Bambini e mal di schiena : aiutali con questi esercizi

Il mal di schiena nei bambini è un disturbo più frequente di quanto si possa immaginare. Le zone della colonna in cui si manifestano maggiormente i dolori sono quella cervicale e quella lombare. I motivi scatenanti sono molteplici come ad esempio :

  • cattiva postura
  • zaini pesanti e portati scorrettamente
  • sedentarietà
  • troppo tempo trascorso davanti a tablet/ smartphone e videogiochi
  • traumi fisici
  • traumi emotivi e psicosomatici
  • problematiche metaboliche e viscerali
  • disturbi occlusali ( legati alla bocca)

Vediamo insieme quali sono le modalità di cura e prevenzione e quando invece bisogna assolutamente consultare uno specialista.

Come si presenta il mal di schiena nel bambino?

Il mal di schiena nei più piccoli è un problema abbastanza frequente e le modalità con cui si manifesta possono variare. Generalmente il sintomo più comune è il dolore lombare,seguito da quello cervicale. Il primo legato a sollecitazioni meccaniche , carichi scorretti e problematiche viscerali ( soprattutto riguardanti l’intestino); mentre il secondo è più spesso accomunato a posture scorrette durante la lettura/ studio, l’utilizzo sconsiderato di device tipo smartphone tenendo il capo eccessivamente flesso in avanti e i disturbi occlusali legati alla “chiusura” non equilibrata della bocca.

Quali sono i fattori scatenanti più comuni per il mal di schiena in età pediatrica?

Le cause sono molteplici , essendo tante le sollecitazioni a cui il bambino può andare incontro. Tra le più comuni abbiamo

Attività sportiva: lo sport fa sicuramente bene , ma durante lo sviluppo va fatto in modo corretto . L’attività agonistica troppo intensa, soprattutto in una fase in cui l’apparato muscolo scheletrico del bambino è in fase di sviluppo, può determinare effetti collaterali come infiammazioni alle strutture articolari e tendinee (più spesso ginocchia e caviglie) portando come risultato a dolore soprattutto nella zona lombare.

Carichi eccessivi: spesso le mamme si lamentano del peso degli zaini dei propri figli,ma siamo sicuri che sia realmente quello il problema? Dal punto di vista ergonomico se il peso fosse distribuito in maniera omogenea creerebbe sicuramente meno disagi. In tal senso è meglio utilizzare lo zaino su entrambe le spalle ,magari con la cinghia che si chiude sull’addome tipo gli zaini da trekking o usare i modelli con le rotelle tipo trolley per evitare il carico. C’è anche da ricordare che i nostri figli non fanno tutti i giorni lunghi tragitti a piedi con questi zaini, quindi sposterei l’attenzione su altri fattori personalmente.

Postura scorretta: prima di parlarne definiamo cosa è la postura. L’enciclopedia Treccani cita :

L’atteggiamento abituale di una persona, determinato dalla contrazione di gruppi di muscoli scheletrici che si oppongono alla gravità e dal modo con il quale l’individuo comunica con l’ambiente esterno. La p. è l’adattamento personalizzato di ogni individuo all’ambiente fisico, psichico ed emozionale.

Quindi è evidente che molti stimoli determinano un atteggiamento posturale, in tal senso dire al bambino “stai dritto con le spalle!”, senza prendere in considerazione che quella postura potrebbe anche essere legata ad un atteggiamento di chiusura e difensivo legato magari ad un disagio emotivo potrebbe essere non solo inutile, ma controproducente. Per questo l’aiuto di uno specialista ,come l’osteopata, può essere fondamentale per prendere prima possibile un disturbo posturale che col tempo può diventare un vero e proprio compenso, difficile poi da destrutturare.

Vita sedentaria: il rovescio della medaglia dell’eccesso di sport è la sedentarietà che è un gran problema. I bambini di oggi si muovono poco, trascorrendo molto tempo davanti alla tv o al computer ,per vari motivi. Questo però è il substrato di problemi metabolici come l’obesità e a livello della colonna spesso si traduce in una condizione di retrazione muscolare e mancanza di tonicità . Disturbi, questi, che possono portare a manifestare il mal di schiena.

