Insonnia del bambino? La soluzione viene dall’osteopatia

Insonnia del bambino? La soluzione viene dall’osteopatia

 

Il bambino riposa solo per un’ora o poco più? Irritato e inconsolabile piange continuamente, obbligando i genitori a notti insonni per mesi.

Dopo avere escluso gravi patologie, il pediatra spesso dichiara di non comprenderne la causa è quindi di non avere una cura per risolvere il disturbo. A volte, tenta di contenere il sintomo, somministrando un farmaco dalle proprietà sedative ipnotiche, la niaprazina (Nopron). L’utilizzo di tale farmaco a lungo pone dei seri interrogativi etici, tanto al medico che ai genitori.

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Yoga per bambini: i benefici, come e perche’ praticare Yoga fin da piccoli

Yoga per bambini: i benefici, come e perche’ praticare Yoga fin da piccoli

Lo Yoga per bambini è un toccasana per crescere bene dal punto di vista fisico ed emotivo e per imparare a socializzare in un ambiente ludico e piacevole.

La pratica dello Yoga aiuta i più piccoli ad essere consapevoli del proprio corpo e dell’importanza della respirazione, a sviluppare un comportamento altruista e ad apprendere l’importanza del rispetto degli altri e del Pianeta.

Come praticare Yoga con i bambini

E’ fondamentale tenere presente che lo Yoga per bambini non è e non deve essere un’imitazione dello Yoga per adulti. Quando parliamo di Yoga per bambini non dobbiamo pensare solo alle asana. Lo Yoga per i più piccoli è innanzitutto gioco e movimento sano.

Durante un incontro di Yoga per bambini si possono introdurre diversi elementi. Giochi di squadra o a coppie, esercizi di riscaldamento, asana selezionate appositamente per i più piccoli, che siano adatte alla loro fase di sviluppo, ascolto dimusica rilassante, danza e canto, racconti di storie dedicate a temi fondamentali come l’amicizia, il rispetto degli altri e dell’ambiente, momenti dedicati all’arte e alle emozioni, come il disegno e la colorazione dei mandala. Una lezione di Yoga per bambini può avere una durata variabile dai 30 ai 90 minuti a seconda dell’età dei partecipanti.

I movimenti nella pratica delle asana sono sempre dolci, lenti e guidati, per una totale sicurezza dei bambini. Le asana dovrebbero essere presentate in modo giocoso e possono diventare protagoniste di storie da raccontare animate dai bambini e di piccoli spettacoli teatrali. Verso la fine dell’incontro non può mancare un momento dedicato al rilassamento e ad una breve meditazione.

Gli incontri di Yoga per bambini si devono svolgere in un’atmosfera ludica e in unambiente confortevole e accogliente. Ogni bambino dovrebbe avere a disposizione un tappetino e indossare delle calze anti-scivolo. Nello Yoga per bambini ci si focalizza sull’importanza del movimento, sulle attività ludiche e sulla capacità di relazionarsi con gli altri, a partire dall’insegnante e dal gruppo dei partecipanti. E’ importante che i bambini siano seguiti da un insegnante qualificato nella pratica dello Yoga. Gli stessi genitoripossono seguire un corso di formazione in proposito per poter avvicinare al meglio alla pratica i propri figli.

Meditazione per i bambini

Anche i bambini possono meditare. Come per gli adulti, la meditazione è un momento di rilassamento davvero utile per i più piccoli. Gli incontri di Yoga per bambini si possono concludere con alcuni minuti di meditazioneo di rilassamento, con una durata che può variare da un paio di minuti a 10-15 minuti a seconda dell’età dei partecipanti.

Una meditazione adatta ai bambini e di durata breve potrebbe essere facilmenteintrodotta nell’orario scolastico durante le lezioni delle materie tradizionali, presentandola come un momento di relax. rigenerante e benefico. Sarebbe davvero un toccasana per tutta la classe.

I benefici dello Yoga per i bambini

Praticare Yoga fin da piccoli può essere fonte di numerosi benefici da non sottovalutare. Pensiamo a quante ore della giornata i bambini dedicano alla scuola e ai compiti rimanendo a lungo seduti. Dovrebbero dedicare una parte consistente del loro tempo al gioco e al movimento, ma sempre più spesso ciò non avviene. Lo Yoga aiuta a riportare un equilibrio sano tra impegni, divertimento e relax nelle giornate dei più piccoli.

