QUALE SPORT FARE SE SI SOFFRE DI MAL DI SCHIENA?

Se soffri di mal di schiena o disturbi cervicali ricorrenti, è una domanda che probabilmente ti sei fatto: quale sport devi evitare, e sopratutto quale attività fisica puoi fare per migliorarlo?

Se fai questa domanda in giro, puoi ricevere centinaia di risposte diverse (anche molto contrastanti tra loro) , perchè naturalmente tutti, sia gli operatori del settore che i profani, hanno una loro opinione a riguardo.

Il problema è: su cosa è basata questa opinione?

Il più delle volte, la risposta è: si tratta del proprio parere personale più che su di un reale fondamento scientifico.

In questo articolo andremo a vedere come molti dei consigli che si leggono e che si sentono dire in giro (purtroppo anche da alcuni professionisti) siano in realtà vere e proprie “leggende metropolitane“.

Cercheremo quindi di capire:

  • se c’è qualche attività che ti può essere utile o che devi evitare
  • se è possibile fare la tua attività preferita anche in presenza di mal di schiena

IMPORTANTE: in questo articolo parlerò di casi di mal di schiena “classico”, cioè senza gravissimi problemi alla colonna.Sono consigli che possono valere benissimo per persone con discopatie, ernie “storiche”, artrosi ecc… ma ci sono anche persone che prima di fare attività dovrebbero sentire l’opinione di un neurochirurgo, come ad esempio:

  • persone con scivolamenti vertebrali significativi (spondilolistesi)
  • persone con gravi ernie che danno segni neurologici
  • persone con stenosi del canale vertebrale
  • persone con esiti di interventi chirurgici alla colonna o instabilità vertebrali

 

 

Mal di schiena e attività fisica: quali sono gli sport da evitare?

 

Dati alla mano, la risposta alla domanda è semplice: non c’è NESSUNO sport che vada evitato a prescindere.

I motivi sono due:

  • non è detto che le sollecitazioni di uno specifico sport siano negative per la schiena del singolo soggetto. Prendi due persone con il mal di schiena e falle correre: è possibilissimo che una peggiori il dolore, ma che l’altra ne tragga addirittura beneficio
  • il problema potrebbero non essere le sollecitazioni dello sport, ma la debolezza della colonna: a quel punto qualsiasi sollecitazione di troppo scatena il dolore. La soluzione dovrebbe però essere rinforzare la colonna, non evitare le sollecitazioni.

Alle Olimpiadi di Rio nel 2016, una altissima percentuale di atleti mostrava severe degenerazioni della colonna lombare, con la più alta percentuale nei tuffatori.

Questo significa forse che… lo sport fa male alla schiena?

Assolutamente no:  la prevalenza di problemi ben evidenti nella risonanza magnetica è altissima anche in persone sedentarie, ma soprattutto in persone SENZA DOLORE!

La sostanza del discorso è che per capire se un gesto atletico sia adatto a te occorre:

  • provare sul campo, senza basarsi su pre-concetti
  • andare con una preparazione specifica. Se ho mal di schiena anche solo a starnutire, inutile provare a fare attività sportiva.

 

Leggende metropolitane su attività fisica e mal di schiena

Il nuoto fa bene (ma non a rana eh, sarai mica matto!), mentre la corsa fa male, lo sanno tutti!!!!!

Andare in palestra a sollevare pesi? Stai scherzando vero? Assolutamente da evitare!

L’argomento “sport e mal di schiena” è purtroppo quello più ricco di vere e proprie leggende metropolitane.

Vediamo le più comuni.

Leggenda #1 correre fa male alla schiena: FALSO

treadmill

Questa è una delle raccomandazioni che si sente più di frequente: se hai mal di schiena non puoi correre, perchè ci sono troppe sollecitazioni.

Cosa vera? Non necessariamente.

Studi che dimostrino che correre aumenta il rischio di mal di schiena non ce ne sono: un recente studio ha rivelato come il 49% dei maratoneti intervistati abbia riferito un miglioramento del mal di schiena da quando corrono, mentre solo il 27% ha riferito un peggioramento.

Nonostante sia evidente che correre, come qualsiasi altra attività, crei sollecitazioni ai dischi intervertebrali, il fatto che correre peggiori la situazione della schiena non è assolutamente dimostrato.