Quando consultare uno specialista? Attenzione ai sintomi associati al mal di schiena

Fino ad ora abbiamo parlato di cause fisiologiche che, prima o poi, posso capitare a tutti i bambini e che non necessariamente devono destare preoccupazione. Ma ci sono dei casi in cui è fondamentale contattare subito un medico, perchè c’è il rischio che possa delinearsi un quadro sintomatologico ben più grave:

Mal di schiena e mal di “pancia”: i crampi addominali che sono associati al mal di pancia causano spesso dolori lombari. Questo grazie alla relazione anatomica che c’è tra gli organi e la loro innervazione a livello midollare , e la relazione che c’è tra il midollo e le vertebre. I muscoli lombari vanno quindi in spasmo in relazione a stimoli nervosi a livello addominale, dando come sintomo riferito il mal di schiena lombare. Fin qui tutto nella norma, ameno che il mal di pancia non diventi troppo insistente e localizzato soprattutto nella parte bassa dell’addome. Se questo sintomo è associato anche a vomito e febbre, potrebbe essere un segno di clinico di appendicite,in tal caso è fondamentale la tempistica e la celerità per evitare complicazioni.

Mal di schiena e vomito: il vomito è solitamente associato a dolori addominali, in quanto è comunemente la reazione del nostro organismo a diverse forme di intossicazione. Anche in questo caso il mal di schiena può apparire in forma riflessa e non ci si deve preoccupare. Quello che deve allarmarci sono i casi in cui il vomito si manifesta a gittata, ovvero con scariche improvvise, e se questo sintomo è associato a febbre alta, mal di testa e dolore cervicale e alla base del capo potrebbe trattarsi di meningite.

Mal di schiena e febbre: nei casi precedenti abbiamo visto che la febbre, associata ad altri sintomi e al mal di schiena, può delineare un quadro sintomatologico più grave ma fortunatamente non è un’ evenienza così frequente. Un mal di schiena associato a febbre potrebbe semplicemente essere un segno di una forma influenzale, che può causare dolore articolare generalizzato.

Mal di schiena e dolore irradiato alla gamba: occasionalmente può capitare che il dolore lombare si irradi lungo la gamba . Se il dolore persiste e inizia a compromettere la camminata è bene rivolgersi ad uno specialista. Potrebbe essere sintomo di una compressione della radice nervosa ed è bene valutarne l’origine. Nella mia pratica quotidiana capitano spesso bambini che hanno avuto traumi importanti cadendo sull’osso sacro e che dopo diverso tempo iniziano a manifestare questi sintomi. L’intervento osteopatico precoce permette una risoluzione totale in tempi brevi e scongiura che questo quadro clinico possa poi diventare col tempo un’ernia discale.

Come fare per prevenire il mal di schiena nei bambini?

Lavorare sulla prevenzione non è sempre facile, soprattutto perchè i bambini difficilmente seguono gli accorgimenti che vengono consigliati.

E quindi dobbiamo lasciar perdere?

Assolutamente no, bisogna lavorare per piccoli step:

Consapevolezza della propria postura: i bambini mal digeriscono le imposizioni, per questo il caro e vecchio “stai dritto con la schiena quando studi!” non funziona mai. Molto più utile può essere insegnare esercizi di consapevolezza al bambino, fargli ascoltare il suo corpo e capire quando è in uno stato di tensione. D’altra parte anche noi adulti spesso ci ritroviamo in posizioni scorrette, ma ci finiamo perchè in quel momento stiamo apparentemente più comodi ( spesso è una postura antalgica legata a delle “tensioni” che gradualmente ci portano a stare così). Quindi dedicare più volte al giorno,anche solo un minuto,per respirare lentamente, ad occhi chiusi e ascoltare il proprio corpo domandandosi : ” sono rilassato? quale parte del mio corpo è in tensione?” e lasciarsi andare è un buon esercizio da fare insieme ai nostri bambini.