Dal punto di vista fisico lo Yoga migliora l’elasticità e la flessibilità, la forza, la coordinazione, l’equlibrio e laconsapevolezza del proprio corpo. Aiuta a ritrovare un senso di calma e di relax. Permette ai bambini di giocare, di fare attività fisica e allo stesso tempo di entrare in contatto con il proprio sé, con gli altri e con il mondo che li circonda.

Possiamo riassumere così i principali benefici dello Yoga per i bambini. Praticare Yoga sin da piccoli è utile per:

1) Migliorare la concentrazione
2) Stimolare l’equilibrio e l’elasticità.
3) Favorire la libertà di espressione.
4) Sviluppare la consapevolezza del respiro e del proprio corpo.
5) Dedicare più tempo al gioco come fondamentale strumento di crescita.
6) Migliorare la conoscenza di se stessi e lasocializzazione.
7) Esprimere al meglio emozioni e stati d’animo.
8) Ridurre ansia, stress e aggressività.
9) Nutrire l’intelligenza razionale e emotivaper imparare a conoscere il mondo.
10) Stimolare la capacità di apprendimento.

Dove praticare Yoga per bambini

Sempre più di frequente nei centri Yoga si trovano in programma incontri, laboratori ecorsi di Yoga per bambini oltre alle classiche lezioni di Yoga dedicate agli adulti. Numerose scuole, dalla scuola dell’infanziafino alle scuole primarie e secondarie di primo grado, negli ultimi anni hanno deciso di inserire la pratica dello Yoga tra le ore di lezione rivolgendosi ad insegnanti qualificati. Alcuni istituti possono organizzare lezioni di Yoga per bambini in orario extra-scolastico (anche in contesti di pre-scuola o di dopo-scuola).

Se nella scuola dei vostri figli lo Yoga non è al momento previsto, potreste presentare una proposta in tal senso ai docenti, oppureandare alla ricerca del centro Yoga più vicino, per scoprire se sono già attivi corsi e incontri di Yoga per bambini.

“Se ad ogni bambino di otto anni venisse insegnata la meditazione, riusciremmo ad eliminare la violenza nel mondo entro una generazione”. (Dalai Lama)

Le 10 regole d’oro per crescere #figli deficienti, debosciati e asociali

Accontentate sempre il vostro bambino, difendetelo anche se ha torto marcio e non rimproveratelo mai … Il tema è serissimo, cioè l’educazione dei nostri figli, ma una volta tanto è trattato con sferzante ironia. Gustatevi il decalogo di Giovanni Notarnicola.

Le 10 regole d’oro per crescere figli deficienti, debosciati e asociali

Care #mamme e cari #papà, volete veder crescere i vostri figli deficienti, debosciati e asociali? Seguite alla lettera il decalogo messo a punto da Giovanni Notarnicola, psicologo, psicoterapeuta e docente di riabilitazione motoria all’università di Firenze!

Il ‘manifesto’ del bravo genitore naturalmente è ironico, perché l’obiettivo del suo autore è quello di demolire certe abitudini errate e riportare l’attenzione dei genitori sui valori corretti da inculcare ai propri figli, mettendoli in guardia sulle conseguenze che certi comportamenti, anche se adottati con intenti positivi, possono avere sui nostri figli.

1 Fin dall’#infanzia accontentatelo in tutto ciò che chiede così, alla prima rinuncia, gli verranno le convulsioni. #Genitori, ma anche #nonni e #zii, sempre a corto di tempo da dedicare ai loro figli/nipoti, pensano di compensare a questa mancanza riempiendoli di regali e regalini: caramelle, cioccolatini, giochini e qualunque altra cosa venga ai bambini in mente, in un crescendo di richieste il più delle volte inutili. E invece, ogni volta che possiamo, cerchiamo di dedicare loro del tempo, per parlare, giocare insieme. E quando le loro richieste diventano troppe, bisogna avere il coraggio e la fermezza di dire di no, di far capire loro che non si può avere tutto.

2 Non insistete con la formazione morale: onestà, solidarietà, laboriosità, mansuetudine, sono caratteristiche per persone deboli. Se ci guardiamo intorno sembra quasi che nella nostra società chi va avanti siano solo i ‘furbi’, quelli che riescono ad ottenere tanto con poco, magari sgomitando a danno di chi sta vicino. Spetta a noi genitori far comprendere ai figli che non è con questi comportamenti che si ‘vince’ davvero o che si va avanti, perché i veri successi si fondano su valori ben più profondi. Confrontiamoci con loro, magari raccontando nostre esperienze o invitandoli a raccontare le loro, sottolineando aspetti positivi e negativi di ogni comportamento. Non lasciamo insomma che i bambini ‘bevano’ tutto quel che vedono all’esterno: i messaggi che potrebbero transitare non sono sempre dei migliori!

