essere utile l’utilizzo di plantari che correggano l’appoggio del piede.
In caso di insorgere della sindrome del muscolo piriforme, il podista deve interrompere l’attività di running fino alla scomparsa totale della sintomatologia: nel frattempo potrà svolgere sport alternativi (nuoto, rinforzo muscolare). La ripresa della corsa dovrà avvenire gradualmente su percorsi pianeggianti e, soprattutto, evitando nella fase iniziale del recupero gli sterrati. Durante il periodo del trattamento può essere utile, nelle ore di sonno, l’utilizzo di un cuscino collocato tra le ginocchia per cercare di favorire il rilassamento del muscolo piriforme.

In questo video potete trovare gli esercizi per risolvere DEFINITIVAMENTE le problematiche che riguardano il piriforme

 

Se non dovesse bastare potete prenotare una visita con un osteopata

Per prenotare direttamente online in uno dei miei studi

Combattere le infiammazioni del nervo sciatico con i rimedi naturali

Il termine sciatica indica un dolore, più o meno intenso, che interessa il nervo sciatico e le sue diramazioni, presenti a livello di schiena, gambe e glutei. Sciatalgia è infatti l’infiammazione dello stesso nervo.

Esistono diverse varianti di sciatica, distinte in base alla causa e all’intensità del problema. Le origini dei fastidi possono essere le più varie: dalla presenza di un’ernia, all’assunzione di una postura scorretta per lungo tempo. Esistono anche dei fattori che predispongono a questa patologia molto dolosa. Tra questi, troviamo: gravidanza, artrite, diabete, traumi alle gambe. Read more…

Dolore di schiena e sciatalgia? Ecco il rimedio miracoloso

Anche in questo caso è la Natura a venirci in soccorso. Non prendere farmaci, ma usa semi di lino

Chi soffre di sciatalgia e più in generale di mal di schiena, sa bene come sia difficile trovare sollievo. Tra l’altro la schiena è una parte del nostro corpo che è coinvolta nella maggior parte dei movimenti e quando ci fa male, anche solo girare la testa ci fa sentire fitte di dolore. Il freddo e l’umidità poi non ci aiutano e fanno si che questo tipo di fastidi si accentuino. Read more…

Come alleviare il dolore al nervo sciatico con una pallina da tennis

Il nervo sciatico è un nervo misto che trae origine dal plesso sacrale e attraversa in lunghezza la gamba. È un nervo abbastanza voluminoso, spesso soggetto a infiammazioni. Il dolore sciatico, infatti, è una condizione molto comune che può avere diverse cause: dalla presenza di un’ernia, all’assunzione di una postura scorretta per lungo tempo.

Il dolore, veramente fastidioso e intenso, si concentra nella parte posteriore della coscia, nella bassa schiena o nei glutei. Oltre al dolore, tra i sintomi possono avvertirsi anche formicolii e debolezza muscolare.

Abbiamo già visto alcuni rimedi naturali per il trattamento del dolore sciatico. Oggi, vedremo invece un’altra soluzione, più “meccanica”, che si basa sull’uso di una o più palline da tennis per far leva su alcuni punti di pressione e alleviare il dolore.

Il trattamento con la pallina da tennis utilizza gli stessi principi del massaggio, della digitopressione e della riflessologia, che aiutano ad alleviare dolori muscolari e tensione. La pallina interviene su alcuni punti del muscolo piriforme che si trova vicino al nervo sciatico, migliorando la circolazione, diminuendo la rigidità e migliorando la mobilità della parte. È una pratica economica che può essere fatta a casa, meglio se dietro i consigli di un esperto.

Prima di iniziare…

È importante ricordare che in molti casi l’infiammazione del nervo sciatico è solo il sintomo di altre problematiche ben più importanti, come ad esempio la presenza di un’ernia. Per questo, prima di iniziare qualsiasi trattamento è sempre bene confrontarsi con un medico per ricercare la causa del problema, evitando che, invece di avere dei benefici, andiate a peggiorare la situazione. La pallina lavora sul muscolo piriforme, evitate quindi di sollecitare direttamente il nervo. Infine, come detto in precedenza, prima di iniziare qualsiasi terapia, confrontatevi con uno specialista in modo da scoprire se ci sono dei limiti o delle controindicazioni per il vostro caso specifico.

Come utilizzare la pallina

È possibile utilizzare una o più palle da tennis unite tra di loro, in base al tipo di dolore e alla capacità di equilibrio. Mentre siete seduti o sdraiati sul pavimento, mettete la pallina da tennis sotto il muscolo dal quale proviene il dolore. Se utilizzate una sola pallina, si eserciterà una pressione maggiore sulla zona. Utilizzarne più di una, invece, vi consentirà di distribuire il peso e la pressione su una superficie maggiore, avvertendo meno dolore.