Scegliere l’attività fisica più adatta: come già accennato in precedenza lo sport può far bene se fatto bene,altrimenti ha diverse controindicazioni.In primis il mio consiglio è quello di far scegliere lo sport al bambino, e non di imporlo, cosicchè lo faccia più volentieri ( e questo lo porterà anche a farlo meglio). Secondo poi cercate di capire, magari confrontandovi con uno specialista, quale sport è più adatto alla conformazione fisica ed emotiva del bambino ( per alcuni può esser meglio uno sport di squadra, per altri uno individuale, è meglio il contatto fisico o la coordinazione motoria ecc). Dal mio punto di vista, soprattutto quando sono molto piccoli,è importante che si lavori sulla coordinazione motoria e che si provino diverse attività sportive. Soprattutto non proiettiamo i nostri “sogni infranti” di promesse di questo o quello sport andando a influenzare (imponendo) la scelta dei nostri figli, i risultati potrebbero essere disastrosi a livello psicosomatico e in tal caso il mal di schiena potrebbe essere un tentativo del bambino di fuggire da qualcosa che non vuole fare approfittando della scusa del dolore.

Esercizi mirati a casa: dedicare 15 minuti, tre volte a settimana a fare esercizi di stretching, ginnastica posturale, core stability e tutto quello che può aiutare il bambino ad avere un corretto tono muscolare associato ad una buona flessibilità è fondamentale per lavorare sulla prevenzione. Ma gli stessi esercizi possono anche essere usati durante la fase acuta per alleviare la sintomatologia. Per questo vi rimando al video seguente, per avere un’idea di una breve sequenza da poter proporre ai bambini.

Rimedi naturali: può essere utile utilizzare il calore secco quando il mal di schiena è di origine muscolare ( leggi l’articolo “sale caldo: come prepararlo e utilizzarlo” ) o fare un massaggio con creme a base di arnica o di artiglio del diavolo.

Per concludere il mio consiglio è sempre quello di confrontarvi con uno specialista per poter fare prevenzione, questo è il modo migliore di tutelare la salute dei bambini. Lavorate sulla consapevolezza, sulla respirazione e sull’allungamento muscolare. Il piccolo sforzo che fanno oggi li proteggerà per il futuro, d’altra parte quante persone conoscete che soffrono di mal di schiena?

Insonnia del bambino? La soluzione viene dall’osteopatia

Insonnia del bambino? La soluzione viene dall’osteopatia

 

Il bambino riposa solo per un’ora o poco più? Irritato e inconsolabile piange continuamente, obbligando i genitori a notti insonni per mesi.

Dopo avere escluso gravi patologie, il pediatra spesso dichiara di non comprenderne la causa è quindi di non avere una cura per risolvere il disturbo. A volte, tenta di contenere il sintomo, somministrando un farmaco dalle proprietà sedative ipnotiche, la niaprazina (Nopron). L’utilizzo di tale farmaco a lungo pone dei seri interrogativi etici, tanto al medico che ai genitori.

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Colichette nei neonati e latte vaccino: esiste una correlazione

Colichette nei neonati : esiste una correlazione con il latte vaccino

La colichetta del neonato è caratterizzata da molteplici e prolungati periodi di pianto o agitazione . Comunemente si utilizza la “regola dei tre” di Wessel per definire questo disturbo neonatale così diffuso. Essa afferma che una colica del lattante comprende un pianto di almeno tre ore per giorno, per almeno tre giorni in ogni settimana, per almeno tre settimane nei primi 3 o 4 mesi di vita. Read more…

Yoga per bambini: i benefici, come e perche’ praticare Yoga fin da piccoli

Yoga per bambini: i benefici, come e perche’ praticare Yoga fin da piccoli

Lo Yoga per bambini è un toccasana per crescere bene dal punto di vista fisico ed emotivo e per imparare a socializzare in un ambiente ludico e piacevole.

La pratica dello Yoga aiuta i più piccoli ad essere consapevoli del proprio corpo e dell’importanza della respirazione, a sviluppare un comportamento altruista e ad apprendere l’importanza del rispetto degli altri e del Pianeta.

Come praticare Yoga con i bambini

E’ fondamentale tenere presente che lo Yoga per bambini non è e non deve essere un’imitazione dello Yoga per adulti. Quando parliamo di Yoga per bambini non dobbiamo pensare solo alle asana. Lo Yoga per i più piccoli è innanzitutto gioco e movimento sano.