3 Raccogliete e riordinate voi ciò che lascia in giro, crescerà pensando che le responsabilità siano solo degli altri. E’ vero che a far da soli si fa più presto che non ad aspettare che lo facciano i nostri figli, però così non si responsabilizzeranno mai. Incoraggiamoli a rifarsi il letto, a rimettere a posto le costruzioni una volta finito di giocare o ad aiutare la mamma ad apparecchiare la tavola: anche se il risultato non sarà perfetto, andrà bene così. E quando vanno a scuola, evitiamo di portar noi lo zaino: non sarà certo quel peso, trasportato di solito per pochi metri fino a raggiungere l’auto, che potrà rovinargli la schiena! “Attenzione, però: le richieste non vanno fatte come un ricatto” mette in guardia il porf. Notarnicola! “Non diciamo: ‘se metti in ordine la tua stanza ti compro… se non metti a posto non ti faccio…’; si deve mettere a posto perché è giusto che sia così, senza l’obiettivo di ottenere qualcosa in cambio”.

4 Litigate spesso e violentemente davanti a lui, anche per cose futili, crescerà con l’idea che il matrimonio sia cosa da evitare con cura. “E’ importante non solo evitare discussioni su temi generici, ma soprattutto evitare di litigare davanti al bambino su decisioni che riguardano lui” spiega lo psicologo. “Mamma e papà devono concordare preventivamente la linea di condotta da tenere su un certo argomento e poi parlare al bambino con una voce sola. Se il papà rimprovera il figlio perché a suo parere ha fatto qualcosa di sbagliato e la mamma invece interviene in sua difesa, al bambino arriva il messaggio che la verità non è una sola e che le decisioni possono anche essere ‘manipolate’, oppure che mamma e papà stanno litigando per colpa sua, o ancora che il matrimonio sia effettivamente… la tomba dell’amore!”

5 Difendetelo ovunque e sempre rendendogli chiaro il concetto che sono gli altri (compagni di scuola, insegnanti, amici eccetera) a non “capirlo”. Cercate di fargli ben comprendere che a scuola si deve studiare soltanto per non essere rimandati. E’ un altro modo per responsabilizzare il bambino/ragazzo: se sbaglia deve sopportare le conseguenze di quel che ha fatto. Non ha studiato? È stato giusto che l’insegnante gli abbia messo un brutto voto. Si è comportato in modo scorretto con un compagno? È giusto che adesso il compagno sia risentito. Non si tratta di ‘condannarlo’ ma è importante non lasciar correre, nell’illusione che tanto è ancora piccolo. Non è mai troppo presto per fargli capire, sia pure con dolcezza, che ha sbagliato. “L’atteggiamento deve essere come quello del vigile urbano che, se trova un’auto in palese divieto di sosta, deve fare la multa perché è giusto che sia così, senza assumere atteggiamenti punitivi o ‘cattivi’. Magari diciamogli: anche io ho sbagliato tante volte, ma ognuno ha il dovere di potersi migliorare. Quel che è successo oggi ormai è successo, però è stato un buon insegnamento per domani!”

6 Dategli pure tutto il #denaro che chiede; quando si accorgerà, in futuro, che per averlo bisogna lavorare, rimarrà di stucco. E’ giusto che i nostri figli vengano a contatto con il denaro e che imparino a dargli il giusto valore sin da piccoli. Devono sapere ad esempio che cosa si può comprare con una certa cifra e quanto occorre per comprare un determinato oggetto che ci chiedono: a quel punto possiamo ragionare con loro se è davvero necessario spendere quella somma per comprare quella cosa o se piuttosto non è meglio comprarne un’altra. In sintesi, facciamo comprendere loro che i soldi non sono infiniti e che bisogna saperli spendere bene.

7 Non rimproveratelo mai per le sue malefatte, potrebbe ricavarne sensi di colpa; così, da adulto, trovando una contravvenzione sulla sua auto in palese divieto di sosta, penserà di essere perseguitato. E’ un punto che si ricollega al punto 5: se sbaglia deve essere rimproverato, senza timore di suscitare sensi di colpa. Rimproverarlo non significa che il genitore ce l’ha con lui, ma che vuole trasmettergli un insegnamento per il futuro.