Anche il fatto che la maggiore rigidità muscolare dei corridori porti con più facilità mal di schiena, non è supportato da alcun dato, anzi ci sono studi che dimostrano il contrario, cioè che non c’è relazione.

In sostanza: la colonna è perfettamente in grado di reggere le sollecitazioni della corsa, qualora questa sia correttamente programmata.

Questo vale in generale, ma la TUA colonna riuscirà a reggerle? Lo saprai dopo che avrai applicato la mia strategia, che vedremo tra poco.

 

Leggenda #2 I pesi in palestra fanno male alla schiena:FALSO

Mettiamocelo in testa: la schiena è fatta per sostenere carico, quindi evitare i carichi per evitare che la schiena faccia male rischia di innestare un pericoloso circolo vizioso di indebolimento muscolare e dolore conseguente.

Anche qui, non si registra una maggiore incidenza di mal di schiena in chi fa pesistica rispetto ad altri sport, anzi a dire il vero l’incidenza è minore!.

Guarda in questa immagine una classifica dell’incidenza degli infortuni nello sport negli Stati Uniti: è del 1994, ma la situazione non è cambiata:

classifica-infortuni

E attenzione che ho detto pesistica, non attività amatoriale in palestra, nella quale (se eseguita a dovere) i carichi sono sicuramente minori!

Peraltro, sono sorprendentemente presenti dati che indicano che la tecnica con cui si sollevano i pesi, anche al lavoro, non è così importante nel prevenire il mal di schiena.

In sostanza:  la tua colonna è perfettamente in grado di sostenere un allenamento in palestra ben programmato. Ci riuscirà davvero? Anche qui, lo saprai dopo che avrai applicato la mia strategia.

 

Leggenda #3 Il nuoto fa bene alla schiena: FALSO

Questa è una leggenda talmente infondata che non voglio neanche soffermarmici più di tanto: ti linko direttamente ai risultati di google per “nuoto non fa bene alla schiena“, in modo che tu possa vedere quante ricerche hanno dimostrato che il nuoto in realtà non ha significativi effetti nè sul mal di schiena nè sulla scoliosi.

Poi, per qualcuno potrà anche essere successo di migliorare col nuoto, ma che non lo si consideri una terapia, per carità.

 

E la bicicletta? Luci e ombre…

Qui la situazione si fa leggermente più spinosa: gli studi dicono che c’è una correlazione tra assetto della bici e possibilità di avere mal di schiena, ma uno studio del 2010 su 100 professionisti (che quindi non avevano la bici potenzialmente assettata male) ha rivelato che l’incidenza di dolore alla schiena era di oltre il 40%.

Non è difficile capire perchè, visto che in bici si tiene comunque una posizione nella quale i muscoli lombari sono fortemente sollecitati, e la si mantiene per delle ore.

Nella corsa a piedi amatoriale, difficilmente andiamo sopra i 60-70 minuti, mentre anche ciclisti non professionisti fanno tranquillamente giri di 2-4 ore.

In sostanza: i dati ci dicono che la corretta posizione in bici può evitare il mal di schiena, ma che comunque lunghi giri in bici effettuati con regolarità ci mettono un po’ più a rischio di avere problemi, anche se generalmente una colonna in buono stato di forma è perfettamente in grado di reggere l’impatto.

 

Mal di schiena e attività fisica: quale sport è meglio fare?

Se hai seguito il discorso finora hai capito che non abbiamo dati certi per dire che la tale attività faccia male e che la tal altra faccia bene, in chi soffre di mal di schiena.

Parti da un presupposto fondamentale: NESSUNA ATTIVITÀ FISICA È PENSATA PER RISOLVERE I PROBLEMI ALLA COLONNA.

Si può pensare che Yoga e Pilates, essendo attività che mirano a distendere e a rinforzare i muscoli in modo progressivo, possano essere attività particolarmente benefiche.

Effettivamente, ci sono anche studi che dimostrano una certa efficacia dello Yoga e del Pilates nel combattere il mal di schiena: se ti piacciono, può valere la pena provare.

L’importante è non concepirli come NECESSARI: l’unica attività che potrebbe essere considerata necessaria è la RIEDUCAZIONE MIRATA.

 

Rieducazione mirata: la vera attività fisica utile alla colonna

Se hai sviluppato mal di schiena, è perchè i tuoi muscoli e le tue vertebre non sono riusciti a mantenere un buon equilibrio con le sollecitazioni che gli hai dato nel corso della tua vita.