Durante un incontro di Yoga per bambini si possono introdurre diversi elementi. Giochi di squadra o a coppie, esercizi di riscaldamento, asana selezionate appositamente per i più piccoli, che siano adatte alla loro fase di sviluppo, ascolto dimusica rilassante, danza e canto, racconti di storie dedicate a temi fondamentali come l’amicizia, il rispetto degli altri e dell’ambiente, momenti dedicati all’arte e alle emozioni, come il disegno e la colorazione dei mandala. Una lezione di Yoga per bambini può avere una durata variabile dai 30 ai 90 minuti a seconda dell’età dei partecipanti.

I movimenti nella pratica delle asana sono sempre dolci, lenti e guidati, per una totale sicurezza dei bambini. Le asana dovrebbero essere presentate in modo giocoso e possono diventare protagoniste di storie da raccontare animate dai bambini e di piccoli spettacoli teatrali. Verso la fine dell’incontro non può mancare un momento dedicato al rilassamento e ad una breve meditazione.

Gli incontri di Yoga per bambini si devono svolgere in un’atmosfera ludica e in unambiente confortevole e accogliente. Ogni bambino dovrebbe avere a disposizione un tappetino e indossare delle calze anti-scivolo. Nello Yoga per bambini ci si focalizza sull’importanza del movimento, sulle attività ludiche e sulla capacità di relazionarsi con gli altri, a partire dall’insegnante e dal gruppo dei partecipanti. E’ importante che i bambini siano seguiti da un insegnante qualificato nella pratica dello Yoga. Gli stessi genitoripossono seguire un corso di formazione in proposito per poter avvicinare al meglio alla pratica i propri figli.

Meditazione per i bambini

Anche i bambini possono meditare. Come per gli adulti, la meditazione è un momento di rilassamento davvero utile per i più piccoli. Gli incontri di Yoga per bambini si possono concludere con alcuni minuti di meditazioneo di rilassamento, con una durata che può variare da un paio di minuti a 10-15 minuti a seconda dell’età dei partecipanti.

Una meditazione adatta ai bambini e di durata breve potrebbe essere facilmenteintrodotta nell’orario scolastico durante le lezioni delle materie tradizionali, presentandola come un momento di relax. rigenerante e benefico. Sarebbe davvero un toccasana per tutta la classe.

I benefici dello Yoga per i bambini

Praticare Yoga fin da piccoli può essere fonte di numerosi benefici da non sottovalutare. Pensiamo a quante ore della giornata i bambini dedicano alla scuola e ai compiti rimanendo a lungo seduti. Dovrebbero dedicare una parte consistente del loro tempo al gioco e al movimento, ma sempre più spesso ciò non avviene. Lo Yoga aiuta a riportare un equilibrio sano tra impegni, divertimento e relax nelle giornate dei più piccoli.

Dal punto di vista fisico lo Yoga migliora l’elasticità e la flessibilità, la forza, la coordinazione, l’equlibrio e laconsapevolezza del proprio corpo. Aiuta a ritrovare un senso di calma e di relax. Permette ai bambini di giocare, di fare attività fisica e allo stesso tempo di entrare in contatto con il proprio sé, con gli altri e con il mondo che li circonda.

Possiamo riassumere così i principali benefici dello Yoga per i bambini. Praticare Yoga sin da piccoli è utile per:

1) Migliorare la concentrazione
2) Stimolare l’equilibrio e l’elasticità.
3) Favorire la libertà di espressione.
4) Sviluppare la consapevolezza del respiro e del proprio corpo.
5) Dedicare più tempo al gioco come fondamentale strumento di crescita.
6) Migliorare la conoscenza di se stessi e lasocializzazione.
7) Esprimere al meglio emozioni e stati d’animo.
8) Ridurre ansia, stress e aggressività.
9) Nutrire l’intelligenza razionale e emotivaper imparare a conoscere il mondo.
10) Stimolare la capacità di apprendimento.

Dove praticare Yoga per bambini

Sempre più di frequente nei centri Yoga si trovano in programma incontri, laboratori ecorsi di Yoga per bambini oltre alle classiche lezioni di Yoga dedicate agli adulti. Numerose scuole, dalla scuola dell’infanziafino alle scuole primarie e secondarie di primo grado, negli ultimi anni hanno deciso di inserire la pratica dello Yoga tra le ore di lezione rivolgendosi ad insegnanti qualificati. Alcuni istituti possono organizzare lezioni di Yoga per bambini in orario extra-scolastico (anche in contesti di pre-scuola o di dopo-scuola).