8 Lasciategli infastidire gli animali, vessare i compagni più deboli, deridere gli anziani e danneggiare la roba altrui riprendendo tutto con l’apposito cellulare; crederà fortemente in Dio, poiché penserà che Dio e lui sono la stessa persona. Sono atteggiamenti che i ragazzi possono assumere soprattutto quando sono con i compagni, ‘forti’ dell’appartenenza al gruppo. Ovviamente è doveroso far comprendere ai nostri figli che non è usando la forza con i più deboli che si dimostra la propria superiorità. E soprattutto che certi atteggiamenti non vanno assolutamente emulati, anche se li vediamo fare ai nostri amici!

9 Fategli guardare la televisione quanto vuole, senza limiti; crescerà pensando che la vita, le persone, le cose e gli eventi possono essere regolati col suo telecomando. “Non esiste la tv e basta, esiste chi la accende e chi la mette sul canale sbagliato” commenta Giovanni Notarnicola. “I genitori devono vigilare sui programmi che i loro figli guardano e orientarli nella scelta: se lasciano a loro il telecomando possono scegliere di tutto. E poi una volta ogni tanto portiamoli al cinema: sappiamo quel che andiamo a vedere, si cammina insieme per raggiungerlo, si impara a rispettare gli orari”.

10 Non fategli praticare attività motorie e sportive, intanto perché suda e ci si può far male; poi, imparare a stare insieme agli altri, imparare a saper vincere, a saper perdere a saper combattere, a sapersi sacrificare è prerogativa delle persone insicure. Meglio fare lo sportivo col “sedere”: seduto in tribuna! Abituiamo i figli a vivere sport in prima persona e non ad essere semplicemente spettatori. “Non si tratta di iscriverli a ‘mega-corsi’, basterebbe una passeggiata nel bosco la domenica tutti insieme” evidenzia Notarnicola: “si fa attività fisica camminando, ma in più si ha la possibilità di chiacchierare, di osservare la natura, respirare aria pulita, di divertirsi in un clima spensierato. E sarà anche per i genitori un modo piacevole di trascorrere la domenica e di rilassarsi dalle fatiche della settimana”.

#cameraniosteopatia

Perché portare un bambino dall’osteopata?

È credenza comune che i neonati e i bambini, proprio perché giovani e flessibili, non possano soffrire di nessuno stress strutturale corporeo.

La realtà invece è molto differente.
La nascita per un neonato è uno dei momenti più stressanti della sua vita.
Egli è soggetto a enormi forze, l’utero infatti spinge con molta forza per espellere il bambino contro la naturale resistenza offerta dal canale del parto.
Il bambino ruota, si attorciglia e viene infine come “strizzato” attraverso le ossa pelviche. Un breve, stimolante e decisamente stressante viaggio verso il mondo esterno.

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Come rallegrare la giornata del tuo bimbo ammalato

“Mamma, non sto bene”. In questi giorni è una frase che abbiamo sentito spesso:
e’ l’appello del nostro bambino bloccato a letto con un raffreddore o un’influenza. Io cureremo con i nostri rimedi naturali, con un’alimentazione corretta , ma non basta .
Ci sono moltissime cose che puoi fare per intrattenerlo fino a quando non si sentirà meglio. Ecco 9 modi , spesso usati da mamme come te, per far divertire i propri bambini durante la convalescenza.

Alleviatori di sintomi
Queste 3 strategie aiuteranno il tuo piccolo a combattere i sintomi del comune raffreddore e dell’influenza, tenendo a bada la noia:

1. Fagli fare un tuffo. Spesso i bambini febbricitanti si sentono meglio dopo aver fatto un bagno. Riempi la vasca con dei giochi: animali, macchine e barche galleggianti, nonché pastelli speciali per disegnare sulle pareti della vasca da bagno. Il vapore che permea la stanza da bagno può inoltre contribuire a liberare il naso chiuso.
2. Fagli aver cura di un animale di peluche ammalato. Se il tuo bambino è molto ammalato, il miglior rimedio è il riposo. Rendigli più piacevole la giornata fingendo che anche il suo peluche preferito sia ammalato. Digli che Teddy ha bisogno di riposare per sentirsi meglio e che potrà tenerlo con sé a letto, sotto le coperte.
3. Fallo andare in campeggio.Il riposo attira di più quando ci si trova in un luogo speciale. Monta una tenda nella cameretta del tuo bambino o costruisci un piccolo fortino appendendo una coperta ad un tavolo. Rendi questi luoghi confortevoli e piacevoli per il tuo piccolo, arredandoli con cuscini, coperte, un sacco a pelo e una lampada.

