UMORISMO E BENESSERE PSICOLOGICO

UMORISMO E BENESSERE PSICOLOGICO

Quanto siamo in grado di ridere di noi stessi e di accettare le sollecitazioni degli altri? C’è un collegamento fra umorismo e benessere psicologico? Ricerche e teorie in psicologia evidenziano gli effetti potenzialmente benefici della risata e dell’autoironia, attenzione però a non confondere umorismo e presa in giro: se il primo promuove un indulgente autoconsapevolezza di sé, la seconda rischia di essere offensiva e svalutante. Read more…

Cosa significano alcuni gesti e movimenti nella psicologia. Ecco la spiegazione di ognuno

Sapevate che i nostri gesti e movimenti possono aggiungere delle informazioni importanti su di noi e rivelare qualcosa che in realtà vogliamo tacere a chi ci sta davanti?

Toccarsi i capelli, mordersi le labbra, mangiarsi le unghie, gesticolare molto, stare a gambe incrociate e molti altri gesti hanno tutti un significato: sono gesti che permettono all’esperto della comunicazione non verbale di decodificare il linguaggio del corpo attraverso il quale parla la sfera inconscia. Read more…

Il potere delle nostre affermazioni

Tutti noi formuliamo delle affermazioni ma non sempre ne siamo consapevoli. Quando usi l’espressione “Io sono” seguito da un sostantivo o da un aggettivo, come ad esempio “Io sono geniale” oppure “Io sono sfortunata”, stiamo usando il potere creatore della mente. I nostri pensieri sono “cose” che viaggiano per il mondo e provocano effetti costruttivi o distruttivi a seconda della qualità del pensiero che pensiamo. Read more…

La mente e le onde-pensiero

 

La mente sembra intelligente e conscia.… non è così. E’ soltanto uno strumento di conoscenza che abbiamo a disposizione.

La conoscenza o percezione che abbiamo delle cose è un’onda-pensiero nella mente, che noi dobbiamo controllare, perché ciò che accade comunemente è che se l’onda-pensiero è piacevole, noi diciamo “io sono contento” e se l’onda-pensiero è spiacevole, noi diciamo “io sono infelice”. Ma questa identificazione è falsa ed è causa di ogni nostra infelicità.

Infatti la conoscenza o percezione che noi abbiamo di ciò che viene dal mondo esterno, è solo quella materiale e tangibile propria del livello più macro. Ma, ad un livello più micro, vediamo che anche la materia corrisponde all’immateria. Questo concetto apparentemente astratto trova invece fondamento nella scienza, ed in particolare nella fisica subatomica che da Albert Einstein in poi riconosce che anche la materia apparentemente più fissa e stabile è composta da particelle, cui la meccanica quantistica ha tolto definitivamente l’aspetto classificabile come “materiale”, definendole onde. Perciò noi stessi, al pari di un sasso, siamo fondamentalmente immateriali, senza fissità, e costituiti da onde. Quello che compare ai livelli più grossolani della materia e cioè il mondo nelle sue manifestazioni fisiche è solo la superficie di una verità molto più complessa.

Analizzando le cose e il mondo in termini subatomico-quantistici la stessa fisica e meccanica ci dicono che non esiste nulla che abbia un’esistenza concreta e reale di per sé. Questo modo scientifico di avvicinarci, interpretare e vivere le cose e il mondo che ci circonda, ricorda quanto la mente impalpabile e le onde-pensiero che l’attraversano sono inconsistenti quanto l’apparenza e vacuità stessa del mondo, universo e cosmo. Con questa consapevolezza noi dobbiamo arrivare a controllare le onde-pensiero in modo da non identificarci (come già detto), in false credenze che sono l’origine della nostra infelicità. In definitiva la vera “felicità” è raggiungere la calma della consapevolezza che tutto è apparenza e vacuità, niente è come sembra.

Le apparenze che compongono la nostra realtà materiale possono essere percepite o conosciute dalla nostra mente, come pure o impure. Le apparenze pure sono quelle percepite dalle persone che hanno riconosciuto la natura impalpabile della mente e della sua attività, uguale a quella stessa natura vacua dei fenomeni esterni che vediamo, tocchiamo, ecc. Queste persone sono consapevoli, non si fissano sulle apparenze, sono mentalmente libere da ogni forma di attaccamento (brama, desiderio, possesso, ira, collera, dolore, delusione, ecc). Queste persone sono mentalmente libere dal proprio ego-ismo, cioè dall’identificazione erronea dell’ego con le illusorie onde-pensiero, e questa libertà permette loro anche di aprirsi agli altri e comprenderli.

Le apparenze impure sono quelle percepite dalle persone ordinarie che credono, sbagliando, alle apparenze relative che compongono il mondo fuori di loro e le scambiano per qualcosa di distinto dalla propria mente. Invece, siamo noi che crediamo che quel tal evento sussista al di fuori di noi con un significato positivo o negativo, e l’onda-pensiero da noi creata in questo modo, induce il nostro io a identificarcisi, facendoci credere erroneamente che “io sono felice/infelice per quel fatto”.