Se nella scuola dei vostri figli lo Yoga non è al momento previsto, potreste presentare una proposta in tal senso ai docenti, oppureandare alla ricerca del centro Yoga più vicino, per scoprire se sono già attivi corsi e incontri di Yoga per bambini.

“Se ad ogni bambino di otto anni venisse insegnata la meditazione, riusciremmo ad eliminare la violenza nel mondo entro una generazione”. (Dalai Lama)

L’influenza colpisce i bambini con un’alimentazione sbagliata

L’alimentazione è importante per la nostra salute e il nostro benessere; una corretta dieta ci permette, come spesso dimostrato di contrastare molte patologie, un ulteriore conferma ci arriva da uno studio dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, che ha analizzato le abitudini alimentari di circa 6.000 individui valutando tre fasce d’età : 1-4 anni, 5-14 e 15-64 anni.

E’ stata la fascia d’eta’ dei bambini piu’ piccoli quella piu’ colpita dall’influenza (oltre 22 casi su mille), anche perche’, al contrario dei fratelli maggiori e degli adulti ”mangiano poca verdura e introducono basse quantita’ di micronutrienti, che potrebbero servire a migliorare l’azione antinfiammatoria e ad aumentare le difese dell’organismo”.

In base ai risultati, il 70% degli intervistati consuma agrumi nel periodo invernale, ma tra 1 e 4 anni la quantita’ giornaliera introdotta e’ significativamente piu’ bassa rispetto alle altre fasce d’eta’. Stessa osservazione per quasi tutta la frutta, consumata mediamente dall’ 80% della popolazione campione.

Quanto alla verdura i dati sono ancora piu’ eclatanti: solo il 60% dei bambini la consuma e la quantita’ giornaliera aumenta con l’aumentare dell’eta’, passando quasi al doppio fra 15 e 64 anni. Ne sono esempio cavolfiore, cavoli, broccoli, verza e pomodori, che passano da un consumo medio di 30-35g/die (1-4 anni) a 65-70g/die (15-64 anni).

E il dato e’ confermato per le vitamine: la vitamina C passa da 84 mg al giorno nei bambini da 1 a 4 anni, a 140 mg nella fascia 15-64; l’acido folico passa da 200 a 400 microgrammi al giorno. La quantita’ assunta giornalmente di molte sostanze ad azione antiinfiammatoria come licopene, betacarotene, polifenoli e flavonoidi, raddoppia all’aumentare dell’eta’.

”Forse non si puo’ dire con certezza assoluta che i bambini si ammalano di piu’ perche’ introducono meno nutrienti protettivi “; dicono gli esperti – ma certamente le mamme vanno sensibilizzate ad alimentarli piu’ correttamente”.

E secondo Michela Barichella responsabile della Struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica ICP di Milano, ”in presenza di sintomi influenzali, e’ fondamentale, specie se coinvolgono il tratto gastroenterico, seguire una dieta specifica: introdurre vitamine con frutta e verdura, utilizzare latte fermentato e yogurt contenente fermenti lattici vivi e soddisfare tutti gli apporti calorici con la giusta combinazione di macro e micronutrienti”.

Fonte: Ansa

Perché non mettere i bambini a faccia avanti nella fascia porta bebè

Portare i bambini nella fascia porta bebè o nel marsupio rivolti in avanti (facing out, cioè con il viso rivolto verso la strada) è una pratica molto diffusa, soprattutto con i marsupi tradizionali. Forse non tutti sanno, però, che è una modalità altamente sconsigliata per 9 ragioni.

1 – non dà appoggio alle gambe del bambino

Le ginocchia del bambino devono alzarsi all’ altezza del fianco o più sopra. Questo solo è possibile se la fascia portabambino copre tutta la parte posteriore della coscia, la parte posteriore del ginocchio, o se il portabebè é munito di poggiapiedi.

Quando il bambino guarda in avanti con le gambe senza appoggio, non è semplicemente che le sue gambe stanno appese, è che nè la colonna vertebrale né il bacino hanno un supporto, semplicemente non c’è nessun sedile perchè il bambino possa appoggiarsi.

Un marsupio o portabebè che supporta le gambe stimola il corretto sviluppo del bacino. I portabambini rivolti all’esterno non danno supporto ai fianchi dei bambini. I bambini diagnosicati di displasia del bacino non devono usarli.