Progetti per farlo sentire meglio
Distogli la mente del tuo bambino dai suoi dolori con questi 3 giochi astuti:

4. Realizza un kit speciale per i giorni in cui il tuo bambino è ammalato. Decora un recipiente di plastica con degli adesivi; poi riempilo con libri di fumetti, giochi, perline, fili, pastelli, libri da colorare e altro ancora. Il coperchio potrebbe aprirsi a scrivania. Il trucco? Questa scatola super-divertente salta fuori solo quando il tuo piccolo è malato.
5. Gioca all’ufficio postale. Ricordi come anche l’orsacchiotto del tuo bambino sia giù di corda? Fai disegnare al tuo piccolo una colorata cartolina di auguri di pronta guarigione per il suo Teddy, mentre tu ne prepari una per lui. Poi, fai finta di essere il postino e portagli la lettera.
6.Prepara un piccolo spettacolo. Create insieme degli allegri burattini con il volto di animali, usando delle buste di carta o dei calzini. Poi allestisci uno spettacolo di burattini mentre il tuo bimbo riposa a letto. Ha bisogno di qualcosa che lo tiri su di morale? Incentra la trama su un animale che resta a casa con l’influenza, ma che guarisce rapidamente dopo aver ricevuto una cartolina di auguri di pronta guarigione da parte del tuo bambino.
Giochi per farlo star bene
A volte ridere è la migliore medicina. Ecco quindi 3 modi per far tornare il sorriso sul viso di un bambino ammalato:

7. Gioca a “Simon dice”. Lascia che ogni ora il tuo bambino ti ordini di fare cose ridicole per cinque minuti (“cammina come una papera”, “salta su un piede solo” o “grugnisci come un maiale”).
8. Inventa un puzzle.Costruisci un puzzle fai da te: fai scegliere al tuo bambino una fotografia e stampala. Incollala su un foglio di cartone e quindi tagliala a pezzetti con la forma dei tasselli di un puzzle in modo che il tuo bimbo possa ricostruire la fotografia.
9. Fallo divertire con le carte. Fai scorta di carte da gioco nel negozio “tutto a un euro”. Il gioco delle famiglie e altri giochi classici per bambini come la peppa tencia sono più facili da fare a letto rispetto ai giochi da tavolo. Sei a corto di carte? Prepara un gioco tipo memory con le foto di parenti e amici.

ADHD, la sindrome inventata – Come drogare i bambini

ADHD, la sindrome inventata

Come drogare i bambini

di Tim O’ Shea –

Ho iniziato a scrivere articoli sull’ADHD (un presunto disturbo dell’apprendimento dovuto a iperattività spesso diagnosticato ai bambini) quando appena una manciata di Italiani sapeva che cos’era. Ne avevo parlato con dei genitori di bambini in età scolare e nessuno di loro ne aveva mai sentito parlare. Quando spiegai a loro di cosa si trattava rimasero increduli. Nel 2000 ho creato un sito tematico sull’ADHD ma era troppo presto perchè potesse interessare il pubblico italiano. Ma ora i tempi sono maturi perchè il metilfenidato, la droga che a detta della psichiatria dovrebbe curare l’ADHD, ormai è alle porte. Nel 1989 il metilfenidato era stato ritirato dal mercato italiano ma nel 2000 il Ministero della Sanità ha richiesto espressamente alla ditta produttrice, la multinazionale Novartis, (fatturato nel 2003, oltre 24,8 miliardi di dollari.) di intraprendere i passi necessari per immetterlo sul mercato italiano. Quello che l’impero farmaceutico, tramite i suoi devoti collaboratori, sta preparando in Italia è un attentato alla salute di milioni di bambini al fine di instaurare un mercato da migliaia di miliardi. Ho osservato le tappe dello stesso progetto messo in atto negli USA che ha creato milioni di bambini assuefatti al metilfenidato, una sostanza catalogata nella stessa classe della cocaina. Il sapere cosa effettivamente sta succedendo al di là della patina falsa dell’amorevole cura per la salute dei bambini è il primo passo per evitare una catastrofe. Poi occorrono le azioni a difesa dei nostri bambini.

E’ in corso una ricerca da parte dell’Istituto Scientifico Eugenio Medea che viene definita da chi la conduce, il Dr. Massimo Molteni, come la più vasta indagine in Italia sulla “Psicopatologia dello sviluppo del linguaggio e dell’apprendimento” su ragazzi delle scuole medie in varie città campione. Naturalmente si scoprirà che moltissimi bambini sono affetti da patologie e che saranno curate con farmaci e psicofarmaci, anche se la rassicurazione più comune che incontrerai sarà che prima di arrivare al farmaco ci saranno tutta una serie di esami da fare e che il tutto avverrà sotto stretto controllo medico ecc. ecc., il tutto ben descritto con l’incomprensibile linguaggio scientifico – spazzaturale. Ma il risultato finale sarà che alla fine la pillola molti bambini l’ingoieranno con grande sfregamento di mani dei beneficiari…. che non sono i nostri bambini.