Spostate lentamente il peso sulla pallina, utilizzando una moderata quantità di forza per comprimere i punti trigger del muscolo piriforme in cui avvertite dolore. L’obiettivo è quello di diminuire l’ipertono del muscolo, ripristinando il normale flusso di sangue nella zona e alleviando l’irritazione del nervo sciatico. Indugiate in uno dei punti per circa 15 secondi, passando poi al successivo. In alternativa, potete far rotolare le palline avanti e indietro con dei movimenti delicati.

Il dolore che sentite non deve essere troppo forte. Se lo è, allentate la pressione o aggiungete altre palline. Dovete essere molto cauti mentre lavorate sui punti di pressione, per evitare di andare a infiammare maggiormente la parte, aggravando la condizione. Se sentite dolore acuto interrompete subito.

Se eseguita correttamente, questa tecnica aiuta ad alleviare il dolore alla sciatica. Ovviamente, la pallina da tennis non può mai sostituire le mani di un esperto e, ancora, vi ricordiamo di non iniziare la terapia prima di esservi accertati della causa che ha portato all’infiammazione e dell’esistenza o meno di controindicazioni.

Oltre all’utilizzo della pallina da tennis, per combattere il dolore al nervo sciatico, si suggerisce di effettuare della ginnastica dolce e degli esercizi di stretching

Psicosomatica della sciatalgia: quando le emozioni infiammano il nervo sciatico

Prima di parlare della sciatalgia come condizione psicosomatica è necessario capire come la nostra mente possa causare così tanti problemi al nostro corpo. In questa pagina capiremo come si origina la sciatalgia (e tante altri disturbi psicosomatici) in condizioni in cui non vi sono fattori esterni che ne causerebbero la comparsa.

 

La nostra esperienza nella vita è tanto corporea quanto emotiva e le due sfere sono imprescindibili. I “dati emotivi” che accumuliamo ogni giorno vanno a influenzare il nostro corpo, attimo per attimo.

Il nostro corpo, quindi, riesce costantemente a muoversi tra due realtà completamente diverse: da un lato accoglie gli stimoli interni che si generano dalle nostre emozioni (consapevoli o inconsapevoli) e dall’altro accoglie gli stimoli che sono condizionati fattori esterni: fame, sete, esposizione al virus dell’influenza, esposizione a un agente allergizzante… Le due realtà si influenzano fortemente tra loro fino a innescare fenomeni psicosomatici.

Purtroppo sono ancora molto gli scettici della psicosomatica o della biologia delle emozioni. Eppure sappiamo che il nostro corpo è vulnerabile alla malattia fisica e l’ambiente esterno non può essere visto come l’unico trigger possibile.

 

Il nostro sistema nervoso è dato da una complessa rete di cellule che rende possibile la comunicazione tra la nostra mente e il resto del corpo. Il sistema nervoso collega, in modo diretto, il nostro sé fisico e la nostra sfera emotiva. Muscoli volontari, muscoli involontari così come i nostri 5 sensi possono essere influenzati dalle nostra risposta emotiva cosicché possiamo dare vita a un’infinità di risposte fisiche a stati come ansia e stress.

Quando il nostro disturbo fisico è causato da un infortunio, da agenti virali o da un allergene, i trattamenti medici possono aiutarci, tuttavia, quando il nostro disturbo fisico è legato a fattori emotivi, il potenziale della medicina tradizionale è limitato. Nella migliore delle ipotesi può verificarsi un effetto placebo che può creare sollievo mentre nel peggiore dei casi s’innesca frustrazione e rabbia perché il trattamento medico in questione non ha portato a termine il suo scopo.

 

Nessuno è immune alle reazioni fisiche causate dallo stress emotivo, quindi siamo tutti vulnerabili. Certo, se siamo in grado di identificare più facilmente l’origine del nostro disturbo (se di natura psicosomatica) allora possiamo lavorare meglio su noi stessi e alleviare i sintomi che ci affliggono.

Fattori emotivi che possono causare malattie psicosomatiche

centri emotivi del cervello hanno un forte legame con importanti strutture corporee, compresa la muscolatura volontaria e quella involontaria. I muscoli involontari sono quelli che ci consentono di respirare e che governano il nostro sistema gastrointestinale. Come potete leggere nell’elenco che segue, l’ansia può attivare qualsiasi muscolo innescando una gran quantità di sintomi fisici che vanno dal colon irritabile alla tachicardia. Molto sintomi psicosomatici possono essere mal interpretati e portare alla diagnosi di malattie puramente mediche.