Potresti avere alcuni muscoli troppo deboli, oppure potresti averne altri troppo rigidi; ancora, potresti avere delle caratteristiche di particolare debolezza dei dischi vertebrali.

Qualsiasi attività fisica NON potrà lavorare in modo MIRATO su questi aspetti, perchè sono soltanto TUOI.

L’attività ideale sarebbe quindi la rieducazione mirata, che rinforzi le tue debolezze e distenda le tue rigidità.

All’attività di rieducazione mirata potrai poi affiancare una normale attività fisica che ti piaccia, con le indicazioni e raccomandazioni che vedremo tra poco.

Ma…come si fa ad avere un piano di rieducazione mirata?

Ovviamente una buona scelta è quella di rivolgersi ad un fisioterapista professionista, che magari abbia una buona esperienza in riabilitazione sportiva e ancor più importante è consultare un osteopata che possa intervenire sulla CAUSA del disturbo

Come tornare a fare attività fisica anche con il mal di schiena o i dolori cervicali

Come hai visto finora, non esiste una attività sportiva che faccia male, nè una che faccia bene, perchè le attività sportive non sono pensate per migliorare i problemi alla schiena.

Detto questo, dobbiamo fare attività fisica perchè ci piace e perchè ci dà benessere generale, non perchè fa bene alla schiena.

Ma proprio perchè se stai leggendo questo articolo, qualche problema alla schiena potresti averlo, quindi dobbiamo fare in modo che la nostra colonna sia pronta.

I passi che dovrai seguire sono sono:

  1.  cercare di mettere la colonna vertebrale nelle migliori condizioni muscolari possibili, agendo sulla causa ,magari con delle sedute osteopatiche
  2. affrontare l’allenamento con gradualità, mettendo gli esercizi specifici come riscaldamento

 

Passo # 1 come migliorare la tua colonna con esercizi mirati

Per migliorare lo stato della colonna, occorrono esercizi mirati, che distendano i muscoli più contratti e rinforzino quelli più deboli.

in questi video potrai trovare 3 esercizi davvero efficaci per risolvere il tuo mal di schiena

 

 

 

Questi sono video presi dal mio canale youtube iscriviti per rimanere sempre aggiornato.

Passo #2: come programmare l’allenamento

La programmazione dell’allenamento è ovviamente un punto molto importante.

Le “tappe” potrebbero essere:

  1. no attività fisica, solo attività specifica sulla colonna (vedi il precedente punto #1) 2-4 settimane.
  2. attività specifica usata come riscaldamento, attività fisica cauta, 1-3 mesi
  3. attività specifica usata come riscaldamento, attività fisica normale

 

Se hai un mal di schiena non troppo forte, puoi anche pensare di partire direttamente dal punto 2.

 

E se non funziona lo stesso?

Come dicevo, il fatto che gli studi non dimostrino che la tale attività fisica fa venire il mal di schiena, non significa che tu possa fare qualsiasi cosa incurante del dolore.

Ci sono persone che, nonostante tutte le accortezze, non riescono a fare una determinata attività, o la fanno con diverse limitazioni.

Come fai a capire se sei una di quelle persone? Semplice, come ho ripetuto per tutto l’articolo:

  • lavora sulla colonna
  • fai l’attività che vuoi programmandola in maniera intelligente e graduale

Se nonostante il lavoro specifico e la programmazione adeguata, noti che ogni volta che fai attività ti viene dolore, allora si che potrai dire che quello sport non fa per te.

Conclusione

Il concetto che devi portare a casa è:

Una colonna con la muscolatura in buono stato è perfettamente in grado di sopportare le sollecitazioni di una attività fisica amatoriale 2-4 volte alla settimana, anche in presenza di problemi radiologicamente dimostrati.

Il tuo compito deve essere prima di tutto quello di portare i muscoli e le articolazioni tra una vertebra e l’altra nelle migliori condizioni possibili, prima di rinunciare all’attività.

Se hai bisogno di una visita osteopatica che ti permetta di capire come risolvere DEFINITIVAMENTE il tuo problema puoi prenotare direttamente a questo link , tramite il sito o chiamandomi al 3393227069.

Spero che questi chiarimenti ti siano stati utili.

A presto

 

Dr Bruno Maria Camerani

Fai passare i tuoi dolori muscolari e di schiena con il FOAM ROLLER

Cos’è e a cosa serve il Foam Roller?