Una ricerca dovrebbe essere fatta con lo scopo di verificare se ciò che è oggetto di tale ricerca esiste oppure no. Se cerchiamo petrolio in un’area definita, dopo aver fatto i dovuti esami sapremo se c’è il petrolio oppure no. Ma con una ricerca sulle patologie dell’apprendimento è sicuro al 100% che troveranno molti bambini “malati” perchè i metodi usati servono a etichettare bambini normalissimi come mentalmente disturbati. Lo scopo è vendere tonnellate di pillole.
Luciano Gianazza

Segue l’articolo di Tim O’ Shea

Ognuno può sentirsi leggermente depresso di quando in quando. E’ una cosa ordinaria. La nostra attenzione può vagare, ci distraiamo, possiamo avere difficoltà a portare a termine un impegno. E allora? E’ la vita! Ma per convertire queste esperienze quotidiane in malattie che possono essere comparate al cancro o al diabete, reali entità mediche, occorre un marketing efficace e incredibile maestria.

Occorre una nuova malattia, ma non abbiamo il tempo necessario per scoprirne una? Nessun problema. Abbiamo la più potente macchina di marketing mai esistita nella storia dell’uomo. Possiamo creare una malattia quasi dal nulla. Ma non sarà una vera malattia. Sarà un termine che raccoglie una serie di caratteristiche che vengono fatti passare per sintomi e in quanto sintomi necessiteranno di una cura.

Tim O’ Shea quando iniziò a fare ricerche sul soggetto, istintivamente dubitava dell’esistenza dell’ADHD, e questo fin dalla prima volta che ne aveva sentito parlare. La cosa gli sembrava molto sospetta. Si chiedeva perchè l’ADHD esisteva solo negli USA e non in Scandinavia, non in Olanda, non in Francia, non alle Fiji, e non in Giappone. Era una malattia che rispettava i confini geografici? Da dove è saltata fuori così all’improvviso dal nulla fino a diventare in pochi anni una parola di pubblico dominio? Come dice Jack Nicholson, avendo a che fare con una questione fondamentale, seguendo il filo del denaro di solito ti porta più vicino alla verità.

Un’occhiata anche superficiale alla multi-miliardaria (in dollari) industria del Ritalin ci farà rizzare le antenne. Quello a cui Tim non era preparato era l’odiosa sistematica aggressione ai bambini e i vantaggi suddivisi fra così tanti giocolieri: genitori, insegnanti, psichiatri, personale scolastico, lobbisti, l’impero farmaceutico – una dinamica contorta che ha preso vita per suo conto e ha avvolto la coscienza della gente con il linguaggio senza senso e inconcludente della scienza spazzatura. Se si avesse tempo illimitato, allo scopo di mettere il presente articolo nella giusta prospettiva, sarebbe opportuno fermarsi e leggere o rileggere due classici: 1984 di George Orwell e Brave New World di Aldous Huxley. Ogni tanto occorre ricordare la capacità dell’uomo di agire con calcolata perfidia e di mantenere la verità così ben nascosta quando sono in gioco grandi ricchezze.

Fare una ricerca sull’ADHD è una rivelazione: migliaia di articoli e siti web appaiono sullo schermo, 99% dei quali ripetono a pappagallo lo stesso stancante, riciclato spot sulla sicurezza, efficacia e necessità di intervento con i farmaci per “controllare” questa “nuova” “epidemia”. La maggior parte sono costituiti da una o due pagine, senza alcun riferimento, infondate, che dicono le stesse cose in circolo, quasi capaci di fare credere che l’ADHD esista realmente, dal modo in cui scrivono le “vittime”.

Solo con la persistenza si può venirne fuori con qualcosa di concreto. Dopo aver risposto alla domanda che segue si può sostenere un nuovo punto di vista che è coerente, e a mio giudizio evidente.

Che cos’è esattamente l’ADHD?