2- è più difficile per te portare il bambino

È molto più pesante portare qualcosa che sporge dal tuo corpo che una cosa che si abbraccia al tuo corpo. Cosí chi porta ha un carico difficile da portare e tante volte finisce per inarcare la schiena per compensare. L’organismo dei bambini si adatta naturalmente a essere portato guardando verso di te.

3- mette il bambino in una posizione in cui la schiena rimane inarcata o vuota facendo pressione sulla instabile colonna vertebrale del bambino.

Un bambino senza supporto alle gambe e che guarda in fuori è instabile, questo lo obbliga ad adottare una posizione “vuota” della schiena (come si mostra nella linea rossa) per compensare. Stirare la schiena (come inarcarsi dopo un pisolino) non è sbagliato in sè. Il problema è quando si comprime una lordosi con il peso. Mettendo il bambino rivolto in avanti, si stira la naturale curva convessa arrotondata della colonna in una posizione di lordosi. Senza niente a cui afferrarsi, i muscoli addominali si indeboliscono, le spalle arretrano, la pelvi del bambino si inclina posteriormente e si vede obbligata, non solo a sopportare il peso del suo corpo, ma anche ad assorbire la forza di ogni passo del portatore – tutto sulla sua piccola e delicata colonna vertebrale

Esercita una pressione inadeguata sull’inguine e può anche disturbare la zona interna delle coscie del bambino.

Questo bambino si appoggia sul suo papà per avere un appoggio supplementare. Cosí, si stabilizza, però non è consigliabile passare la giornata in questa posizione. Stare sospeso per le parti più sensibili del bambino non è l’ ideale, specialmente per i piccoli bimbi maschi.

4- può sovrastimolare il tuo bambino

I bambini possono stare faccia a faccia con i loro genitori e continuare a esplorare il mondo che li circonda al proprio ritmo. È facile per un bambino sentirsi sovrastimolato.

5- non sostiene la testa nè il collo
La asfissia posturale può succedere quando i bambini non hanno nessun controllo del collo e il mento cade sul petto. I bimbi piccoli non possono mai essere collocati in una posizione che metta in pericolo le loro vie respiratorie. Negli USA la Commissione di Sicurezza ha approvato una legge che impone l’obbligo di indicare, nelle etichette di avvertenza di portabebè rivolti in avanti, che i bambini non devono essere portati guardando in avanti fino a che non hanno un controllo adeguato della testa e del collo. La legge non si applica per bambini che dormono, anche se non hanno controllo del collo o della testa mentre dormono.

6- ostacola la termoregolazione

Un bebé in posizione di flessione contro il petto della madre, conserva il calora in un modo più efficace che non quando è rivolto in fuori con il petto allo scoperto. Informati sul metodo canguro e i benefici della termoregolazione. Inoltre il bebè ha più cellule di grasso (di isolamento) nella parte posteriore che nella anteriore.

7-é piú difficile rispondere ai segnali del bambino

Senza contatto visuale è piú difficile comunicarsi con il bambino, controllare le vie respiratorie, accorgersi se rutta o ha un rigurgito, conoscere i suoi bisogni… C’è un studio che dimostra chiaramente che anche le carrozzine rivolte in avanti possono interferire nella capacità di interagire e rispondere al bambino.

Nella foto, la mamma prova a correggere la posizione del bambino per evitare che rimanga appeso.

8- altera il centro di gravità del bebè

Con molta frequenza il portatore intuitivamente posiziona in avanti le dita indice perchè il bambino possa afferrarsi e stabilizzarsi o provarà a sostenere le gambe del bambino alzandole in avanti. Senza sedile nè niente per afferrarsi davanti a lui è difficile per il bamino non inarcare la schiena con il peso del proprio corpo.

9 – puó non essere molto gradevole per la tua schiena

Portare un carico con la colonna vertebrale inarcata provoca un dolore nella zona lombare. Portare un bambino guardando in avanti non è la migliore opzione. Non è crudele, pero non è l’ ideale.

Portare il bambino guardando verso di noi, come se lo abbracciassimo, è il modo in cui il bambino è adatto per essere portato e anche il modo naturale di muoversi.

Buona portata!

Fonte http://www.bobafamily.com