Il foam roller è un cilindro ricoperto di schiuma, generalmente poliuretano, che da strumento per esercizi di fisioterapia si sta diffondendo nelle palestre, utilizzato dagli atleti per migliorare l’elasticità muscolare, e soprattutto nelle case per praticare un auto-massaggio rilassante in grado di sciogliere le tensioni muscolari, favorendo così il benessere psico-fisico.

La superficie del foam roller non è liscia ma presenta alcune zone rialzate (come se fosse un pavimento acciottolato) che permettono, durante l’utilizzo, di andare ad esercitare pressione in punti specifici del corpo e di sciogliere così alcuni punti di tensione responsabili dei dolori, ma anche di allungare le fibre muscolari per favorire l’elasticità e il normale funzionamento.

Come si usa il foam roller

L’uso del foam roller è abbastanza semplice perchè bisogna “rollare” le diverse parti del corpo (schiena, gambe, fianchi) sul cilindro, seguendo le indicazione delle schede di esercizi solitamente corredate al foam roller al momento dell’acquisto o visionando i video tutorial di personal trainer, soprattutto stranieri, che ne consigliano e mostrano l’utilizzo. Gli esercizi con il foam roller non solo sono facili da imparare ma sono anche rapidi da eseguire infatti bastano 5-10 minuti al giorno per ottenere benefici e giovamento.

Il foam roller può essere usato sia per praticare un auto massaggio che prima o dopo l’attività fisica; in quest’ultimo caso se praticato come esercizio di riscaldamento ha il vantaggio di aumentare la circolazione del sangue nei tessuti muscolari. Rotolando sul foam roller bisogna seguire sempre il senso di sviluppo del muscolo ma bisogna fermarsi in coincidenza delle articolazioni così, ad esempio, se si usa per le gambe bisogna prima concentrarsi sulla zona dei polpacci e poi sui muscoli della coscia senza far passare il foam roller nella zona del ginocchio.

Bisogna scivolare con lentezza sul foam roller (non è un esercizio da fare in fretta) e se si avverte del dolore in un punto specifico è bene soffermarsi: in questo modo la pressione del peso del corpo sul cilindro può sciogliere i nodi di tensione.

I benefici del foam roller

Il foam roller può essere usato a livello professionale per tutti quei casi in cui c’è bisogno di allungare le fibre muscolari ma anche in casa per concedersi un auto massaggio, ad esempio a fine giornata, per rilassare il corpo e ritrovare il benessere, sciogliendo le tensioni e le piccole contratture causate da diversi fattori: una postura non proprio corretta, il trascorrere molte ore seduti in macchina o alla scrivania, sollevare molti pesi.

E’ possibile dedicare 5-10 minuti agli esercizi con foam roller anche al mattino se il momento del risveglio è accompagnato da rigidità.
Agendo non solo sui muscoli ma anche sulla circolazione l’uso del foam roller va ad agire anche sulla ritenzione idrica. Un cilindro foam roller per l’uso a casa ha un costo medi io 30-40 euro.

Dove comprare il foam roller

Foam roller è disponibile sia nei negozi fisici di articoli sportivi, come Decathlon, sia online su negozi come Amazon.it, dove attualmente è scontato a 19,90€ rispetto a un prezzo di listino di 39,99€

 

Link utili con esercizi

 

MAL DI SCHIENA: E’ UTILE FARE UNA RISONANZA MAGNETICA?

MAL DI SCHIENA: E’ UTILE FARE UNA RISONANZA MAGNETICA?

Oggi l’iter seguito da chi soffre di mal di schiena ha come protagonista l’esecuzione di alcuni esami diagnostici come la risonanza magnetica. Ma fare tutto ciò è utile? Ecco qualche spunti di riflessione in merito.

“HO MAL DI SCHIENA PER COLPA DI UNA PROTRUSIONE”

Se affrontiamo il discorso in maniera più completa notiamo che molto spesso la RMN o qualsiasi altro esame diagnostico per immagini non ti può affatto aiutare.

1. Vi è una bassissima correlazione tra immagini biomediche e dolore lombare. Solo il 5-10% dei pazienti che si sottopongono a RMN capiscono cosa provoca la lombalgia grazie a questo esame (spondilite, stenosi del canale lombare). In questi pochi casi si parla di lombalgia specifica, nel restante 90-95% si tende a parlare di lombalgia aspecifica, proprio perché non si riesce a stabilire una relazione tra il dolore alla schiena e la struttura anatomica che lo dovrebbe generare.