Il Disturbo da Deficit dell’Attenzione, secondo l’Associazione Psichiatrica Americana, da quì in avanti menzionata con il suo acronimo, APA, è una malattia recente che affligge presumibilmente quasi 5 milioni di bambini americani, ragazzi prevalentemente giovani. (La cifra è stata riscontrata nel 2000, ora sono molto di più). L’ADHD è caratterizzato generalmente da iperattività, con tendenza a muoversi nervosamente sulla sedia, esplosioni di grida, difficoltà d’apprendimento, e comportamento generalmente indisciplinato. È forse l’unica malattia nella storia americana che può essere diagnosticata legalmente da persone senza alcuna credenziale medica, quasi da chiunque, includendo insegnanti, consulenti scolastici, assistenti, direttori, allenatori, e pure genitori. Non esistono esami di laboratorio, esami del sangue, analisi al microscopio, o prove diagnostiche definitive per l’ADHD. Nessun consistente fondamento genetico o lesioni neurologiche organiche, o qualsiasi cambiamento fisico verificabile sono mai stati identificati come causa di ADHD.

Non c’è alcuna prova scientifica oggettiva che la malattia esista. Al contrario, prove schiaccianti evidenziano che l’ADHD è stato inventato nel 1980 dall’Associazione Psichiatrica Americana allo scopo di rafforzare la posizione della sua fallimentare professione. Il mondo politico e economico hanno preso quasi immediatamente il comando, vedendo un modo per stanziare miliardi di dollari per farmaci e onorari professionali per “combattere ” la nuova “epidemia”. Leggendo qualsiasi cosa sull’ADHD, è essenziale tenere in mente un concetto fondamentale: l’ADHD non è un’entità medica: è politica e economica.

Ho scoperto presto di non essere il solo ad avere questa sensazione:

“L’ADHD non esiste. Questi bambini non hanno alcun disturbo.” Dr. Thomas Armstrong, PhD – “The Myth of the ADD Child”

“Sia la FDA che la DEA hanno riconosciuto che l’ADHD non è una malattia, nè organica ne biologica.” Dr. Fred Baughman – “The Future of ADD”

“Abbiamo inventato una nuova malattia, con il benestare della medicina, e ora dobbiamo ripudiarla. Diane McGuiness – “The Limits of Biologic Treatment for Psychiatric Distress”

“La ricerca non conferma l’esistenza della sindrome dell’ADHD — Non c’è alcuna giustificazione medica, neurologica, o psichiatrica per la diagnosi di ADHD.” Peter Breggin, MD – Toxic Psychiatry p 281

“Siete preavvertiti che l’ADHD non è una malattia reale, ma piuttosto un’illusione di malattia inventata, di uno strumento di mercato.” Fred Baughman, MD

Perché è comparso l’ADHD?

Per rispondere a questa domanda, è necessario dare un breve sguardo all’Associazione della Psichiatria Americana del secolo passato. Nel suo notevole lavoro, “A Dose of Sanity”, lo psichiatra Sidney Walker offre un riepilogo storico chiarificatore sulla professione della psichiatria durante i passati 150 anni.

Gli psichiatri sono dottori in medicina che si specializzano in disturbi mentali. Tradizionalmente, studiano cause, organiche e fisiche come tumori al cervello, infezioni, e altre malattie che potrebbero avere una componente psicologica.

Il padre della psichiatria americana era Benjamin Rush, un firmatario della Dichiarazione di Indipendenza. Il suo libro “Le Malattie della Mente” pubblicato nel 1812, trattava delle cause biologiche della malattia mentale. In altre parole, a quel tempo, la malattia mentale è stata vista generalmente come il risultato di un’altra malattia, come la tubercolosi, la sifilide, o un tumore.

Nell’800, psichiatri come Griesinger, Alzheimer, e Kraeplin si sono concentrati sull’anatomia del cervello e le irregolarità delle cellule nervose come causa di disordini mentali. Per più di un secolo gli psichiatri hanno cercato le cause fisiche sottostanti della malattia mentale.

Lo studio al microscopio di fette di cervello è stato impiegato da psichiatri di fama mondiale come Adolph Meyer verso la fine degli anni ’30, cercando lesioni al cervello che potevano essere collegate ai problemi mentali.

Questo approccio scientifico venne gradualmente abbandonato con l’avvento e la diffusione su larga scala dei concetti di Sigmund Freud intorno al 1940. Le idee di Freud sulla sessualità e sulla mente inconscia hanno avuto un impatto notevole sullo studio della mente umana, e per la prima volta il cervello venne lasciato fuori dalla scena. I processi delle malattie fisiche non furono più considerati come il primo indirizzo dove cercare la causa delle malattie mentali. La psicologia freudiana si è concentrata sulla mente, intesa come separata dal cervello. Per la prima volta nella sua storia, la psichiatria non fu più sotto la guida di medici ordinari. Gli psicologi presero il controllo del campo, concentrando l’attenzione sulla “psiche”. La maggior parte delle malattie mentali, dicevano, derivano da eventi avversi, come traumi dell’infanzia, relazioni con i genitori, e esperienze nei primi anni. Non era mai successo che una specialità medica venisse assunta da operatori non prettamente medici. Questo è stato un errore da cui gli psichiatri ci hanno messo 40 anni per riprendersi.