E’ senz’altro difficile imparare a controllare le proprie onde-pensiero, perché siamo stati abituati a vivere in questo mondo fatto di dualità: bene/male, brutto/bello, cattivo/bravo, giorno/notte, luce/buio… Questo procedere per alternative ci rende difficile non interpretare il mondo e le cose che ci capitano in un senso o nell’altro, con i conseguenti stati emotivi che ciò comporta. La difficoltà sta anche nella stratificazione nel tempo che certi stati emotivi hanno calcificato a causa del percuotersi e ripercuotersi di certe onde-pensiero, creando così in noi anche delle strutture di personalità, il carattere. Onde-pensiero negative per es., possono a lungo andare fissare nella persona malessere e brutto carattere. Queste onde-pensiero, però, possono essere controllate e indirizzate diversamente, facendo anche, nel lungo periodo migliorare le tendenze caratteriali negative della persona. Ci vuole tempo, intenzione e perseveranza, ma è possibile.

Come posso controllare e cambiare le mie onde-pensiero?

Condizionati dall’abitudine possiamo reagire in modo positivo o negativo.

Se siamo abituati a stati mentali negativi, ovvero a reagire alle situazioni senza consapevolezza né presenza mentale né controllo, senza portare energia positiva (cioè onde-pensiero di amore, generosità, comprensione e verità), avremo depressione, rabbia, paura, collera, desiderio di vendetta e tanta sofferenza.

Se invece siamo abituati a stati mentali positivi, o con intenzione decidiamo incondizionatamente e con vera sincerità di pensare e comportarci positivamente, ovvero ci abituiamo a generare pensieri e azioni coltivando la presenza mentale, la centratura sulla calma, la gentilezza e l’amore, possiamo invertire le nostre emozioni negative, vivere meglio, affrontando con mente sgombra e serena anche problemi, situazioni difficili e dolori.

Ciò significa liberarsi dall’attaccamento alle cose materiali, che si manifestano così come sono, centrarsi sul qui ed ora, padroneggiando l’esperienza del momento senza influenze emotive del passato o del futuro. E’ un percorso non semplice che richiede motivazione, intenzione vera e vera fiducia e credenza. Si può fare. E’ una scelta. E come ogni scelta porta con sè le rispettive conseguenze: una scelta positiva, o meglio fatta con positività, porta conseguenze positive (anche quando all’apparenza ciò può non sembrare). Al contrario, una scelta negativa, ovvero fatta con negatività, porterà conseguenze negative. Energie e vibrazioni positive, portano energie e vibrazioni positive. Scegliere è una nostra responsabilità.
Ma il mondo esteriore, come detto in apertura, le cose che percepiamo e conosciamo, anche nei loro aspetti più belli sono comunque transitori. Sia le cose belle che le brutte sono superficiali e transitorie. Per questo la vera calma è sapere che tutto è vacuità.

Pertanto, quando con la pratica e la disciplina spirituale o mentale (che dir si voglia) avremo offerto onde-penierso di amore, comprensione, generosità, verità, in sostituzione di quelle di collera, ira, desiderio, delusione, ecc., anche le onde-pensiero positive dovranno man mano essere neutralizzate in una visione di calma interiore per così dire “neutra”. E solo allora potremo con presenza e centratura scegliere come orientare questo nostro viaggio nella vita ordinaria, nella vera consapevolezza di quanto sin qui consolidato. Potremo allora liberamente scegliere il bene o il male (consci comunque di permanere in mete terrene e caduche, che secondo l’interpretazione propria della spiritualità orientale coincidono con la perpetuazione di un karma attraverso il samsara) o l’illuminazione (in vista di mete spirituali e di una realizzazione ascetica più alta secondo le proprie mire ed attitudini).

Per quanto ci affanniamo, saremo ricompensati solo secondo i nostri desideri: ciò che conta sono le nostre intenzioni. Se vogliamo perseguire una calma illuminata, la otterremo; se vogliamo solo piaceri e potere li otterremo; se vogliamo perseguire il male, avremo il male. L’opportunità è in mano nostra.

“La mente dell’uomo illuminato è calma, non perché sia egoisticamente indifferente ai bisogni altrui, ma perché conosce la pace che è in ogni cosa, anche dove in apparenza c’è miseria, lotta, malattia e bisogno.”(2)

Questa attitudine alla calma interiore, ricercata con sincera e fiduciosa pratica e pensiero, si raggiunge superando l’attaccamento a desideri e bisogni. Il non attaccamento ci rende liberi e padroni di noi stessi, non più in balia delle emozioni. Il non attaccamento ci permette di discriminare il reale e l’immaginario.