2. “Accidenti ho già fatto una RMN e mi hanno anche trovato delle anomalie”. Non preoccuparti! Quelle anomalie sono assolutamente normali e fisiologiche per la tua fascia di età: il tempo passa per tutti e il tuo corpo non ne è indenne. I segni radiografici sulla tua RMN possono essere paragonati ai capelli bianchi o alle rughe. In uno studio del 2014 hanno studiato la prevalenza (cioè quante persone) di anomalie nella Risonanza Magnetica in soggetti senza dolore (asintomatici). Sono comunissime le alterazioni come le protrusioni discali, le ernie, le degenerazioni discali o gli schiacciamenti vertebrali (tabella). E, lo ripeto, in persone che non hanno dolore alla schiena.

3. “Vabbè dai una risonanza che male vuoi che faccia?” E invece, sembrerebbe proprio di sì! Un famoso studio (Grave set al. Spine 2012) ha dimostrato che chi si sottoponeva a RMN precoce (nei primi due mesi) ad un anno di distanza aveva più dolore rispetto a chi non l’aveva eseguita. Questo si spiega con il fatto che dando troppa importanza a quello che dice la tua risonanza, comincerai a preoccuparti eccessivamente, a dare troppa attenzione anche ai sintomi più leggeri (ipervigilanza), e probabilmente comincerai anche ad assumere comportamenti “protettivi”, diminuendo l’attività fisica o, addirittura, smettendo di praticarla: tutto questo non farà altro che sensibilizzare ulteriormente la tua schiena, ottenendo l’effetto opposto di quello che cercavi.

QUINDI, QUALE L’APPROCCIO GIUSTO AL MAL DI SCHIENA?

In tutti quei casi di lombalgia aspecifica sarà importante:

• non fermarsi ai referti della risonanza, non cadere nel catastrofismo e prendere coscienza del fatto che molto spesso il dolore ha più a che vedere con la sensibilizzazione della struttura (nel nostro caso la schiena) che con un suo reale danno strutturale;

• la strategia migliore per abbassare la sensibilità della tua schiena è il movimento. Non immobilizzarti! Riabitua il corpo a una certa forma di carico graduale tramite esercizi adattati che tengano anche conto degli aspetti funzionali del problema (in quali movimenti hai male? Sono presenti disfunzioni o disequilibri muscolari?). In una condizione come il mal di schiena la personalizzazione e il movimento sono i due aspetti chiave.

 

Questi 5 esercizi ai piedi allevieranno i tuoi dolori a schiena, ginocchia e anche in 20 minuti.

Questi 5 esercizi ai piedi allevieranno i tuoi dolori a schiena, ginocchia e anche in 20 minuti.

Tutto parte dal terreno. In un primo momento potrebbe sembrare che i piedi non contribuiscano in modo significativo alla nostra salute generale. Tuttavia, quando si tratta di aspetti esterni del nostro corpo, non vi è alcuna parte di lavoro più difficile se non sui piedi. Essi ti tengono in movimento, e se ti prendi cura di loro, i piedi ti permetteranno di non avere più dolore alla schiena, alle anche e alle ginocchia.

I 5 esercizi descritti e spiegati qui di seguito, ti permetteranno di rafforzare i tuoi piedi, ti aiuteranno a prevenire il dolore e a migliorare il tuo equilibrio.

1. Leggere pressioni sulle punte

Come qualsiasi parte del corpo, i piedi hanno bisogno di avere i loro muscoli riscaldati correttamente, prima di impegnarsi in qualsiasi tipo di esercizio o attività. Fare delle leggere pressioni sulle punte è un ottimo modo per riscaldare i tuoi piedi e il movimento può essere molto rilassante. A testa alta piega leggermente le ginocchia, quindi afferrare il pavimento con le dita dei piedi e tieni questa posizione per un conteggio di tre. Rilascia ed esegui una serie di 10 ripetizioni tre volte al giorno.

2. Camminare sugli avampiedi

Non devi essere una ballerina per poter eseguire questo esercizio 😀 Camminare sugli avampiedi contribuirà a rafforzare i muscoli delle dita dei piedi, così come i legamenti e i muscoli che circondano i malleoli dei tuoi piedi. Per eseguire l’esercizio tutto quello che devi fare è stare sugli avampiedi e camminare in avanti per 20 secondi. Dopo aver completato questa passeggiata, riposa per 10-15 secondi. Ripeti questo esercizio 5 volte.