Negli anni ’50 e ’60 abbiamo visto la crescita della psicoanalisi: i medici del colloquio. Le loro speranze per curare le malattie mentali risiedevano nella psicoterapia. Sidney Walker attribuisce il declino della psichiatria anteriore al 1980 al fallimento della psicoanalisi e della psicoterapia nel dare quanto promettevano. Tutto sommato non hanno ottenuto risultati apprezzabili. Secondo il Dr. Walker la ragione risiede nel non aver minimamente considerato la possibilità che la malattia mentale potesse anche avere cause biologiche e organiche. La professione aveva abbandonato le sue radici, che ritenevano che la malattia mentale fosse generalmente “una reazione a” un disturbo fisico sottostante di qualche tipo. Avevano barattato un approccio scientifico con uno non scientifico.

Gli anni ’70 videro l’insorgenza del precursore dell’ADHD: il Disturbo Cerebrale Minimo, con gli stessi puntelli pseudo-scientifici per l’ADHD e vaghi fondamenti sostenuti dalle case farmaceutiche per puntare a un nuovo mercato vulnerabile suscettibile al “trattamento”. Lo psicologo personale di Nixon, il Dr. Hutschnecker, nel 1970 compose un famoso memorandum in cui raccomandava la verifica di massa dei bambini allo scopo di accertare possibili schemi di comportamento “pre-delinquenziale”. Sebbene il memorandum venne discreditato dall’APA stessa, onde evitare di venire accusata di complicità in una operazione che se attuata le avrebbe portato enormi benefici economici, il sostegno politico crebbe con un effetto a valanga e divenne il fulcro per la linea di condotta per il decennio successivo. Le nuove parole magiche erano disabilità e solidarietà. Era giunta l’alba dell’era della Vittima Professionista.

La storia è raccontata nei dettagli e con chiarezza nel libro di Peter Schrag The Myth of the Hyperactive Child . Non essendo riuscita la riforma delle istituzioni mal funzionanti, il nuovo gioco diventò riformare l’individuo. Senza alcun fondamento scientifico, nuove parole sono entrate in uso come “Dislessia” “pre-delinquente” e “incapace di apprendere”. Nel 1995, più del 50% dei bambini americani è stato identificato come affetto da difficoltà nell’apprendimento o ADHD! Schrag descrive come un intero impero di potere sociale, didattico, politico, medico, e economico è sorto in pochi anni. Gli studi scientifici più scadenti sono stati messi insieme, finanziati dalle aziende farmaceutiche, a sostegno della nuova politica del diritto dello stato di definire emozioni e comportamenti “normali”. Sebbene la maggior parte di questi studi alla fine siano stati discreditati, sono comunque serviti per porre le fondamenta di una “documentazione scientifica” analoga durante gli anni ’80, nella quale l’anticonformismo è diventato improvvisamente una condizione medica che necessita di essere curata.

Durante gli anni 70, la gente si rivolgeva al medico di famiglia, allo psicologo, agli assistenti sociali, sacerdoti, e consulenti matrimoniali per i loro problemi, ma nessuno prescriveva farmaci per piccole lamentele. Con il passare degli anni gli psichiatri non riuscivano a attrarre pazienti volontari, semplicemente perché la necessità, se pur discutibile non era percepita dalla maggior parte della gente.

Fonte :
Medicinenon.it e Arnoldehret.it sono due siti di Luciano Gianazza.

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ArnoldEhret.it è il sito ufficiale degli insegnamenti di Arnold Ehret, raccolti nei suoi libri, fra i quali Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco è un best seller internazionale. Arnold Ehret ha ritrovato il sentiero, di cui si era persa ogni traccia secoli fa, che porta all’alimentazione naturale dell’Uomo e alla salute perfetta in quanto ripristina la naturale capacità del corpo umano di disintossicarsi da tossine e veleni. In questo mondo avvelenato, il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco fornisce i fondamenti per un’alimentazione e stile di vita che sono essenziali per la buona riuscita dei vari protocolli di disintossicazione.

Tutti i libri originali di Arnold Ehret sono reperibili sul sito www.arnoldehret.it | Libri

Posted by Luciano Gianazza