Superare l’attaccamento richiede tempo e non è detto si raggiunga subito, né facilmente. Non è una pratica di austerità o pena, ma una pratica di riconoscimento, analisi e distacco dalle cose materiali che ha bisogno anche di preparazione e sincera disposizione a farlo. L’esito sarà la libertà da desideri e bisogni immaginari, senza rinunciare a ciò che è veramente importante per noi: la centratura, l’equilibrio, la calma interiore. Ogni nostro sforzo in questa direzione, anche il più piccolo, anche quando ci sembrerà di non farcela, non sarà inutile, mai, neppure quando ci sembrerà di aver fallito. Bisogna provare, aver fede, metterci energia. Nessuno sforzo sarà sprecato.

La nostra vita temporale di esseri mortali, veicola un’anima o spirito, attraverso il corpo fisico che “sta” dentro un’esperienza materiale.Perciò la disciplina fisica e l’espressione corporea sono tanto importanti nell’allineare la mente su di un’unica centratura, o unione mente/corpo. Pertanto, come già si diceva, non sono solo importanti un’impostazione mentale e una disposizione spirituale, ma anche una pratica, cioè anche azioni che vadano nella direzione scelta. Di qui la possibilità di scegliere se impegnare il proprio corpo e canalizzare anche l’energia fisica nello sport, arti marziali, yoga, corsa, nuoto, passeggiate, ecc. e impegnarci in occupazioni zen o similari (coltivazione di bonsai, giardini, costruzione di mosaici, ricamo o altro…), allo scopo di predisporre anche il corpo e non solo la mente alle nuove aperture ed orizzonti di vita.

Come i malesseri emotivi non curati danneggiano il nostro corpo?

Di sicuro è capitato qualche volta anche a voi: l’urgenza di andare in bagno quando avevate un esame, quel nodo allo stomaco quando stavate aspettando una notizia, quel dolore nel petto quando qualcuno vi faceva soffrire con le sue parole o con i suoi comportamenti…

Disturbi psicosomatici: quando la mente soffre
I disturbi psicosomatici di norma hanno come base fondamentale l’assumere forme emotive molto intense che non riusciamo a controllare e che gestiamo quindi in modo negativo. Facciamo un esempio: prendiamo in considerazione una persona che ha un lavoro insoddisfacente oltre ad un capo che non apprezza i suoi sforzi. La persona tornerà a casa abbattuta, con cefalee, con molta probabilità soffre di insonnia e tale situazione di stress potrebbe sfociare in un’ulcera allo stomaco o in una depressione nervosa. Se non si agisce, se non si dice ad alta voce ciò che ci passa per la mente e non si esprime quello che ci blocca e ferisce, di certo si finirà con l’ammalarsi.

La stessa cosa succede quando vi spezzano il cuore, ad esempio, se chiudete una relazione e non affrontate in modo adeguato questa situazione. La tristezza finirà per nutrirsi dei vostri pensieri giorno dopo giorno, fino a confinarvi nella camera oscura di qualche malattia, causandovi dolori che non ha una base organica oggettiva, malesseri prodotti dalla mente.

Adesso passiamo ad analizzare quali manifestazioni cliniche possono produrre i disturbi psicosomatici:

Cardiopatia ischemica: la tensione, la competizione… solitamente sfociano in questa malattia.Cefalee tensive: sono le più frequenti quando abbiamo dei problemi.Asma bronchiale: lo stress in generale e certi stati emotivi possono scatenare crisi d’asma.Lombalgia: il dolore alla schiena a livello lombare è una delle principali cause di congedo dal lavoro ed è quasi sempre associato a problemi emotivi e tensivi.Eczema: consiste nell’insorgenza di vesciche e croste sulla pelle accompagnate da forte prurito, ed è a volte associato allo stress.

Aprire delle porte: sfogare il dolore
È sempre difficile. Spesso viviamo delle situazioni in cui è complicato poter reagire: abbiamo bisogno di un lavoro per poter vivere, e lo stato di stress è quasi sempre associato a questo; tuttavia, non possiamo nemmeno controllare tutti gli avvenimenti negativi che ci si presentano, la vita non è un cammino lungo il quale tutto è prevedibile e dove la tranquillità è assicurata… però dobbiamo tenerci pronti, avere delle armi, delle abilità personali per stabilire i limiti, per dire a voce alta quello che vogliamo, per mantenere una buona autostima e non permettere che ci si lasci cadere nell’abisso della vulnerabilità…

È normale essere nervosi, avere paura, essere ansiosi… sempre che si tratti di momenti precisi e passeggeri. A causa dei malesseri non curati, il nostro corpo finirà per lamentare il dolore e ammalarsi. I malesseri interiori devono essere curati, o per lo meno devono cicatrizzarsi le ferite per poter andare avanti con un corretto stile di vita.

Tocca a noi aprire queste porte. La felicità sta nelle nostre mani.