Nota: questo esercizio dovrebbe essere eseguito 2 volte al giorno per ottenere migliori risultati.

3. Flessibilità e mobilità della caviglia

I muscoli e le articolazioni delle caviglie sono estremamente importanti. Spesso, proprio a causa della flessibilità e mobilità della caviglia, il resto del corpo compensa i suoi difetti, causandoti dolori muscolari e articolari in tutto il corpo. Se le caviglie sono tese potrebbero verificarsi dolori alla schiena, alle anche e alle ginocchia. Per eseguire le rotazioni della caviglia, metti la schiena sul pavimento e distendi una gamba sopra la tua testa. Ruota in senso orario contando fino a 10, quindi ruota in senso antiorario per altri 10 conteggi. Cambia gamba e ripeti l’esercizio.

4. Resistere alla flessione

Questo esercizio di flessione è eccellente per l’arduo obiettivo di allenare i piccoli muscoli del piede. Questi muscoli giocano spesso un ruolo cruciale nel mantenimento dell’equilibrio. Rafforzare questi muscoli ti consentirà di evitare delle lesioni. Per eseguire questo esercizio hai bisogno di procurarti un nastro o una fascia elastica. Siediti sul pavimento e raddrizza i piedi davanti a te. Successivamente, avvolgi la fascia nella parte superiore dei piedi. Tira la fascia con le mani, fletti i piedi in avanti e tieni la flessione per un conteggio di 5, rilascia e ripeti questo movimento fino a 10 ripetizioni.

5. Raccogliere una matita con le dita

Questo esercizio è molto facile da eseguire e può essere fatto ovunque. Tutto ciò di cui hai bisogno per questo esercizio è una matita (o una penna). Appoggia sul pavimento la matita che devi raccogliere. Usando le dita dei piedi afferra la matita e sollevala da terra, trattienila per 10 secondi, quindi rilasciala. Ripeti questo movimento 5 volte per ogni piede.

Questi esercizi di routine dovrebbero richiedere meno di 20 minuti per essere completati. Svolgi questi esercizi in successione uno dopo l’altro ogni 2-3 giorni per ottenere dei buoni risultati. I tuoi dolori si attenueranno fino a scomparire e il tuo corpo ti ringrazierà.

Milioni di persone soffrono di dolori dovuti alla Sciatica. Ecco come liberarsene una volta per tutte

Milioni di persone soffrono di dolori dovuti alla Sciatica. Ecco come liberarsene una volta per tutte

Praticare Yoga e andare da un osteopata possono essere delle buone soluzioni per alleviare il dolore dovuto alla sciatica. Senza dubbio si tratta di metodi più naturali rispetto all’utilizzo di farmaci.

Secondo gli esperti la Curcuma è un ottimo alleato contro la Sciatica
Ancora in pochi sanno che dei recenti studi hanno dimostrato come alcune erbe siano un’ottima alternativa naturale per guarire dalla sciatica.

Secondo molti esperti, un ingrediente attivo della Curcuma, la curcumina, può essere utilizzato come tonico per ridurre al minimo l’infiammazione cronica.
Uno dei modi migliori per assumere la curcuma è riscaldarla nel latte (in alternativa anche del latte vegetale) con dell’olio di cocco e un po’ di pepe.
Curiosità: la piperina, presente nel pepe nero, aiuta ad assorbire le sostanze nutrienti in modo più efficace. Gli integratori in capsule di curcumina e piperina sono un’ottima alternativa per un assorbimento ottimale e un sollievo più veloce.
Potresti anche consumare la curcuma come un tè caldo, oppure usarla in cucina come condimento nei tuoi piatti. Anche in questo caso i benefici sono garantiti.

La Curcuma abbassa i livelli degli enzimi che alimentano l’infiammazione
La Curcuma contribuisce ad alleviare il dolore alla sciatica e il gonfiore perché abbassa i livelli di alcuni enzimi che alimentano l’infiammazione.
Generalmente, Il dosaggio suggerito per un adulto sano sono 300 mg di curcuma, da prendere tre volte al giorno per aiutare ad alleviare dolore e infiammazione. In caso di assunzione di farmaci, potrebbe essere necessario regolare il dosaggio.