L’ansia, agendo semplicemente sulla tensione muscolare, può innescare un gran numero di sintomi psicosomatici quali:

  • tensione al capo, mal di testa, sintomi simili alla cervicale
  • fibromialgia
  • sciatica o sciatalgia
  • iperventilazione
  • dolori muscolari
  • formicolio alle mani e ai piedi
  • sensazione di soffocamento
  • crampi e tremori

Vi basterà pensare alle contrazioni del muscolo psoas e alle conseguenze sulla nostra salute per capire quanto le emozioni influenzano il nostro corpo.

Quando l’ansia interferisce con i muscoli involontari del nostro corpo, possiamo avere diversi disturbi che coinvolgono la muscolatura liscia (vale a dire capillari, vene, arterie, bronchi, sistema urogenitale, intestino…). I sintomi psicosomatici che possono nascere sono:

  • emicrania
  • colite
  • colon irritabile
  • problemi respiratori
  • spasmi alla vescica
  • dolore addominale
  • bisogno improvviso di urinare o defecare
  • dolore addominale
  • acidità di stomaco, spasmi, diarrea, nausea
  • dermatite atopica

Alti livelli di ansia possono interferire con la nostra capacità di pensiero e sui nostri processi cognitivi dando vita a disturbi come vertigini, debolezza fisica, svenimento, difficoltà di pensare, visione sfocata, sensazione di prurito… A chi non è mai capitato di sentirsi un insetto addosso? Questa è la risposta fisica di un processo inconscio inespresso.

Con la sua pubblicazione intitolata “emotion-focused interviewing”, il ricercatore psichiatra Allan Abbass, già nel 2005 stilò una serie di domande che il medico dovrebbe rivolgere al paziente per capire se il disturbo che riferisce può essere di natura psicosomatica o prettamente fisica. Si tratta di domande semplici ma di forte valenza. Purtroppo il protocollo non è stato adottato in Italia eppure, secondo Abbass il proceddo diagnostico potrebbe richiedere solo 15 minuti di conversazione.

Sciatalgia e psicosomatica

La sciatalgia indica un dolore che si irradia lungo il percorso del nervo sciatico, dalla schiena verso le natiche e le gambe.

La sciatalgia può essere collegata a un problema del nervo: in presenza di problemi come ernia del disco, un rigonfiamento di un disco spinale o altri disturbi strutturali che interessano il muscolo piriforme, non è possibile parlare di psicosomatica. Si parla di sciatalgia psicosomatica quando l’infiammazione del nervo sciatico è fine a se stessa. In realtà, anche ernie al disco e rigonfiamenti possono essere legati alla psicosomatica e quindi alla nostra vita emotiva. Di seguito vedremo come.

Analogamente a quanto visto con i problemi legati al muscolo psoas , nella maggior parte dei casi i dolori che coinvolgono interamente la schiena o una sua specifica zona (cervicale, dorsale, lombare, sacrale, ecc.) e che non sono suffragati da specifiche problematiche ortopediche o strutturali alla colonna vertebrale, sono l’effetto di ansia, depressione, stress o di altri disagi psicologici che riguardano la nostra vita emotiva.

Come nasce la sciatalgia psicosomatica?

La schiena dovrebbe ritrovarsi in una situazione di naturale rilassatezza. Quando ansie tensioni emotive incidono sui nostri tessuti muscolari, la schiena si irrigidisce causando una serie di problemi a catena che incidono fortemente sull’intera zona (cervicale, dorsale, lombare, sacrale…).

Le fasce muscolari sono molto sensibili alla qualità delle emozioni che viviamo tutti i giorni. Le emozioni, a livello del nervo sciatico, agiscono come attivatori di tensioni, blocchi e contratture. Tensioni ripetitive portano al perpetuarsi di posizioni scorrette che facilmente sfociano in problematiche quali ernie, artrosi, artriti e sciatalgie.

La sciatalgia da un punto di vista psicologico

Chi soffre di sciatica può essere una persona che si trova a dover fare qualcosa che proprio non vuole. Dato che, per sfociare in infiammazione del nervo sciatico, la situazione deve essersi perpetuata per molto tempo, parliamo di una persona che per molto tempo è stata “costretta ad agire per necessità” mettendo costantemente da parte i propri bisogni personali e vivendo in uno stato di autoprivazione quasi sempre inconsapevole. I disturbi psicosomatici si manifestano in assenza di elaborazione, quindi la chiave della “guarigione psicosomatica” consiste nella consapevolezza e nella conoscenza degli stati più profondi del sé.

In questo contesto, la personalità dell’individuo è pervasa da un forte senso del dovere, intransigenza e rigidità morale (oltre che muscolare!). Questi stati d’animo (accompagnati da schemi rigidi, austerità e severità) si sono tradotti in chiave psicosomatica, in infiammazione del nervo sciatico.