Tieni presente che gli integratori di curcuma spesso contengono la bromelina, un potente antinfiammatorio.
La Curcuma è stata utilizzata nella medicina ayurvedica per molti secoli come trattamento contro l’artrite per via della sua efficacia nel ridurre l’infiammazione (che è spesso la causa principale del dolore lombo-sacrale e/o sciatica).
La Curcuma è meglio degli NSAID (farmaci anti-infiammatori non steroidei, di cui l’aspirina è l’archetipo)
La curcuma è un inibitore selettivo degli enzimi COX-2.

COX-1 e COX-2 sono gli enzimi che iniziano il processo infiammatorio. COX-1 è considerato “l’enzima buono” perché esegue un “ruolo di mantenimento” nei dintorni dell’infiammazione e mantiene la mucosa dello stomaco. COX-2 è invece l’enzima responsabile nell’aumento dell’infiammazione.
I Farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), che includono l’aspirina, ibuprofene e naprossene, non agiscono in modo selettivo, andando a inibire entrambi gli enzimi COX-1 e COX-2 per fermare l’infiammazione. Così facendo questi farmaci vanno a intaccare l’equilibrio mantenuto dagli enzimi COX-1.

A lungo andare questo squilibrio porterà a dei seri problemi di stomaco, ecco perché l’uso di qualsiasi farmaco deve essere sempre parsimonioso e ponderato.

Ciò che rende unica la curcuma è che essa agisce in maniera selettiva perché inibisce soltanto gli enzimi COX-2.
Le case farmaceutiche da anni cercano di creare in laboratorio un farmaco con questa capacità d’inibizione selettiva degli enzimi COX-2. Se esiste in natura un qualcosa con le suddette capacità, perché ostinarsi con dei farmaci costosi e dagli innumerevoli effetti collaterali?
Per fortuna, la Curcuma è la soluzione più adatta al tuo corpo…e anche al tuo portafoglio!

 

Guarda il video con il primo segreto per risolvere i problemi della tua schiena

La sindrome del piriforme : la “falsa” sciatalgia che blocca il runner

L’eziologia della sindrome del muscolo piriforme contempla una varietà di fattori. Tra le cause più frequenti per il podista ci sono le dismetrie degli arti inferiori, ma possono essere determinanti anche un’eccessiva pronazione del piede, eventuali problemi posturali o quelli relativi all’anca. Influisce anche la scelta errata delle scarpe da corsa che causa uno stress eccessivo alla muscolatura delle anche.

La sindrome del piriforme si manifesta con dolore che può essere accompagnato da parestesie (riduzione della sensibilità) al tratto lombare,alla regione dei glutei,nella zona posteriore della gamba e della coscia e a volte anche alla pianta del piede.

La riduzione di sensibilità in alcune zone degli arti inferiori (a livello del sacro e del gran trocantere) è indicatore delle forme più gravi della sindrome.

La terapia per eccellenza è quella osteopatica

viene fatta una valutazione sull ‘origine del problema e si utilizzano delle tecniche mirate a ripristinare un corretto equilibrio , accompagnati sempre da stretching del muscolo piriforme e del medio gluteo. Essenziale cercare di migliorare la postura del paziente in base alle cause della sindrome (dismetria degli arti inferiori, deficit dei muscoli delle anche, rigidità della colonna e della muscolatura posteriore delle gambe).

Altre terapie molto efficaci sono la tecar e il laser yag ad alta potenza, anche in questo caso accompagnate da esercizi di stretching sul muscolo piriforme e sul muscolo medio gluteo.
A volte può essere utile l’utilizzo di plantari che correggano l’appoggio del piede.
In caso di insorgere della sindrome del muscolo piriforme, il podista deve interrompere l’attività di running fino alla scomparsa totale della sintomatologia: nel frattempo potrà svolgere sport alternativi (nuoto, rinforzo muscolare). La ripresa della corsa dovrà avvenire gradualmente su percorsi pianeggianti e, soprattutto, evitando nella fase iniziale del recupero gli sterrati. Durante il periodo del trattamento può essere utile, nelle ore di sonno, l’utilizzo di un cuscino collocato tra le ginocchia per cercare di favorire il rilassamento del muscolo piriforme.

In questo video potete trovare gli esercizi per risolvere DEFINITIVAMENTE le problematiche che riguardano il piriforme

 

Se non dovesse bastare potete prenotare una visita con un osteopata

Per prenotare direttamente online in uno dei miei studi